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Fiato alle trombe!

20 agosto 2011

Risanamento dell’ossatura tromba e della paratia vano motore. Ecco il video

 

Gli interventi su quest’area devastata dalla ruggine sono iniziati qualche mese fa, prima dei lavori in officina, e terminati l’altro ieri, nonostante i 4o° all’ombra. La filosofia la conoscete già: salvare fino all’ultimo centimetro di lamiera buona, lattonare e sostituire solo quando non c’è altro rimedio. Ma fare dei piccoli rattoppi, per giunta in aree quasi inaccessibili, è difficile e faticoso, quindi tanto per cambiare ho sgobbato come un cane da slitta 😀

Se avete seguito sapete che le lamiere che nel video appaiono imprimate erano state prima tirate a specchio:

Ho cercato di fare del mio meglio; ovviamente non si è mai del tutto soddisfatti: ci sono ancora alcune piccole cose da correggere, ma tutto sommato credo che ne sia valsa la pena.

Un ringraziamento ad Alessandro di Assisi: la dima per fare le scanalature me l’ha regalata lui.

Che funziona alla grande lo sa già;  infatti prima ha plasmato le lamiere della sua giulietta, una bellissima interim blue ormai in fase di rimontaggio che speriamo di annoverare presto tra le nostre amiche.

Grazie Ale, il ferraccio avrà ancora parecchio da fare 😉

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6 commenti leave one →
  1. Alessandro permalink
    20 agosto 2011 7:58 pm

    Ciao Alejandro……grazie per questo momento di celebrità!!!!
    spero tanto che la dima ti sia di aiuto come lo è stato a noi……
    Proprio oggi abbiamo riavviato il motore della nostra amata giulietta!!!!
    Un sound eccezzionale!!!!
    Se un giorno passi dalle nostre parti torna pure a trovarci, saremmo lieti di offrirti un aperitivo e scambiare quattro chiacchiere con te…..
    Complimentoni per il lavoro…..
    buon restauro!!!

  2. 21 agosto 2011 10:33 am

    Hurra! Il cuore è tornato a battere 🙂
    Non vedo l’ora di rivederla, e sentirla.
    Rinfrescatemi un bicchiere che appena posso ci faccio un salto 😉

  3. spider1315 permalink
    21 agosto 2011 6:16 pm

    Bravo Ale (e Mario…;) ). Quando faccio le pezze di solito saldo un po’ qui e un po’ là, non come una cerniera lampo come nel video, altrimenti la lamiera non tira bene in maniera omogenea. Poi si completa e l’effetto è lo stesso, del cordone continuo. Occhio quindi quando comincerai nella zona dei sottoporta con i lamierati di Biondi…

    P.S. tienle strette quelle dime, che non è detto mi servano…

  4. 21 agosto 2011 10:58 pm

    Ciao Enrico

    Sempre un piacere risentirti. E’ tutta farina del mio sacco. Mario mi avrebbe dato lo stesso consiglio, ma al momento ha altro per la testa. Sì, sto sperimentando soluzioni diverse: punto qua punto là e poi torno, faccio cordoncini corti e poi li unisco etc. Questa saldatrice trifase è molto efficiente e riscalda pochissimo la lamiera circostante.
    Per i sottoporta invece userò una puntatrice trifase Pro che sto per prendere per completare la collezione 😀 Biondi senior si è molto raccomandato di “non fare la cazzata” di usare altro, e mi fece anche una dimostrazione pratica di resistenza. Dunque da una parte mi fido, dall’altra so, com’è evidente, che quello è il metodo impiegato in fabbrica, quindi è deciso.

    Ci vediamo tra poco a Imola, spero 😉

  5. marco permalink
    24 agosto 2011 6:39 pm

    la musica è troppo aggressiva e distoglie dal filmato che veramente rincuora chi vuole restaurarsi una veloce……. ma avverti tutti…. sembra tutto davvero facile ma non è così.. bisogna crederci sul serio d’altra parte è un impresa da uomini duri……..

    • 25 agosto 2011 9:14 am

      😀
      Wolf Steel Bruchure Girl

      L’eccezione che conferma la regola?
      Hai ragione Marco; del resto l’ho detto sopra, che facile non è e che per fare solo quelle piccole pezze tocca faticare come un cane da slitta. Va anche detto che, come avverte Wolf Steel nella brochure da cui prendo le foto (thnx Wolf), se non si è abituati a lavorare e talvolta a “mangiare” 🙂 il metallo è meglio chiedere aiuto a qualcuno più esperto.

      Wolf Steel Bruchure 2

      Più che altro per motivi di sicurezza, aggiungo, perché con certi attrezzi non ci si improvvisa ‘utenti’ disinvolti e anche avendone familiarità non ci si dovrà mai permettere disattenzioni o leggerezze.
      Noi qui l’abbiamo sempre dato per scontato e fai bene a sollevare la questione. Ognuno, consapevole dei propri limiti, saprà valutare il proprio grado di coinvolgimento nei lavori. Dopotutto, la soddisfazione di guidare la propria giulietta restaurata non è affatto direttamente proporzionale alla quantità di ruggine ingerita durante il restauro.
      Protezioni irrinunciabili
      Tutt’altro 😀

      Per la musica mi dispiace… la prossima volta cercherò qualcosa di più adatto 😉

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