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Franco Scaglione genio assoluto

18 settembre 2016

Ho da sempre sentito una specie di sommessa indignazione nel vedere le più belle auto della storia attribuite all’imprenditore carrozziere anziché allo spirito creatore che ne ha concepito le forme, secondo uno schema filisteo e un po’ ottuso che riuscì a rilegare nell’ombra persino l’autentico genio.

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La figura di Franco Scaglione – di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita – è a questo riguardo emblematica. Credo che, se nell’ambito del design automobilistico la parola ‘genio’ non la si potesse applicare a lui, allora nessun altro potrebbe meritarla. Genio autentico certo, ma anche genio assoluto – laddove quest’ultimo aggettivo fornisce una chiave di lettura alla sua tormentata biografia. “Assoluto” cioè nel senso primitivo e radicale, quindi svincolato dalle logiche aziendali, dalle strettoie della produzione industriale ma non – ed è qui la sua grandezza – dai limiti che la funzione impone al design.

ruoteclassiche-settembre-2016Persino nei casi estremi, come nella serie delle BAT, dove l’occhio tende a cogliere l’aspetto meramente estetico, l’estro creativo e, nel peggiore dei casi, il capriccio formalista… insomma ciò che alla Pininfarina chiamavano “la bertonata”, c’è invece, come spiega Massimo Grandi nel suo libro Il Paradigma Scaglione edito dall’ASI (di prossima uscita), e di cui leggo qualche frammento nel bell’articolo di Gilberto Milano su Ruoteclassiche di settembre, c’è, appunto, un magistrale tentativo di reindirizzare i flussi per riprodurre la forma aerodinamica perfetta, “una goccia teorica”.

Scaglione genio incompreso. Non lo capì Bertone che ne sfruttò le impareggiabili capacità per poi a un certo punto rompere improvvisamente a causa di un litigio sfociato in astio; non lo capì Pininfarina che lo mise alla porta in men che non si dica.

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Non lo capì l’Alfa Romeo, che ci mise anni a decidere di commercializzare la SS e più tardi, proprio mentre lavorava alla 33 stradale, lo relegò a mansioni da capo squadra e finì con l’invitarlo, per bocca di un direttorucolo, letteralmente “a togliesi dai coglioni”.

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Non l’hanno ancora capito certi alfisti se, come si diceva l’altro giorno a Imola, seduti al muretto della Pit Lane 2 con Paolo Bergia, molti di loro non riescono a farsi piacere la Sprint Speciale!

L’ha capito Lopresto invece, che non esitò un attimo a prendersi il prototipo ancorché in condizioni pietose; l’hanno capito i californiani di Pebble Beach, che hanno appena premiato proprio quel prototipo; l’hanno capito tanti altri insomma, che negli ultimi anni si sono messi in garage i pochi esemplari rimasti in giro. C’è chi anticipa i tempi, c’è chi la storia e chi proprio nemmeno se ne accorge. Io ci avevo visto bene: quando andai da Joop c’erano 5 squali in parata, ma l’amore per il cabrio ebbe la meglio, e quello per Scaglione rimase un amore platonico.

Imola? ah sì sì, sto arrivando🙂

 

 

Giulia spider: un futuro a tutto gas

4 settembre 2016

Ci avete fatto caso? Finite o quasi le Giuliette da restauro, si affacciano al mercato folte schiere della sorellina maggiore: all’ultima mostra di Verona ne avrò contato una dozzina. Beh è fisiologico, direte, se la preferita è ormai introvabile, c’è pur sempre la scelta di ripiego. Ma si tratta davvero di un ripiego?

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Dipende. Certo la prima, la 750 passo corto, rimarrà per sempre la giulietta per antonomasia, la più ambita, la preferita dai collezionisti, tanto più se veloce, meglio ancora se la ‘F’ sul parafiamma (o la ‘G’! – e vabbe’, queste sono mosche bianche) sovrasta un bel doppio zero. Se però il criterio alla base della scelta è un altro, se cioè più che all’onanismo garagista si è portati al pieno godimento dell’auto su strada, allora probabilmente ci si orienterà su versioni più evolute, comode e affidabili dello spiderino.

giulia-spider-veloce-390539_agiulia-spider-veloce-390539_cgiulia-spider-veloce-390539_bE qui la campionessa non è la Giulietta bensì la Giulia, meglio ancora se di fine produzione, dotata cioè non solo di cambio a 5 marce ma… helas! di freni a disco all’avantreno! Ecco perché vedo un futuro roseo per questi modelli, sul piano della loro appetibilità e quindi anche dal punto di vista della loro (ri)valutazione sul mercato.

