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Quasi pronta da infornare

26 ottobre 2014

O si fa la fiera (e compagnia bella) o si fa il post: tutti e due… ‘n se po’. Rientrato da Padova avrei da editare il video di Auto e Moto Classica 2014, e non solo. Ho anche girato un’altro breve video mentre Moreno prepara la scocca per la verniciatura. Intanto vi lascio questa anteprima

giulietta-spider-painting-prep

Come vedete è quasi pronta: manca il parafango sinistro e il frontale, tamponati di grigio “spia”, dopo di che sotto con l’antirrombo e da lì si passa al Rosso Alfa, il colore della gloria :)

A presto.

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Freni: rettifica tamburi

18 ottobre 2014

Dovendo pensare ai freni incominciamo dalla parte più rognosa: come da titolo, la rettifica dei tamburi. Non che fossero ovalizzati, nemmeno tanto consumati, ma per avere una perfetta superficie di attrito è meglio prendere tamburi e ganasce e portarli dal professionista, nel caso La Casa del Freno di Perugia.

giulietta-spider-tamburi-freni

Eccovi il gruppo: tamburi anteriori e posteriori e relative ganasce. Ritrovarseli in buone condizioni è una bella fortuna, perché come sapere queste sono componenti non precisamente rari ma comunque sempre costosetti. Il tutto è stato sabbiato; la superficie di attrito interna è stata rettificata e ogni ganascia ha avuto la sua (propria, non intercambiabile) soletta nuova o ferodo, come per antonomasia venivano e vengono tuttora chiamati.

ganasce_01ganasce_02ganasce_03Nuovi e rigorosamente privi di amianto. Lo so, in giro si dice che se i vecchi Ferodi frenavano poco, con questi nuovi si rischia di dover tirare fruori il piede sinistro. In ogni caso ho deciso così, poi si vedrà, anche perché poco ma sicuro questi durano meno di quelli in tessuto. Ecco i nuovi ferodi, fatti di una miscela composita che contiene un po’ di tutto, magari qualcosa di pure peggio dell’amianto, ma ce lo faranno sapere più avanti :)

Ferodi_03FerodiFerodi_01E per il reparto freni questa è fatta. La minuteria per il montaggio è pronta, il serbatoio liquido pure. I dischi paraceppi sono stati riparati e verniciati a polveri. La pompa, come detto più volte, la prendo nuova, alla faccia dell’originalità: meglio andare sul sicuro, almeno su questo. I tubetti li faremo al momento del montaggio.

La nota dolente sono i cilindretti. Mi sono messo in testa di trovare i Girling originali nuovi da fondo magazzino, NOS-Girlingma fino ad ora sono riuscito a rimediarne uno solo, per la precisione un 303300W, quindi per ruota anteriore, non ricordo se destra o sinistra.

Ovviamente ho il kit strappato alla mia veloce e qualche altro cilindretto volante, ma là sotto vorrei tutto nuovo e originale: vedremo se a Padova riesco a servire anche le altre ruote.

Giusto, la settimana prossima apre i battenti la 30° edizione di Auto e Moto d’Epoca: ho già un calendario di appuntamenti con espositori, ricambisti e amici da far invidia a Renzie, ma dal primo mattino di giovedi mi troverete a rovistare nel padiglione ricambi. C’è poi ovviamente la capatina fino a Tezze per vedere a che punto siamo con la ‘signorina’, che ormai dovrebbe avere la pelle liscia come la cera.

Ci si vede in fiera, a presto ;)

Mercato #04 2014: not a trailer queen yet

12 ottobre 2014

Il trailer c’è, manca la regina, ma questa 750 Veloce del 1959 potrebbe diventarlo. Finita all’asta su ebay il 1° ottobre – poi come di norma per questi rari esemplari ritirata e venduta fuori -, in mano al suo proprietario la bella era destinata a diventare un driver senza grosse pretese, rabberciata a furia di stucco e ruggine dissimulata alla bell’e meglio: chi se l’è presa potrebbe, dovrebbe fare di meglio.

AR149505985

Telaio AR1495F05985 in bella mostra (c’è anche uno slides show su Photobucket), la descrizione lascia tuttavia inevaso un quesito non da poco, peraltro posto in modo esplicito da qualche avveduto interessato: il numero di serie del motore, quel 32166 visibile sulla traghetta, è anche sotto il cofano o c’è dell’altro?

