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Mendoza: Rally de las Bodegas

19 gennaio 2020

Cari amici bentrovati. Riprendiamo dopo una lunga pausa, reduci da un viaggio in Argentina, più precisamente a Mendoza, città molto bella ai piedi delle Ande di cui vi lascio qualche foto in galleria. Oltretutto, non è solo passeggiate in montagna e vino: ci sono anche fior di manifestazioni motoristiche!

Come il Rally de las Bodegas, gara di regolarità che si svolge ogni anno a marzo, per un percorso di ben 700 Km, con partenza dal centro città (l’Hotel Park Hyatt Mendoza), passaggio a Lujan de Cuyo, dove si concentrano alcune delle migliori cantine, la Valle de Uco (dove trovate il resto, tra cui quel “mausoleo” del vino che è la Salentein – vedi galleria), per spingersi fino a Uspallata, un paese situato in un’oasi sulla strada verso il confine cileno.

Certo, portarsi la propria vettura presumo sia cosa complicata oltreché onerosa. Ma se il costo dell’iscrizione (u$s 2.600) non vi scompone (a me un po’ sì), ci sono agenzie pronte a mettervi a disposizione un’auto d’epoca, da scegliere tra MGB, Fiat Osca Spider o Triumph TR3.

Le strade sono impervie e non tutte le vetture possono farcela. Questa F355, comparsa una mattina di gennaio proprio davanti a casa mia, non sarebbe del tutto adatta, ma mi conferma che anche in Argentina ci sono un sacco di belle auto d’epoca.

C’è però un problemino: visitare tutte quelle cantine e rimanere a bocca asciutta perché si deve guidare? Mah, diciamo che mi prenoterei come navigatore 🙂

Bon, vi lascio una piccola galleria di immagini, tanto per cambiare ‘paesaggistiche’. Ci sono tipici panorami andini, fino a 4000 m.s.l.m., interni di cantine, cantine e ancora cantine.

A presto.

Buone Feste 2019

22 dicembre 2019

Cari amici alfisti, auguri di buon Natale e felice anno nuovo a tutti voi. Quest’anno ci prendiamo una lunga e meritata vacanza, per cui sospendiamo ogni attività che non sia il dolce far niente fino a domenica 19 gennaio 2020. Dove si va? Lo suggerisce il paesaggio nella cartolina d’auguri .

Argentina, in particolare la città di Mendoza, ai piedi della cordigliera delle Ande, dove abbiamo già programmato un esaustivo tour delle cantine locali. Impegno non da poco, per il quale da un po’ sto allenando il palato 🙂 in particolare per una ben nota varietà di rosso che, raro in Europa, da quelle parti dà il meglio di sé, il Malbec.

La Giulietta, compiuti i primi 1000 Km, rimane nelle mani dei ragazzi della CAR2001 di San Severino Marche, con sul parabrezza una lunga lista di cosucce che richiedono attenzione: vibrazioni e scuotimenti qua e là, cose da aggiustare dopo il primo assestamento della meccanica, qualche perdita d’olio, oltre ovviamente al cambio olio e filtro, e una rottura che si è presentata con un tempismo a dir poco svizzero.

La pompa dell’acqua! Brutta rogna che poteva costarmi cara, ma dopotutto è stata sfiga fortunata, perché la poveraccia ha ceduto l’altro giorno proprio mentre imboccavo la stradina dell’officina per lasciarla lì. E lì è rimasta infatti, per forza. Dunque le corse per trovare il ricambio da mettere nelle mani dei meccanici, così che nel frattempo potessero lavorarci su e al mio rientro l’auto sia, come spero, di nuovo operativa.

L’ho trovata a Roma da Giolitti, che in men che non si dica l’ha spedita nelle Marche. E’ un pezzo nuovo, affidabile mi dicono, più delle vecchie pompe rifatte con il solito kit (e infatti s’è visto!), ma io l’ho vista solo in foto, per cui semmai ve ne parlerò più avanti. Ecco la povera giulietta “spompata”.

Bon, è tutto per quest’anno. Ringrazio i molti amici che anche nel 2019 hanno seguito il Diario di Restauro di questa signorina, diario ormai al capolinea.

Infatti, son passati quasi 10 anni da quando il 4 gennaio 2010 vi davo il benvenuto aprendo lo Spiderveloce’s. E ora di fare qualche cambiamento, forse anche nella veste grafica, ma soprattutto nel tipo di contenuti. Ho dei progetti, ma per ora acqua in bocca, anzi, Malbec Catena Zapata 🙂

Di nuovo tanti auguri di Buone Feste a tutti. Ci si risente a gennaio.

Rimpatriata, restaurata: la Spider di Enrico

15 dicembre 2019

E’ un po’ una storia di destini paralleli. Come la mia, anche la Spider di Enrico, costruita il 6 maggio 1957, andò fuori in un altro paese europeo, la Grecia; venne poi rimpatriata e dopo un lungo e meticoloso restauro, durato nel suo caso 4 anni, oggi torna a splendere come quando lasciò il Portello.

Come la mia, anche questo bel passo corto subì un incidentino, ma a differenza della mia, che in seguito venne lasciata a marcire in un garage londinese, questa cadde nelle mani di un commerciante italiano, che in piena crisi greca la prese a due soldi, improvvisò un restauro cosmetico senza nemmeno curarsi del colore originale e la rivendette per buona. E infatti, a vederla (in foto) non sembra(va) niente male.

Dentro però c’era una bella padellata di sorprese, di quelle beninteso di cui faresti volentieri a meno. Riporto le parole del diretto interessato perché riassumono bene i fatti e possono servire da monito per chiunque stia per staccare un assegno in cambio di una Giulietta restaurata “professionalmente”.

La acquistai, e da allora cominciò un’avventura senza fine: la macchina era stata incidentata e “riparata” in modo indecente, tirava a destra di brutto, tantissimi pezzi non erano originali, es. la pompa freni era di una Fiat 600, la scatola guida era di una seconda serie, la capote era quella di un passo lungo accorciato malamente, per cui non scendeva, altri pezzi ricordavano vagamente l’originale, ma non ci avevano nulla a che fare, i lamierati dei fondi erano sbagliati…

Il nome del gentelfuckingman a capo dell’operazione lo conosciamo, ma ormai, come mi dice lo stesso Enrico, è acqua passata. Perché “l’avventura senza fine” è ormai al capolinea e i risultati ottenuti ripagano ampiamente l’esigente proprietario, concedendo anche il bonus dell’oblio per canaglia e canagliata.

Quel caramellino celeste Pininfarina che vedete sopra è stato smontato pezzo per pezzo, sverniciato e lattonato laddove il mago dello stucco aveva dato il meglio di sé per nascondere lo scempio. Quel muso accartocciato e raddrizzato a martellate è stato sostituito con l’ottimo manufatto fornito da Bergia.

Per la meccanica è stata una lunga partita di caccia, a incominciare dal propulsore. L’auto arrivò con un motore del 1956: un pezzo tutt’altro che da buttare ma comunque non corretto. Enrico trovò e acquistò dall’America il bialbero giusto, e così andò, come potete immaginare, per decine e decine di altri componenti. Raccolto tutto l’occorrente, ecco che siano alle prove di rimontaggio

E da lì, come si suol dire, la strada è tutta in discesa: levigatura, fondo epossidico e verniciatura. Ora si ragiona: l’avrete notato nella prima foto in alto… le fughe delle portiere sono perfette, come del resto nei cofani, strette e uniformi (il posteriore è solo appoggiato).

Bellissima la fanaleria posteriore europea! Quanto al portatarghe posteriore, mi spiace Enrico di doverti dare l’ennesima brutta notizia, ma quello lì puoi usarlo semmai per incorniciare qualche foto di famiglia: le nuove targhe non ci stanno e quindi tocca rifarlo di sana pianta.

Ma dopo tanta strada, non saranno di certo queste cose a impensierirci. Il mancato rinvenimento di un pezzo originale, invece, lo sappiamo, può togliere il sonno, tanto più se mentre guidi te lo ritrovi sempre sotto il naso.

Ecco, Enrico sta cercando un pulsante volante ‘Special’ originale in ottime condizioni: se ne avete uno, potete contribuire anche voi a rifinire di tutto punto questo gioiellino, come a suo tempo ho fatto io.

Eh sì, perché anche questa Giulietta monta un paio di pezzi che ho restaurato con le mie mani, e venire a sapere (me l’ha ricordato lui… chi ci pensava più) che sono stati impiegati così bene è per me una piccola grande gioia. Quindi destini paralleli sì, ma anche un pelino incrociati 🙂

Complimenti per l’ottimo restauro Enrico e goditi quella splendida vecchia signorina.

Mannaggia la capote!

8 dicembre 2019

La cosa è risaputa: la capotina della Giulietta Spider è una vera rogna. Ma finché non ti ci scorni fai fatica a crederci. Come te lo spieghi? possibile che per ogni cosa abbiano trovato soluzioni così avanti, e poi arrivati lì si siano incasinati con un meccanismo da far rimpiangere il neolitico? Roba da matti.

Il Libretto Uso e manutenzione parla chiaro: per aprire e richiudere non sono mica ‘operazioni’ ma vere e proprie “manovre”. Dal ’56 al ’59, a eseguirle è uno tizio sulla sessantina con l’aria dello scienziato navigato. E le manovre sono ben 10! Devono averci riflettuto: il signore non incarna precisamente il segmento di mercato dello spiderino, e poi, se ci vuole proprio Einstein, meglio una FIAT. Infatti nei manuali della III serie ci hanno messo una graziosa hostess dell’Alitalia. E le “manovre” sono ridotte a 6.

 

Non così le bestemmie, tra una manovra e l’altra, perché di fatto nulla è cambiato. Ben che vada, è un bagno di sudore. Ve la ricordate appena montata da Antonello? Perfetta, un guanto! Questa mattina invece, bella assolata ma con temperature ormai sui 10°, ho provato a chiudere. Niente, non ci è stato verso. Batte alta sul bordo parabrezza, non chiude e se chiuse, chiude a visiera.

Sto sbagliando qualcosa… oppure qualcosa è andato storto. Preferirei la prima, ma avendo eseguito tutte le oper… manovre come da manuale, il dubbio mi viene. Ma cosa? Ipotesi: l’auto ha girato, siamo ormai al primo cambio d’olio, sui 1000 km. Che con lo scuotimento i punti di ancoraggio si siano spostati? Mah, intanto il mio bel giretto me lo sono fatto: scoperto.

Poi, siccome siamo ormai quasi alla chiusura per ferie e vado a svernate al caldo, nel frattempo la lascio ai ragazzi della Car2001, per il service, gli aggiustamenti vari e visto che ci siamo questa nuova bega della capote.

Comunque va da sé, se avete qualche dritta, sono tutto orecchie.

Villa Potenza 2019

24 novembre 2019

Come ogni anno a fine novembre, il 23 e 24 si è svolta la mostra scambio di Villa Potenza, organizzata dal Circolo Automotoveicoli d’Epoca Marchigiano Lodovico Scarfiotti, arrivata alla sua 37° edizione. Questa volta, per non sfigurare, mi sono presentato con una vettura adatta alle circostanze .

A eccezione delle auto dei soci – al coperto e al sicuro – c’era ben poco da vedere: qualche bella giulia Super, un paio di dueti e sparute rarità (la Panhard). Ancora più magro il reparto ricambi. Oramai le mostre di provincia, e non da ieri, sono così: sugli stand dove una volta c’erano i ricambisti giusti (quasi tutti spariti) spuntano sempre più spesso pezzi per moto e addirittura biciclette.

Dentro però c’era da rifarsi gli occhi. A parte la superba Lancia Lambda e la bellissima Balilla Coppa D’oro – che abbiamo visto anche alla Sibillini e dintorni – mi ha colpito una bella Alfa Romeo Spider 2600 in un verde chiaro mai visto e peraltro da quel che mi risulta nemmeno in catalogo per quel modello. Comunque la cosa non mi stupisce: ho visto anche una Giulietta SS nello stesso colore o giù di lì, su richiesta del acquirente. Vi lascio una piccola galleria.

 

Ecco a chi avrei dato il Best of Show: al Topo: bellissimo 🙂

Air Chamber e sogni d’oro

10 novembre 2019

E’ un bel po’ che mi guardo intorno in cerca di una buona soluzione per il ricovero invernale della Giulietta. Non che sia destinata a stare ferma: anche questa mattina, con 15° circa, il suo bel giretto l’ha fatto, aperta. Ma in garage l’umidità c’è e tanta. E’ il momento di correre ai ripari.

Scusate la farcitura: in rete prodotti di questo genere ce ne sono tanti, ma con giuliette dentro non ne ho trovati. Comunque quella che vedete sopra è l’Air Chamber, della britannica Car Cover Shop. E fra tutte mi sembra quella più interessante, non solo per il prezzo (consta poco più di un terzo di altre con caratteristiche simili) ma anche per una questione di praticità.

Se optassi per una bolla gonfiabile, per esempio quella della Car Capsule, me la caverei con $ 439.00 più le spese di spedizione, osso di seppia escluso. Certo, sul video la fanno facile, ma so già che gonfia, sgonfia e rigonfia, mi passerebbe la voglia di uscire.

La stessa ditta produce un altro modello, sempre gonfiabile, ma anche “abitabile”: a gonfiarsi è solo la struttura portante, per il resto, apri lo zip, monti in macchina e sei già in strada. I Pro. Il Contro è uno solo: viene 1,695.00 dolores e pesa il doppio, quindi raddoppiano anche, se basta, le spese di spedizione.

La variabile praticità conta parecchio a quanto pare. La Carcoon, che ne produce di ogni tipo, ha in vendita il modello indoor Veloce (giallo in foto, ma anche blue, rosso etc.) con telaio rigido e apertura zip. A parte il nome 🙂 viene però $ 1,595.00 (prezzo rivenditore) ed è talmente brutto che non ci andrei nemmeno a pesca.

Alla stessa tipologia appartiene l’Air Chamber di cui sopra.  La versione x-small (m 4.15 x 1.8m x 1.7m) mi sembra molto più sobria ma soprattutto economica: £455.00, che oggi fanno Euro 528 e rotti. Dato interessante, hanno un programma di spedizioni molto vantaggioso:

We offer the lowest available shipping rates for swift delivery of your AirChamber worldwide.

Examples:

Mainland Western Europe e.g. France, BENELUX, Germany, Spain, £25

Italia – chissà perché – non c’è tra i paesi esempio, ma se tanto porta tanto non dovrebbero farci pelo e contropelo, visto che in Romania (che c’è) arriva con £55. Dunque direi che tutto considerato è la scelta più vantaggiosa, per cui con Joseph (a proposito, anche Malta c’è, e ti va grassa: £40!) stiamo pensando di fare un gruppo di acquisto per scucire uno sconto.

Se anche voi avete problemi di reumatismi, fateci sapere: più siamo e meglio è 😉

AR 1495 F 03511 in anteprima

3 novembre 2019

Battendo sul tempo tutti quanti vi segnalo una Giulietta Spider veloce prima serie che andrà sul mercato nei prossimi giorni. Telaio come da titolo 03511 e motore di primo equipaggiamento AR 1315*30999, nera con interni rossi. Il sito da tenere d’occhio è quello della texana Driversource.

L’auto è stata acquistata dall’attuale proprietario nel 1970 ed stata parcheggiata per diverso tempo. E’ completa e sembra solida, ma di sicuro avrà bisogno di qualche attenzione. Dalle poche foto presenti sul Veloce Register non è possibile stabilire con certezza lo stato dell’esemplare, ma a occhio e croce la carrozzeria non presenta grossi problemi, a parte la macchia sul muso.

Lo specchietto retrovisore interno è da III serie e quindi andrebbe sostituito. Sul paraurti posteriore è visibile un’ammaccatura e la strumentazione è stata ritoccata a vantaggio della rapidità di lettura 🙂 Il resto lo sapremo tra poco appena verrà aggiornato l’inventario del venditore. Intanto quel che conta c’è:

Numero di telaio e motore al posto loro, confermati dalla targhetta sotto cofano originale in ottime condizioni.  Insomma una spider veloce passo corto in un bel combo, col motore originale e cerchi borrani. Nessuna indicazione di prezzo per ora (aggiorno appena possibile).

