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Non chiedere la luna

26 gennaio 2012

Che ne dite di una Giulietta restaurata usando solo ricambi da fondo magazzino, tutta quanta New Old Stock, quindi non solo autentica al 100% ma insomma nuova di pacca, fiammante? Beh, ce ne fossero… ma di roba nuova in giro ne è rimasta poca. Ecco quel che ho trovato io, da Ricambienonsolo

Intanto un bel paio di vetri OEM per proiettori Carello. Come probabilmente sapete, di repliche ce ne sono a bizzeffe e pare che siano molto ben fatte: appena me ne capita una sotto tiro le mettiamo a confronto. Questi, oltre ad essere originali, non hanno nemmeno un moscerino sulla coscienza :)

Per l’impianto elettrico che, tolta la scatola fusibili, perfettamente conservata, devo ancora acquistare intero, nel frattempo ho preso i cavi candela, con tanto di staffa passacavi.

Qualcuno sostiene che sui cavi candela originali debba esserci la scritta “cavis”. Qui non c’è, ma mi fido di Rolando. La staffa passacavi ci darà da penare: per infilarci i cavi bisognerà infatti smontare il terminale in rame. Il cavalotto passatubi infine qui non c’entra, e non sono nemmeno sicuro che sia il tipo adatto per una veloce, ma è un Roma Block e la regola è che ovunque spunti una fascetta romablock a buon mercato va presa all’istante ;)

Per il comparto gomme, quasi completo dopo il mega acquisto da Cicognani, ho preso cose che in parte avevo già (il richiamo del nuovo), come il parapolvere pedaliera, la guarnizione del bocchettone serbatoio benzina e una cuffia leva cambio con tanto di numero di serie: peccato che una volta istallata non si vedrà più :D

Sempre per il cambio mi sono beccato un pomello nuovo completo di innnesto retromarcia; per il circuito frenante, che è sempre meglio rifare interamente nuovo, i raccordi a 3 e 4 vie posteriore e anteriore e, per il filtro benzina Fispa, la staffa bella cromata e il bicchierino nuovo.

Salvo poi constatare che il bicchierino della mia FRB11, lercio e puzzolente com’è, ha però caratteristiche un po’ diverse: intanto il vetro è decisamente più spesso e sulla base, a differenza di questo, muto come un pesce, ha una bella scritta FISPA ricavata in fusione. E’ il caso di dirlo: non lo cambio con nessuno. Dunque che altro? Una ghiera centro volante, un paio di spazzole tergicristallo Carello e diverse altre cosucce, ma la farei troppo lunga. Insomma se pretendere sempre ricambi NOS è chiedere la luna, ciò non toglie che qualche sasso raro in giro ancora c’è.

Ci vogliono i riflessi pronti però, perché come vedrete da voi se fate un salto alla fonte, si rischia ormai di rimanere a bocca asciutta  :D

Mostra Scambio di Arezzo 2012

19 gennaio 2012

Non ci ero mai stato e sono arrivato con molte aspettative… uhmm insomma niente di che: escluso il trio all’ingresso, poche macchine belle, tre le giuliette, tutte spider fra cui una vecchia conoscenza. Ricambi… le solite cose, ma qualcosa ho preso. Intanto il giretto virtuale con sottofondo (seconda parte) dei Metallica ;)

La veloce rossa da restauro accanto alla 2000 Touring nera è la nostra #12 2011 del Ghibli Garage: diciamo pure che dal vivo fa meno impressione. La II serie bianca è stata restaurata dalla Carrozzeria Autonova di… boh, non c’era scritto ma dal prefisso direi Firenze: un bel restauro, ma c’erano dei particolari sbagliati e quindi, con la simpatia che mi caratterizza :) mi sono messo a farle le pulci.