AR149505985_10AR149505985_04AR149505985_03Il venditore non posta alcuna foto ma risponde di sì, è un matching numbers! E noi gli crediamo, perché a dispetto di quell’assurdo roll bar l’auto – ci dice – non è mai stata portata in pista. Il vano motore infatti sembra intatto, con tutti i suoi componenti originali e un paio di Weber DCO3 in serie consecutiva (4600 e 4601) che da soli fanno 3k euro se non di più. Nel lotto anche i pezzi smontati in vista del ripristino casereccio. Rimane dunque l’interrogativo sullo stato della scocca.

AR149505985_06AR149505985_09AR149505985_01A ben vedere lo stucco sembra superficiale e la scocca non presenta urti o deformazioni da impensierire nessuno. Difficile seguire il venditore, invece, quando cerca di rassicurarci sulla salute del sottoscocca. Anche se l’auto trascorse la sua vita in New Mexico, la ruggine ha fatto comunque breccia e divorato parte del pianale, poi beceramente riparato con un “fiberglass panel”  :neutral:   Se tanto portata tanto, l’intero pianale andrebbe sostituito e a più ragione l’ossatura sottoporta.

Ma cosa volete farci: in un progetto di restauro come questo, con l’auto già smontata poi, la sostituzione degli elementi portanti del sottoscocca è doverosa. Ci rimarrà il dubbio sulla cifra sborsata, ma qualcosa mi dice che questa veloce ripagherà tutto quanto il suo restauro, e così probabilmente la pensano coloro che hanno inviato al venditore “tons of questions about shipping overseas”.

RCL-cover-ottobre14-copiaA proposito, se avete preso Ruoteclasiche di Ottobre avrete notato, a pagina 136, che le quotazioni della Giulietta sembrano aver subito una vistosa impennata. In realtà è la redazione che si è finalmente adeguata ai prezzi del mercato reale, tant’è che per una Giulietta passo corto “conservata, originale e di buon livello o con restauro di antica data” siamo a 70k euro, mentre per “vetture completamente restaurate professionalmente e in modo conforme all’originale” si arriva addirittura a 100! Che dire… una bella cifretta da sganciare tutta in una botta! Meglio allora farsela da sé, la reginetta, sborsando un po’ alla volta le spese di restauro, partendo magari di un esemplare come questa AR1495F05985, che però è andata… beh sarà la prossima :)

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Prova Telaio capote

5 ottobre 2014

Quello che vedete qui, in prova di rimontaggio, è un telaio a scomparsa totale, acquistato per sostituire il telaio fornito dalla Casa, che per la seconda serie proponeva una innovazione piuttosto infelice; infatti, una volta ripiegato rimaneva in parte fuori dall’alloggiamento, spezzando la linea filante della Giulietta. Ecco il nuovo telaio, preciso al millimetro

giulietta-spider-top-frame

In realtà ho esitato parecchio prima di decidermi; ho provato insomma a farmi piacere quella soluzione – dopotutto è il telaio capote originale – ma non c’è stato niente da fare: alla prima occasione ho preso quello giusto, senza nemmeno stare a vedere se quell’altro si potesse modificare per farcelo stare. Dunque siamo all’ennesimo doppione: di questo passo prendo una scocca nuda e mi faccio la Giulietta di scorta :)

giulietta-spider-top-frame_01giulietta-spider-top-frame_02giulietta-spider-top-frame_03Dicevo appunto che anche questo telaio di rimpiazzo, come del resto anche il tettuccio rigido, ci sta preciso come fosse il suo. E va detto che qui, considerato che non ci sta una scocca uguale all’altra e di Giuliette con la “visiera” ne ho viste, ho avuto una bella fortuna. Ecco qualche altro scatto dei punti critici: bordo parabrezza e cerniere cofano bagagliera.

giulietta-spider-top-frame_04giulietta-spider-top-frame_05giulietta-spider-top-frame_06I gancetti davanti alle cerniere li ho preso in prestito da Joseph per le prove (grazie), perché purtroppo anche questo pezzo, come il radiatore, sembra ‘baciato’ dalla sfiga: due acquisti andati a male, il primo cancellato perché l’utente non spedisce nelle periferie dell’Impero, il secondo mai arrivato, ma vabbe’, rimborsato. Se ne avete un paio (originali di fabbrica ovviamente, anche da ricromare) eccoci pronti.

