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Motorino avviamento andato

25 luglio 2021

Il motorino di avviamento Magneti Marelli MT40b acquistato a Gambettola insieme alla dinamo ha tirato le cuoia. Così la Giulietta si è fatta un’altra settimana in officina. Nessun dramma: rieccola!

Al momento dell’acquisto l’avevamo testato e funzionava correttamente. A Perugia poi era stato smontato e revisionato. Ma si sa, è roba vecchia, con garanzia scaduta una sessantina d’anni fa, cui capita di rompersi. E quando capita, beh diciamo che il motorino d’avviamento non è precisamente tra i pezzi più semplici da riparare.

Perciò la cosa migliore sarebbe avere a disposizione un pezzo di ricambio pronto, oppure un’officina con una rete di maestranze specializzate in grado effettuare riparazioni affidabili e in tempi ragionevoli. Non scarto la prima opzione ma per ora, avendo trovato chi sa il fatto suo, opto per la seconda.

E’ la Car 2001 di San Severino Marche, che ancora una volta mi sorprende per efficienza e rapidità e, non da ultimo, per la spesa contenuta. Rieccolo riparato e tornato a posto: è stato sostituito indotto, selenoidi, boccole, spazzole, molle e quant’altro. Il motorino è tornato nuovo e si sente.

Infatti, qualche spia di malfunzionamento l’avevo notata nelle settimane precedenti. Sostituita la batteria, fu chiaro che il motorino stava per alzare bandiera bianca. Poi a conferma della diagnosi c’è stato un puntamento, poi ancora il nulla: il circuito interno era completamente andato.

Ebbene non tutti i mali vengono per nuocere: con l’occasione l’abbiamo rifatto nuovo.

Motore 121 Prova al Banco

4 luglio 2021

A richiesta degli interessati ecco un breve video della prova al banco del Motore AR 121 presentato qualche tempo fa in Questo POST.

Il propulsore è stato rettificato e rimontato presso la CAR2001 di San Severino Marche, la stessa officina cui ho affidato il 106 della mia Spider veloce, attualmente in rodaggio senza il minimo problema.

Il 121 è completo di tutti i suoi componenti ed è pronto da montare; viene ceduto con o senza gruppo aspirazione.

Se interessati, contattatemi o rivolgetevi direttamente a Paolo, titolare della Car2001.

Regolarità Marche: prima gara

27 giugno 2021

Prima volta sui presostati per la mia Giulietta (almeno nella sua seconda vita). Prima volta assoluta per me e, come nelle aspettative, abbiamo combinato un disastro. Questo sì, ci siamo divertiti 🙂

Mi sono iscritto a questa prima gara del Campionato Marche, organizzata dal mio club, la Scuderia Marche di Macerata, per pura curiosità. Quindi ci sta: risultato come nelle attese, perché a dirla tutta non avevamo la più pallida idea di cosa fare, zero strumentazione e avversari molto ben preparati, addirittura allenati.

E’ proprio così: non ci si improvvisa regolaristi. E noi, oltre a prendere le prove un po’ (un po’?) sottogamba, abbiamo incominciato a combinare pasticci prima ancora della partenza. Primo errore, da pivelli, sistemare il numero troppo in alto (e pure storto), schermando il flusso d’aria sul radiatore. Ovviamente, con il caldo boia che faceva la Giulietta incominciò subito a scaldare.

Errore tutto mio a dire il vero, perché la navigatrice – le foto non mentono – era fin da subito concentrata a studiare il percorso, a simulare gli intertempi etc. – sul telefonino, ha dichiarato 😀

In ogni caso è bastato risistemare il plasticato, una breve sosta all’ombra a cofano aperto e tutto è tornato alla normalità.

Insomma abbiamo totalizzato 3620 penalità, che a coefficiente si sono trasformate in “sole” 2263 nette. Quanto basta per posizionarci 20° su 27 macchine: risultato a dir poco deludente. Non così il bilancio della giornata, che è stata molto piacevole e si è conclusa con la cena e le premiazioni al ristorante La Foresteria dell’Abbadia di Fiastra.

Vi lascio una piccola galleria delle auto più interessanti in gara.

Congratulazioni ai vincitori di questa prima prova di campionato e grazie agli organizzatori della Scuderia Marche.

Mille Miglia 2021

20 giugno 2021

Un’alfa Romeo 6c 1750 Super Sport del 1929, condotta da Andrea Vesco e Fabio Salvinelli, è sul gradino più alto del podio di questa eccezionale 39° edizione, la Mille Miglia della ripartenza.

Al secondo posto la Lancia Lambda Spider Casaro del 1929 di Andrea Belometti e Gianluca Bergomi; terza un’altra Lambda, del 1927, guidata da Gianmario Fontanella e Anna Maria Covelli. Tutti i risultati nella pagina ufficiale.

