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Brunitura bulloneria

17 gennaio 2016

Con la bulloneria lo sbattimento parte con lo smontaggio (occhio a non spanarli!), segue con la scelta del trattamento antiruggine e, una volta deciso, finisce con la sua messa in pratica, che se non siete degli apostati per la maggior parte di essi sarà la brunitura. Che tipo di brunitura?

Lobo-bolts-black

Se la fate a caldo avrete bisogno di acido solforico, fiamma ossiacetilenica o cannello e olio di lino. Tolta la ruggine si scaldano fino al rosso ciliegia (non oltre, mai esagerare) e poi si buttano nell’olio. E’ così che Fausto e Marco fecero per motore, cambio e differenziale. Il risultato però non è eccelso: vengono un po’ come la bulloneria brunita in fabbrica: una protezione tutto sommato simbolica

original-factory-black-oxide-lobo-bolts

Ovviamente si può fare di meglio, ricorrendo ai processi che vengono impiegati per le armi, ma avendo la maggior parte dei pezzi già pronti e montati, per i restanti ho deciso di provare la brunitura a freddo, servendomi di un kit di produzione tedesca che mi è stato lasciato in prova (danke Dieter! Thanks you Joseph!). Il risultato, che vedete già nella prima foto, è di tutto rispetto. Vi faccio vedere come ho fatto.

PREMESSA. Prima di procedere bisognerebbe avere ben chiaro quali sono i pezzi da brunire (la maggior parte, certo) e quali da cadmiate / zincare. Per la Sprint 750 c’è la Transition Sprint Fastener List di Carl Davis, che ringraziamo (potere scaricarla QUI). Non mi risulta però che ci sia niente di simile per la Spider, ma un’idea ce la possiamo fare e dunque stabilire che, a eccezione della piccola bulloneria impiegata all’interno delle porte e del vano motore, tutto il resto va brunito.

 

IL KIT.  Proviene dalla korrosionsschutz Depot (PDF con le istruzioni se masticate il tedesco oppure una sintesi telegrafica in inglese) ed è composto da tre prodotti: sgrassante (Entfetter); ossidante (Swarzung) e olio protettivo. Volendo è possibile aggiungere un ulteriore passaggio, successivo alla sgrassatura, cioè un bagno in una soluzione stabilizzatrice ovvero il Konditionier, che qui non ho usato.  I passaggi sono dunque 3 (senza contare il decapaggio preliminare).

Nuts-Bolts-blackening-kit

 

1) Sgrassatura. Ovviamente tutti i pezzi da brunire devono presentarsi assolutamente privi di ruggine e puliti. Potete usare l’acido, aceto e sale, coca cola o altro, ma stando alla mia esperienza il prodotto più efficace rimane l’EvapoRust, che come al solito ho usato anche in questa occasione.

Nuts-Bolts-blackening-cleaner_01

Una volta decapati e puliti i pezzi andranno immersi nel primo bagno per, diciamo, una mezza oretta. Nelle istruzioni troverete scritto che ne bastano 10 minuti… mah, melius abundare. Per la cronaca, l’ultima padellata di bulloni l’ho lasciata a bagno tutta la notte e ho notato che la soluzione è riuscita a staccare molto più materiale, per cui concludo che mezz’ora potrebbe anche non bastare.

kaltbrunieringNuts-Bolts-blackening_black_02Nuts-Bolts-blackening-cleaner

Una volta che l’Entfetter ha enfetterato fino in fondo, vanno tirati fuori e lavati abbondantemente sotto l’acqua corrente, almeno finché smettono di schiumeggiare. Quindi tocca asciugarli uno ad uno con un panno di cotone pulito (meglio se non perde fibre), insistendo sulla filettatura. Al che si passa al bagno successivo.

 

2) Ossidazione. Ovvero la brunitura, che a dirvela tutta non ho idea di come agisca, se per ossidazione o semplicemente ‘tingendo’ di nero il ferro, ma tant’è: funziona. Giù dunque nella seconda vasca.

Nuts-Bolts-blackening_black_01

Il prodotto agisce a vista d’occhio: appena immerso, il pezzo diventa subito nero. Ma, come prima, per un risultato esteticamente bello e, si spera, duraturo, meglio lasciarli anche qui una mezz’oretta. Quanto al dosaggio, nonostante nelle istruzioni si consigli di diluire il prodotto, per la bulloneria è meglio impiegarlo puro.