Tornando ai telai, che ovviamente ho confrontato, mi sono un po’ stupito dalle differenze fra i due, non di dettaglio ma direi quasi di tipologia costruttiva, per cui credo che varrebbe la pena approfondire e magari fare un post dedicato a un confronto puntuale. Per ora va bene così: la scocca dovrebbe essere in preparazione per la verniciatura, ma non la vedrò prima della fine del mese, in occasione della mostra di Padova. A presto ;)

 

 

 

Trousse attrezzi: originale o replica?

28 settembre 2014

A Novembre dell’anno scorso avevo recensito la Borsa attrezzi di Bergia, molto ben fatta, bella, nuova di pacca. Qualche settimana fa Filippo da Milano mi manda in omaggio – grazie mille ;) – due campioni di una Trousse fatta da lui stesso che mi ha lasciato a bocca aperta. Ve la mostro e ve la descrivo nel dettaglio perché mi sembra davvero notevole.

Filippos-tool-Roll-sample_original-comparation_00

Eccola a confronto con un rullo attrezzi originale. Qualche esitazione? Indizi ce ne sono, ma tutti a carico dell’uso, non del tempo. Infatti su quella a destra ci sono le tipiche tracce rossastre lasciate dagli attrezzi arrugginitisi dentro. Quella a sinistra invece – che però sembra altrettanto vissuta – è bella pulita, è la replica appunto. Confrontiamole ancora più da vicino:

Filippos-Tool-Roll-sample_original-comparationFilippos-trouse-sample_original-trouse-comparation_02Filippos-trouse-sample_original-trouse-comparation_04Ancora, se non ci fosse quel brutto tentativo di riparazione su quella a destra (foto in mezzo) si farebbe fatica a distingere la riproduzione dall’originale: la fibbia è quella, i ribetti sono tutti cromati, messi nei punti giusti, anche se qualcuno è di misura diversa (ma questi sono campioni: anche a questo, mi dicono, si porrà rimedio) e il tessuto, che proviene da sacche e altro al tempo in dotazione all’esercito italiano, a occhio nudo si presenta identico. E allora tiriamo fuori la lente d’ingrandimento:

Filippos-trouse-sample_02

Rispetto all’originale (in basso) il punto sembra un pelino più stretto e compatto. Se non vado errato poi, il taglio coglie la trama di traverso rispetto all’originale, il che contrubiusce a dissimulare l’alternanza di nodo e filo, ben visibile nella stoffa originale nonostante il sudiciume e lo ‘speluccamento’ dovuto all’uso. Ma è proprio così? Non si tratta piuttosto di un effetto visivo? Osservate la foto al centro in basso:

Filippos-tool-Roll-sample_detail_01Filippos-trouse-sample_detailFilippos-trouse-sample_detail_02Certo siamo alla pignoleria compulsiva, nemmeno stessimo a esaminare una banconota. Eppure, c’è da dire che qui il paragone è decisamente calzante: come nelle migliori contraffazioni, è la carta – qui la stoffa – a fare la differenza. E invece qui la cosa diventa indecidibile: la stoffa appare a tutti gli effetti identica, se non la stessa. Sulla fattura inutile dilungarsi, lo si vede subito, è ottima.

Filippos-trouse-sample

Insomma, un’ottima alternativa ‘mimetica’ al rullo attrezzi originale, come sappiamo quasi impossibile da trovare. Rispetto a quello di Bergia, questo ha il vantaggio di apparire vissuto e più vicino, quasi indistinguibile dall’originale. Per un’auto restaurato a nuovo il primo potrebbe andare benissimo; per un esemplare conservato o che comunque non ami dissimulare la propria età il rullo di Filippo è l’ideale.

Lo so, verrò tempestato da domande e richieste. Ebbene sappiate che al momento ignoro se sia entrato in produzione, e nel caso quale sia la disponibilità… men che meno un’idea del prezzo. Questione di tempo e Filippo ci farà sapere. Intanto questa sample me la tengo stretta ;)

[EDIT 02.10.14. Infatti, abbiamo già una waiting list:

1) Vic

2) Nino

3) Tony

4) Claudio

5) Marco 

6) Andrea

7) Alessandro

8) Tony2

9) Joe

Next?