Con grande correttezza il proprietario ammise uno dopo l’altro i piccoli sgarri all’originalità, finché non ho fatto notare che la piastrina di riscontro serratura cofano motore era stata fissata male: sovrapposta al lamierino anziché imbullonata sotto. “Ma no, impossibile, rovinerebbe la vernice etc.” Quacuno fra i curiosi radunatisi intorno al cofano spalancato se ne uscì a dar man forte all’alfista sottotiro, sicché per evitare il linciaggio feci dietrofront farfugliando che forse mi confuso io. Sticazzi. Lo so per certo invece, per aver smontato la mia e poi, siccome pare sia un errore frequente, per averne raccolto conferma dal post dell’AlfaBB Lessons in originality from a ’59 spider di Jburning17 (che ringrazio per la foto). Si ravvedano i signori :D

Passando agli acquisti, l’unica cosa degna di nota presa ad Arezzo sono i catarifrangenti carello, smontati, ricromati e rimontati, insomma da pulire e mettere su (Grazie Afro)

Se li conoscete – i catarifrangenti, non i Gudenzi :) – sapete già che smontarli è una rogna, cromare la zama poi… avendone l’occasione meglio prenderli già rifatti: una fatica in meno. Certo, non è detto che prima o poi non mi venga voglia di metterci mano alla coppia arrivata con la mia giulietta, che non è niente male.

La base è forse in condizioni migliori. Unica pecca, una delle plastiche è di concorrenza (Cossato & Carozzo) mentre quelle prese ora sono tutte quante originali Carello. Ma si sa, nel caso mi riesca di smontarli senza mandarli in pezzi, le plastiche le rimescoliamo. Prima o poi.

Non ora, non qui… a suo tempo: il jolly intanto c’è ;)

Il naso di Pinocchio e la proboscide di Joop

13 gennaio 2012

Chi ce l’ha più lungo? Cos’è peggio, la bugia o la reticenza? Una testa di legno o una faccia di bronzo? Mah, lasciamo stare… in ogni caso, non è questa che vedete qui sotto: la proboscide di Joop è molto più lunga, pachidermica appunto e, nel caso specifico, surrettiziamente scorretta: ve la sguinzaglio fra un po’. Questo qui invece sembra uno squalo martello ma è tutt’altra cosa: è il convogliatore del gruppo aspirazione corretto per Giulietta 750 e 101 veloce che, favola mode off, va a sostituirsi all’ennesima sorpresina del ‘distratto’ dealer olandese.

L’ho preso a dicembre  su ebay americana e pagato fior di quattrini, perché si tratta di un pezzo ormai molto raro, quindi quando ne salta fuori poco ma sicuro c’è da sgomitare. Completo di guarnizione – museale va da sé, giusto per il mio campionario di materiali originali :) – ma privo delle viti a farfalle e qui vedremo di rimediare.

Così raro che io non l’avevo mai visto da vicino all’inteno: non è fuso in un sol pezzo, come ingenuamente credevo (thanks Dave!), ma composito, saldato. Vi propongo ancora qualche closup.

 

Il proboscidone sbattuto sotto il cofano della mia veloce dal noto fiamingo è invece questo qui sotto: componente della Giulia 105 (’64 – ’69); gran bella macchina, ma che con la mia 101 c’entra una mazza e che, quanto a quotazione di mercato, in confronto ne vale un’altra.

Non ci crederete ma me ne sono accorto da poco. Come mai?! Beh fate voi: o perché all’arrivo della macchina qualche secolo fa avevo sì controllato, sempre molto alla svelta, che dentro alle varie scatole i componenti ci fossero, ma non, sbadatamente, che non ce ne fosse uno per un altro!  Oppure perché adesso faccio il galletto ma al tempo ero un pollo. Tutte e due tutte e due :D

Sta di fatto che le ho riaperte, le scatole, solo dopo aver portato il motore in rettifica. E siccome ormai ho imparato a distinguere un cinghiale da un elefante, alla vista di quel proboscidone mi sono spuntate le corna e mi sono girati e rigirati i sinonimi! Insomma me le sono rotto le scatole. Eccolo comunque riesumato e in bella compagnia: collettore e cassettone.

Il primo è corretto, montato su Spider e Sprint Veloce 101, SS e SZ, il che spiega probabilmente quella ‘z’ in rilievo, che beninteso potrebbe anche indicare altro, senza alcuna relazione con Zagato (BTW qualcuno è convinto che valga 1000 eurini 8-) ).  Il secondo non saprei, devo controllare meglio, perché a dirvela com’è appena ho scoperto il fatto scattai in gran fretta queste quattro foto, brutte, scusate, e lasciai subito l’officina, un tantino alterato appunto e parecchio incazzato.

