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Scuderia Marche

17 giugno 2018

Reimmatricolare un’auto d’epoca priva di documenti e targa, per di più di provenienza estera, non è una passeggiata. Anzi, se state a sentire il folklore che da più parti monta intorno a una normativa in fumoso buracratese, diventerà un vero incubo. Prima cosa: andate nel vostro club: cercate chi ci è già passato.

Ecco il mio: la “Scuderia Marche“. Ci sono arrivato col morale a terra, dopo aver sentito tante “campane”, vagliato un ventaglio di ipotesi finite in altrettanti vicoli ciechi, sentito agenzie specializzate (nel farti venire un ulcera)*. Ebbene nella Scuderia ho trovato gente amichevole, che sa il fatto suo ed è disponibile ad aiutarti veramente. Infatti mi hanno messo sulla strada giusta. Grazie!

Il che non significa che i tutti problemi siano svaniti come per magia, o che sia riuscito a scansare la pila di scartoffie che incombe su ogni pratica del settore.  No; semplicemente, ora so che si può fare e come farlo. Infatti ho avviato la pratica alla luce del sole, senza dover ricorrere a soluzioni strampalate quanto costose e, soprattutto, accantonando l’ipotesi più assurda, quella dell’origine sconosciuta. La burofuffa, però, non ve la toglie nessuno.

Che poi, va detto, non sarebbe nemmeno così borbonica, se non ci si mettessero le amministrazioni regionali (bollo alle 20enni docet) a definire modalità attuative e ambiti di competenza, insomma a incasinare il tutto.

Com’è noto, il fulcro della normativa che ci riguarda è rappresentato dal DM 17.12.2009, che Disciplina le procedure per l’iscrizione dei veicoli di interesse storico e collezionistico nei registri, *nonchè [nonché] per la loro riammissione in circolazione e la revisione periodica. Nell’art. 4.2 c’è scritto:

Nelle ipotesi di veicoli cessati dalla circolazione o di origine sconosciuta, ai fini del rilascio del certificato di cui al comma 1, i registri devono altresì acquisire, per il tramite del richiedente il certificato di cui al comma 1, una dichiarazione rilasciata da ciascuna impresa di autoriparazione intervenuta nei lavori di recupero e/o ripristino e/o manutenzione e/o verifica del veicolo, attestante il tipo di lavori eseguiti e la esecuzione degli stessi a regola d’arte, firmata dal rappresentante legale dell’impresa medesima, con particolare riferimento agli aspetti strutturali, al gruppo propulsore, ai sistemi di frenatura e di sterzo, ai dispositivi silenziatori, nonché ai componenti della carrozzeria.

E qui casca l’asino. Perché, aggiungiamo, “l’impresa di autoriparazioni” che rilascia la/le dichiarazione/i (quanto meno l’ultima) deve trovarsi nello stesso comprensorio della sede competente che effettuerà poi l’accertamento tecnico dei requisiti di idoneità alla circolazione. In altre parole, se volete che la vostra storica sia immatricolata vicino casa anziché a Roma o Barletta, dovete farvela riparare da Ciccio il carrozziere di quartiere. Altrimenti, fornitevi di trailer o automezzo idoneo e sballottate pure la vostra auto da Trieste a Marsala.

Il minimo che si possa dire di questa normativa è che riposa sul presupposto – anacronistico e illiberale – secondo il quale non si ravvede alcuna necessità di ricorrere, per il ripristino di un’auto d’epoca, a professionisti fuori Regione. Il che è già assurdo, ma d’accordo: mettiamo che sotto vi sia una ratio. E se fossi costretto a servirmene (per motivi tecnici diciamo) oppure volessi farlo (perché mettiamo, so che Pinco Pallino, appena fuori provincia, lavora bene e a buon mercato)? Perché mai poi le certificazioni di costui dovrebbero essere irricevibli dalla autorità competenti della mia Provincia?

