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Lattonatura: sottoporta destro e traverse

21 aprile 2013

Finita la fiancata sinistra Domenico è passato immediatamente a quella destra, completando nel giro di poche settimane l’ossatura sottoporta, l’estremità destra della doppia traversa forata e la porzione di pianale direttamente collegata. Inoltre ha anche fissato la traversa sottoabitacolo e imprimato le aree su cui era intervenuto in precedenza. Vediamo una cosa alla volta.

giulietta_spider_metal-work_right-side_04

Con i sottoporta ed entrambe le traverse saldati la scocca è ormai in grado di reggersi da sola; potremmo quindi togliere via i tiranti di sostegno, e infatti lo faremo tra breve, non appena verranno saldati anche i due mezzi pianali. Ecco da tre angolature diverse la fiancata destra:

giulietta_spider_metal-work_driver-side giulietta_spider_metal-work_right-side_01giulietta_spider_metal-work_right-side_03Tra i due fasci di lamiera che compongono l’ossatura sottoporta ecco che spunta, nella terza foto a destra, la traversa sottoabitacolo, di cui dirò subito. Vediamo intanto la traversa posteriore, tra pianale e pianalino ruota di scorta, sulla cui estremità destra è stato eseguito un lavoro di lattonatura praticamente speculare a quanto fatto per la parte destra.

giulietta_spider_metal-work_right-CS_01

Come ricorderete, la parte si presentava nelle stesse disastrate condizioni. Ecco una foto del ‘prima’ e accanto un paio di scatti a lavoro finito, incluso il pianalino, che in questo caso è stato ricostruito asportando una porzione più estesa di metallo arrugginito.

giulietta_spider_metal-work_right-CS_00giulietta_spider_metal-work_right-CS_03giulietta_spider_metal-work_right-CS_02

Ed ecco l’altra traversa, irrecuperabile e quindi sostituita integralmente con lo stampato prodotto da Biondi, che avevo preso e recensito nell’ormai lontano luglio 2010😯

giulietta_spider_metal-work_crossmember_02

A proposito di questo stampato, ricorderete che in quell’occasione avevo detto che sarei “tornato sul pezzo” al momento del montaggio. Infatti rieccoci: fermo restando quanto anticipato in quella recensione – cioè che si tratta di un’ottima replica – c’è da aggiungere che, alla prova dei fatti, le misure sono precise e anche il raggio di curvatura appare adeguarsi perfettamente ai mezzi pianali. Eppure un problemino l’abbiamo riscontrato

giulietta_spider_metal-work_crossmembergiulietta_spider_metal-work_crossmember_01giulietta_spider_metal-work_crossmember_04

Osservando la seconda e terza foto si vede chiaramente che sul risvolto superiore che va puntato sul pianale è stata aggiunta una striscia di lamiera. Perché altrimenti, ci dice Domenico, non ci sarebbe spazio sufficiente per le saldature. Se ciò dipenda da un limite delle attrezzature del Nostro oppure il lamierato sia sottodimensionato rispetto all’originale, al momento non saprei dire, ma appena si presenterà l’occasione controllerò.

Dove invece sembra non ci siano dubbi circa le dimensioni inadeguate degli stampati è sui pianali.

giulietta_spider_metal-work_floors_ready_01

Lo si intravvede in una delle foto sopra, di nuovo qui e meglio ancora in questi tre primissimi piani: la coperta sembra troppo corta, in misura variabile a seconda del punto di contatto con la traversa, in media di circa di 2 cm.

giulietta-spider-LWB-biondis-floorgiulietta-spider-LWB-biondis-floor_01giulietta-spider-LWB-biondis-floor_02Il problema si era già presentato con la giulietta di Marco, anch’essa un passo lungo, ma speravo si trattasse di un caso isolato: il ‘passo’ delle giuliette è piuttosto variabile, quindi ci poteva stare. Invece rieccoci ad aggiungere metallo.

In ogni caso, effettuerò altri controlli prima di concludere e suggerire semmai a Giancarlo di aggiungere quei due centrimetri al pianale. Va da sé, se qualcuno ha esperienza diretta di questi pianali parli ora o taccia per sempre:mrgreen:

5 commenti leave one →
  1. caprino franco permalink
    24 aprile 2013 6:47 am

    complimenti anche io sto facendo un restauro di una giulietta mi piacerebbe chiederti qualche consiglio ciao