Ps. I will contact you all as soon as the bag is ready ]

Imola 2014

21 settembre 2014

Riprendiamo, dopo una lunga vacanza e qualche impiccio, dalla mitica, pionieristica Mostra Scambio di Imola, in questa edizione ahimè un po’ sottotono e con qualche ospite in più, decisamente sgradito. Ecco il video, brevissimo perché a dirla tutta da vedere non c’era gran che.

 

Poche le auto di interesse collezionistico, non dico di pregio, ma almeno dotate di un qualche fascino. Si affacciano al mercato “d’epoca” le varie ventenni, ed eccoti la ‘rarissima’ Golf, e le supercar non ancora d’annata ma decisamente dannate, come la Porsche 996 che non vorrei nemmeno regalata. Insomma un giretto non guasta, ma a passo sostenuto.

Vistose assenze anche nel reparto ricambi, dove mancavano due pilastri della ricambistica Alfa: Bergia per il nuovo e Alvaro per i pezzi rari originali. Le Giuliette le avete viste, ed erano quelle e basta. Notevole anche se con qualche svirgolatura di dubbio gusto la Spider Veloce nello stand dell’ASI: la scritta aftermarket sul cofano bagagliera, a sbandierare che è una veloce sarebbe da evitare. In ogni caso un gran bell’esemplare.

Ah ecco, e chi erano questi ospiti sgraditi? Farabutti infiltrati per fregare il prossimo: dai furbetti a fare il gioco delle tre carte in pista ai borseggiatori e scippatori un po’ dovunque. Gli annunci infatti si susseguivano a ritmo sostenuto: il cartello del ricambista che minaccia di mandarne qualcuno in ospedale non era forse una battuta :)

Bon, ne approfitto per anticiparvi alcune delle cose che vedrete nei prossimi post. Anzitutto la miglior replica di una borsa attrezzi che io abbia mai visto: ve la recensisco fra qualche giorno. Poi una scoperta recente: un restauratore di emblemi in smalto capace di fare quel che fino a ieri mi sembrava impossibile: vedere per credere. E ancora un bel po’ di manuali nuovi, sempre in PDF, compresi i primi capitoli del Catalogo delle parti di ricambio per Giulietta. Infine… beh, torneremo al restauro in corso, alle ultime prove di rimontaggio e poi la preparazione per la verniciatura.

A presto ;)

 

Sibillini e dintorni 2014

29 agosto 2014

Si è svolta dal 21 al 24 agosto la VII edizione della Rievocazione storica del Circuito della Vittoria, manifestazione organizzata dalla Scuderia Marche. Tema di quest’anno le ‘Ville e dimore d’epoca’, ville e dimore che purtroppo non vedrete nei video, che riprendono le partenze della prova di regolarità il primo, la parata in piazza Mazzini il secondo, sempre a Macerata.

 

Come nelle ultime due edizioni (nel 2012 ho seguito, l’anno scorso ero fuori), anche quest’anno la partecipazione all’evento era riservata esclusivamente ad autovetture prodotte entro il 1940. C’è poco da fare, bruto come sono, riesco a fatica ad appassionarmi al genere… con pochissime eccezioni s’intende. Infatti, in questi casi non ho occhi, appunto, che per le Alfa Romeo 6c, non a caso protagoniste del secondo video, tra cui una rarissima 1750 GS V serie del ’32 assemblata in Francia (occhio al logo a 5.27).

 

Limiti personali a parte – non solo estetici :D – bisogna dare atto dell’indiscusso successo della manifestazione, sia quanto a risultati raggiunti (su finalità benefiche, patrocini e sponsor potete informarvi sul sito della Scuderia Marche linkato sopra), che per partecipazione di pubblico, numeroso ed entusiasta.

Se la Sibillini e dintorni cresce di anno in anno credo sia lecito attendersi un deciso passo avanti, ovvero il ritorno, perché no, a quella bella mescolanza, diciamo così, fra trapassato e passato, come nel 2010 e precedenti edizioni per intenderci. Dopotutto, gli anni d’oro del Circuito della Vittoria, non erano stati i mitici anni ’50, gli anni del “Rinascimento”, appunto, della carrozzeria e del motorismo sportivo italiani?