Possibile che ad ogni scatola riaperta Stolze scenda di una tacca nella mia considerazione? E io che gli volevo così beeene :)   Ho provato, credetemi, a farmene una ragione. Suvvia, dopotutto era stato un ‘visto e piaciuto’, chiuso il discorso: non stiamo a rivangare nel passato, anche perché poi di penne non è che me ne abbia staccate più di tante, anzi: oggi come oggi prenderei sì e no un motore.

Oggi. Ecco, ma oggi, mi son chiesto, si sarà mica accorto che mi sono spuntati cresta, unghie e speroni? Occhio non sto dicendo che dovrebbe avere un cazzutissimo briciolo di riconoscenza per gli svariati biglietti da visita distrubuiti. Vi prego cancellate questa preterizione! Quel che dico e faccio, lo faccio e lo dico perché mi va e perché ci credo: senza sperare in tornaconti da nessuno. Sto dicendo: avrebbe ancora oggi, come fece allora, il coraggio di incarnare davanti a me la figura della reticenza, nascondendo nasone, proboscide o qualcosa di peggio? Mi mostrerebbe la stessa faccia di bronzo? Può essere così testa di legno… insomma lo rifarebbe? Sì sì e sì; il lupo perde il pelo, non il vizio:  l’ha rifatto!

Ma guarda guarda che bella zagatina! Una 1600 poi! L’ho sempre amata, la voglio. Mail all’istante, sentiamo la richiesta. Risposta come al solito puntuale, sintetica (troppo sintetica?): giusto la cifra (insolitamente generosa?) e giù la frasetta rituale: ‘nice car etc.’  Humm cosa c’è sotto? Presto detto: soto c’è che la guardo meglio e incominciano a spuntare cose strane. C’è che la rintraccio in rete e salta fuori che non è quel che sembra.

The Centro Documentazioni confirmed “Never produced / completed”.

Si tratta insomma di un auto fantasma, mai prodotta dalla Zagato. Qualcuno acquistò il telaio nudo, che per la precisione era di un 1300, ci infilò un 1600 e incominciò a racimolare pezzi qua e là, in buona parte sbagliati, finché non mise insieme qualcosa di sorprendentemente somigliante a una 1600 Junior Zagato. Rimbalzata da un rivenditore all’altro, questa ortica si trova ora là bella piantata fra i tulipani: che non vi punga, che non sia più sorpresa per nessuno.

Avrei voluto sentirle da lui, queste cose, forse tanto o quanto lui non avrebbe voluto sentirle da me, queste cose. Ma tant’è.

Svegliarsi ragazzi, sentite come canta il gallo :D

Sorpassi a destra

4 gennaio 2012

Il compleanno del Blog, che sarebbe oggi, l’abbiamo però già festeggiato l’altro ieri con una festicciola sfacciatamente autocelebrativa. Di ospiti ne abbiamo avuti: è il momento di omaggiare loro. Vi propongo una rassegna dei progetti di restauro dei nostri amici, tre per l’intanto: i sorpassi non si faranno attendere :) Alcuni di loro, più seri e determinati, hanno iniziato dopo di me eppure sono ormai un pezzo avanti se non al capolinea. Incominciamo dalla Spider Veloce di Marco

Appena rimpatriata, ricordetere, la sua terza serie AR F 170817 matching numbers dalla A alla Z è stata protagonista di uno dei miei video più cliccati su youtube. Smontata da lui stesso, è ora in lattonatura, e piuttosto avanti, nelle mani di un mago di cui non diciamo altro; ma che lo sia veramente lo vedete dalle immagini: guardate il lavoretto di precisione eseguito sul cruscotto!

Motore in rettifica, carburatori appena revisionati, guarnizioni Cicognani, interni Elvezio Esposito e impianto elettrico nuovo pronti a saltarle addosso, la veloce di Marco potrebbe sfrecciare nelle vie di Padova già da questa estate. Grattatina al duo? Ma dai che ci sei: ci vuole giusto ancora un pelino di pazienza ;)

Per la Giulietta di Dario ci vorrà invece un treno di pneumatici invernali. La foto della sua seconda serie tirata a lamiera nuda che vedete sotto è datata a ottobre 2010.

