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Come ti scolpisco la Giulietta

16 novembre 2014

Catturati in video appena quindici minuti delle circa duecento ore impiegate per la preparazione alla verniciatura. Non è certo la prima volta che vedo eseguire lavori come questo e in qualche occasione mi ci sono cimentato io stesso. Ma…

 

Ma assistere a un’intera sessione di lavoro sulla propia vettura, a fianco di un perfezionista come Moreno, è un’esperienza decisamente straordinaria. Dalle 3 circa fino quasi alle 7 di sera: guardate il giro del sole nelle ultime riprese. E sempre sul parafango: l’occhio, la mano, il tatto del professionista che passano e ripassano due, quattro, dieci volte sulle curve dolci della Giulietta a caccia della minima imperfezione.

E come ci dà dentro: mi ci vorrebbe almeno un mese d’allenamento per tenere quel ritmo! Ma anche volendo non mi ci avvicinerei nemmeno a quei livelli di accuratezza. Più si va avanti e meglio vedo i risultati che stiamo ottenendo, e meglio li vedo e tanto più mi convinco e benedico il giorno in cui misi da parte l’insano proposito di fare da solo. La spesa? Ma cosa volete che sia…

A proposito, se vi è caduto l’occhio sullo sfondo in talune riprese, avrete capito che Domenico ha un modo tutto suo per ricordarci che si campa una volta sola :grin:

ps. Vi devo ancora le precisazione sui prodotti impiegati (edito qui, ASAP).

Preparazione verniciatura

8 novembre 2014

Come anticipato un paio di settimane fa, la scocca è passata nelle di Moreno Campagnolo – degno braccio destro di Domenico – che la sta preparando per la verniciatura. Avrei voluto postare il video girato durante i lavori, ma problemi con il PC mi costringono a ripiegare su una carellata di foto. Eccole

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Come sempre lo spiderino è in bella compagnia: Ferrari 400 davanti e a destra una bellissima Balilla spider Mille Miglia con qualche MM, appunto, nel suo palmares. Ma qui ci occupiamo di Alfa e al momento la più bella del reame è la mia :D come vedete ormai quasi pronta a tornare rossa.

giulietta-spider-paint-prep_14giulietta-spider-paint-prep_04giulietta-spider-paint-prep_05Moreno è partito dal lato B ed è risalito lungo i parafanghi posteriori per arrivare fino ai sottoporta. Tutta la parte posteriore è ormai quasi a caopolinea: liscia e lucida, richiederà soltanto un’ultima passata di carta 320.

giulietta-spider-paint-prep_23giulietta-spider-paint-prep_02giulietta-spider-paint-prep_13giulietta-spider-paint-prep_00

Detto così sembra il lavoretto di una mezza giornata; e invece… caspita non avrei mai creduto che la preparazione per la verniciatura richiedesse così tanto tempo (compresa l’attesa tra l’applicazione di un prodotto e l’altro) e fatica (si fa tutto a mano!). A proposito di prodotti, ecco il trio nella foto sotto al centro, fra altri due bei scorci del posteriore

giulietta-spider-paint-prep_32giulietta-spider-paint-prep_22giulietta-spider-paint-prep_33Insomma il procedimento è lungo e laborioso; me l’hanno spiegato per filo e per segno, compresa la sequenza di applicazione dei prodotti, ma prima di sparare castronerie (il loro modo di operare non è precisamente canonico) è meglio che mi faccio un ripassino. Quindi lasciamolo per la prossima volta, a corredo del video di Moreno al lavoro. Ecco qualche altra immagine di dettaglio

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Al momento della mia ultima visita in carrozzeria si lavorava al parafango anteriore sinistro, ingrigito di tampone spia. Su quel parafango Moreno ci stette tutto il pomeriggio, e va detto che ci aveva già buttato diverse giornate di lavoro. Ebbene non è finita. Su tutta la parte anteriore, dopo la carteggiatura ci andrà il lucido (esone? esona? osama? :-? ) e poi ancora olio di gomito.