Insomma se ce la vedete, sta Ratio, fatemi un fischio. Io ci vedo solo l’ennesimo sfoggio di ottusità in una burocrazia scollegata dalla realtà delle cose, che tanto per cambiare dispiega i suoi effetti nefasti su una delle categorie più tartassate: gli automobilisti.

Mi chiedo, per ora sommessamente – ma prometto, sarò un socio rompiscatole – cosa fa, se lo fa, l’ASI per cambiare questa e tante altre desolanti realtà con cui ci tocca di giorno in giorno fare i conti?

* Con una bella eccezione: L’agenzia Bresciana ‘La Luna’ dell’amico Stefano, che mi ha disinteressatamente dato il consiglio giusto.

 

 

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15 commenti leave one →
  1. Luigi permalink
    17 giugno 2018 8:21 pm

    Scusa Alessandro ,come sarebbe la cosa riguardo l’origine sconosciuta?Se non hai i documenti…..

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    • 17 giugno 2018 9:31 pm

      Fino al 2010, auto “trovate”, ereditate o prese in autodemolizione senza uno straccio di documento (manco la fattura d’acquisto, andata persa o mai fatta), venivano considerate di ‘provenienza sconosciuta’ e potevano essere immatricolate solo dopo un atto di aggiudicazione, che prevedeva la denuncia del “ritrovamento” e poi, se dopo tempo congruo (un anno) nessuno accampava diritti sul bene, ti veniva aggiudicato.
      Nel 2010 la nuova normativa continua a usare la dicitura ‘provenienza sconosciuta’, ma in un senso più largo che include in generale le auto di cui non v’è traccia nei Registri italiani, quindi anche le auto acquistate all’estero. In questo caso, se hai la fattura di acquisto, bastano le certificazioni delle officine che hanno eseguito il restauro: le alleghi al CRS e aspetti… non un anno però 🙂

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      • Luigi permalink
        17 giugno 2018 10:02 pm

        quindi è il tuo caso?L’hai acquistata con fattura d’acquisto (dopo il 2010) e la immatricoli con provenienza sconosciuta?Ho capito bene?Non è la stessa procedura che attuai io per il gt americano,in quel caso la mia veniva nazionalizzata e si faceva riferimento alla vecchia targa (americana)per procedere.
        Beh tutto sommato hanno migliorato nella nuova normativa del 2010,no?

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  2. 18 giugno 2018 8:57 am

    Tu però avevi la targa. Io nemmeno quella 😛

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    • Luigi permalink
      18 giugno 2018 11:04 am

      Che importanza ha,tanto lo scopo è la rimessa in strada,i tempi sono gli stessi .Comunque speriamo ti arrivi presto il CRS (a me dopo una ventina di giorni ), cosi presenti la pratica in motorizzazione,e una volta che loro danno l’OK (e qui è lunga come ti dissi) ti prenotano la visita e prova.:)

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  3. 18 giugno 2018 11:05 pm

    …non ho parole! …solita burocrazia “miope” all’italiana, che non serve a nulla (tranne che a “favorire” il travaso di bile…)

    Io, in occasione del rifacimento della carta di circolazione (c’era da cambiare SOLO la dicitura sbagliata “carrozzeria chiusa”, evidentemente trascritta in modo errato tra un cambio di proprietà e l’altro…), quasi salto il bancone dello sportello della motorizzazione all’affermazione dell’addetto: “…è, ma qui c’è scritto “carrozzeria chiusa”, lei mi ha portato la documentazione di una spider “aperta”… (Era più di un anno che, PERSONALMENTE, mi ero attivato nel cercare i documenti del modello (tanto bene è un esemplare del ’59 passo corto, modello e allestimento di transizione tra I^ e II^ serie…), dato che “loro” non riuscivano a venirne a capo…)

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    • 19 giugno 2018 1:51 pm

      Errore materiale. E il burocrate ci va a nozze.