L’esemplare AR*390539 del 1965, di cui vi propongo qui qualche scatto (*), ne è un esempio ed è tre volte fortunato: prima per quanto appena detto, secondo perché è stato salvato dalla presa, acquistato, rimpatriato e verrà restaurato da un appassionato che il modello lo conosce a menadito per essersi già cimentato nell’impresa più di una volta e con risultati eccellenti: l’amico Dario di Palermo. Infine perché questa è una delle poche spider veloci prodotte in quell’anno.

Ecco, ripartiamo così, dopo un’estate funesta, con un post che guarda avanti. Dalla settimana prossima torneremo invece sui miei grattacapi, che ripartono precisamente da Imola.

Un augurio di buon lavoro a Dario.

 

(*) Thanks to Christopher Boles for the pictures.

Solidarietà alle vittime del terremoto

27 agosto 2016

Solidarietà alle vittime del terremoto che ha devastato il Centro Italia. Un grazie con tutto il cuore ai soccorritori e a tutti coloro che hanno contribuito ad alleviare le sofferenze di queste nostre sventurate genti e continueranno a farlo nei giorni durissimi che li attendono.

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Poi silenzio, perché parole per dire tanto dolore non ce ne sono.

(fotografia tratta da getty images)

Tanta voglia di strada

31 luglio 2016

Ce l’abbiamo messa tutta ma, ancora una volta, fra ritardi, intoppi e fregature piazzate(mi) con mirabile tempismo sta di fatto che la giulietta passerà un’altra estate al chiuso, come queste due cugine appena arrivate al Old Factory Garage.

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Ma non facciamone un cruccio: come dice un caro amico, in fondo a noi piace stare con le mani in pasta e godiamo più del restauro in se stesso che della guida. Certo, ma la voglia di strada è tanta per rimanere lì con il naso schiacciato alla vetrina di un autosalone. Anzi, ancora in officina.

OFG-giuliasOFG-giulias_03OFG-giulias_05Come le Giulie appunto, che un passaggio in officina lo faranno eccome. Non tanto quella bianca supergommata, restaurata una decina d’anni fa e tenuta maniacalmente bene, ma la rossa, che beninteso ha una scocca sanissima, dovrà essere smontata, ripristinata e… insomma restaurata.

Noi siamo lì, al reparto rimontaggio, e ci passiamo l’estate. L’OFG chiude per tre settimane. Chiudo bottega anche io almeno fino a Ferragosto.

Auguro a tutti gli amici che seguono il Blog (oh, il contatore dice “200” followers! E invece siamo molti di più; coglionerie dell’informatica: ve la racconto un’altra volta). Vi auguro, dicevo, buone vacanze a tutti. Arrivederci a presto🙂

 

In ottima compagnia

24 luglio 2016

Sempre in attesa del parere / sentenza / intervento dell’esperto che ha preso in consegna le scatole guida, nelle ultime due settimane non abbiamo combinato gran che. La Giulietta attende, questo sì, in ottima compagnia.

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Proprio lì l’hanno sistemata, accanto a un pezzo unico: una delle prime barchette Cisitalia mai costruite. Davanti poi c’è una new entry, questa sì alfissima: una rara 2600 Zagato pronta a imboccare la strada di un restauro completo.

Cisitalia_OFGCisitalia_OFG_01Cisitalia-AR2600-Zagato_OFG

Per il resto si naviga a vista. Il parafiamma si è beccato le prime viti, la pedaliera fa le prove e nel frattempo noi, lista alla mano, cerchiamo gli ultimi pezzi tra mancanti e riposti così bene che tra casa e garage non ricordo più dove c… siano andati a finire.

