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Lesson on Authenticity from Las Vegas

21 febbraio 2016

Come dire, lezioni d’alta cucina da McDonald’s… Eppure, vedere per credere! A rigore, il post dovrebbe intitolarsi “Mercato 2016 #01: VelociFFima” – e vedremo perché -, ma qui, al di là del fatto che l’esemplare sia sul mercato, l’enfasi va decisamente posta sull’altissima qualità del restauro.

MAS-veloce-Susanna

Altissima qualità che, nel mio lessico, significa anche rigorosa rispondenza alle specifiche di fabbrica. E’ di questo che vorrei parlarvi, e non tanto perché il pulpito da cui ci arriva la lezioncina ha del paradossale, ma semplicemente perché il lavoro appare encomiabile a prescindere.

AR1495-07582AR1495-07582_03AR1495-07582_06Si tratta della Giulietta Spider veloce AR 1495 F 07582 con monoblocco di primo equipaggiamen- to #1315 32895. Prodotta il 7/03/1960 e importata in USA dalla proverbiale Hoffman Motors il 26/03/1960. Restaurata di tutto punto è ora in vendita su Hemmings e Anamera a u$s 179.000.

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L’auto ha una storia chiara e solo in apparenza a tratti controversa. Un popolare DJ radiofonico della Florida, William Vermillion, la comprò nuova a Washington e la portò a casa con sé: ci gareggiò in manifestazioni del SCCA almeno fino al 1974. Nessuna altra notizia fino al 20o9, anno in cui venne acquistata dalla RML Automotive di Daytona Beach. A dicembre dello stesso anno compare su ebay, ma le offerte sfiorano senza raggiungere la riserva di $ 20,000 (bei tempi…) quindi rimane invenduta. L’anno successivo passa nelle mani di Mark Szczygiel e Susanna Gabbiano, che affrontano un restauro completo durato oltre 4 anni. Il risultato è, come anticipato in apertura, da lasciare a bocca aperta.

AR1495F07582_07

 

Perché controversa, perché VelociFFima? Presto detto, sono stati da una parte diffidenza, dall’altra disinformazione e una visione dell’andamento del mercato un po’ miope, i fattori che portato qualcuno a lasciarsi scappare, oramai 7 anni fa, un vero affare. Gli stessi che spinsero qualcun altro dare il via a una a sterile quanto per fortuna breve discussione sull’autenticità dell’esemplare, che, diciamolo subito a scanso di equivoci, è una Veloce genuina, come testé confermato dal Centro Documentazione:

AR1495F07582_CDAR

Non solo, si tratta di un esemplare decisamente eccezionale: una delle prime passo lungo prodotte usando integralmente la meccanica della 750! Certo, le incongruenze possono insospettire: come mai nel vano motore non c’è l’atteso 106? Perché i DCO3 anziché i DCOE2? E i deflettori? Ma soprattutto, cosa ci fa, lì sul parafiamma quella doppia F, che fa venire in mente scene che nessuno di noi vorrebbe mai vedere?

AR1495F07582_firewal

Niente paura, tutto regolare. Non si tratta di una martellata extra di Ciccio er cecato. La limitatissima serie di spider veloci prodotta ad inizio transizione aveva fra le sue particolarità anche questa bizzarra doppia F punzonata sul parafiamma. Rieccola qui, in un esemplare meno fortunato, costruito presumibilmente la settimana precedente o giù di lì.

AR-1495F07568

Tutto a posto, certo, ma potremmo farci venire dei dubbi sul monoblocco: una Veloce strapazzata in pista con il suo motore originale? Troppa manna! Proprio così; è il caso di dirlo, perché quando venne messa all’asta nel 2009, l’auto montava un altro motore, sempre per Veloce, il #1315.31612, ma a corredo veniva fornito il monoblocco originale, ora riparato e tornato al suo posto.