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    • Giovanni permalink
      28 giugno 2018 5:17 pm

      Buongiorno
      Scusate se mi permetto di intervenire ma devo dire che nel mio caso (reimmatricolazione auto di origine sconosciuta) con la burocrazia sono andato a “nozze”.
      In breve vi racconto com’ e’ andata.
      Termino il restauro nel gennaio2017. Auto acquistata in Germania con regolare fattura, title Usa e bolla doganale d’importazione datata 1992 del governo teutonico. La vettura pero, una spider 1a serie del 57, era di origine italiana, venduta a Napoli da dove poi e’ partita per … il giro del mondo.
      Per mettere la vettura in strada avevo contattato alcune agenzie che mi consigliavano d’immatricolare la giulietta in Germania e poi trasferire i documenti in Italia in quanto l’immatricolazione in Italia , con visita al Cpa (centro proveautoveicoli) , non avrebbe, a loro dire, avuto possibilità di superare le severe prove del funzionario esaminatore.
      Il prezzo per la pratica su estero era inizialmente di 2000 euro poi, dopo qualche mese 2500 ed a fine 2017 arrivavamo a 3.300/3500 in quanto erano cambiate diverse norme e….
      Non ho voluto seguire questa strada, ma procedere come da circolare governativa e dopo aver iscritto la vettura al registro storico ho presentato la documentazione necessaria agli uffici della Motorizzazione di Milano dove ho trovato personale disponibile ed un funzionario a “modo”
      Ho versato 45euro per la visita di prova, 32 euro per l’imposta di bollo e 60euro per l’uscita del funzionario in quel di Brescia , luogo nel quale vengono eseguite le prove (frenata/luci/verifiche varie)
      Dopo un mese circa sono stato convocato per la prova in pista che ho superato.
      Mi e’ stato rilasciato un documento che ho consegnato all’ Ufficio Motorizzazione Della provincia dove risiedo .Ho eseguito altri due versamenti per un totale di 70 euro e sono uscito dall’ufficio con le mie agogniate targhe.
      Ora sono in attesa del libretto per l’iscrizione al pra ma, nel frattempo, la mia giulietta e’ Tornata a circolare.
      Abbiate fede ragazzi. Studiatevi bene il percorso e vedrete che tutto e’ …..Possibile
      Cordiali saluti a tutti
      giopass

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      • 28 giugno 2018 7:17 pm

        Ciao Giovanni,
        grazie della tua testimonianza. Essendo una vettura ante 1960 è un po’ più complicato. La tua però, aveva il Title americano, quindi non dovrebbe essere considerata di provenienza sconosciuta.

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  4. Antonio permalink
    19 giugno 2018 1:29 pm

    Quindi se ho capito bene, io ho fatto la carrozzeria nella mia regione, e la meccanica a 1000 km di distanza, e devo fare le pratiche li??.

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    • 19 giugno 2018 1:49 pm

      Per quanto ne so, fa fede l’ultima certificazione. Comunque è tutto da verificare regione per regione.

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    • Luigi permalink
      19 giugno 2018 5:05 pm

      Veramente per quanto ne so io ,non si parla di regione ma di provincia

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      • 19 giugno 2018 6:32 pm

        Sì infatti la competenza è provinciale (peggio mi sento). Mo correggo, grazie.
        A proposito, stavo guardando un po’ di scartoffie in rete e vedo che in molti documenti l’aggettivo ‘provinciale’ non c’è, mentre su altri sembra aggiunto tra parentesi quadre [provinciale].

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  5. Pedro permalink
    7 settembre 2018 8:02 pm

    Io ho rimesso in strada un’auto che era radiata d’uffici,appoggiandomi al club della mia città.
    Risultato accettabile considerando che il commissario che si è sbattuto per i quintali di documenti senza pretendere più di quello che il club precede in questi casi,il problema è alla motorizzazione……
    Se non ti presenti tramite un’agenzia ti dicono una cosa alla volta ,bollettini targa (occhio se volete la targa quadrata dovete dirlo,così vi fanno la causale diversa)ed altri bollettini,in sede di revisione se non si presenta un meccanico storgono il naso e spaccano il capello in quattro per quanto riguarda la pignoleria….
    Alla fine è stato un parto equino…..

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