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Telaio capote #1

8 aprile 2011

Ok basta turismo fieristico. Facciamo vedere qualche lavoretto in corso, tanto per porre freno alle malelingue 😀 che ci accusano di battere la fiacca. Prendiamo il telaio capote:

Sabbiato in parte assieme alla scocca e poi messo a riposo, l’ho ripreso in mano la settimana scorsa incoraggiato dai primi caldi e, giustamente, me la sono sudata alla grande ma con scarsi risultati. Sì, a cercare di smontarlo dico. Ci ho provato prima con abbondante svitol, poi con il calore… mah, sono venute via giusto un paio viti, le altre… boia chi molla!

Ma tutto sommato non è questo a darmi pensiero: chi la dura la vince. Non mi preoccupa nemmeno il fatto che manchi un pezzo del telaio (se avete occhio ve ne sarete già accorti: a sinistra manca una delle asticelle ricurve) o che  la parte anteriore, quella cava che poggia sui montanti del parabrezza (foto a dx), ospiti al suo interno un pezzo in legno, visibilmente marcio… legno o acciaio che sia, si rifà. Ciò che invece mi preoccupa non poco, e che forse non ha rimedio, è il tipo di capote allestito sul mio esemplare.

Una delle innovazioni, decisamente infelice, della seconda serie era stata la nuova capote, che richiusa rimaneva parzialmente fuori dall’abitacolo, spezzando la linea filante della Giulietta. Una cazzata a tutto tondo, come tale percepita e rifiutata dalla clientela, che spesso richiedeva (e “otteneva” aggiunge il Derosa [(1994) 2007, p. 25]) “la modifica come nella prima serie”.

Ammetto di non avere ancora capito di quale tipo è la capote della mia giulietta; o meglio, non mi voglio convincere, rassegnare, anche se temo il peggio. Se fosse così bisognerà prendere una decisione: o chiedere a Minchionne di cambiarcela :D, provvedere da noi modificando il telaio esistente / prendendone uno nuovo, oppure tenercela così com’è: dopotutto, vista la rarità, il particolare dovrebbe avere un certo interesse collezionistico (di cui però mi frega ben poco, visto che la mia farà collezione da sola – per ora). Appunto, si vedrà più avanti: intanto smontiamolo e ripuliamolo per bene, sto brutto anatroccolo 😉

 

12 commenti leave one →
  1. Antonio permalink
    11 aprile 2011 12:44 pm

    Ciao Alejandro,

    vedo con piacere che i lavori sono ripresi!! 🙂

    Non voglio fare il sapientino (anzi, potrei sbagliarmi) ma se non ricordo male tu hai preso un passo corto che corrisponde unicamente alla prima serie: 2200 mm di passo ruota contro 2250 della seconda e terza serie.

    telaio e capote vanno di pari passo: non puoi montare un telaio e capote prima serie su una seconda serie e viceversa.

    Io ho trovato la cappottina in tela pininfarina da Bergia di Pinerolo: con una cifra a mio avviso modesta mi ha verniciato a polvere il telaio, mi ha comprato la coppottina (a Torino, non so esattamente dove) e me l’ha fatta montare dal suo tappezziere. Attenzione, è un’operazione delicata. I fori con gli anelli di fissaggio della cappottina vanno fatti dopo aver fissato i galletti sulla carrozzeria…se non vuoi brutte sosprese.

    Se ti occorre qualche info fatti vivo.

    Ciao
    e BUON LAVORO!!!

    Antonio

    • 12 aprile 2011 10:01 am

      Ciao Antonio, piacere risentirti

      La mia è una interim del 1960 passo lungo 🙂
      Sì, lo so che i telai non sono interscambiabili, ma ci sono degli esemplari del ’60 con capote a scomparsa, quindi presumo che a un certo punto (quando si sono convinti che l’innovazione era una ciofeca) abbiano fatto marcia indietro e quindi prodotto dei telai a scomparsa anche per la seconda serie. Non mi illudo di riuscire a mettere la mani su uno di questi, ma se riesco a vederlo da vicino, prendere misure etc., ancoraggi permettendo potrei modificare il mio.
      Comunque vada, il telaio lo lavoro in casa e una volta finito lo porto a telonare, forse da Bergia, forse dalla concorrenza 🙂
      Grazie, se mi serve qualcosa ti faccio sapere.
      A risentirci
      A.