Bolts-blackening_01Bolts-blackeningNuts-Bolts-blackening_black

Noterete che dopo qualche secondo i pezzi si ricoprono di una crosticina morbida di colore chiaro. Meglio non toccarli né agitate la vasca: se si riesce a evitare che i residui cadano nella vaschetta, la soluzione rimarrà pulita più a lungo e la si potrà utilizzare successivamente. Come prima, abbondante acqua e se occorre eventuali residui vanno rimossi con uno spazzolino di plastica morbida. Quindi asciugatura, senza strofinare, e si passa al bagno finale nell’olio.

 

3) Olio protettivo. Si tratta di un olio di colore ambrato oscuro ad alta densità e dovrebbe contribuire a preservare nel tempo i pezzi bruniti. Sono sicuro però che potrebbe funzionare benissimo anche per la brunitura a caldo (e prima o poi ci faccio una prova).

Nuts-Bolts-blackening_oil_01

Anche qui, giù nell’olio per almeno mezz’ora. Dopo di che verranno estratti, lasciati scolare (va bene anche uno scolapasta 🙂 meglio se plastificato) asciugati e lasciati riposare per almeno 24 ore prima dell’uso.

Nuts-Bolts-blackening_oil

Ed ecco i risultati. Dal punto di vista estetico più che convincente: un nero tendente all’opaco decisamente omogeneo (sopra è l’olio a fare l’effetto lucido). Ma anche dal punto di vista funzionale, perché ho provato a scalfire un bullone e non va mica via così facile. Ora il tempo dirà se e fino a che punto la brunitura a freddo offra una valida protezione contro la ruggine. Ecco ancora qualche immagine del prodotto delle mie fatiche.

Lobo-bolts-black_02Lobo-bolts-black_01Lobo-bolts-black_03 E adesso sì, siamo pronti per il rimontaggio, che però non partirà prima di febbraio: il tempo per riorganizzare il lavoro in carrozzeria dopo la scomparsa del maestro Domenico, che solo a pensarci mi rattrista :-/

6 commenti leave one →
  1. 18 gennaio 2016 6:20 am

    Are these products available in the US and if they are where can I get them? Is this a product that Eastman sells?

    • 18 gennaio 2016 6:48 pm

      I don’t think you will find this brand in US, but IMO the chemicals are the same as any other black oxide kit available there.

  2. Giorgio Ricchini permalink
    18 gennaio 2016 6:27 pm

    Ciao,
    sono iscritto al tuo blog ma posseggo una semplice giulia spider 1 serie (freni a tamburo e strumenti della giulietta veloce 3 serie).
    Ti posso segnalare che 4 anni fa ho fatto trattare i bulloni “neri” con il trattamento della fosfatazione (tanto per intenderci i GARAND della II guerra mondiale) e ti posso dire, da appassionato di armi e collezionista, che è molto più resistente della semplice brunitura calda o fredda che sia.
    La mia bulloneria anche se non mantenuta unta (le armi brunite se non sono unte arruginiscono) è ancora perfetta.

    Ciao Giorgio Ricchini

    • 18 gennaio 2016 6:56 pm

      Ciao Giorgio, benvenuto!
      beh sì, pur non conoscendo a fondo questa tecnica (ma poi mi ci sono informato) è a questo che mi riferivo sopra quando dicevo che per ottenere risultati migliori bisogna ricorrere a tecniche da armaiolo. Ottimo, ora so che la si chiama ‘fosfatazione’. Grazie dell’appunto.
      Per la cronaca, la mia tanfoglio non è mai unta (nichelata però) :mrgreen:

  3. claudio permalink
    9 aprile 2016 9:48 am

    Ciao chiedo scusa ma questi prodotti dove li posso trovare, sul sito da te proposto gli ho mandato un messaggio ma non mi hanno mai risposto. Sai se vi sono dei prodotti alternativi data la tua esperienza? Grazie.

    • 13 aprile 2016 12:48 pm

      Ciao Claudio,
      come detto a me sono stati lasciati in prova. Comunque provo a sentire se si trovano da qualche altra parte. Ti faccio sapere.

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