Ringrazio Christopher Boles del Veloce Register per la segnalazione.

 

 

Caro autunno grazie

27 ottobre 2019

Ebbene sì, non succedeva dal 2010, ma quest’anno per me niente Automotodepoca. Quindi un caro saluto a tutti gli amici con cui ci si ritrova ogni anno in Fiera: ci si rivede nel 2020… beh magari anche prima. E non vi dico quanto mi siete mancati perché… beh ho avuto anch’io il mio bel da fare 🙂

Complice quest’autunno insolitamente caldo e giornate di sole una più bella dell’altra, ci ho messo una pila di km sulla Giulietta. E man mano che il rodaggio va avanti e gli organi meccanici si “sgranchiscono”, va sempre meglio.

Vi lascio un link alla Fiera di Padova come l’ho vi sta io: il video di RUOTECLASSICHE sulle 10 Alfa Romeo da comprare in Fiera: bello il 1750 Veloce 😎

A presto.

 

 

 

Restauro strumenti come non si era mai visto!

13 ottobre 2019

Proprio così: tecniche di restauro avanzate; cura maniacale dei dettagli, risultato finale sbalorditivo:

Massimo, professionista del settore, ci ha messo circa due anni, tra ricerca dei materiali e affinamento delle tecniche di restauro, prima di propormi il risultato delle sue fatiche applicate alla strumentazione della Giulietta. Che dire… sono rimasto a bocca aperta. Tant’è che ho fatto uno strappo alla regola e caricato le immagini a 1600×1200. Eh sì, perché dovete vederli bene questi strumenti, anche se le foto non rendono appieno la loro ritrovata bellezza. A proposito, vi ho mostrato il lato A. Guardate quello B!

Wow! Anche là dove – elettrauto a parte – nessuno li vedrà mai, sono rifiniti di tutto punto, con la stessa cura messa sui quadranti che avrete sempre davanti agli occhi. Si tratta evidentemente di una filosofia del restauro che non si risparmia su nulla e punta alla qualità a 360 gradi. Roba da mettere in vetrina espositiva! Vediamoli ad uno ad uno:

Ho conosciuto Massimo un paio d’anni fa a Padova, quasi per caso. Si era preso una Giulia spider da restauro e quindi, essendo del mestiere, è partito da ciò che sa fare meglio. Mi fece vedere le prime prove, decisamente promettenti; ma non potevo mica immaginare che avrebbe raggiunto questi risultati. Rieccoli girati di schiena.

 

Al kit per veloce, Massimo ne aggiunge un altro, per Giulietta “normale”.  Ma qui di normale c’è davvero poco: giusto le meccaniche, le quali, buono a sapersi, sono originali, testate e funzionanti – come tutto il resto, gommini a parte.

Da notare – ancora a proposito del lato B – che siano ad anni luce della classica zincatura all over, impiegata dalla maggior parte dei professionista del settore. Qui, se non vado errato (vedremo cosa ci dice il diretto interessato: c’è stato poco tempo per i dettagli), a protezione della lamiera c’è la nichelatura, seguita da un lavoro certosino di carta vetrata a grammatura decrescente e tanto olio di gomito. Il risultato regge qualunque confronto:

Ultima serie di fotografie dello stesso kit (che, last but not least, sono state scattate dal restauratore stesso e gentilmente messe a disposizione per questo post):

Buono a sapersi, Massimo sarà presente alla Fiera di Padova venerdì 24 e porterà con con sé 2 Kit per ‘normale’ e 2 Kit per Veloce.

Dettaglio non da poco: accetta il vostro vecchio barattolame, da scontare sull’acquisto di uno di questi kit restaurati da concorso!

Per i contatti, come al solito, lasciatemi un messaggio e vi passo il suo numero di telefono.

 

Due Spider Veloci sul mercato

6 ottobre 2019

O l’una o l’altra oppure in coppia, queste due Giuliette Spider Veloci sono entrambe pronte a passare di mano: grigia la prima, fresca di restauro, rossa la seconda, da rimontare. Entrambe passo corto, ’58 e ’59, ma una delle due ha una marcia, anzi una ‘F’ in più, il che la rende pressoché unica. Vediamole.