Ma il vincitore ideale è il nostro pilota preferito, Filippo sole, che è anche un restauratore d’eccezione. Le ragioni ce le racconta lui stesso in un’intervista a Mantova, ma possiamo riassumerle così: avere avuto, come navigatore, una leggenda della Mille Miglia: niente meno che Giuliano Canè.

E siccome quest’anno di mio non ci sono né video né foto, ve ne lascio uno molto simpatico della 4° tappa, girato da Ciclo Otto e già su Youtube.

A presto 🙂

1000 Km Oil Service

13 giugno 2021

1000 e la mancia, ma tant’è, finalmente ci siamo: con l’olio nuovo potrò dare corso alla seconda fase del rodaggio e incominciare a spingere l’ago oltre la soglia delle 5000 rpm.

Devo dire che mi aspettavo di vedere uscire una colata di pece; ma mentre il filtro è venuto fuori bello lercio, l’olio di primo rodaggio era sì sporco, ma non più di tanto.

Dunque l’abbiamo riempito con sette litri di Mobil 20/50, minerale ovviamente. Mentre la cartuccia filtro, marca OFI, Made in Cyprus (nemmeno questo siamo più capaci di fare!) si presenta leggermente diversa con un rivestimento sintetico arancione intorno all’elemento filtrante.

In ogni caso, sicuramente più performante del filtrante originale del tempo, che ormai starebbe meglio in una vetrina assieme ad altri cimeli vintage.

Aspettiamo che l’olio coli al suo posto e giù la giulietta; quindi controlliamo il livello. A proposito, con i 7 liti d’olio in pancia, l’astina segna tuttavia tra metà e pieno, diciamo a 3/4. Mi dicono che è normale, ma io sospetto che la mia astina non sia del tutto corretta. Qualche velocista in ascolto?

Durante i controlli ci siamo accorti che nonostante la staffa che tiene su i cavi candele sia al suo posto, col caldo i cavi tendono a scendere ed entrano a contatto con il coperchio punterie, di solito piuttosto caldo. Abbiamo trovato una soluzione di fortuna, ma la cosa va studiata meglio.

Fatto: rieccola a terra pronta per i prossimi 2000 km.

A presto.

Alfa Revival Cup 2021

6 giugno 2021

Domenica piovosa con gara di formula 1 e Leclerc in pole. Nemmeno a dirlo, sono spiaggiato sul divano e chi si muove. Per completezza (almeno questo), eccovi il video di un’altra gara, questa su 2 ruote 🙂

Si tratta della prima gara dell’Alfa Revival Cup 2021, che si è svolta a Monza lo scorso weekend. No che non ci sono stato, purtroppo. Il video, quasi 15 minuti di pura passione alfista, è di 19Bozzy92, che ringraziamo. Buona visione e, soprattutto, buon ascolto 😉

Brunitura 5 anni dopo

30 Maggio 2021

Sono passati 5 anni da quando mi sono messo a brunire la bulloneria. Come suggerisce Davide in un commento recente a quel post, è tempo di controllare se da quelle parti si è rivista la ruggine.

Il prodotto usato in quella occasione è il kit a freddo della tedesca korrosionsschutz-depot, che prevedeva tre passaggi (il link in apertura vi riporta al tutorial Brunitura bulloneria).

Bisogna considerare che nonostante la brunitura risalga a gennaio 2016 e il montaggio in vettura alla fine di quell’anno, il tempo si permanenza della Giulietta all’intemperie – ovvero nel mio garage, che è più o meno lo stesso – è all’incirca di soli 15 – 18 mesi. Mi si dirà che è forse ancora presto per valutare. Può darsi ma, come appena detto, l’ambiente di rimessaggio è così umido (tant’è che l’idea di acquistare un’Air Chamber prende sempre più piede) che se i bulloni dovevano arrugginire a questo punto i segni dovevano essere già ben visibili, come è avvenuto per alcuni campioni di ferro nudo lasciati in garage tutto l’inverno (e non a 20 cm da terra ma su di un tavolo!).

Direi invece che, tutto sommato, il kit ha fatto il suo lavoro. Giudicate voi dalla galleria qui sotto:

Ecco, giusto una campionatura veloce. Purtroppo non avevo a disposizione il ponte (la prima foto è dell’ultima visita in officina, il mese scorso). I punti dove la brunitura sembra saltata sono quelli su cui si è accanita la chiave del meccanico. Lì, credo, si può intervenire con un semplice brunitore nonocomponente di quelli che si trovano in qualunque armeria.

L’importante è non lasciare mai il ferro a nudo.