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Rieccolo… mi fa quasi pena non vedere più il frontale plasmato da Domenico a lamiera nuda. Ops fermi tutti… cos’è quello lì? Sì sì, so benissimo dove vi è caduto l’occhio: quello lì è f’kng bondo, dannatissimo stucco! E là dietro, orrore, ce n’è dell’altro: 10 grammi in tutto a voler esagerare… nessuno è perfetto :D

giulietta-spider-paint-prep_07giulietta-spider-paint-prep_28giulietta-spider-paint-prep_21Battute a parte, il ‘pelo’ di stucco è fisiologico: gli errori sono altri e qui non li vedremo. La foto a destra ritrae uno dei punti critici su cui frana buona parte dei restauri: a occhio e croce, in 7 giuliette su 10 l’applicazione del profilo sottoporta rivela, troppo tardi, parafango e porta non perfettamente complanari: in qualche caso – e li ho visti – ci infili anche il dito. Poco ma sicuro bisogna pensarci prima, in lattonatura, e noi ci avevamo già controllato; ebbene ricontrolliamo:

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Preciso! Sull’ottimo profilo in acciaio inox, preso da Bergia a Padova, ve ne parlerò più avanti perché in tema c’è anche una piacevole sorpresa. Per finire in topic vediamo qualche immagine dell’interno abitacolo: i passaruota nuovi e il pianale.

giulietta-spider-paint-prep_19giulietta-spider-paint-prep_10giulietta-spider-paint-prep_18  E se proprio vogliamo infilare la testa sotto i parafanghi anteriori, ecco la vista da là sotto: siamo su uno dei punti più trascurati dalla progettazione Pininfarina, come se l’acqua e lo sporco sollevato dalle ruote dovesse andare a finire, per rispetto della signorina, da qualche altra parte anziché infilarsi fra parafango e montante parafiamma. E invece va proprio lì, e la giulietta marcisce.

giulietta-spider-paint-prep_26giulietta-spider-paint-prep_12giulietta-spider-paint-prep_27Ma noi abbiamo pensato… ehem il Maestro Domenico ha pensato a una soluzione, di cui vi parlerò tra breve. Per ora lasciamola lì, alle porte del forno, fino alla prossima spruzzata, leggera e solo nei punti giusti, di antirombo.

A presto ;)

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Auto e Moto d’Epoca. Padova 2014

2 novembre 2014

80.000 visitatori, oltre 1600 espositori, 4000 auto in vendita, 13 le case costruttrici ufficialmente presenti… alla sua 31° edizione Auto e Moto d’Epoca non solo si riconferma al primo posto tra le fiere nostrane ma rilancia battendo tutti i record. Bellissima, imperdibile Padova. Ecco il video

 

E se di numeri si tratta, anche a naso, in attesa dei dati ufficiali, sono pronto a scommettere che pure il volume di affari quest’anno sia cresciuto non di poco. Le avete viste le Giuliette? Vendute, tutte quante, a prezzi da capogiro. Molte auto poi – ce lo dicono gli organizzatori -  sono passate di mano prima dell’apertura, senza nemmeno scendere dal trailer. Decisiva la massiccia presenza di stranieri. Ho parlato con venditori di Ferrari, i primi ad adeguarsi alle prospettive fosche delineate dalla ‘Legge di stabilità’. Come? Ritoccando all’insù i prezzi per puntare esclusivamente sul mercato internazionale.

Brutta cosa, che tra l’altro fa sorgere spontanea la domanda: ce la farà Padova, con un tale bastone fra le ruote, a tenere il trend anche nel 2015? L’argomento infervora il mondo delle youngtimer, ma a mio avviso è ancora presto per dire: prima di fasciarci la testa, stiamo a vedere cosa succede nei prossimi mesi. Padova ha appena chiuso i battenti ed è una mostra che lascia il segno: parliamone.

 

Quasi pronta da infornare

26 ottobre 2014

O si fa la fiera (e compagnia bella) o si fa il post: tutti e due… ‘n se po’. Rientrato da Padova avrei da editare il video di Auto e Moto Classica 2014, e non solo. Ho anche girato un’altro breve video mentre Moreno prepara la scocca per la verniciatura. Intanto vi lascio questa anteprima

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Come vedete è quasi pronta: manca il parafango sinistro e il frontale, tamponati di grigio “spia”, dopo di che sotto con l’antirrombo e da lì si passa al Rosso Alfa, il colore della gloria :)

A presto.

