Skip to content

Il tradimento dell’anodo sacrificale

10 ottobre 2010

Quand’è che una Giulietta dev’essere ritenuta spacciata, da fare a pezzi e quindi cannibalizzata? Sono partito da questa domanda per arrivare alla seguente conclusione: quando l’anodo sacrificale si ribella e distrugge ciò che (volente o nolente) è chiamato a preservare, cioè il telaio.

Mi spiego meglio. A giudicare dai relitti che si affacciano sul mercato, si potrebbe pensare che non c’è limite allo scempio e che persino il più avanzato processo di naturale disfacimento delle componenti metalliche di una vettura sia reversibile. In parte è così: dove la sabbiatura sfora c’è la lattoneria o la ricambistica, che copre ormai la quasi totalità dei lamierati, dove la sabbia o la soda non arrivano ci sono prodotti chimici pronti ad arrestare la corrossione (escludiamo l’immersione in acidi, che nessono sano di mente applicherebbe a una Giulietta);  infine, a ricostruzione (non più ‘restauro’ badate) avvenuta, c’è la promessa di eterna giovinezza nell’elettroforesi. Un punto di non ritorno però deve pur esserci, e c’ è, nella distruzione del telaio, processo che ha inizio nel punto in cui si trova un componente che, almeno in linea teorica, dovrebbe essere in grado di evitare o almeno rallentare il processo di corrossione di cui è preda, e cioè il biscotto 😀

Fate attenzione al rigonfiamento della base di questo longherone. Guardate quanto ‘materiale’ ne è uscito! Osservate come il biscotto di alluminio (o magnesio?, mo mi viene il dubbio…) sia stia letteralmente disintegrando. Se da bambini vi hanno regalato il kit del piccolo chimico sapete già (io non l’ho mai avuto, ma ho scoperto la cosa pochi istanti fa 🙂 ) che l’alluminio e il magnesio sono metalli più vulnerabili del ferro, ma che a differenza di quest’ultimo si “autopassivano”, vale a dire che sviluppano uno strato di ruggine superficiale che non si stacca e quindi protegge il metallo: nel ferro invece c’è il distacco e il processo va avanti. Bene, ma se è così, come mai il biscotto è alla frutta?

Semplice: perché a contatto con il ferro esso funge da ciò che i chimici chiamano ‘anodo sacrificale’ (scoperta recente anche questa, di cui vado altrettanto fiero 🙂  ). Non sto a spiegare tutto ma il succo è che il contatto con quest’ultimo dovrebbe preservare il ferro facendo sì che a ossidare sia l’anodo alziché il telaio e tutto il resto. Perché ciò non è successo? Quesito ingenuo al quale cercherò, ora sulla base di pura congettura, di dare una risposta plausibile. Perché l’ossidazione dell’alluminio produce soluzioni alcaline (il ‘materiale’ fuoriuscito), con il duplice effetto di ostacolare la conduttività e produrre un aumento di volume, per cui il rigonfiamento. Così, con l’andare del tempo anziché preservare il telaio l’anodo traditore finisce per distruggerlo, deformandolo irreparabilmente.

Come vedete, da queste parti l’interesse scientifico prevale sulla voglia di lavorare (va là voi sapete che non è così 😀 ). Se non altro, queste divagazioni una ricaduta pratica ce l’hanno inquanto autorizzano il seguente suggerimento: quando andate a comprare un progetto bello marcio ma a buon mercato ispezionate bene gli attacchi sospensioni/direzione. Se sono gonfi lasciate perdere, quella è appunto roba da laboratorio.

Nota. Non esitate a correggere le affermazioni di questo piccolo chimico quarantenne 😉 A proposito, il segmento di telaio usato per l’experimentum proviene dalla forni(frega)tura che qualche mese fa abbiamo ricevuto da Hannibal the Cannibal, cui ringraziamo ancora una volta. Presto riveleremo l’identità di questo benefattore della scienza, che per una somma piuttosto consistente ci ha rifilato un ammasso di ferraglia marcia.

Advertisements
One Comment leave one →
  1. kinch permalink
    17 dicembre 2013 9:05 am

    L’anodo sacrificale non è senza manutenzione. Deve essere verificato periodicamente e sostituito. Normalmente non è a contato con le parti da proteggere dalle quali anzi è elettricamente isolato (vedi serbatoi di accumulo e protezione delle eliche dalla corrosione per cavitazione). E’ poi certo che nella giulietta è stato messo con lo scopo di proteggere o piuttosto è solo un pezzo allegerito?. Ciao buon lavoro

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: