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Giulia Veloce da copertina vendesi

26 gennaio 2020

E’ pronta a passare di mano la Giulia Spider veloce protagonista del servizio di Automobilismo d’Epoca n° 48 di giugno 2009, che tra l’altro ebbe gli onori della Copertina. Si tratta del telaio AR*390708*, con motore di primo equipaggiamento AR00121*02412*.

L’esemplare, costruito il 29. 4. 65, ha avuto tre proprietari: venduta in Svizzera nel ’66, è stata rimpatriata e immatricolata ad Aosta nel 1995 e dall’aprile del ’96 si trova a Genova nelle mani del suo attuale proprietario. Nel 1998 è stata omologata RIAR (# 626) e nel 2000 ha ricevuto la targa Oro ASI (# 13162); ha anche la Carta d’identità FIVA CSAI. Dciciamo che da questo punto di vista non è certo a corto di credenziali, anzi.

La vettura ha beneficiato di un restauro conservativo fedele alle specifiche di fabbrica, completo di meccanica, carrozzeria e capote, svolto da personale specializzato in Alfa Romeo d’epoca. Ovviamente e stata riverniciata nel suo colore originale Biancospino PF013. Gli interni sono come devono essere: in finta pelle elastica nera, con imbottitura nuova per i sedili, le moquette sono in lana rossa. Il cruscotto è in ottimo stato e lo stesso dicasi del volante a tre razze: vien voglia di sedersi davanti e girare la chiave!

Il resto viene da sé: il rombo del 1600 alimentato dai due webers DCOE2 preannuncia il godimento senza pari di guidare la versione più potente del mitico spiderino del Portello, associato alla serena consapevolezza di avere sull’avantreno un impianto frenante efficiente… a disco: tutt’altra musica rispetto alla frenata “telefonata” dei tamburi 🙂

Non ha caso, in pochi anni questo modello è passato a essere uno dei più ambiti e ricercati. Non solo per quanto accennato sopra, ma anche perché essendo l’ultimissima versione, alla sicurezza e all’affidabilità va aggiunto il confort di guida, che la rende adatta anche a chi non è disposto a re-imprare a guidare per godersi la propria auto d’epoca. In aggiunta, abbiamo anche l’unico optional disponibile al tempo: il tettuccio rigido originale Pininfarina in tinta.

Ebbene sì, questo gioiellino è su mercato. Per chi fosse interessato, lascio qui intanto la scheda del veicolo in PDF. Vi lascio anche una piccola galleria con altre immagini, introdotta da questa stupenda foto che la ritrae sul porto di Genova.

Per i contatti sapete già come funziona: lasciatemi un commento qui sotto e vi risponderò a stretto giro con i dati del proprietario.

 

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11 commenti leave one →
  1. 26 gennaio 2020 10:04 PM

    I know this owner and he is meticulous. My spare radiator is in this car and that is how we met. I will write to him tonight and see why he is parting with his beloved Giulia Veloce. Someone is going to get a VERY nice Veloce to drive.

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  2. Max permalink
    27 gennaio 2020 12:06 am

    Ciao Alejandro, la Spider Veloce pare molto bella. Si possono cortesemente avere i dati del proprietario? Grazie e cordiali saluti, Max

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  3. Marco permalink
    27 gennaio 2020 9:50 am

    Ciao Alejandro. Ti chiedo conferma sui miei dubbi sorti su un paio di particolari della vettura: la sacca lavavetri (che mi sembra una riproduzione moderna) e il posacenere senza la levetta (questo mi sembra quello montato sulle serie Giulia GT). Vista la ricercatezza del modello, pure la presenza di una riproduzione della batteria d’epoca non sarebbe stata una cattiva idea. Ultima cosa.Ho avuto una Giulia spider del 1962 con i tamburi a tre ceppi anteriori….e no, una volta revisionati totalmente, non frenava poi così male! 😉
    A presto

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  4. 29 gennaio 2020 3:46 PM

    Ciao Marco, cerco di risponderti, premettendo che sui materiali di consumo (e non solo) è inevitabile scendere a compromessi.

    1) Serbatoio liquido lavaparabrezza. Nel tempo l’AR si servì di almeno 4 fornitori: Foredit (Verde e Blue); Inteuropa; Tudor e VDO. Stabilire quale sia quello giusto in base all’anno (o mese) di produzione è già un tema per i modelli costruiti in piena fase produttiva. La cosa diventa ancora più discutibile nei periodi di transizione o a fine produzione. Nel 65 erano già partiti col duetto e con la giulia 105, per cui è molto probabile che usassero lo stesso serbatoio, sulla carta Foredit o Inteuropa, di colore blue. Quella montata sull’esemplare sopra, che sia originale o riproduzione, mi sembra in regola.

    2) Posacenere. In teoria dovrebbe essere il contrario: sulla giulia spider 101 il posacenere non aveva la levetta. Ma il discorso dei diversi fornitori colpisce ancora. Sull’AlfaBB c’è una discussione su questo tema: sono riportate anche casi si posacenere con la levetta. In ogni caso, è importante che il posacenere sia piatto e rettangolare, il resto è letteratura.

