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Targa d’Oro per Emanuele

6 luglio 2012

Sudatissima, roba da centrometrista olimpionico. E tutto per un errore di trascrizione. Ma alla fine, la bella Spider II serie rossa di Emanuele ha avuto il suo meritato riconoscimento. Ho seguito la vicenda e ve la racconto perche davvero merita. Ecco come un iter burocratico lungo e rognoso di suo ma tutto sommato percorribile può diventare invece un vero e proprio incubo.

La mattina del 20 novembre 2011 la Giulietta spider telaio AR1495*xxxxx con motore AR1315*xxxx di primo equipaggiamento indossa il suo nuovo ed esclusivo tettuccio rigido Zagato e affronta fiduciosa la sua seduta di omologazione ASI. Come era nelle attese tutto procede per il meglio: nulla da eccepire. L’esemplare è stato restaurato a regola d’arte in conformità alle specifiche di fabbrica. Tutto liscio insomma, l’oro è a portata di mano, o almeno così sembra finché…

‘Patente e Libretto prego’. Anzi, basta il libretto… basta, dico, a mandare in malora la seduta. Nel caso di Emanuele si tratta di un duplicato legale del 1965 sul quale al tempo qualcuno scrisse, chissà perché, motore tipo AR00102.  I commissari, giustamente, storcono il naso perché, tanto per dire, sul monoblocco c’è stampigliato 1315. Evidentemente qualcosa non torna.

Ecco dunque che decidono di rinfrescarsi le idee sul Fusi, il quale, nemmeno a dirlo, gli rifila un errore bello stantio che nondimeno, nero su bianco, riconferma i loro pur sempre infondati sospetti. Il giudizio viene dunque sospeso in attesa di accertamenti e il tutto rimandato alla prossima sessione. Possibile che il motore corretto per quel numero di telaio sia un 102 anziché un 1315? Nemmeno per sogno.

La scarsa attendibilità del Fusi per quel periodo è cosa risaputa; eppure a nulla valgono le rimostranze del nostro amico né le controprove addotte, anch’esse nero su bianco su una pagina pubblicata da Ruoteclassiche, riportante l’estratto di una pubblicazione ufficiale della Casa. Niente da fare, rimandato a Torino😀

Emanuele però non si perde d’animo e scrive a Marco Fazio, dal quale riceve l’ennesima conferma o meglio riconferma, visto che il primo responso RIAR, assieme alla pagina di Ruoteclassiche di cui sopra, era già stato sottoposto all’alto commisariato e l’uno e l’altra acclusi alla documentazione inviata a Torino.

[…] mi permetta di considerare che gli elenchi riportati sul libro del Fusi non sono mai stati assolutamente attendibili, mentre la pagina pubblicata da Ruoteclassiche è un estratto di una pubblicazione ufficiale della casa e, più precisamente, il catalogo ricambi CR 741 del maggio 1961.

Carta canta, non rimane che correggere quella vecchia svista. E invece no, non basta. Urge ulteriore conferma, che a corto di vaticini sibillini e bolle pontificie all’ASI intendono ricavare da un estratto cronologico storico dall’ACI di Genova, documento che viene tempestivamente prodotto dal diretto interessato, coadiuvato dall’ing. Mariano La Pietra, Presidente del Club Camef cui egli appartiene. Il documento fuga ogni dubbio (si fa per dire, qualora ci fosse mai stato) a proposito della correttezza del motore montato e mette una bella pietra sopra la vicenda.

Così finalmente, il 13 gennaio 2013, a circa due mesi dalla fatidica seduta, la Spider di Emanuele può avere sia il libretto emendato, sia il certificatò di autenticità e ovviamente anche la sua meritata quanto sudata Targa Oro.

Tutto è bene quel che finisce bene: non è andata poi così male. Ma solo il diretto interessato (e io di riflesso che leggevo le sue e-mail in quei giorni) sa quanta bile ha trangugiato in quei due mesi di attesa.