  2. Guido permalink
    7 maggio 2013 5:40 pm

    Spinoso argomento dei lamierati di ricambio! Ciao Alejandro, mi aggancio al tuo post visto che hai sollevato la questione. Anche io ho una seconda serie passo lungo, e da Biondi ho comprato “a caro prezzo” tutti i lamierati, di seguito breve recensione (per chi vorrà maggiori dettagli sono ovviamente a disposizione):
    1° Pianali: i pianali completi nel mio caso sono risultati un po’ corti lungo la linea di giunzione del tunnel e anche verso la traversa , inoltre la curvatura del tunnel non era perfetta e rimontata la meccanica ci siamo accorti che la trasmissione toccava.
    2° Fondo baule: le misure anche in questo caso non erano perfette il pianale era troppo grande ed è stato risagomato in corrispondenza degli scansi dei passaruota.
    3° Traversa dietro sedili: composta di due pezzi io ho cambiato solo quella piena(esterna) e non quella forata. Ha fatto sudare per essere montata, la curvatura dove passa l’albero di trasmissione era completamente fuori misura.
    4° Fondo vano ruota scorta: questo è quello che ha dato meno problemi, nulla da segnalare.
    5° Kit sottoporta: i pezzi interni tutto sommato si montano con pochi adattamenti ma il pezzo esterno quello che chiude la carrozzeria ha il raggio di curvatura sbagliato, è troppo piatto.
    6° Giro marmitta: il pezzo si monta facilmente anche se nelle curve e nella bordatura la lamiera ha delle grinze.

    Non se la prenda male il buon Biondi (simpaticissimo una vera e propria macchietta) ma visto il prezzo pagato, le ore perse per adattare i pezzi sono un po’ troppe! Anche la superbia che mette nel definirsi il numero uno e non accettare i consigli o le critiche costruttive non mi hanno fatto digerire bene la cifra spesa.

  3. Fabrizio permalink
    26 giugno 2013 9:00 pm

    Ciao a tutti sono Fabrizio dalla provincia di Bari,è da tempo che seguo il blog Spiderveloce come Alfa bb,trovandoli utili ed interessanti.
    Sono proprietario di 2 Spider passo lungo 2a serie una restaurata 3 anni fa’ l’altra in fase di verniciatura.
    Se mi è permesso volevo intervenire collegandomi al discorso lamierati,puntualizzando che non sono l’avvocato di nessuno, ma essendo cliente della persona citata :il sig.Biondi ,avendo acquistato lamierati dall’Afra poi dal sig. Bergia ed infine dal sig.Biondi posso esprimere il mio giudizio in base ai miei trascorsi.
    Ordinato all’Afra,ricevuto i ricambi ,ho respinto il tutto al mittente ritenendolo non conforme al progetto di restauro ,inerente al sig.Bergia quel poco acquistato e’ risultato costruito a mano ma di fattura discreta,invece col sig.Biondi …qui tutta un’altra musica ricambi stampati.
    Posso confermare che entrambi le mie autovetture montano ricambi Bergia/Biondi quindi trovo strano queste vostre problematiche in fase di restauro ,ma se posso esprimere il mio parere credo che occorra valutare l’operato del carrozziere,dato che questa arte non arriva da istruzione scolastica ma bensi’ da capacita’ maturate col tempo ,tenendo conto che molti carrozzai trovano disagi nel ripristinare auto moderne figuriamoci auto d’epoca.,
    magari oltre al proprio carrozzaio averne consultato altri poteva risolvere non pochi problemi.
    oppure come dice il sig.Guido ,non me ne voglia ,invece di montare i ricambi Biondi ritenendo non conformi ,poteva respingere il tutto in dietro, cosi’ da evitare dissapori e preamboli sull’intelligenza e capacita’ del sig.Biondi a mio avviso fuori luogo.
    Come spiegato da persone affermate di tutto rispetto del settore come un’amico del nord il sig.Pasetti ,persona che rispetto e raccomando visto che parliamo di Spider credo che conosciate il sig.Pasetti,lui conferma che occorre rispetto e amore e tanta volonta’ in fase di restauro,sopratutto dovuto al fatto che una volta non le costruivano con tecnologia attuale come dime o ponti a laser ,quindi auto over 50 o +,praticamente corrose/marce ,incidentate e magari di ritorno dall’America dopo il processo di sabbiatura o derivati rimane ben poco da salvare ,quindi occorre tanto rispetto da parte nostra verso chi ,con sacrificio da modo a noi di poter realizzare un sogno!
    Osservando le mie autovetture noto diversita’ tra loro ,non dovute a Bergia/Biondi ma dovute al fatto che evidentemente sono diverse tra loro e dopo restauro non potevano diventare gemelle!
    in conclusione auguro a tutti voi buona guarigione alle vostre Spider,informandovi pure che saro’ presente in quel di Imola alla Mostra Scambio di Settembre assieme alle mie 2 Spider esattamente in senso di marcia praticamente a dx sulla partenza ,vi aspetto per un saluto ,magari passiamo pure a salutare i sig.Bergia e Biondi ,perche’ no’ a fare presente le vostre problematiche!!!! un abbraccio da Fabrizio.