La macchina è attualmente a fine restauro in attesa del gruppo propulsore, già pronto, e di un elettrauto, a quanto mi dice l’interessato, mai pronto :)

Anche Dario ha lavorato mani in pasta al restauro della propria spider. Non solo: ha anche trovato soluzioni ingegnose cui ho accennato in passato (e su cui tornerò a suo tempo) e si è lanciato nella costruzione di particolari tra cui le staffe paraurti, che mi ha addirittura voluto mandare in omaggio (imparate, barboni :D ) Ve le mostrerò appena possibile. I risultati poi, si vedono. Gran bel lavoro Dario, Complimentoni!

In fase di rimontaggio è anche la Gilietta spider di Roberto di Padova, un’altra seconda serie ritratta qui in fondo epossidico.

Partendo da una buona base – mica come i nostri rottamacci :) – Roberto ha eseguito personalmente lattoneria e finitura della scocca. Motore e  trasmissione sono pronti all’aggancio; mancano le cromature e le zincature, ma è cosa che si fa di un sol colpo.

E siamo a tre; ma le Giuliette ‘on the way’ sono svariate altre. C’è la spider blu di Alessandro di Assisi che, se non erro, dovrebbe esser ormai in grado di muoversi da sola (sarà il prossimo sorpasso, appena mi ritrovo le foto :? ), la 750 di Spider1315, quella di Roberto di Vigenano e quella di Guido, poi la sprint di Tiziano e, scusate, qualcuno dovrò pur dimenticare.

Insomma credo che un raduno a settembre ci sta. Chiuderò il corteo ma vi prometto che faccio cromare la slitta :D

Spiderveloce’s Blog: il 2011 in cifre

2 gennaio 2012

Come di regola ogni primo dell’anno WordPress ci invia, in inglese ovviamente, il rapporto annuale sullo stato di salute del nostro Blog. Ecco la sintesi in italiano.

In buona sostanza, lo Spiderveloce’s Blog scoppia di salute :) Rispetto agli inizi siamo cresciuti a passo sostenuto mese dopo mese, anno dopo anno: dalle 500 visite scarse di gennaio 2010 alle oltre 3377 visite di dicembre 2011.

Considerando l’anno appena trascorso, a conti fatti rispetto al 2010 abbiamo quasi triplicato il numero di visite.

Ebbene sì, quasi 30.000 visite provenienti dai 5 continenti: Europa e le Americhe soprattutto, con in testa Italia ovviamente, seguita da Francia e Stati uniti, ma anche da Argentina, Venezuela e Messico. Ci cliccano pure dall’Australia e dall’Asia, un buon 50% dal Giappone, poi dall’India, Indonesia, Hong Kong ed Emirati Arabi!

Beh, c’è da dire che ci siamo dati da fare: quest’anno abbiamo pubblicato 60 post, caricato 237 immagini, girato ben 17 video. Abbiamo recensito 15 fra vetture e progetti pronti a passare di mano, oltre ai ricambi, lamierati, prodotti per il restauro e via dicendo. Siamo andati a ficcanasare in giro da Cicognani, alla Mitospider di Foligno, da Biondi a Malalbergo. Abbiamo linkato una sfilza di siti interessanti, ci hanno linkati in molti e slinkati in pochi, abbiamo persino deratizzato.

Mica male insomma per un blog piuttosto specifico nel suo genere, che si occupa non di Auto d’epoca, non di un Marchio e nemmeno di un Modello di vettura, ma prevalentemente se non quasi esclusivamente di una versione… ve la ricordate?  La Giulietta, quella scoperta, veloce di nome e di fatto.