      • Antonio permalink
        12 aprile 2011 7:16 pm

        Il link che hai messo per la cappottina mi sa che è proprio dove Bergia si rifornisce 🙂

        La mia è una seconda serie con cappottina a scomparsa. Se ti interessa fare dei rilievi sono a tua disposizione…

        Ciao
        Antonio

      • 12 aprile 2011 8:58 pm

        Il link che hai messo per la cappottina mi sa che è proprio dove Bergia si rifornisce 🙂

        Probabile: noi si va sempre alla fonte 😉

        Ottimo! Mi dai una notizia bomba: ti contatto domani via mail che ora vado di fretta.
        Grassssie 😀
        A.

  2. Emanuele permalink
    13 aprile 2011 3:35 pm

    Ciao Alejandro, anche io ho una seconda serie normale telaio ar1495-118** con cappotte a scomparsa, chiesi tempo fa a Marco Fazio del Riar sull’originalità. In effetti loro non sono in grado di sapere gli optional previsti nè tanto meno se fosse nata con capotte a scomparsa.
    Ma non è da escludere, come dici te, che successivamente ci furono richieste da parte della clientela soprattutto per le ultime produzioni della seconda serie, la mia è di ott. ’60.
    A disposizione per ulteriori info.

    Emanuele (Fr)

    P.s. anche la mia capotte è stata fatta da Belgia (almeno a detta del precedente proprietario).

    • 14 aprile 2011 9:15 am

      Ciao Emanuele benvenuto!

      ecco la tua è fine serie; la mia invece del giugno 1960, quindi è più probabile che sia a capote esterna :-/

      Se mi dici dove pensi di portarla a spasso questa primavera-estate potrei venire a curiosarci un po’ 🙂

      Il dato sulla sostituzione a richiesta dei clienti l’ho trovato nel Derosa.

  3. Emanuele permalink
    16 aprile 2011 2:02 pm

    Certamente ci si becca! con molto piacere, bè essendo di fr, magari sarà un pò difficile che possa partecipare ad un raduno su al nord… tutt’al più posso arrivare a Roma, se invece ti capita di venire nelle mie zona, qui da me ce sono diverse ben conservate, considera che nel mio comune Casalvieri (3.400 abitanti) ci sono 4 Giuliette spider, 3 sane e 1 da restauro targa nera Fr…
    Si è vero il libro ce l’ho anch’io, il Derosa lo ha scritto sto fatto delle richieste, e come ripeto anche il RAIR non esclude un discorso del genere..
    A presto! 🙂

    Emanuele

  4. angper permalink
    17 aprile 2011 4:26 pm

    Ciao Alejandro,
    se Ti puo’ essere utile,ho la capote smontata per il restauro che sto facendo.La mia è una spider 1958 passo corto con i deflettori e capote a scomparsa.

    A presto.

    • 17 aprile 2011 5:21 pm

      Ciao angper
      Una passo corto con deflettori?!! Wow una vera rarità. Mi piacerebbe molto vederla e ti ringrazio fin da ora per la tua disponibilità. Come vedi ho avuto diverse proposte. Dovrei organizzarmi e fare una gita della serie “Garages d’Italia”, da Frosinone a Milano 🙂

      ps. Sei lo stesso angper del VWGroup registrato con un’altra mail ?
      A.

  5. angper permalink
    17 aprile 2011 6:56 pm

    Si sono io.,
    Anch’io quando ho preso la vettura ho avuto delle perplessità,dopo alcune ricerche è venuto fuori che nel periodo di transizione tra la prima e seconda serie il passo era quello della prima cosi come per il motore,cambio e meccanica in genere.Mentre venivano montati i deflettori della seconada serie.Il modello che ho è un 750D del 31/07/1958.Altra particolarità è la luce targa(rettangolare)come nei primi modelli.

    A presto

    Ciao.

  6. Emanuele permalink
    25 aprile 2011 9:01 pm

    Caspita una passo corto con deflettori! mi piacerebbe un sacco vederla. di che colore è? è possibile vedere qualche foto…

  7. angper permalink
    1 maggio 2011 3:44 pm

    Ciao Emanuele,il colore è rossa con interni neri.
    La vettura è in fase di restauro,spero di finirla presto e incontrarsi tutti insieme per un raduno.
    A presto.

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