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Alfisti si diventa: Paul docet

16 ottobre 2011

Papà come si diventa alfisti? Hmmm che dire figliolo… non solo non ho una definizione di ‘alfista’, ma francamente faccio fatica ad appassionarmi all’argomento. Guarda, anziché spiegartelo te ne faccio vedere uno: questo qui è un amico americano che, dall’oggi al domani, si è scoperto pervaso da una passione per queste meravigliose vetture e, giustamente, vi si è lasciato trasportare. Ecco è diventato un vero alfista 🙂

Messi a nanna i piccoli lo presento anche a voi. Sto parlando di Paul Yesnosky, appassionato californiano che ho conosciuto questa estate a Rimini. Il link al suo Blog è da tempo nella nostra colonna destra, ma oggi cliccandoci sopra per la solita visitina mi sono accorto che andrebbe aggiornato: non più Paul’s Veloce e nemmeno Paul’s Giuliettas; ormai Paul’s Alfas è l’unica dicitura calzante. Eh sì, perché quella spider che vedete sopra (una delle veloci da restauro che recensimmo nell’agosto del 2010) è solo il primo dei suoi acquisti.

Alla Giulietta Spider Veloce si è presto aggiunta una Giulietta Sprint Veloce e, in men che non si dica, anche una Giulia Sprint Speciale. Infine, di recente, quella che era già una collezione si è arricchita di una rara GTC: tutte matching numbers, tutte da restaurare seguendo sempre da vicino i lavori, come già fatto per la spider, che in meno di un anno è passata dallo stato di quasi rottame al rimontaggio.

Papà scusa non riesco a dormire… che vuol dire “pervaso”? E se invece di ‘pervaso’ andiamo in concessionario e ti prendi una bella Alfa Romeo nuova di pacca? Non diventiamo subito alfisti? Humm non è così semplice tesoro; ti prometto però che lo chiedo al mio amico alfista, va bene? Ora non ci pensare e torna a dormire che sto parlando con i grandi.

Prendere un alfa prodotta dall’Alfa quando l’Alfa era l’Alfa, questo sì, salvarla dal macero o dal cannibalismo, restaurarla con cura. Ecco i suggerimenti che ci vengono dell’amico californiano, e ce li ripete quattro volte. Ma direi che una sola basta e avanza a rifornire di contenuti il concetto ormai vuoto di ‘alfista’, un concetto caro al marketing in quanto facilmente falsificabile con quello di ‘appassionato del marchio‘. Ve lo ricordate lo slogan di lancio dell’Arna (Alfa Romeo Nissan Automobili)? “Arna e sei subito alfista”. Era solo l’inizio 😀

Oggi nessuno, nemmeno nello staff marketing di Minchionne, avrebbe il coraggio di sparare uno slogan del genere. Anche perché non serve: siamo tutti ostaggi dei marchi e compriamo qualunque cosa purché sia firmata e fatta in Cina. C’è poco da fare: riassorbita l’Alfa, morti gli uomini che la fecero grande, demolite le fabbriche o abbandonate all’incuria, il marchio è purtroppo la sola cosa rimasta oggi dell’Alfa. E il marketing della Fiat, appunto, che sapientemente riempie quel marchio di nulla e le strade di macchine a trazione anteriore.

Ma papà le alfa non erano a trazione posteriore? Ancora sveglio? Ma certo caro, a trazione posteriore.

E per diventare alfisti bisogna essere pervasi… e ci vuole anche fatica… Bravo, vedo che hai capito: pervasi da una passione genuina. Ora a nanna, c’è il commento dei grandi 😉

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2 commenti leave one →
  1. 17 ottobre 2011 12:44 am

    Thanks Alejandro for the nice bedtime story. Of course, at times some bedtime stories can become nightmares but in the end hopefully the story comes out with a happy ending. It is true, I think I must change the name of my blog away from Giulietta. But, I think I only have my Italian mother to blame for my passion with these Italian automobiles. Even though my last name is Eastern European of course on my father’s side, my Mom is Italian. So it is her fault that I am now so interested in these cars. 🙂 Thank you for the nice profile of my Web site and the cars. I hope to have pictures of at least one of them on the road soon!!

    • 17 ottobre 2011 2:46 pm

      Hi Paul,
      I had forgotten that you are Italian mother’s side: now everything is clear 🙂
      The first chapter of your bedtime story-nightmare is almost over, and it is plain to everyone that the end could not be happier.
      I believe that Santa would bring us one of those on-road pictures 😉

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