  4. 27 giugno 2013 3:07 pm

    Ciao Fabrizio, benvenuto.
    Sai ho come un déjà vu: lo stesso discorso me lo faceva Cristian qualche tempo fa e, cosa curiosa, con le stesse parole e la stessa “sintassi”, o più propriamente paratassi. Non è che siete andati a scuola insieme?🙂

    Battute a parte grazie per il tuo contributo alla discussione. Personalmente preferisco i dati controllabili, ma vanno bene anche testimonianze un po’ più impressionistiche, se hanno attinenza coi fatti, sono genuine e formulate responsabilmente.

    Il discorso sul ‘carrozziere-che-non-lavora-come-dovrebbe’ mi pare però un po’ campato in aria, inconsistente di fronte all’evidenza di un pianale troppo corto (è questo il punto) e quindi anche un po’ sleale, perché insomma è troppo comodo insinuare che a sbagliare sia sempre qualcun altro: il tipico viziaccio italiano dello scarica barile.

    Ma proprio su questo punto ti voglio rassicurare: prima di scegliere il mio carrozziere ho girato parecchio, ho visto lavori fatti bene e meno bene e alla fine sono tornato da Domenico, che non è precisamente a buon mercato, anzi. E’ però un Carrozziere con la C maiuscola, un artigiano che, da giovane, a scuola ha imparato il disegno industriale, ma il mestiere se l’è fatto in oltre 40’anni di esperienza su Alfa, Lancia, Ferrari, Maserati, Cisitalia etc. Nella sua officina sono passati, fra gli altri, i fratelli Zagato; tra i suoi macchinari ce ne sono alcuni rilevati dalla Pininfarina. Alcuni dei suoi lavori sono esposti al Museo Bonfanti, per chi ne fosse incuriosito.

    Ora, insinuare che uno così non sappia usare il regolo per misurare un pianale, il cannello o il martello mi sembra francamente poco serio. E alle insinuazioni io rispondo con l’evidenza: foto, confronti fra manufatti, misurazioni. Insomma, se l’aritmetica non è un’opinione, c’è poco da arrampicarsi sugli specchi: la coperta è corta, va tagliata e allungata.

    Oppure… beh qui il discorso caro Fabrizio va rovesciato. Oppure trovi un carrozziere, diciamo così, meno scrupoloso che si arrabatta a far quadrare alla meno peggio i pezzi, magari saldando a testa pianale e traversa, che invece vanno sovrapposti l’uno sull’altra e puntati. Ne viene fuori un lavoro fatto con i piedi e ci si impiega, o meglio si butta ai porci, lo stesso tempo, che beninteso si traduce, come ci ricorda Guido, in moneta sonante e va ad aggiungersi al prezzo del pianale. La cosa non fa sorridere.

    Ti sarà chiaro a questo punto che qui non abbiamo nessuna “problematica” “inerente” [ai] nostri restauri. C’è semplicemente che abbiamo riscontrato un errore nella manufattura del pianale della giulietta passo lungo e c’è, di conseguenza, la ricerca del modo migliore per porre rimedio. Un errore da una parte grossolano, perché insomma cosa ci vuole a lasciare un pezzetto di lamiera in più, quando come tutti sappiamo – e tu giustamente ce lo ricordi – non ce ne sono due giuliette gemelle. Un errore d’altra parte inatteso e paradossale, in quanto il pianale in questione è tecnicamente un pianale per 101, cioè un passo lungo. Quello corto per 750, se ce l’hai presente, ha tre scanalaure radiali in corrispondenza dei sedili, che questo non ha. Quindi a più ragione ci si aspetta non certo che calzi come un guanto, ma almeno che ci sia del materiale in eccedenza in modo da consentire al lattoniere di eseguire una posa in opera a regola d’arte. Il che purtroppo non è; anzi, il pianale per 101 va ovviamente bene per 750 passo corto, mentre per la passo lungo, come detto e dimostrato, il metallo manca.

    Se hai letto le recensioni su questo Blog avrai sicuramente notato che sono il primo a riconoscere l’ottima qualità dei lamierati prodotti dai Biondi, fra cui continuo a sostenere che ci sono dei veri e propri capolavori di artigianato. Così, sono anche il primo a segnalare se qualcosa non va, perché so che nulla è perfetto e tutto è perfettibile; perché confido nella buona volontà della gente, nell’onestà intellettuale e il coraggio necessari per riconoscere i proprio errori e di conseguenza migliorare; infine perché mi sono assunto questa responsabilità nei confronti di chi legge questo Blog. Ecco perché cerco di astenermi dal fare discorsi fumosi e li accetto malvolentieri; ecco perché prima di pronunciarmi su qualcosa indago, ficco il naso qua e là, seguo i lavori sulle nostre amate giuliette e per ogni affermazioni porto delle prove a supporto.

    A proposito di ficcanasare in giro, sto seguendo la posa in opera di un frontale di Paolo Bergia in un’officina umbra. La prima impressione è che vada benissimo. A presto la recensione.
    Ricambio gli auguri per i tuoi restauri.
    Ci vediamo a Imola.

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