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Freni: rettifica tamburi

18 ottobre 2014

Dovendo pensare ai freni incominciamo dalla parte più rognosa: come da titolo, la rettifica dei tamburi. Non che fossero ovalizzati, nemmeno tanto consumati, ma per avere una perfetta superficie di attrito è meglio prendere tamburi e ganasce e portarli dal professionista, nel caso La Casa del Freno di Perugia.

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Eccovi il gruppo: tamburi anteriori e posteriori e relative ganasce. Ritrovarseli in buone condizioni è una bella fortuna, perché come sapete queste sono componenti non precisamente rari ma comunque sempre costosetti. Il tutto è stato sabbiato, la superficie di attrito interna è stata rettificata e ogni ganascia ha avuto la sua (propria, non intercambiabile) soletta nuova o ferodo, come per antonomasia venivano e vengono tuttora chiamati.

ganasce_01ganasce_02ganasce_03Nuovi e rigorosamente privi di amianto. Lo so, in giro si dice che se i vecchi Ferodi frenavano poco, con questi nuovi si rischia di dover tirare fruori il piede sinistro. In ogni caso ho deciso così, poi si vedrà, anche perché poco ma sicuro questi durano meno di quelli in tessuto. Ecco i nuovi ferodi, fatti di una miscela composita che contiene un po’ di tutto, magari qualcosa di pure peggio dell’amianto, ma ce lo faranno sapere più avanti :)

Ferodi_03FerodiFerodi_01E per il reparto freni questa è fatta. La minuteria per il montaggio è pronta, il serbatoio liquido pure. I dischi paraceppi sono stati riparati e verniciati a polveri. La pompa, come detto più volte, la prendo nuova, alla faccia dell’originalità: meglio andare sul sicuro, almeno su questo. I tubetti li faremo al momento del montaggio.

La nota dolente sono i cilindretti. Mi sono messo in testa di trovare i Girling originali nuovi da fondo magazzino, NOS-Girlingma fino ad ora sono riuscito a rimediarne uno solo, per la precisione un 303300W, quindi per ruota anteriore, non ricordo se destra o sinistra.

Ovviamente ho il kit strappato alla mia veloce e qualche altro cilindretto volante, ma là sotto vorrei tutto nuovo e originale: vedremo se a Padova riesco a servire anche le altre ruote.

Giusto, la settimana prossima apre i battenti la 30° edizione di Auto e Moto d’Epoca: ho già un calendario di appuntamenti con espositori, ricambisti e amici da far invidia a Renzie, ma dal primo mattino di giovedi mi troverete a rovistare nel padiglione ricambi. C’è poi ovviamente la capatina fino a Tezze per vedere a che punto siamo con la ‘signorina’, che ormai dovrebbe avere la pelle liscia come la cera.

Ci si vede in fiera, a presto ;)

Mercato #04 2014: not a trailer queen yet

12 ottobre 2014

Il trailer c’è, manca la regina, ma questa 750 Veloce del 1959 potrebbe diventarlo. Finita all’asta su ebay il 1° ottobre – poi come di norma per questi rari esemplari ritirata e venduta fuori -, in mano al suo proprietario la bella era destinata a diventare un driver senza grosse pretese, rabberciata a furia di stucco e ruggine dissimulata alla bell’e meglio: chi se l’è presa potrebbe, dovrebbe fare di meglio.

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Telaio AR1495F05985 in bella mostra (c’è anche uno slides show su Photobucket), la descrizione lascia tuttavia inevaso un quesito non da poco, peraltro posto in modo esplicito da qualche avveduto interessato: il numero di serie del motore, quel 32166 visibile sulla traghetta, è anche sotto il cofano o c’è dell’altro?