Morale. Abbiamo ironizzato un po’ sull’operato del Commissari ASI, ma buona lì: fanno bene invece a essere rigorosi, inflessibili, pignoli: altrimenti tanto varrebbe presentarsi a bordo di un’accozzaglia di pezzi tenuti assieme dal fil di ferro. Fanno meno bene invece quando diffidano di documenti autorevoli e costringono gli associati a imbarcarsi in ricerche d’archivio inutili alla ricerca dell’acqua calda. Quando assecondano cioè o eseguono in modo pedissequo procedure burocratiche dall’antico sapore oltrecortina.

Ma cosa volete farci, è la procedura per avere la bicicletta d’oro. Certo, non è mica obbligatoria, anzi non è detto che a tutti piaccia andare in giro col patacone dorato, nemmeno ora dopo la scomparsa dei materiali meno nobili. Se proprio ci tenete ad averla però, beh non è detto che dobbiate far fronte a questo genere di rogne, ma tanto vale essere pronti a pedalare😉

17 commenti leave one →
  1. spider permalink
    6 luglio 2012 9:08 pm

    Anche a me sorgono un po’ di dubbi. In ogni caso felicitazioni per Emanuele e la sua splendida giulietta.
    Essendo del ’60 non si può conoscere l’esatto numero di motore abbinato a quel telaio. Il Fusi è da prendere con le molle, sono d’accordo, ma se nel libretto c’era scritto 102 evidentemente un motivo c’era: impossibile che nel ’65 abbiano trascritto male 1315 proprio con 102… Forse c’erano telai 1495 con il 1315 e altri con il 102. Del resto il Fusi dà quantità di motori 1315 non corrispondenti alle quantità di telai delle berline e sprint, e lo stesso fa con il motore 102 per le spider…
    Ergo l’unica è fare la conta delle spider del ’60 esistenti, ma non di quello che c’è sotto il cofano, che potrebbe esser stato cambiato facilmente, ma proprio con quello che c’è scritto sui libretti, e vediamo se questo 102 è un’eccezione o no. Teniamo presente che di motori 1315 ce ne sono parecchi in giro visto che equipaggiava le berline che sono spesso state cannibalizzate per questo. La cosa importante non è la targa oro si o no di Emanuele, ma riuscire a stabilire una volta per tutte come una macchina nasceva e come dovrebbe essere restaurata.
    La cosa paradossale è che poteva capitare il contrario, cioè che ci si presentava col 102 e poi trovavano un commissario esperto di cataloghi ricambi alfa, o magari anche solo con 4r in mano, e bocciava la macchina sostenendo il 1315 come originale…

    P.S. in questi 47 anni nessuno mai si è accorto che c’era un motore con la sigla sbagliata? uhmmmmmm

  2. Emanuele permalink
    7 luglio 2012 12:02 pm

    Ciao spider, volevo evitare di fare commenti ma mi tocca.
    Siccome non hai capito molto della faccenda, non vorrei che per quanto complicata in tanti non capiscano.
    Ho pensato di allegare il catalogo ricambi ufficiale Alfa Romeo CR 741 del maggio 1961
    e specificare che il virgolettato in blu è di Marco Fazio del Centro Documentazione Alfa Romeo che scrive e che stabilisce una volta per tutte che l’auto monta un motore di primo equipaggiamento, dopo di chè l’ASI, avendo ancora dei dubbi come te (in questi 47 anni nessuno si è mai accorto dell’errore nella trascrizione del numero motore) mi ha richiesto un estratto cronologico all’ACI di Genova e da qui la certezza sopra ogni dubbio, il motore riportato è AR1315.
    L’ASI è un organo serio, prima di rilasciare una targa d’oro si è voluto parare le chiappe, non gli è bastato che mamma Alfa gli dicesse mio figlio è 1315 ha voluto anche che l’anagrafe Genova glielo dicesse.
    Quanto alla burocrazia e agli errori degli impiegati statali che sanno ben poco di auto, sto aggiornando il libretto con postilla 1315 perchè per me adesso è diventato un incubo e voglio che finisca una volta per tutte! Amen.