    Beh, sì, con 3 ceppi si frena meglio, ma non a caso si è passati al disco 🙂

    Torno infine sul discorso compromessi. Dicevo… non solo sui consumabili. Seguendo la mia mania per l’autenticità, sulla mia giulietta avevo montato una pompa acqua originalissima rifatta con l’apposito kit. Beh, fatti 1000 Km, la vecchia pompa ha tirato le cuoia e ho rischiato il bollito misto: ho preso una riproduzione moderna, identica all’originale ma sicuramente (incrocio le dita) più affidabile. E’ il topic del mio prossimo post.
    A presto

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  5. Marco permalink
    30 gennaio 2020 9:25 am

    Grazie per i chiarimenti
    concordo su quanto affermi sui materiali di consumo, anche se, consultando documenti dell’epoca, è possibile capire quale componente venisse maggiormente usato (la mia aveva una FOREDIT verde). Non sono d’accordo sulla questione posacenere invece. La mia Giulia spider apparteneva a uno dei primi lotti costruiti (1962) e dalle foto di archivio rinvenute ti assicuro che il posacenere con levetta era quello montato in origine. Tra l’altro il suddetto oggetto è piuttosto difficile da reperire (e infatti TUTTI montano quello della serie Giulia) giacché era lo stesso che veniva montato sulla Ferrari 250 California. Il posacenere di queste vetture era lo stesso (lo dico perché ne ho visto uno personalmente) ma il coperchio era guarnito dalle due bandierine incrociate della Pininfarina.
    A presto

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    • 30 gennaio 2020 2:45 PM

      It must be understood that at this moment in time, it is possible that there are two ashtrays that could be installed due to a passage from 101 to 105 cars on the assembly line. The tray without the button to lock the lid is the correct one. Therefore, it is also possible to have an acceptable replacement with the button installed on the early Giulia GTv? I say acceptable because where will you find a tray without a button unless you find a spare parts car? At this point 50 years later, I would only be happy to have a tray that looks correct button or no button.

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  6. 30 gennaio 2020 10:01 PM

    Thanks alfadoc for your imput: the advice of a longtime owner is always highly appreciated.
    Moreover, I fully share your philosophy on the acceptability of certain parts in replacement of those nowadays unavailable.

    @ Marco > Grazie anche a te per il tuo contributo, anche se a quanto pare fuori bersaglio: è confrontandosi sulle convinzioni che ci siamo fatti che si arriva ad arricchire un fondo comune di conoscenze su questa nostra passione. Non mi interessa avere ragione o raccogliere consensi sulle mie opinioni; Piuttosto, lascio parlare le evidenze man mano che vengono fuori, e se prendo un abblaglio sono felice di fare ammenda. Riporto 3 foto di Giulie Spider non restaurate – anzi, la terza è una giulietta, appartenente a un tabagista a quanto pare 🙂



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  7. Marco permalink
    31 gennaio 2020 10:38 am

    Alejandro
    sicuramente lo scambio di informazioni è bene essenziale per tutti coloro che si dedicano al restauro di queste vetture, così come è salutare confrontare e verificare le proprie convinzioni. Rispondendo anche all’amico Alfadoc, è probabilissimo che in Alfa abbiano, in corso di produzione, cambiato molti componenti di primo impianto sostituendoli con quelli della neonata Giulia berlina e Gt. Mi spingo oltre: sicuramente è meglio far sopravvivere un paziente piuttosto che mantenerne solo l’apparenza. L’importante però è riconoscere di averci messo una toppa. Il posacenere in questione viene molto spesso sostituito con quello di origine perché difficile da reperire (ma non impossibile) ed estremamente costoso. Lo stesso accade con il pomello dell’accendisigari, sostituito con riproduzioni moderne orrende (io, per poter montare quello originale ed arrivare al risultato corretto ne ho dovuti acquistare tre!). Certo, meglio “quel” posacenere che “nessun” posacenere. Troverai conferma sfogliando anche i l libretto uso e manutenzione della vettura. Se il blog lo consente, ti allegherò due foto tratte da riviste e materiale pubblicitario dell’epoca (quindi non foto di auto restaurate o da restaurare) in cui si può vedere chiaramente la veridicità di quanto affermo.
    A presto 😉

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    • 31 gennaio 2020 3:32 PM

      Francamente non vedo qui spazio per ulteriori sviluppi di questa conversazione, per almeno due ragioni. Anzitutto perché siamo già abbondantemente off topic: il Post intendeva portare all’attenzione di eventuali interessati una Giulia Spider Veloce in vendita, non certo promuovere un dibattito su dettagli di infimo conto; in secondo luogo perché la vettura in questione “toppe” non ne ha, quindi non c’è nulla da ammettere o riconoscere.

      Non escludo tuttavia di riaprire il capitolo ‘posacenere’ in un post dedicato, se venissero fuori evidenze attendibili. In quel caso ricontatterò tutti i partecipanti che hanno commentato qui, ai quali va il mio sincero ringraziamento.

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