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Svitol Party

30 gennaio 2010

Come anticipato, siamo passati alla fase di smontaggio: ecco il primo video e a seguire qualche foto di dettaglio e, perché no, qualche suggerimento su come procedere.

Ok ora la parte seria. Ebbene sì, il mago del frattazzo colpisce ancora, e chissà quanti altri interventi di make up scopriremo ancora in fase di sabbiatura. Perciò, rimandiamo l’ispezione accurata della scocca (come del resto quella meccanica), e veniamo allo smontaggio minuto. Prima di procedere abbiamo usato i seguenti accorgimenti (ed è bene fare altrettanto con ogni esemplare da restauro):

  1. Messa in sicurezza. Per quanto vecchia e malandata, da qualche parte può esserci ancora della benzina, sul serbatoio o in giro per l’impianto di alimentazione: una scintilla e… quindi meglio strizzarla per benino.
  2. Foto, foto e ancora foto. Prina del cacciavite viene la macchina fotografica. Fotografare ogni cosa mentre Giulietta è ancora tutta lì come mamma Alfa l’ha fatta. Dentro e fuori, ovunque; altrimenti, in fase si rimontaggio ogni operazione rischia di diventare un vero rompicapo.
  3. Smontare, etichettare, archiviare. Procedere allo smontaggio per comparti, etichettare in modo chiaro e intuitivo i componenti periferici e riporli in luogo sicuro.

Nel nostro caso si parte da (2), visto che la macchina non poteva essere più asciutta, almeno di benzina, mentre l’olio e il grasso hanno giocato un ruolo decisivo nel preservare componenti cruciali. Oltre ai video, di fotografie ne abbiamo fatte a centinaia, ma non tutte si riveleranno del pari utili. Facciamo un esempio. Un’immagine all’apparenza di poco conto come quella qui a destra sarà invece una guida sicura al momento di stabilire la ‘giusta piega’ del simil pelle sotto al supporto ruota di scorta. E così per ogni altro particolare difficile da ricordare al momento giusto.

Punto tre. Prendiamo ad esempio il gruppo riscaldamento. Le operazioni sono cinque: fotografia, estrazione, messa in sicurezza, etichettatura e stivaggio. Se le viti… (viti un razzo, sono buloni); se i bulloni vengono fuori bene possono essere riutilizzati, quindi vanno etichettati e messi insieme al resto. Il radiatorino è un oggetto delicato, quindi meglio schermarlo per evitare che le alette possano essere danneggiate.

Il tutto riposto in un contenitore ermetico, magari con l’aggiunta di un prodotto assorbiumidità.

Altri accorgimenti saranno senz’altro necessari, ma la farei troppo lunga. Diciamo che è bene lavorare tenendo a mente l’operazione inversa a quella che si sta compiendo, cioè il riassemblaggio. Ultima cosa: l’auto è come il maiale: non si butta via niente! Assolutamente niente. A differenza del maiale, però, non va affettata: evitare di accanirsi per esempio sull’impianto elettrico. E anche i pezzi più disastrati possono servire per ricavare misure e campioni di materiale che si riveleranno utilissimi.

Osservando questi accorgimenti, lo Svitol party sarà un successone 😉

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