Il tutto grazie a voi che ci seguite. Grazie dunque, in particolare, ai più attivi tra i nostri amici e “commenters” (sono riuscito solo a stento a scrive sta parolaccia :p) e cioè a Marco, Enrico, Dario, Emanuele, Antonio, Carlo, Roberto e compagnia cantante (o silente). A tutti voi che state già pensando che sì, bello o brutto che sia sto Blog, che poi tra due giorni compie due anni, sì, comunque sia ci si diverte e li auguri te li facciamo, ma… ma, e qui casca l’asino, l’oggetto del Blog, cioè la Giulietta, arriva o non arriva? In altre parole, più dirette e incisive, questa tua Veloce, che cazzo di fine ha fatto? :D

Buoooni. Avevo messo in conto, con molto ottimisto, due anni di lavoro, in scadenza a febbraio 2012. Col senno di poi direi che più che ottimismo quella era pura ingenuità. Di questo passo, non solo tale scadenza fa ridere i polli, ma forse non riusciremmo nemmeno a raccogliere l’augurio più bello arrivatomi questo natale: “speriamo che sia l’anno del debutto”.

Realisticamente, ce la faremo a sforare di un anno solo? Forse, ma solo se cambiamo il passo, rivediamo il progetto iniziale, molliamo qualche zavorra e sfruttiamo al meglio le risorse costruite in due anni di lavoro nel sottobosco del mondo Alfa. E’ precisamente quel che mi accingo a fare: siamo ad una svolta signori, continuate a seguirci e ne vedrete delle belle.

Intanto, visto che ormai ci siamo dentro, vi rinnovo il mio migliore augurio di un ottimo 2012, e che sia l’anno del debutto ;)

Natale 2011

25 dicembre 2011

Cari amici,

i mie migliori auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo

A risentirci ai primi di gennaio 2012 ;)

Mercato 2011 #14 e #15: veloci del ’57 e ’60

22 dicembre 2011

Mai dire mai. Credevo di aver chiuso per quest’anno e invece c’erano ancora due colpi in canna. E che colpi! Due Spider veloci americane di cui una del 1957. Eccola all’asta su ebay, a quota $ 12.600:

La 1495F02264 che vedete sopra è probabilmente l’unica cosa ‘in ordine’ dentro a quell’incasinatissimo garage; è stata costruita il 17 dicembre 1957 e, ci dicono documenti RIAR alla mano, è nata Veloce e rossa e sotto il cofano porta ancora il suo 1315*30740 di primo equipaggiamento. In altre parole, delle appena 147 spider veloci costruite in quel anno, questa ci arriva come mamma Alfa l’ha fatta.

Dentro al vano motore c’è tutto: motore, carburatori, collettore, radiatore, filtro benza FB43, cestello filtro aria con tanto di  targhetta (sta a vedere che qualcuno mi segnala una vite a farfalla latitante :D ). I fondi poi non sembrano compromessi in modo irreparabile. Insomma, se porte e cofano, come sembra, sono i suoi, l’unico pezzo numerato mancante è il piano bagagliaio, come vedete rovinosamente ricostruito. Certo, anche il pianale avrà bisogno di attenzioni, ma visto il primo intervento direi che è meglio così. In ogni caso, l’intero pianale appare recuperabile.

La descrizione del inserzionista è parca e dice giusto giusto quanto basta, ma le foto, anche se di qualità scadente, raccontano il resto. Sedili e guide ci sono? Affermativo: sono stati rimossi per la foto, per non nascondere il marciume. C’è pure crick originale con pomellino in legno.

Rifornitevi di pop corn: mancano ancora 9 giorni alla fine dell’asta, giusto per non sforare nel 2o12 :)

Della seconda 750 veloce, annunciata martedì scorso sull’AlfaBB, se ne sa invece poco. Non è chiaro nemmeno se sia in vendita, ma dal momento che l’inserzionista fa capo alla Scuderia Giallo, dove tra l’altro c’è in vendita una tamarrissima Giulietta vintage racing, possiamo presumere di sì. Lo stesso assicura che trattasi di vettura marching numbers e che il motore originale “is available”. Rassicurante da una parte, perché la macchina è completamente smontata; inquietante dall’altra, perché potrebbe voler dire che viene venduto separatamente.

In ogni caso è la AR 1495F10642, quindi seconda serie del 1960, con motore 106 come la mia, ma con meno ruggine, o almeno così sembra, anche se quella macchia proprio sulla punzonatura, in un’area che di solito ne è esenta, apre qualche interrogativo.