AR149505985_10AR149505985_04AR149505985_03Il venditore non posta alcuna foto ma risponde di sì, è un matching numbers! E noi gli crediamo, perché a dispetto di quell’assurdo roll bar l’auto – ci dice – non è mai stata portata in pista. Il vano motore infatti sembra intatto, con tutti i suoi componenti originali e un paio di Weber DCO3 in serie consecutiva (4600 e 4601) che da soli fanno 3k euro se non di più. Nel lotto anche i pezzi smontati in vista del ripristino casereccio. Rimane dunque l’interrogativo sullo stato della scocca.

AR149505985_06AR149505985_09AR149505985_01A ben vedere lo stucco sembra superficiale e la scocca non presenta urti o deformazioni da impensierire nessuno. Difficile seguire il venditore, invece, quando cerca di rassicurarci sulla salute del sottoscocca. Anche se l’auto trascorse la sua vita in New Mexico, la ruggine ha fatto comunque breccia e divorato parte del pianale, poi beceramente riparato con un “fiberglass panel”  :neutral:   Se tanto portata tanto, l’intero pianale andrebbe sostituito e a più ragione l’ossatura sottoporta.

Ma cosa volete farci: in un progetto di restauro come questo, con l’auto già smontata poi, la sostituzione degli elementi portanti del sottoscocca è doverosa. Ci rimarrà il dubbio sulla cifra sborsata, ma qualcosa mi dice che questa veloce ripagherà tutto quanto il suo restauro, e così probabilmente la pensano coloro che hanno inviato al venditore “tons of questions about shipping overseas”.

RCL-cover-ottobre14-copiaA proposito, se avete preso Ruoteclasiche di Ottobre avrete notato, a pagina 136, che le quotazioni della Giulietta sembrano aver subito una vistosa impennata. In realtà è la redazione che si è finalmente adeguata ai prezzi del mercato reale, tant’è che per una Giulietta passo corto “conservata, originale e di buon livello o con restauro di antica data” siamo a 70k euro, mentre per “vetture completamente restaurate professionalmente e in modo conforme all’originale” si arriva addirittura a 100! Che dire… una bella cifretta da sganciare tutta in una botta! Meglio allora farsela da sé, la reginetta, sborsando un po’ alla volta le spese di restauro, partendo magari di un esemplare come questa AR1495F05985, che però è andata… beh sarà la prossima :)

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Prova Telaio capote

5 ottobre 2014

Quello che vedete qui, in prova di rimontaggio, è un telaio a scomparsa totale, acquistato per sostituire il telaio fornito dalla Casa, che per la seconda serie proponeva una innovazione piuttosto infelice; infatti, una volta ripiegato rimaneva in parte fuori dall’alloggiamento, spezzando la linea filante della Giulietta. Ecco il nuovo telaio, preciso al millimetro

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In realtà ho esitato parecchio prima di decidermi; ho provato insomma a farmi piacere quella soluzione – dopotutto è il telaio capote originale – ma non c’è stato niente da fare: alla prima occasione ho preso quello giusto, senza nemmeno stare a vedere se quell’altro si potesse modificare per farcelo stare. Dunque siamo all’ennesimo doppione: di questo passo prendo una scocca nuda e mi faccio la Giulietta di scorta :)

giulietta-spider-top-frame_01giulietta-spider-top-frame_02giulietta-spider-top-frame_03Dicevo appunto che anche questo telaio di rimpiazzo, come del resto anche il tettuccio rigido, ci sta preciso come fosse il suo. E va detto che qui, considerato che non ci sta una scocca uguale all’altra e di Giuliette con la “visiera” ne ho viste, ho avuto una bella fortuna. Ecco qualche altro scatto dei punti critici: bordo parabrezza e cerniere cofano bagagliera.

giulietta-spider-top-frame_04giulietta-spider-top-frame_05giulietta-spider-top-frame_06I gancetti davanti alle cerniere li ho preso in prestito da Joseph per le prove (grazie), perché purtroppo anche questo pezzo, come il radiatore, sembra ‘baciato’ dalla sfiga: due acquisti andati a male, il primo cancellato perché l’utente non spedisce nelle periferie dell’Impero, il secondo mai arrivato, ma vabbe’, rimborsato. Se ne avete un paio (originali di fabbrica ovviamente, anche da ricromare) eccoci pronti.