  3. 7 luglio 2012 12:26 pm

    Ecco l’estratto del CR 741 del 1961 riportato su Ruote Classiche n°76, Settembre 1974, p. ? [PDF]

  4. roberto favoni permalink
    9 luglio 2012 6:38 am

    L’hard-top è PININFARINA (numerato), non Zagato!!!

    Roberto

    • 9 luglio 2012 8:32 am

      Qualche dubbio mi era venuto, ma sui files ricevuti c’era scritto “Zagato”.

  5. Alfa Spietata permalink
    9 luglio 2012 1:49 pm

    Precisiamo anche questo, nel racconto Ale ha menzionato che mi sono recato a Latina con l’hard top, in realtà l’omologazione l’ho fatta senza, l’hard top è stato restaurato successivamente, cioè nel marzo di quest’anno.
    Caro Roberto, il discorso originalità dell’hard top siamo d’accordissimo che deve essere Pininfarina (numerato) e non Zagato, ma nel De Rosa di cui allegato, poteva essere richiesto anche il Zagato, non me lo sono mica fatto io!🙂

    • roberto favoni permalink
      9 luglio 2012 2:24 pm

      L’hard-top della foto è PF, numerato o non numerato non importa (spesso la targhetta, in leggero alluminio alla base interna del lunotto, si smarriva o si deteriorava irrimediabilmente): ne ho due, ne ho visti molti ed è identico a quelli ed inconfondibile. Il Derosa (che, come il Fusi, non è il Vangelo) contiene una buona dose di errori, come quasi tutti i libri del genere. Tutti scrivono pochi sanno tutto. In ogni caso, effettivamente, il Derosa cita una mezza riga (complimenti per l’acutezza) in cui dice che “ANCHE LA MILANESE ZAGATO HA PRODOTTO IN PICCOLISSIMA SERIE UNA SUA INTERPRETAZIONE DELL’HARD-TOP PER LA GIULIETTA SPIDER. QUESTI RARISSIMI TETTUCCI, CARATTERIZZATI DALL’IMMANCABILE DOPPIA GOBBA….” (caratteristica di molti tetti fissi ed amovibili prodotti dalla Zagato, n.d.r.). Oppure, scrive ancora Derosa, Zagato li modificava ma non mi pare neppure questo il caso. Occorre, oltre che sapere scrivere, sapere anche leggere! Non è importante dire se il tuo è Zagato piuttosto che Pininfarina o se lo hai fatto tu. L’importante è cosa effettivamente è. Pertanto, se Derosa dice che li costruiva anche la Zagato, certamente non parla del tuo (una foto? c’è qualcuno che la possiede una foto una? Io no, e neppure ne ho mai visti, ma io non conto…..) ma il tuo, per certo, non è uscito da quella fabbrica. Salvo ci sia stampigliato il nome e/o il marchio (immagino la tipica “Z”, n.d.r.) da qualche parte (difficile…..). Se anche per simpatia preferisci dire che è Zagato nessuno lo vieta ma è scorretto. Più semplice di così! Peraltro, l’hard-top, anche se per sfortuna è solo PF, sembra belloccio: complimenti!

      Roberto FAVONI – Genova

  6. Alfa Spietata permalink
    9 luglio 2012 3:15 pm

    avevo capito che intendevi dire che per l’omologazione ci voleva un pinifarina. Fino ad adesso ero convinto che fosse un Zagato.
    Ora, nel dubbio, posso definirlo un hard top con doppia gobba🙂
    All’epoca l’ho scelto rispetto al “classico” per questioni di gusti, dà più slancio alla giulietta, a mio modo di vedere.
    Grazie per le info,
    con simpatia Emanuele

  7. roberto favoni permalink
    9 luglio 2012 3:32 pm

    No, no, per l’ASI dovrebbero andare bene entrambi, purchè originali o restaurati secondo le specifiche originali. Il PF, più comune e più diffuso, ha valore inferiore, ritengo. Potrebbe rientrare nella situazione della modifica di un PF standard da parte di Z riportando appunto le due tipiche gobbe; tutto il resto è identico. Non vi è alcuna sigla o roba del genere? Hai idea della provenienza? Concordo sulla maggiore dinamicità che offre questo tettuccio rispetto a quello classico liscio. Comunque quasi tutto chiarito.
    Complimenti anche per la targa con la sigla della mia città, molto simpatica e mai vista prima!