L’altro interrogativo, ben più serio, riguarda la F, ovvero ciò cui essa rimanda; serio perché è percisamente per quest’annata che le corrispondenze del Fusi fanno cilecca (secondo lui sarebbe una ‘normale’ – ricordate?). Con ogni probabilità anche questa volta sbaglia, ma se per caso ci avete fatto un pensierino, sentite assolutamente, prima di concludere, il RIAR. Voi la F la vedete? Io sì, ma è solo una F: forse l’ultima che vedremo per quest’anno. Beh non si sa mai :)

[Edit, 01.01.12: BATTUTA a US $30,100--]

Mercato 2011 #12 e #13: Furono Veloci

18 dicembre 2011

Chiudiamo la nostra rassegna del mercato per il 2011 con due Spider veloci americane, entrambe del ’58, entrambe da ‘grande restauro’. Ecco la prima, rossa, visibile a Magione (Pg) presso il Ghibli Garage.

La AR 1495 F 03317 viene dal Maryland dove, com’è noto, si usa lasciare che le Giuliette marciscano all’addiaccio. Lì sembra aver perso, oltre a qualche kilata di acciaio divorato dalla ruggine, il suo motore originale, sostituito con un ‘normale’ del ’59 #1315*45283.

Con il motore sono andati il gruppo aspirazione, i due DCOE3 e la scatola filtro aria. Per il resto, si fa per dire, sembra completa. Fondi e quant’altro da rifare, forse salvabile il piano bagagliao. Telaio sedili e guide di scorrimento sembrano da 101, ma di questo non dovete preoccuparvi: dovrete semmai cercarli nuovi. Belli infine i cerchi Borrani, e ci sono tutti e 5!

Se dunque avete 10k circa da aggiungere alla richiesta (che ignoro [Edit: € 16.800, come da annuncio del 23.12]) e ai costi di restauro, nonché la pazienza di trovare propulsore e annessi corretti, questa è la macchina che fa per voi. Forse… forse :? anche qualcosa in meno: si può sempre provare a dar via il #1315*45283. Oltretutto, questa è già in Italia: se vi serve una perizia, basta dirlo, ci vado io aggratis, giusto per il gusto di ficcanasare in giro ;)

La nostra seconda ex veloce AR 1495 F 05994 (quindi a rigore dovrebbe essere un ’59) è nera con interni (sic) ‘bianchi’ (combo di fantasia: semmai beige o grigio), ed è stata anch’essa abbandanota alla sua sorte da qualche parte nei dintorni di Washington, finché qualcuno ha pensato bene di farci qualche testone con quel che ne è rimasto. Eccola quindi tirata a secco in Costa Mesa, California, e messa all’asta su ebay con un prezzo d’acquisto immediato a dir poco ottimista: $ 15.900 (siamo a $8,250.00, 9 le offerte a riserva non raggiunta, ben 7 i contendenti).

Niente motore originale (giusto un monoblocco non numerato); nemmeno qui l’ombra di un Weber e di tutti gli altri ammenicoli e tubicini di solito ad essi collegati. Fondi, piano bagagliaio e, ci scommetto, in questo caso anche le traverse, tutti devastati. Sedili risucchiati nella voragine apertasi sul pianale, guide corrose a metà nel bagnasciuga della pozzanghera in cui è stata “rimessata”, un simpatico campionario di cerchi: Fergat, Borrani e persino una specie di ruotino :D In compenso, cruscotto completo e, finezza, placcato in raffinatissimo simil legno, come vedete più resistente dell’acciaio.

Eppure, nonostante le condizioni disperate, che giustamente possono dissuadere pavidi e non solo, entrambe queste macchine sono restaurabili, e con uno sborso consistente possono anche tornare a vantare il titolo di Veloci. Certi componenti persi però lo saranno per sempre. Altri, p.e. i pianali tipici della 750 con le tre scanalature a raggiera, dovranno, se proprio ci tenete, essere lattonati a mano, perché nessuno li (ri)produce, nemmeno Biondi (Wolf Steel ne fa solo un pannello). Ma e questo che passa il convento: come dico da tempo e ripeto oggi sulla soglia del 2012, si raschia il fondo del barile.