Eccoci alla prima. Esemplare del 1958 AR1495*04683 matching numbers, cioè dotata del suo motore di primo equipaggiamento 1315*31673 come da targhetta identificativa, vissuta quanto autentica. E non serve ricordare quanto la cosa sia rara, essendo ben noti i trascorsi di questi propulsori, soprattutto in USA. Bonus: uno dei combo più belli per lo spiderino, cioè Grigio grafite e interni rossi.

Americana appunto, come si può vedere dalla fanaleria posteriore Lucas e dal portatarga, cerchi Fergat; vernicitura a regola d’arte, senza buccia, fughe porte e cofani regolari, stemmi originali.

Di ottima fattura anche la capottina, bella tesa, a occhio e croce una Ruberfill. E siamo agli interni, ritratti nelle ultime fasi del rimontaggio, come testimonia quel gancio ruota di scorta fuori posto. Tappezzeria corretta, bella liscia in tinta unita (Elvezio docet); moquette in lana rossa. Leva del cambio dritta (nella produzione del tempo alternata a anche quella ricurva); Parabrezza nuovo di pacca, senza impatti di pietrisco che rendono disagevole la visibilità a sole in fronte e peggio ancora la notte; volante in legno a tre razze.

Insomma una Spider veloce restaurata come dio comanda, pronta ad affrontare il tortuoso iter dell’immatricolazione, ma poco ma sicuro vogliosa di ripagarvi degli ultimi sforzi, invero pochi, con una bella manciata di soddisfazioni ogni volta che girerete la chiave.

E passiamo alla seconda… una vecchia conoscenza.

 

Chi rivive si rideve

Qualcuno ricorderà che a febbraio 2016, in occasione della recensione di un restauro eccezionale, mi soffermai con qualche considerazione sulla questione delle Spider Veloci a doppia ‘F’ punzonata sul parafiamma. Tra le prove dell’autenticità degli esemplari sottoposti a questa ridondante marchiatura, riportavo la foto di un parafiamma bello scalcinato e quindi al di là di ogni sospetto. Ebbene quell’esemplare è di nuovo tra noi, quasi al capolinea di un restauro altrettanto accurato.

E’ noto come questa particolarità sia appannaggio di pochissimi esemplari: da parte mia, negli ultimi 10 anni ne avrò visti 3 o 4. Siamo nel 1959, a transizione appena avviata, che imponeva un rimontaggio con quel che al momento offrivano i magazzini. Pezzi di della prima serie e della seconda ancora sulla carta: un mix che, dal punto di vista collezionistico, può senz’altro ripagare.

Ecco il bel musetto della Nostra, simmetrico, verniciato a lucido diretto; è stata cablata e rifornita di fanali e cromature. A proposito: ho sentito il proprietario per quel parafiamma, che in foto sembra esibire i postumi di una trambata. Tranquilli, è solo un riflesso: l’auto ha – fondi a parte – i suoi lamierati originali.

Come detto è tutto pronto per tornare a posto, compresa la strumentazione, restaurata e (forse) convertita allo standard europeo. Ma il bello sta ancora a terra, in attesa di infilarsi nel vano motore: l’AR1315*32585 rettificato e rimontato, completo di tutto.

Non solo il paio di Weber DCO3, che da soli sfiorano ormai le quotazioni di una utilitaria, ma anche i dispositivi elettrici Magneti Marelli, tra cui fanno capolino la dinamo e l’introvabile spinterogeno S 73 A.

Insomma un bel progetto al capolinea, per chi aspira a un tasso di sbattimenti vicino allo zero ma tiene anche a curare gli ultimi dettagli in fase di rimontaggio. E se proprio aspirate allo zero assoluto, beh c’è la sorella grigio-rossa, chiavi in mano.

A proposito, sono entrambe dello stesso proprietario, il quale mi ha fatto capire che alla privacy ci tiene, sicché non sono stato a domandare come mai se le vende. Lo stesso sarà alla prossima fiera di Padova… lui, non le macchine.

Se seriamente interessati lasciatemi un messaggio e vi metto in contatto.