    Cordialità,

    Roberto

  8. Alfa Spietata permalink
    9 luglio 2012 5:23 pm

    niente sigla niente Z, acquisto su internet provenienza sicilia. saluti.

  9. 9 luglio 2012 10:16 pm

    Dicevo di avere dei dubbi ma in realtà ne ero quasi certo… e questo è un brutto segno, del fatto che sto abassando la guardia, insomma il rigore con cui di solito controllo, per quel che ne so, quanto mi viene riferito. Pura pigrizia, perché pur non avendo mai visto un HT Zagato, conosco quello di Pininfarina a doppia gobba, mentre del primo ho visto qualche foto, o almeno così credo. Eccone una:

    Giulietta Spider Zagato HT (?)
    Giulietta PF alu HT

    Quello di PF, che ha Emanuele, è molto diverso, come vedete (sempre ammesso che il primo sia di Zagato, come pretendeva il venditore – il lunotto poi è in vetro), ma anch’esso raro, soprattutto se in alluminio (e ce ne sono) e forse anche più bello.

    Comunque vedi Emanuele, dovevi presentarti col tettutuccio montato, come te l’avevo romanzata io😀, così i commissari il libretto se lo scordavano proprio:mrgreen:

    • Alfa Spietata permalink
      9 luglio 2012 11:18 pm

      seeee magari! evitavo le pene dell’inferno!🙂 scherzi a parte questo nero su ebay se ci fai caso differisce dal mio, ha le gobbe meno pronunciate ed il lunotto sembra più largo, è il vero Pininfarina a doppia gobba originale come da annuncio.
      Non vorrei insistere ma il dubbio sul mio rimane….

  10. spider permalink
    10 luglio 2012 1:19 am

    Ho guardato il RC 76 come scritto a penna nell'”estratto” ma non ve n’è traccia, mi pare. Inoltre in questo “estratto” non c’è un riferimento all’anno, che direi è la cosa fondamentale. Che i 1495 avessero il 1315 non si avevano dubbi, ma qui si deve confutare il contrario, cioè se possibile che un 1495 avesse un 1315. No chi lo dice? Non l’estratto, nel senso che non lo esclude. GLi intervalli di anni es. 55-59 sono scritti a penna, ma da chi? E quando? E cmq poi nella “serie in corso” non c’è un riferimento all’anno. La modifica dei numeri ad esempio potrebbe benissimo partire già dalla fine del 59, e non necessariamente dal 1 gennaio 60.
    In ogni caso ribadisco che mi pare impossibile che un funzionario del pra o mc o aci che sia, per quanto imbecille lo si voglia far passare, leggendo 1315 sbagli a trascrivere e imbrocchi proprio il numero di motore di una serie successiva, il 102.
    Mi pare impossibile che nessuno in 47 anni non si sia accorto dell’errore, e tra l’altro non su una 500, ma su una macchina che sappiamo bene cosa costa: io se devo spendere anche solo 1k euro per una macchina, la prima cosa che faccio è di controllare i numeri di telaio e di motore che corrispondano, e se non succede chiedo perchè. Proprio recentemente ho scartato una Montreal che aveva i numeri di telaio ristampati in luogo diverso, nonostante fosse un colpaccio.
    Se mi fossi imbattuto in quella giulietta probabilmente l’avrei comprata come se fosse mancante di motore. Poi se si riusciva a dimostrare che ci andava il 1315 bene, ma era solo un regalo dal cielo. Alla seduta di omologazione non sarei caduto dalle nuvole, ma me la sarei aspettata la contestazione. Per lo meno per il dato errato sul libretto, se non per il motore. Quindi non sarei arrivato impreparato con un dato non corrispondente motore-libretto.
    Anche Marco Fazio non è infallibile, o per lo meno non sono infallibili le carte in suo possesso. Infatti si riferiscono a come uscivano le auto dalla fabbrica, e pur escludendo errori umani (cosa invece sempre possibile) comunque le auto arrivavano nei concessionari e spesso venivano modificate nel colore, negli interni, nelle dotazioni dai concessionari stessi magari per venderle meglio o per accontentare un cliente… vai te a dimostrarlo!