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Prove di Rimontaggio

3 agosto 2014

A lattonatura finita, prima di passare in verniciatura è necessario accertarsi che tutti gli accessori della scocca, dai componenti cromati ai meccanismi interni alle portiere, dai vetri alle guarnizioni in gomma, capote e hardtop etc., montino alla perfezione. Ci siamo riusciti, quasi senza fatica: brevissimo video

 

Ebbene sì, come vedete ho preso un tettuccio rigido, di cui vi parlerò più avanti. Ora vediamo quali sono state le (poche) rogne durante questa serie di operazioni delicate, che non ammettono errori a meno di non voler affrontare il rischio di rovinare il laborioso e costoso lavoro di verniciatura.

Giulietta-spider-reassembling-test

Pochissime. “Siamo stati fortunati che tutto è tornato a posto senza grosse rogne”, mi diceva ‘il primario’ (a Padova c’è chi lo chiama così :D ) al telefono. Troppo modesto! Lo sappiamo tutti, qui la fortuna c’entra poco. Se tutto è filato liscio è perché il lavoro di lattonatura è stato eseguito con cura maniacale, tenendo sempre presente che la macchina va poi rimontata. Infatti Domenico ha penato un po’ solo con componenti che con il suo lavoro hanno poco a che fare.

Giulietta-spider-reassembling-test_02Giulietta-spider-reassembling-test_01Giulietta-spider-reassembling-test_05Le guarnizioni. In particolare quelle dei montanti parabrezza (tra montante e deflettore), di cui veniamo a sapere che ne esistono di due tipi, per modelli con e senza canalino in alluminio. Risolto. Quella della bagagliera poi non c’era proprio: l’ho presa la settimana scorsa direttamente in Fabbrica e con l’occasione mi sono portato a casa il set completo per l’Hardtop.

Giulietta-spider-reassembling-test_03Giulietta-spider-reassembling-test_04Giulietta-spider-reassembling-test_06Il paraurti posteriore. Ma qui c’è da dire che oltre al fatto che i supporti sono stati ricostruiti di sana pianta, da una parte rimane il fatto che sono i pezzi originali, con qualche bottarella qua e là, quindi riparati ma non ancora al 100% e pronti per la cromatura, e dall’altra le staffe sono riproduzioni amatoriali fornite da un amico del Blog (sì, un’altra donazione in natura) che Domenico ha rifinito – e anche questa è fatta – in corso d’opera.

Giulietta-spider-reassembling-test_07Per il resto nessun problema: sia il telaio capote (sostituito… lo vedremo più avanti) che il tettuccio rigido poggiano precisi avanti e anche dietro (e qui sì, la fortuna ci ha dato una mano); le porte aprono e chiudono con uno scatto netto e entrambi i vetri vanno su e giù senza sforzo. Il parabrezza, anch’esso sostituito, ma con un pezzo originale in buone condizioni, naturalmente non ha dato noie di sorta. Le ghiere fari montano alla perfezione sul frontale del Maestro, e ci mancherebbe.

Tutto pronto per la verniciatura, o quasi. L’ultima operazione prima di passare il testimone consiste in un’accurata ispezione di tutte le lamiere che compongono la scocca, alla ricerca di quelle piccole imperfezioni da risolvere con qualche martellata. Poi fondo bicomponente Epofan della Lechler e a pomiciarla come si deve ci pensa Moreno.

L’appuntamento è per i primi di settembre. Buone vacanze a tutti ;)

 

 

 

 

60’anni Giulietta. Manovella del Fermano

27 luglio 2014

Il fine settimana scorso, nel contesto delle commemorazioni per i sessant’anni della Giulietta, La Manovella del Fermano ha organizzato un raduno sulla riviera marchigiana, tra Fermo, Porto San Giorgio e Torre di Palme. E’ in quest’ultima, bellissima località, che li ho intercettati. Ecco il video…

 

… ahimè brevissimo. Purtroppo, due circostanze concomitanti hanno remato contro: in primo luogo un cambio programma dell’organizzazione, che mi aveva già spiazzato, quando – secondo – un’overdose di frutti di mare a pranzo si fece sentire al momento giusto costringendomi a rincasare di volata, e non vi dico altro :|

