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Villa d’Este 2014: Lopresto Rulez

1 giugno 2014

Oltre 50 auto da sogno, fra classiche e concept cars, sfilano sul tappeto rosso di Villa Erba, gremita di pubblico e baciada dal sole. Ma sono due capolavori italiani a dominare la 85° edizione del Concorso d’Eleganza di Villa d’Este: la Maserati 450 S del 1956 e l’Alfa Romeo 6C 1750 GS del 1931.

 

La prima (secondo di 9 esemplari costruiti – ecco la sua storia), allestita sul telaio 4502, carrozzata da Fantuzzi ed equipaggiata con un V8 da 4,5 litri capace di ben 400HP, vince sia il premio di categoria ‘For the track – racing for glory’ che il ‘Best of show’ assegnato dalla giuria; la seconda, portata in gara da Corrado Lopresto, si prende praticamente tutto il resto.

Si tratta di un esemplare unico su base 6C 1750 Grand Sport Zagato, ricarrozzato nel 1938 da Aprile su disegno di Mario Revelli de Beaumont, la stessa matita che scolpì la 6C 2500 SS Coupé Bertone del 1942 con cui lo stesso Lopresto vinse nel 2011.

1956-maserati-450s-Villa-dEste20141931-AR6C1750-Zagato-AprileQuesta volta, oltre al Premio di Classe (C. ‘Via col Vento’) e alla Coppa d’Oro Villa d’Este, assegnata con referendum popolare, il pluripremiato architetto si aggiudica anche il Trofeo Bmw Group Italia, nonché il nuovo premio istituito per dar voce alle preferenze di bambini e ragazzi fino a 16 anni. Incetta di premi insomma, per un capolavoro di design che, come dice il buon Simon, esibisce una linea “da fantascienza per gli anni ’30”.

Altrettanto meritato il premio, nella classe Concept cars, all’imponente Maserati Alfieri, nata al Centro Stile Maserati di Torino su un’idea di Lorenzo Ramaciotti e presentata al salone di Ginevra l’anno scorso

Maserati-Alfieri-villa-d'este-2014

Ma di Maserati, cui nell’anno del centenario è stata dedicata una categoria a sé, ce n’erano diverse, una più bella dell’altra. Oltre al mostro di 16 cilindri – che per un attimo (21′ 18” – 24”) ho temuto mi esplodesse in faccia – quella “scappatella del ’54 di Pininfarina”, la Maserati A6G CS del ’53 meritava secondo me qualcosa in più di una Menzione d’onore. Se di eleganza si tratta, poi, la A6G/54 2000 Allemano credo non abbia rivali, come non ne aveva, fra le spider, il prototipo 150 GT Fantuzzi del ’57, se non altro perché non c’era la A6G Zagato spider di Juan Domingo Peròn:mrgreen:

MaseratiA6GCS-1953PFA6G-54-2000-Allemano1957-Maserati-150GT-FantuzziCi lascia, infine, un po’ perplessi che l’Alfa Romeo 6C 3000 Superflow IV, iscritta nella classe F, ‘Le Fuoriserie’, sia rimasta a bocca asciutta, non tanto perché si tratta dello stesso telaio su cui Juan Manuel Fangio ottenne il suo miglior piazzamento alla Mille Miglia, un secondo posto nel 1956, quanto per il fatto che il lavoro svolto da Pininfarina – e chiunque possieda un osso di seppia ne converrà🙂 – appare decisamente magistrale.

AR-6C-3000-Superflow-IV

Ma non si può volere tutto, quando ad avere avuto tutto è stata un’altra Alfa. In questa edizione infatti è bastata una sola vetturetta, la pluripremiata 6c 1750 Grand Sport di Lopresto, ad appagare il cuore alfista più esigente.

 

2 commenti leave one →
  1. nino permalink
    2 giugno 2014 12:22 am

    bellissimo video grazie Alejandro!

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