Giulietta-spider_Firewall-VinGiulietta-spider-pedaliaraGiulietta-spider-pedaliara_01 Per fortuna c’è San Paolo, che anche a fine luglio mi farà la grazia di spedirmi una lista di cosucce che ancora mancano all’appello. Vi aggiorno la settimana prossima, poi si va in ferie🙂

Impianto frenante etc.

10 luglio 2016

In attesa di capire dove andrà a parare la questione delle due scatole guida guaste (sotto l’aggiornamento), dopo l’istallazione dell’impianto elettrico il rimontaggio procede dal basso, con l’impianto frenante e altri componenti in ordine sparso.

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Fatto l’avantreno si procede col posteriore. Intanto alla OFG è arrivato il set di tubi, tubetti e tubicini. In settimana arriva anche il sottoscritto con serbatoio e company.

Giulietta-spider-rear-brakes_02Giulietta-spider-rear-brakesGiulietta-spider-rear-brakes_05

Catalogo alla mano (Originale! Non mio, ci mancherebbe, ma della Ditta) sono stati avviati altri lavori, tra cui l’albero di trasmissione, controllato e sabbiato, i rinvii delle serrature porte, che Fausto ha ripulito accuratamente e riparato in qualche punto ed è ora pronto per la zincatura. Infine il portabatteria, che vedete già fissato al piano bagagliaio.

Giulietta-spider-scatola-guida-rimossa_04Giulietta-spider-apertura-porteGiulietta-spider-batery-try

 

E come mostra la prima foto a sinistra, la scatola sterzo (la seconda, presa per buona) è stata rimossa e giace sul tavolo operatorio.

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Non mi rimane che confermate quanto detto nel precedente post: la scatola guida è risultata essere una sonora fregatura; non è mai stata “revisionata” e, peggio ancora, è stata tenuta praticamente sott’acqua per anni, forse decenni. Quel liquido che vedevamo uscire non era olio, bensì acqua emulsionata con del grasso vecchio come il cucco. I ragazzi alla OFG hanno girato un breve filmino (ve lo posto appena possibile) in cui documentano il momento della fuoriuscita del rugginoso percolato residuo appena tolto il coperchio. Nel frattempo qualche immagine esplicita:

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Giulietta-spider-scatola-guida-rimossa_02Giulietta-spider-scatola-guida-rimossa_03

Ora stiamo valutando se sia il caso di cercare di salvare il salvabile, se di due scatole sia possibile farne una buona, oppure se non sia più convenienti, dal punto di vista economico ma anche relativamente alla tempistica, prenderne una terza.

A questo proposito e vada come vada voglio ringraziare tutti gli amici che mi hanno contattato e si sono dati da fare per aiutarmi a risolvere il problema: George dagli USA, Dario dalla Sicilia, Sergio da Piacenza e soprattutto Umberto da Verona, che tira fuori dal cilindro un kit per la revisione del gioco🙂

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Che bella cosa ragazzi! Quando si fa parte di una comunità come la nostra, problemi come questo diventano piccoli incidenti di percorso. Di nuovo grazie.

Scatola Guida ZF Cercasi

3 luglio 2016

Il rimontaggio procede. Questa settimana Fausto e Alberto della Old Factory Garage hanno istallato il nuovo impianto elettrico ritirato a Verona lo scorso maggio. Tutto liscio, impianto in sede senza il minimo intoppo, ogni singolo terminale etichettato.

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Le foto fanno schifo e me ne scuso: proprio la volta che c’era da fotografare, dimentico la macchina fotografica a casa… c’è comunque il mio buon vecchio iPad II. Ecco qualche altra immagine dei lavori

Giulietta-spider-istallazione-impianto_06Giulietta-spider-istallazione-impiantoGiulietta-spider-istallazione-impianto_04

Giulietta-spider-istallazione-impianto_01Giulietta-spider-istallazione-impianto_05Giulietta-spider-istallazione-impianto_03

Dunque un passo avanti… e due indietro:-/ Sì, perché, come da titolo, a un’ispezione della scatola guida risulta che la stessa è un vero e proprio relitto.