Se dunque è ormai da miracolati trovare una Spider veloce da restauro con motore combaciante e fondi decenti, forse è il caso di puntare l’attenzione altrove. Gli esemplari di prima produzione ad esempio, sono altrettanto ricercati. Ecco una ‘normale’ del ’56 da prendere, richiesta permettendo, in seria considerazione: è la #00140, in vendita alla Classic investments di Englewood, Colorado: i fondi, come vedete, abbisognano di qualche pezza ma la scocca sembra strutturalmete integra; anche questa poi ha subito un trapianto di motore, sostituito con un ’59 proveniente da una Sprint, ma si può rimediare: so infatti chi ha un monoblocco corretto in vendita ;)

Quindi, anche se la MM non fa per voi (tanto, a meno che non siate una ‘testa di teleschermo’, con una Giulietta non vi prenderanno mai), chissà che non sia davvero un investment, se dei circa 1000 esemplari costruiti in quell’anno, tutti destinati al mercato americano, pochi sono sopravvissuti e quelle rimpatriate e marcianti qui da noi si contano con le dita di una mano.

Io intanto ho inviato richiesta di informazioni alla CI: vediamo se oltre che a parole anche a numeri sanno consigliarmi un buon investment :)

Leva freno a mano 4x

15 dicembre 2011

Ne basta una, certo;  purché sia completa e tutta originale fino all’ultima vite, molletta, dado e plasticuccia. Figurarsi… quando mai! E allora, come di norma per ogni altro componente, anche per la leva freno a mano bisognerà applicarsi a ricomporre il puzzle?

Dipende. In realtà questa volta non ce ne sarebbe stato bisogno, se solo avessi trovato, prima di scquistarne altre due e dare libero sfogo al furor operandi, la leva giusta (l’ultima da sx ovviamente). Tutta originale e completa, in perfetta efficienza, in parte conservata in parte restaurata e per giunta a un prezzo ragionevole, anzi equo (usiamo anche parole ‘alla moda’ :) ).

L’ho trovata da Ricambienonsolo, sito di ricambistica ed altro che consiglio di tenere d’occhio, non solo per la qualità dei pezzi e l’equità dei prezzi, ma anche per la professionalità e serietà del proprietario – che mo mi legge e ce li aumenta tutti :D Scherzacci a parte, Di Mauro Rolando credo ne siano rimasti pochi. Ho preso dell’altro, poi vi dirò.

Dunque, tornando ai nostri ferracci… soldi buttati? Fatica sprecata? Non proprio. A parte che da bravo smanettone più ne ho e meglio sto, degli altri tre ne farò due buoni, che andranno a finire nel nostro mercatino e così, come già per Crick e Crock, la nuova leva si pagherà da sola. Anzi, forse rimane pure qualcosa da investire nel restauro degli altri componenti del freno a mano, che come vedete pochi non sono ;)

Sottoaceti? No grazie

10 dicembre 2011

Aceto e sale contro la ruggine. Si può fare, ma ci vuole tempo e fatica e il risultato non è proprio esaltante. Tant’è che l’esperimento si conclude con un risciacquo in Evaporust :D

 

Quanto testai l’Evaporust qualcuno mi suggerì di provarci anche con l’aceto. Feci un giro in rete e trovai che, di fatto, qualcuno ci aveva già provato. Da bravo santommaso, presi 5 litri di aceto di vino e mezzo kilo di sale e ci buttai dentro qualche pezzo bello arrugginito: triangoli, tiranti, bulloni etc. Tre giorni a bagno e l’insalata è servita.

O no? Insomma, che dire, il risultato potrebbe anche convincermi, ma non la fatica richiesta per venirne a capo. E poi, con qualche eccezione, nonostrante i due passaggi a spazzola, il secondo tra l’altro con un disco ben più duro, su alcuni pezzi l’acciaio rimaneva comunque sporco. A quel punto basterebbe il disco, olio di gomito e l’aceto ce lo teniamo per qualche marinatura :)

Insomma, economico ed ecologico che sia, l’aceto non regge (e ci mancherebbe) il confronto con i prodotti industriali specifici. Ci ho provato, ma alla fine ho deciso di risciacquare tutto in Evapo: lo si vede bene nel video, è tutta un’altra musica ;)

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