Tornando ai telai, che ovviamente ho confrontato, mi sono un po’ stupito dalle differenze fra i due, non di dettaglio ma direi quasi di tipologia costruttiva, per cui credo che varrebbe la pena approfondire e magari fare un post dedicato a un confronto puntuale. Per ora va bene così: la scocca dovrebbe essere in preparazione per la verniciatura, ma non la vedrò prima della fine del mese, in occasione della mostra di Padova. A presto ;)

 

 

 

Trousse attrezzi: originale o replica?

28 settembre 2014

A Novembre dell’anno scorso avevo recensito la Borsa attrezzi di Bergia, molto ben fatta, bella, nuova di pacca. Qualche settimana fa Filippo da Milano mi manda in omaggio – grazie mille ;) – due campioni di una Trousse fatta da lui stesso che mi ha lasciato a bocca aperta. Ve la mostro e ve la descrivo nel dettaglio perché mi sembra davvero notevole.

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Eccola a confronto con un rullo attrezzi originale. Qualche esitazione? Indizi ce ne sono, ma tutti a carico dell’uso, non del tempo. Infatti su quella a destra ci sono le tipiche tracce rossastre lasciate dagli attrezzi arrugginitisi dentro. Quella a sinistra invece – che però sembra altrettanto vissuta – è bella pulita, è la replica appunto. Confrontiamole ancora più da vicino:

Filippos-Tool-Roll-sample_original-comparationFilippos-trouse-sample_original-trouse-comparation_02Filippos-trouse-sample_original-trouse-comparation_04Ancora, se non ci fosse quel brutto tentativo di riparazione su quella a destra (foto in mezzo) si farebbe fatica a distingere la riproduzione dall’originale: la fibbia è quella, i ribetti sono tutti cromati, messi nei punti giusti, anche se qualcuno è di misura diversa (ma questi sono campioni: anche a questo, mi dicono, si porrà rimedio) e il tessuto, che proviene da sacche e altro al tempo in dotazione all’esercito italiano, a occhio nudo si presenta identico. E allora tiriamo fuori la lente d’ingrandimento:

Filippos-trouse-sample_02

Rispetto all’originale (in basso) il punto sembra un pelino più stretto e compatto. Se non vado errato poi, il taglio coglie la trama di traverso rispetto all’originale, il che contrubiusce a dissimulare l’alternanza di nodo e filo, ben visibile nella stoffa originale nonostante il sudiciume e lo ‘speluccamento’ dovuto all’uso. Ma è proprio così? Non si tratta piuttosto di un effetto visivo? Osservate la foto al centro in basso:

Filippos-tool-Roll-sample_detail_01Filippos-trouse-sample_detailFilippos-trouse-sample_detail_02Certo siamo alla pignoleria compulsiva, nemmeno stessimo a esaminare una banconota. Eppure, c’è da dire che qui il paragone è decisamente calzante: come nelle migliori contraffazioni, è la carta – qui la stoffa – a fare la differenza. E invece qui la cosa diventa indecidibile: la stoffa appare a tutti gli effetti identica, se non la stessa. Sulla fattura inutile dilungarsi, lo si vede subito, è ottima.

Filippos-trouse-sample

Insomma, un’ottima alternativa ‘mimetica’ al rullo attrezzi originale, come sappiamo quasi impossibile da trovare. Rispetto a quello di Bergia, questo ha il vantaggio di apparire vissuto e più vicino, quasi indistinguibile dall’originale. Per un’auto restaurato a nuovo il primo potrebbe andare benissimo; per un esemplare conservato o che comunque non ami dissimulare la propria età il rullo di Filippo è l’ideale.

Lo so, verrò tempestato da domande e richieste. Ebbene sappiate che al momento ignoro se sia entrato in produzione, e nel caso quale sia la disponibilità… men che meno un’idea del prezzo. Questione di tempo e Filippo ci farà sapere. Intanto questa sample me la tengo stretta ;)

[EDIT 02.10.14. Infatti, abbiamo già una waiting list:

1) Vic

2) Nino

3) Tony

4) Claudio

5) Marco 

6) Andrea

7) Alessandro

8) Tony2

9) Joe

Next?

