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Riesumata SZ coda tonda

3 febbraio 2019

Più che barn find, ritrovamento archeologico! Sepolta dal ’95 in un garage sotterraneo torinese – rimasto inaccessibile, pare, a causa della rottura di un ascensore – questa SZ del 1962, impeccabilmente conservata, rivede la luce lo scorso novembre e va subito all’asta, spuntando la bellezza di 567k Euro.

Se la aggiudica la Silvauto, che la mette subito in inventario e intanto la sfoggia ad Automotoretrò per la gioia dei tanti visitatori col biscione nel sangue: diciamocelo, in quanti hanno mai visto una SZ (auto destinata alla pista, quindi spesso e volentieri quanto meno rimaneggiata) veramente ‘conservata’, con addirittura la tappezzeria in vipla di fabbrica?

 

La fortunata superstite porta incisi 101.26 00101 sul telaio e 00120 01538 sul monoblocco motore. E’ appartenuta a Osvaldo Avalle, appassionato del marchio e titolare di officina, figlio del pilota Mario, vincitore della MM del 1947 nella classe S750. Scomparso di recente senza lasciare disposizioni testamentarie, i suoi beni finisco all’asta, compresa la creatura sepolta, che viene appunto ritrovata durante il censimento del lascito.  

La bella addormentata passa dunque bruscamente da un letargo durato quasi 25 anni al frenetico trambusto imposto dalla corsa contro il tempo per essere presente in fiera: estratta al termine di un’operazione degna di una rapina al caveau (albero abbattuto, montacarichi tagliato, sollevamento con carro gru), riesce a bypassare l’iter burocratico di consegna (che di solito prevede una decina di giorni dall’acquisto in asta) e in men che non si dica riceve il suo primo bagno di folla al Lingotto.

E qualcosa ci dice che non sarà l’ultimo. Con Retromobile alle porte, la prossima vetrina per questo esemplare eccezionale sarà con ogni probabilità parigina.

Inutile aggiungere altre foto: è la ‘notizia del giorno’, per cui le troverete un po’ ovunque. Dal tempestivo articolo di Ruoteclassiche,  a quello di FormulaPassion.it, ricco di immagini, al sempre attento Classic Virus, che data l’eccezionalità dell’evento pubblica un bel post di Domenica, la cui conclusione non possiamo non condividere: “the thruth is that such a car would have deserved to return to his home in Arese”.

 

 

 

 

 

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