In ogni caso rieccole, questa volta in movimento. Se al Fermo Forum di Giuliette c’era una parata di 23 esemplari, al raduno di sabato erano attese una cinquantina, forse addirittura 70 la domenica. Poche dunque quelle catturate dalla mia videocamera e pazienza, fra cui però una delle più belle, la Sprint del ’55 di Luca, che sembra avere un appuntamento fisso con il fermo immagine di youtube: come probabilmente sapete, quello si sceglie fra tre proposti dal sistema: ebbene c’era tre volte lei :) Ed è la seconda volta che la bella rossa si prende la copertina, a Fermo un primo piano del frontale, ora mentre scende verso Porto San Giorgio e saluta dal finestrino.

Saluti a te Luca, e se l’anno prossimo fate il bis (la spider le 60 candeline le spegne nel 2015) aggiungete pure un posto, perché ce ne saranno 71 ;)

Sorpassi a destra II

22 luglio 2014

Dal primo post con questa intitolazione di sorpassi ce ne sono stati eccome. Qui ve ne mostro uno davvero notevole, sia per velocità di esecuzione che per l’ottimo livello dei risultati raggiunti: quello di Nino da Benevento (a destra) sulla sua spider del 1959 bianca con interni rossi. Guardate che splendore.

ninos-1959-giulietta-spider

Diciamolo subito, non si è trattato di uno di quei restauri ‘facili': non era la proverbiale californiana con fondi ancora integri; al contrario, l’esemplare è italiano e arriva bello arriggunito, dunque targhe nere sì, ma quanto a lamierati tutto da rifare o quasi. Ecco perché sorprende la rapidità con cui è stato portato a termine. Nino mi contatta a maggio del 2012 e poco dopo arrivano le prime foto: smontaggio, sabbiatura e subito in lattonatura. Il motore intanto è già in rettifica a Vasto.

ninos-1959-giulietta-spider_before_00ninos-1959-giulietta-spider_before_01ninos-1959-giulietta-spider_before_03I prestampati provengono per la maggior parte dall’officina di Biondi; le cromature vengono eseguite a Napoli, presso la Galvanica Partenopea; i ricambi sono di Luigi Esposito, che oltretutto fornisce anche la sua consulenza; i materiali per gli interni sono firmati Trinchero: al resto ci pensa un un tappezziere locale. Ed ecco, siamo al primo rifornimento.

ninos-1959-giulietta-spider-engine_gas

Dimenticavo, tra i figuranti ci sarei anch’io: la Spider di Nino monta infatti alcuni dei dispositivi elettrici Lucas (Motorino e bobina) arrivati con la mia Giulietta :) Ma i protagonisti, ovvero i professionisti che hanno materialmente eseguito in ogni sua parte questo restauro, sono i Fratelli Cordisco. E’ proprio il caso di dirlo, sono tre ma si fanno in quattro: oltre alla lattonatura, anche meccanica e ciclistica, senza tralasciare la ricostruzione di particolari introvabili, e persino la verniciatura: tutto farina del loro sacco.

ninos-1959-giulietta-spider-trunkninos-1959-giulietta-spider-engine-bayninos-1959-giulietta-spider-upholsteryE’ da un pezzo che mi riprometto di andarli a trovare ma finora c’è stato sempre qualcosa a mettersi di mezzo. Intanto segnamoci l’indirizzo, che questi tre fratelli sono una vera risorsa nell’area, e non solo. L’officina dei Fratelli Cordisco si trova in C.da Sterparo a Montefalcone nel Sannio (Cb).

A pensarci, se il lavoro di lattonatura vero e proprio è iniziato a giugno del 2012 e a fine maggio del 2014 la macchina era in strada, dal rottame alla giulietta rediviva ci hanno messo meno di due anni, meno della metà, cioè, di quanto ci sto mettendo io che, se va bene, a settembre sono in verniciatura (ad aprile però di anni ne sono quattro!).

Ma i Cordisco non solo sono veloci: com’è evidente, ci sanno anche fare. Complimenti a loro per l’ottimo lavoro e congratulazioni a Nino per l’ultima arrivata in scuderia: se dovessi pensare a una seconda la vorrei proprio così, bianca con interni rossi: bellissima!

 

 

 

 

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