Ps. I will contact you all as soon as the bag is ready ]

Imola 2014

21 settembre 2014

Riprendiamo, dopo una lunga vacanza e qualche impiccio, dalla mitica, pionieristica Mostra Scambio di Imola, in questa edizione ahimè un po’ sottotono e con qualche ospite in più, decisamente sgradito. Ecco il video, brevissimo perché a dirla tutta da vedere non c’era gran che.

 

Poche le auto di interesse collezionistico, non dico di pregio, ma almeno dotate di un qualche fascino. Si affacciano al mercato “d’epoca” le varie ventenni, ed eccoti la ‘rarissima’ Golf, e le supercar non ancora d’annata ma decisamente dannate, come la Porsche 996 che non vorrei nemmeno regalata. Insomma un giretto non guasta, ma a passo sostenuto.

Vistose assenze anche nel reparto ricambi, dove mancavano due pilastri della ricambistica Alfa: Bergia per il nuovo e Alvaro per i pezzi rari originali. Le Giuliette le avete viste, ed erano quelle e basta. Notevole anche se con qualche svirgolatura di dubbio gusto la Spider Veloce nello stand dell’ASI: la scritta aftermarket sul cofano bagagliera, a sbandierare che è una veloce sarebbe da evitare. In ogni caso un gran bell’esemplare.

Ah ecco, e chi erano questi ospiti sgraditi? Farabutti infiltrati per fregare il prossimo: dai furbetti a fare il gioco delle tre carte in pista ai borseggiatori e scippatori un po’ dovunque. Gli annunci infatti si susseguivano a ritmo sostenuto: il cartello del ricambista che minaccia di mandarne qualcuno in ospedale non era forse una battuta :)

Bon, ne approfitto per anticiparvi alcune delle cose che vedrete nei prossimi post. Anzitutto la miglior replica di una borsa attrezzi che io abbia mai visto: ve la recensisco fra qualche giorno. Poi una scoperta recente: un restauratore di emblemi in smalto capace di fare quel che fino a ieri mi sembrava impossibile: vedere per credere. E ancora un bel po’ di manuali nuovi, sempre in PDF, compresi i primi capitoli del Catalogo delle parti di ricambio per Giulietta. Infine… beh, torneremo al restauro in corso, alle ultime prove di rimontaggio e poi la preparazione per la verniciatura.

A presto ;)

 

Sibillini e dintorni 2014

29 agosto 2014

Si è svolta dal 21 al 24 agosto la VII edizione della Rievocazione storica del Circuito della Vittoria, manifestazione organizzata dalla Scuderia Marche. Tema di quest’anno le ‘Ville e dimore d’epoca’, ville e dimore che purtroppo non vedrete nei video, che riprendono le partenze della prova di regolarità il primo, la parata in piazza Mazzini il secondo, sempre a Macerata.

 

Come nelle ultime due edizioni (nel 2012 ho seguito, l’anno scorso ero fuori), anche quest’anno la partecipazione all’evento era riservata esclusivamente ad autovetture prodotte entro il 1940. C’è poco da fare, bruto come sono, riesco a fatica ad appassionarmi al genere… con pochissime eccezioni s’intende. Infatti, in questi casi non ho occhi, appunto, che per le Alfa Romeo 6c, non a caso protagoniste del secondo video, tra cui una rarissima 1750 GS V serie del ’32 assemblata in Francia (occhio al logo a 5.27).

 

Limiti personali a parte – non solo estetici :D – bisogna dare atto dell’indiscusso successo della manifestazione, sia quanto a risultati raggiunti (su finalità benefiche, patrocini e sponsor potete informarvi sul sito della Scuderia Marche linkato sopra), che per partecipazione di pubblico, numeroso ed entusiasta.

Se la Sibillini e dintorni cresce di anno in anno credo sia lecito attendersi un deciso passo avanti, ovvero il ritorno, perché no, a quella bella mescolanza, diciamo così, fra trapassato e passato, come nel 2010 e precedenti edizioni per intenderci. Dopotutto, gli anni d’oro del Circuito della Vittoria, non erano stati i mitici anni ’50, gli anni del “Rinascimento”, appunto, della carrozzeria e del motorismo sportivo italiani?

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