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Mercato 2011 #8: Deep Blue Monster

17 agosto 2011

Della serie giuliettazze caramellate in salsa merecana: per palati forti. Di fessi non mancano: tu la sbatti su ebay, io la pompo e poi famo i conti.

No, non avete capito. Non è che non abbiamo di meglio da fare; anzi ne abbiamo fin troppo, a cercare di riportare indietro nel tempo un quasi-rottame alle condizioni in cui è stata messa su strada una cinquantina di anni fa, né più né meno. Quel che ci manca è il tempo di mostravi come si fa, di fare le foto, le riprese, di montare i video etc. etc.  Ma non disperate, lo troverermo, il tempo, anche in agosto. Nel frattempo, vi mostriamo come non si fa, e davvero qui sì, altro che Mostro, c’è da disperare :-/

Non si prende un avanzo di pista, inglorioso e magari accartocciato, lo si stira, lo si rattoppa con la gomma da masticare, ci si ficca un 2000, lo si imbratta di un improbabile Blue Porsche boxter 😀 e zeppo di emblemi del cazzo lo si spaccia per una Giulia Spider Veloce. Non si fa.

Queste macchine sono patrimonio culturale nostro, come la gioconda, la nutella o il cribbio: qualcuno dovrebbe prendere provvedimenti.

Eh sì, perché quando torno dall’officina (da quando ci hanno tolto le feste laiche ho deciso che me le sciopero tutte, e quelle religiose – come ho fatto a Ferragosto appunto -, me le faccio sull’incudine a furia di bestemmie a martellate alterne), quando torno dall’officina dicevo, e vedo questi obbrobri, mi cascano palle e martello, a me. E a voi che effetto vi fa?

6 commenti leave one →
  1. Emanuele permalink
    18 agosto 2011 3:12 am

    direi senza aggiungere altro… VOMITEVOLE!

  2. Pietro Bianchi permalink
    18 agosto 2011 9:19 am

    fa parte della cultura americana trapiantare e tamarrare ogni cosa, è come il mc donald o la coca cola, fa parte del loro giovane dna; la gioconda che tu citi era ancora fresca di olio quando loro immolavano loro simili saltanto nudi attorno a un fuoco, non puoi pretendere che capiscano il purismo nostrano. trovo invece lodevole la qualità con cui è stato eseguito il tutto, gli interni praticamente ok (colori e ruota a parte), addirittura un 4 cilindri alfa che più o meno suonerà come un 1600. 4 cerchi, un colore non originale e qualche errore veniale (sempre riferendosi alla cultura americana) sono sicuramente meglio da vedere in giro sfrecciando per strada che piangere per l’ennesimo relitto prossimo a spezzarsi in mezzo (e venduto a prezzi folli)

    • 18 agosto 2011 11:52 pm

      Bentornato Pietro 🙂

      su qualche punto siamo d’accordo; su altri forse mi hai frainteso. Mi sa che hai esagerato un tantino con la teoria del buon… anzi cattivo selvaggio. Che la salsa fosse ‘merecana’ l’avevo premesso, ma era una battuta, come del resto l’accostamento della gioconda alla nutella e al cribbio …ma ti pare. Sempre in tono ironico era l’auspicio di un intervento a tutela della giulietta quale ‘bene culturale’. Da chi? 😀 Da chi ha permesso la demolizione del Portello? Da qualche Ministrello nostrano passato dall’agri-coltura all’ALTA (?) cultura? Suvvia non mi sognerei mai di dare lezioni di civiltà agli americani.

      Siamo d’accordo sul fatto che qui da noi si spacciano relitti spezzati a cifre truffaldine. Ma siamo sicuri che sotto il caramello Blue non ci sia del marcio? Foto del sotto non ne vedo. Vedo invece emblemi e targhette messe a casaccio che recitano: “vernice originale” 😀 e un banditore che spara cazzate invereconde.

      Di solito elenco gli strafalcioni: questa volta non era il caso. Il punto è che questa è un’operazione truffaldina (peraltro consumatasi: la macchina è stata venduta). Quella non è una Giulia Veloce. Lodevole è che riescano a rifilarla come una “show car”, e qui casca a fagiolo la rima con vomitevole 😉

  3. Pietro Bianchi permalink
    19 agosto 2011 8:37 am

    Alejandro ti ripeto, secondo l’ottica americana quella Giulia è considerabile praticamente originale se non meglio, a loro non è mai importato molto della assoluta fedeltà alle specifiche di fabbrica e “show car” mi sembra calzante, se è sana e di buona fattura (e lo vedi dal vivo) è un bell’esempio di artigianato. Poi che sia di cattivo gusto taroccare una macchina d’epoca, appiccicare targhette, spacciarla per un versione del modello che non c’entra un accidente siamo d’accordo ma non puoi dire che fior fiore di preparatori non facciano spesso opere d’arte di artigiano appunto, spesso sacrificando per sempre auto che meriterebbero di essere lasciate originali. Questo non è una punta di eccellenza in quel campo ma mi sembra fatta con gusto (americano). La V8 di qualche tempo fa invece era davvero uno schifo

    • 20 agosto 2011 12:13 pm

      Lo so Pietro lo so 🙂
      Volevo solo evitare di generalizzare a denti stretti. Gli americani che conosco non sono certo paladini del restauro filologico, ma in questo caso hanno reagito con indignazione (guarda gli interventi sull’AlfaBB). Di fronte allo svitato del v8 invece erano per lo più ironici: lì si poteva o compatirlo o riderci su 😀

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