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Si va in letargo: preparazione rimessaggio

14 febbraio 2021

In teoria le auto d’epoca andrebbero usate tutto l’anno, anche d’inverno. In teoria… Nella pratica invece la stragrande maggioranza va in letargo fino a primavera. La mia Giulietta non fa eccezione.

Che siano godibili 356 giorni all’anno lo dimostrano, per esempio, ogni anno i concorrenti della Winter Marathon, guidando le vecchiette attraverso i passi dolomitici, anche a 2000 metri. Ma certo, ci vuole una certa preparazione: non basta ‘sgrassare’ la carburazione e fare il pieno d’antigelo.

Eppure – non sembri un paradosso – tenerle ferme durante l’inverno richiede molte più attenzioni, perché si tratta in fin dei conti di macchine, e le macchine sono fatte per girare, mica per stare ferme. Proprio per questo, i consigli per il rimessaggio invernale delle auto d’epoca si trovano un po’ dappertutto. Ecco qualche link:

Senza richiamarli tutti, ricordiamo i fattori che minacciano la conservazione del mezzo (primo fra tutti, nemmeno a dirlo, l’umidità) e vediamo quali sono gli accorgimenti più importanti. In questo post ci concentreremo su carrozzeria, sottoscocca e abitacolo. Domenica prossima penseremo a tutto il resto.

I nemici: umidità, sbalzi di temperatura, ristagno d’aria, fauna domestica

La prima cosa cui fare attenzione è l’ambiente del proprio garage: l’umidità non dev’essere né troppa né troppo poca. La percentuale d’umidità nell’aria deve aggirarsi intorno al 50%, dopo di ché la corrosione si scatena e a nulla varranno i vari accorgimenti per contenerla. Quindi, le opzioni sono due: deumidificatore oppure, se l’ambiente è troppo ampio, una bella Air Chamber.

Temperatura, aria. Sono gli sbalzi di temperatura e l’aria stagnante a formare condensa, che si traduce appunto in umidità e muffe. Oltre ad essere asciutto il garage dovrebbe quindi essere ventilato e, possibilmente, riscaldato. Troppo? Diciamo che se l’ambiente è ben ventilato potremmo anche accontentarci. Ma a circolare dev’essere appunto l’aria, non famigliole di roditori alla ricerca di un posticino tranquillo dove svernare. Nel caso, ci sono i repellenti a ultrasuoni, che però possono dare noia agli animali di casa; in alternativa, un po’ di canfora e naftalina aiuterà a tenere gli ospiti indesiderati a distanza.

Rimessaggio. Dunque come procedere? Dopo le ultime scorribande autunnali, prima di essere messa a nanna l’auto va ovviamente lavata (con acqua fredda e mai mentre la carrozzeria è calda!). Ma non basta: dopo il lavaggio, meglio farsi almeno una trentina di km a velocità sostenuta in modo da asciugarla per bene dappertutto. Quindi si passa alla preparazione rimessaggio vera e propria:

  1. Carrozzeria. Coprire l’auto con un telo è la scelta che va per la maggiore, ma dev’essere un telo traspirante, altrimenti è meglio che non ci sia. In ogni caso, è opportuno applicare prima uno strato di cera protettiva sulla vernice. Se la vostra è una spider, richiudete la capottina: lasciarla spiegazzata nel suo vano è un errore che potrebbe costarvi caro (formazione di pieghe destinate a diventare permanenti e rischio di muffa).
  2. Sottoscocca. Da pulire accuratamente anch’esso, con particolare riguardo ai passaruota, dove tende ad accumularsi lo sporco.
  3. Abitacolo. Va pulito accuratamente: anzitutto via la polvere dai sedili, moquette e tappetini, e qui basta un semplice aspirapolvere. Nel caso di macchie si può ricorrere a dei prodotti specifici, come il FLASH della Ma.Fra.

Si passa quindi ai pannelli porta, dove basterà agire con un panno in microfibra imbevuto di un detergente neutro. Lo stesso può essere utilizzato per la plancia, il volante e altre superfici interne.

Per la pulizia dei vetri è sconsigliato l’uso di prodotti per la casa, in quanto molti di questi contengono sostanze tossiche, che in un ambiente di dimensioni ridotte come l’abitacolo di un’auto alla lunga possono risultare dannose. Una volta per i vetri si usava la carta da giornali, oggi ci sono i panni in microfibre, da preferire alla solita pelle di daino. Mai usare panni in cotone e/o alcool denaturato, a meno che non siano graditi gli aloni: anche in questo caso un detergente specifici andrà benissimo.

E siamo nemmeno a metà del lavoro: che fatica l’auto d’epoca! 🙂

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