Veloce mezza rodata

23 Maggio 2021

1950 km percorsi in totale – di cui 950 con il motore ri-rettificato – tre pieni circa di benzina e qualche kilata di moscerini spiaccicati sul muso, la mia Spider veloce è quasi a metà rodaggio

Anzi no; per la precisione, siamo a 1/3, alla prima fase, che prevede una percorrenza di 1000 km, prima di quella finale e decisiva, che ne aggiungerà altri 2000, in cui si vedrà che motore ne viene fuori. Siamo dunque al primo cambio olio: via l’olio sporco – pieno zeppo dei residui metallici derivati dagli assestamenti delle varie parti meccaniche -, aggiustatina in officina e via fino ai 3000.

Un rodaggio fatto male, si sa, può rovinare il motore riducendone la vita utile e compromettendo definitivamente la sua affidabilità. Ci si riesce benissimo tirando la macchina a freddo e andando oltre il regime di giri consentiti; ma anche senza combinare tali bestialità, il rodaggio verrà male se fatto in fretta, mettiamo portando la machina in autostrada a velocità sostenuta finché la rotellina non segni i benedetti 1000 e poi i 3000 Km.

“Fondamentalmente il rodaggio è costituito da un processo di usura selettiva e controllata, grazie al quale le superfici antagoniste vengono portate alla coerenza geometrica e alla microtopografia ottimale”. L’idea è che motore e cambio girino sostenuti ma a regimi diversi. Perciò, l’ambito ideale per rodare l’auto non sarà l’autostrada, ma quello che offre il maggior numero possibile di condizioni di guida diverse: tratti di percorrenza a marce basse, tratti più veloci per gli allunghi, salite e discese etc. Con un occhio, va da sé, a non andare – per il primi 1000 Km appunto – oltre la metà del regime massimo di esercizio del motore.

Dopo i primi 1000, invece, non dico metterla alla frusta, ma una tiratina ogni tanto sarà d’obbligo se si vuole avere un motore efficiente e brillante. Fino a 153 km/h in 5° e non di più, ci avverte il manuale – che purtroppo non parla la lingua dei giri al minuto. Se il vostro tacchimetro la dice giusta (e non ci sono fotografi in divisa sul ciglio della strada – ma questo è un altro discorso), non è un problema. Il mio però è appurato che segna tra i 10 e i 12 Km/h sotto la velocità effettiva. Per cui probabilmente sono andato un pelo sopra i 126 raccomandati, ma non di tanto: a 4k giri fino a un massimo di 4,5K negli ultimi 150 Km. E dovreste vedere come si è slegato e come spinge il 106!

Come va la Giulietta ragazzi! Con il motore ‘a mezza voce’ riesce già a regalare un’esperienza di guida divertente e appagante. Ne parleremo meglio dopo il taglandino 🙂

Mercatino di Primavera 2021

9 Maggio 2021

Un po’ in riardo perché la bella stagione è entrata da un bel pezzo, mentre noi si parlava di rimessaggio invernale o giù di lì. Eppure rieccoci al Mercatino, con qualche pezzo da novanta.

Da montare all’ultimo momento, come i volanti sotto, oppure semplicemente da imbarcare, come questo sbalorditivo kit attrezzi [Venduto – SOLD] , il ‘mejo conservato’ che io abbia mai visto. Corretto per le ultime Giuliette prodotte e per Giulie, spider, sprint, o SS, con giravite a croce e chiavi rifinite al cadmio (perfette – guardate sotto) con la dicitura ‘Alfa Romeo’ sul lato A e ‘Made in Italy’ sul B.

Ho detto ‘da imbarcare’, ma è chiaro che questo kit non si è mai fatto un giro in vettura, perché la borsetta, incredibilmente senza nemmeno un buco e zero macchie di ruggine, non mostra nemmeno i segni da schiacciamento che di solito gli attrezzi lasciano sul tessuto per via dello scuotimento durante la marcia. Insomma perfetta. [Dimenticavo, quindi edito (12.05.2021) e aggiungo che la chiave leva-cope è un’ottima riproduzione dell’originale].

(A proposito, ho anche qualche chiavetta sciolta, di tutte le misure tranne l’impossibile 8/10).

Perfetto o quasi anche questo volante originale a tre razze per Giulia Spider o Sprint [Venduto – SOLD] . Lo è sicuramente la pulsantiera centrale, senza le tipiche screpolature interne sul bottone che ritrae il mitico Biscione, impossibili da eliminare. La corona non mostra segni del tipico distacco e sollevamento alla congiunzione tra alluminio e materiale plastico sulle razze. L’unico peccato – veniale – è una mezza rigatura sulla parte posteriore, quindi nemmeno visibile, prontamente sigillata con adesivo bicomponente 3M strutturale.