    In ogni caso bene se emanuele (alfa spietata?) ha risolto finalmente la sua questione personale. L’importante però sarebbe definire una volta per tutte quali siano gli errori del Fusi, del Derosa, del registro alfa romeo, di Tabucchi, ecc. in modo che non si ripresentino più. Personalmente io di certe cose me ne frego altamente, e se anche non ho la giulietta “matching numbers” e non ho la targa oro non è che non dormo la notte. L’importante però è essere consapevoli di cosa si è comprato e di come dovrebbe essere. A quando la comunicazione ufficiale a Ruoteclassiche (visot che lo si prende come riferimento) in cui si racconta tutta la vicenda per filo e per segno, con numeri di telaio e motore progressivi, in modo da ufficializzare la questione?

    E poi in fondo ad una vecchia signora non si deve certo alzare la gonna per vedere di che colore sono le sue mutande… al massimo si può appunto disquisire se il cappellino è Pininfarina o il più esclusivo Zagato. (il mio è Pininfarina con targhetta, tutto liscio sopra).

    P.S. a proposito di HT: il colore secondo me giusto è nero o blu, in contrasto con la carrozzeria, perchè così ricorda la cappotta di tela nera. In tinta unita non mi piace sulla giulietta.

  11. 10 luglio 2012 9:01 pm

    Che sia sbagliato il riferimento al numero di RC riportato a penna? Vedremo di controllare.

    Comunque il CR 741 esiste, ed è un documento ufficiale della casa, quindi una fonte primaria, da preferire sicuramente alle fonte secondarie, per natura più soggette a errore e quindi meno attendibili.

    Essendo il CR 741 datato al 1961, con “serie corrente” mi pare si debba intendere il riferimento alle vetture, telai e motori, prodotte dal 1960 in poi e, più precisamente, nella colona così intitolata, agli semplari del 1960 e prima metà del ’61, mentre dopo N.B., in fondo alla tabella, alle vetture costruite o in costruzione dalla seconda metà del ’61 e successive, cioè la terza serie, con cui viene introdotta la punzonatura a 6 numeri sul parafiamma.

    Certo il documento, tanto meno l’estratto, non dirime tutte le questioni sul tappeto, ma intanto corregge qualche svista delle fonti secondarie e, per quel che qui ci riguarda, pone fine (o almeno avrebbe dovuto) ai grattacapi di Emanuele. La cosa non è del tutto perspicua perché mi ha chiesto di oscurare i dati sensibili, compresi i numeri telaio motore; peccato, ma sono scelte che comunque rispetto.

    Raccontare la vicenda a Ruoteclassiche? Trovo che sia proprio una bella idea😉

  12. Emanuele permalink
    11 luglio 2012 4:29 pm

    Ma in tinta con la carrozzeria diventa un coupè bellissimo! Poi è un discorso del tutto soggettivo.
    Quanto al CR741 non ho altro da aggiungere oltre le parole di Ale.

    Sul raccontare la vicenda a Ruoteclassiche in effetti ci stavo pensando da un bel pò.😉

  13. Roberto- Padova permalink
    13 luglio 2012 2:45 am

    buona sera
    ho letto tutta la discussione… la mia giulietta spider del 1960 con telaio 1495.1**** ha montato il motore 102 corrispondente al famigerato fusi…e non all’estratto in allegato,ho chiesto a un po’ di “nonni” e mi hanno cofermato che il motore e’ corretto… pertanto mi par di capire che l’unico documento che conta e’ quello registrato in motorizzazione….e se viene dagli USA…. ci baseremo al RIAR.
    Per quanto riguarda l’hard top ne ho trovato uno in un pollaio (ma non scherzo) in vetroresina se volete con un po’ di stucco e fantasia gli faccio 3 gobbe!!! ciao belli

  14. 13 luglio 2012 1:11 pm

    come prima… più di prima…

    si naviga a vista.
    Saluti al nonno😉

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