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Strumenti 1600: Restauro al Top

2 agosto 2020

A ottobre dell’anno scorso Massimo mi aveva stupito con un kit di strumenti per 1300 che si erano meritati il Post “Restauro strumenti come non si era mai visto!” Da allora, come potete immaginare, il Nostro ha avuto parecchio da fare, ma con quelli della 1600 si doveva ancora misurare.

Ebbene eccoli; inutile fare paragoni: il vecchio titolo potrebbe ancora tornare utile, perché francamente lavori fatti a questo livello non finiscono di sorprenderli. La base, va detto, non era di quelle irrimediabilmente disastrate, ma comportava una difficoltà extra, visto che il tachimetro proveniva da una Giulietta, con quadrante e lancetta completamente diversi.

In ogni caso, mi diceva Massimo, rispetto agli strumenti della 1300, su quelli della Giulia il particolare più insidioso rimane la verniciatura nero opaco del fondo quadrante, che non ammette errori di sorta. E a quanto pare, preso ad uso ad uno, errori non ne sono stati fatti, anzi: sfido chiunque a trovare un solo granello di polvere intrappolato sotto i vetri!

 

Come sempre, il lato B rispecchia la cura maniacale messa nel restauro della parte frontale.

E se state pensando che quei riflessi gialli siano l’esito di una zincatura debordata in tropicalizzazione, dovrete ricredervi di fronte all’immagine che segue: infatti si tratta di una fonte di luce che rimbalza proprio in quel punto a seconda di come si muove la camera.

Il procedimento per ottenere una finitura del genere ci era stato al tempo spiegato dal restauratore stesso, ma era rimasto in fondo ai vari commenti. Lo riporto qui:

Per il trattamento delle casse descrivo brevemente il processo.
Dopo aver pulito con Viakal o prodotti simili le superfici in ferro zincato (il Viakal è miracoloso per la pulizia delle zincature che si vuole restaurare e non rifare se non si insiste troppo!) procedo con carta abrasiva con grani decrescenti da 500 a 1500. Si effettua quindi una zincatura a spessore (fatevi amica la vostra galvanica chiedendogli semplicemente di lasciarli il giusto tempo nel bagno in quanto lo spessore dipende dal tempo di immersione nella soluzione) e poi si passa sulla nuova zincatura lo scotch brite da carrozziere consumata (non nuova!).
Ci vuole tanto olio di gomito ma vi assicuro che il risultato è sorprendente!

Ecco, oltre al ‘saperci fare’, di olio di gomito ne serve tanto.

 

Più ancora se, come in questo caso, ci sono dei particolari da rifare di sana pianta, come la lancetta appunto, e il suo supporto in ottone. Il prodotto finito ce l’avete sopra a destra e al centro, sul contagiri, la lancetta originale: sono identiche! Vediamo in una rapida sequenza di immagini i vari passi per ottenere questa micro scultura.

Ecco, qualcosa ci dice che quest’anno il nostro amico avrà le ferie accorciate 🙂

Intanto ancora congratulazioni per l’ottimo lavoro e buone vacanze.

One Comment leave one →
  1. GIULIOZZA permalink
    3 agosto 2020 6:33 am

    Un bravo, bravissimo a Massimo: ha restaurato anche i miei Veglia di Giulia Spider con risultato sorprendente!

    "Mi piace"

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