Per chi vuole andare oltre la rigorosa rispondenza alle specifiche di fabbrica e osa la personalizzazione raffinata, sempre in tema volanti c’è questo tre razze Nardi in legno, datato al 1964 [Venduto – SOLD]. Ricorderete che era stato il protagonista del Mercatino di Natale, ma inspiegabilmente quel ciccione barbuto ha preferito la solita slitta, quindi delle due l’una: o lo vendo ora a prezzo ridotto, oppure lo monto sulla mia Giulietta. Infatti, dopo circa 1500 km di rodaggio, mi sono reso conto che il due razze originale non è precisamente il massimo per il mio stile di guida, che incomincia a osare un pelino in curva e sul misto stretto. Mah, staremo a vedere…

Vi risparmio la minuteria, ma sappiate che se vi manca qualche fregio cruscotto per spider 101, li ho (tranne, ancora, quello piccolo a Dx). Ho anche un ottimo Filtro regolatore FISPA per Sprint Speciale, con gli attacchi giusti e un sacco di altri pezzi che non sto a elencare.

Se interessati, lasciate pure un messaggio qui sotto.

A presto.

Raritat: Giulietta Spider del 1956

2 Maggio 2021

Parliamo di un progetto di restauro, impegnativo certo, come le foto – esplicite che più non si può (endoscopie a parte) – testimoniano ampliamente. E’ la rarità dell’esemplare a renderlo interessante.

Per far mente locale bisogna anzitutto ricordare due dati: a) che nel 1956 – primo anno di produzione in serie – furono prodotte (tra “normali” e veloci) solo 1007 spider; b) che quasi tutta la prima produzione andò in America. Perciò, se una Spider italiana del ’56 è una mosca bianca – e chi ce l’ha se la tiene stretta – qualunque altro esemplare di quell’anno rimane comunque una rarità molto appetibile.

L’esemplare in questione, una 750D – quindi va da sé, passo corto – è stato costruito sul telaio #00833 e proviene appunto dall’America, anche se al momento è proposto con documenti europei. Interessante, dicevamo. Decisamente interessante anzi, perché, dettaglio non da poco, il motore montato non è – come spesso accade per auto di tale veneranda età – uno qualsiasi purché ci stia nel vano, e nemmeno uno “corretto” per il periodo. Eh no, questo esemplare monta il motore con cui è uscito dalla fabbrica, è cioè un matching numbers.

Eccovelo. All’occhio esperto non sfuggiranno quei due particolari che, fra gli altri, distinguono a colpo d’occhio il vano motore delle spider di prima produzione: il passacavi disposto verticalmente sul parafiamma, e i bordi del cofano sprovvisti di risvolto sgocciolatoio. Per il resto, sembra tutto a posto: propulsore in bella forma, scatola sterzo giusta, carburatore solex, radiatore IPRA, pompa benzina in coppa e via dicendo. Quello che c’è; ciò che manca, manca, ma ci dicono che la macchina è “quasi completa”, per cui semmai portatevi il temperino per aprire gli scatoloni.

Capitolo lattonatura. Inutile nascondercelo, qui c’è parecchio da fare. Eppure, non più di quanto non vi sia in qualsiasi altra Giulietta, persino in talune “caramellate” per il mercato, dove la fregatura è sempre in agguato. Perché il lavoro – conviene saperlo – si concentra soprattutto su ciò che non si vede: i sottoporta, p.e., dove la condensa ha lavorato indisturbata per decenni: sono sempre da sostituire. E il pianale? In questo caso, un lattoniere monta-smonta vi dirà ‘via tutto’. Io invece salverei la croce, vale a dire il tunnel trasmissione e la parte centrale con le modanature radiali, e sostituirei i 4 pozzetti. Nota a margine: la leva cambio è corretta (non così il pomello), il che mi fa pensare che anche la trasmissione sia quella montata da mamma Alfa.

Sorpresona! C’è anche il telaio capotte, e la traversa sembra salvabile, se ricostruita alle estremità. Dietro, i pianalini del vano, sono da rifare completamente. Il combo originale – prima della spruzzata di rosso – era Celeste PF con interni neri: decisamente uno dei più raffinati.

Insomma se andate alla ricerca di uno spiderino speciale da riportare in vita e farlo proprio come dite voi; se non siete un feticista delle targhe nere e preferite invece la medaglia della soprintendenza ai beni culturali per aver rimpatriato un’opera d’arte nostrana, allora potreste farci un pensierino. (Azz, questa è una bella idea, ne riparleremo: il raduno di quelli che… La targaccia? Sì, portata con orgoglio).

L’esemplare è inserzionato su Subito e la richiesta è d Euro 28.500. Conosco l’inserzionista, Riccardo, titolare (a proposito arte su 4 ruote) della Classic Art di Padova, che di queste ne ha rimpatriato a dozzine. Se a noi andasse davvero una medaglia, per lui dovremmo pensare al cavalierato 🙂