This sale includes original correct numbered block along with engine # 1315.31612 That is complete with the DCO3’s installed in the car now and not running from a 59 veloce. I also have the title for that car # 1495F 04673 that according to Alfa was built on the 1st of September 1958 and sold to Hoffman on September the 12th Body colour is also Red. […] What you are buying is a correct 1960 veloce with the matching number block, and complete veloce engine from the 59. (Giuliettas.com)

Non paghi, decisi a trovare il pelo nell’uovo, potremmo ipotizzare che la scocca, vissuta in Florida, fosse probabilmente ridotta a un colabrodo. E invece no. Prendo ancora da Matthew Hamilton (thanks Matt) qualche scatto dell’auto quando andò all’asta

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Fotografie che inoltre ci confermano quanto nemmeno il Centro Documentazione Alfa Romeo ha saputo dirci: gli interni erano colore beige anziché il più comune nero con cadenini rossi. Un altro punto a vantaggio di questo raro esemplare, un altro argomento a favore dell’assoluta necessità di un restauro filologico.

 

A dieci passi l’abbiamo vista. Ecco gli interni.

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Buttiamoci sui dettagli: strumenti al top, volante originale con qualche segno in basso a destra (Susanna, togliersi gli anelli no eh?🙂 ); vano portaoggetti con tanto di vellutino.

AR1495F07582_12AR1495F07582_11AR1495F07582_13Tocca al vano motore, dove non solo non manca nulla, ma tutto ciò che si vede è rigorosamente corretto.

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Quella infatti è una bobina Magneti Marelli B200B, come MM sono gli altri componenti elettrici. I carburatori sono, come detto, weber dco3. Il filtro benza è un Fispa FB 43. Il collettore di scarico è il suo. Tutto come da manuale. Giriamo la scocca.

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Antirrombo quanto basta, bulloneria non solo brunita, ma per lo più Lobo conservata. Bandelle arresto scuotimenti col bordino rosso, probabilmente NOS. Uno spettacolo. Che altro… Gli accessori? ci sono. Tutti: crick corretto, borsa attrezzi completa di chiavi specifiche per Veloce, persino il manuale e la pouche. Le immagini non vi bastano? Ecco la galleria completa su Flickr.

 

Ovviamente mi sono chiesto come mai, da quelle parti, tutta sta filologia? Anzi l’ho chiesto via e-mail ai proprietari della bella: chi è il consulente? Dove sono stati eseguiti i lavori? Beh fanno un po’ come me, o meglio come cerco di fare io: smontano, cercano le competenze migliori nell’area, portano a restaurare, poi si rimonta. C’è da dire però che Mark e Susanna non sono nuovi a questo genere d’imprese. Qualche anno fa vendettero una splendida Mercedes 190 SL restaurata da loro niente meno che al Mercedes Classic Center di Irvine, California.

MAS-190-SL

Congratulazioni, ma non perdete tempo con le crucche: state sulle giuliette, che di restauri come questo ne hanno bisogno.

ps. un errorino però l’avete fatto, per eccesso: la targhetta identificativa della vernice sulla bagagliera è stata introdotta a marzo del 1961. Sulla vostra giulietta non ci va. Peccato veniale🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3 commenti leave one →
  1. Jose permalink
    22 febbraio 2016 7:23 am

    Bel articolo come sempre, sei un mostro nel riconoscere certi dettagli e poi mai vista con interni bianco…
    Se ci sei a Milano fatti sentire ci prendiamo un caffè …
    A presto,
    Jose

  2. 24 febbraio 2016 7:15 pm

    Susanna Gabbiano mi scrive quanto segue:

    Alejandro, grazie mille per aver scritto un bellissimo articolo sulla nostra macchina!
    La vostra dedizione alla Veloce è ammirevole.
    Spiacenti Alejandro, l’anello rimane al dito🙂
    Ciao,
    Susanna

    Inoltre mi fornisce una foto che prova che – contrariamente a quando da me affermato – la decalcomania sulla bagagliera c’era!

    Come non detto. Dovrò verificare le mie fonti:-/

    Grazie Susanna and, again, congrats to you and Mark for the excellent job.

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