E occhio non parliamo della vecchia scatola guida ma di quella che avrebbe dovuto sostituirla, acquistata da un noto ricambista modenese e già montata sulla giulietta. Mi pare ancora di sentirlo sparare la cazzata: “ma sì certo, revisionata da esperto professionista e anche riverniciata”. Ah beh questo sì, “verniciata”: per il resto, dentro arrugginita come fosse stata stivata in una cantina allagata, corteco fracido (mai aperta), mezzo centimetro di gioco. Un rottame improponibile!

Non vi dico l’incazzatura né sto a ripetere il contenuto della mail inviata al diretto interessato. Avrò il rimborso, ma il danno va ben al di là della somma pagata per il pezzo. Ho contattato un ricambista di Gambettola, dal quale avevo già acquistato componenti elettrici, ma l’ultima risulta venduta la settimana scorsa. Dunque sono di nuovo al palo.

Mi raccomando, se sapete di qualcuno che abbia una ZF da vendere fatemi sapere (tolti, s’intende, gli speculatori dell’ultima ora). Il prezzo giusto per una scatola guiga in buone condizioni sta fra i 5 e i 600 euro, non oltre. Grassie😉

Carlo’s Key Fov

26 giugno 2016

Ovvero il portachiavi di Carlo, riprodotto alla perfezione. E’ incredibile quante energie siamo disposti a spendere pur di riavere un piccolo particolare inghiottito dal tempo: chiunque non abbia il virus Alfa nel sangue ci prenderebbe per pazzi da rinchiudere.

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La storia – dovrei dire la genesi – del portachiavi di Carlo è in questo senso esemplare. Per dirla in una parola, come la Giulietta spider stessa è, nel suo piccolo, un progetto italo-americano😀

Infatti è da là che arriva l’originale da replicare, cortesia di Uncle Rick, uno dei pilastri della comunità riunita dall’AlfaBB. Il resto è lavoro di precisione: la scelta del materiale, la realizzazione dello stampo per il logo, prove, approssimazioni, tentativi, finché eccolo, proprio quest’oggi il post con la bella notizia

key-fov-portachiavi_stampokey-fov-portachiavi_sample_01key-fov-portachiavi_sample_02E io direi sì, ci siamo. Partiamo con la produzione! Ma Carlo è un altro di quei perfezionisti che finché non avrà spaccato il pelo in 4 e poi in 8 non mollerà. Giusto… dopotutto circola già una riproduzione, un po’ approssimativa, per cui questa dovrà assolutamente definire un nuova standard.

Dunque varrà la pena attendere ancora un po’. Intanto – io l’ho già fatto – prenotatevi. Il post dell’AlfaBB l’ho linkato sopra. Se non siete iscritti lasciate pure due righe qui sotto: Carlo (congratulazioni, davvero un ottimo lavoro!) ci legge e prende nota.

Cavi Strumentazione

20 giugno 2016

Pendolarismo finito? Troppo presto per dire. Alla Gf di Tezze è rimasto il tettuccio rigido ancora in fase di restauro, e proprio lì in zona, da Tullio Paccagnella ad Abano Terme avevo lasciato i vecchi cavi strumentazione di bordo, rifatti e quindi ritirati venerdì scorso.

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Eccoli, i vecchi e i nuovi. Perché non prenderli (se ne trovano facilmente) nuovi da fondo magazzino? Semplice: perché c’è di meglio. Il problema dei cavi originali sta nella loro rigidità: oltre a un certo raggio di curvatura della guaina, l’anima interna viene costretta e tende a girare a scatti. Le riproduzioni di Tullio invece risolvono una volta per tutte il problema dello strumento ballerino: sono fatte con terminali originali NOS, ma la guaina è di nuova produzione e molto più flessibile.

cavi-strumenti-Giuliettacavi-strumenti-Giulietta_01cavi-strumenti-Giulietta_02 Vi do poi una dritta (parole del professionista). La causa più frequente di rottura della strumentazione è la risalita di olio fino ai dispositivi magnetici interni. La cosa va risolta molto semplicemente praticando un foro di scolo nel terminale inferiore, più o meno nel punto segnalato da Tullio stesso con un segno blue nella foto a destra. Meglio una macchia in più sul pavimento del garage che un tachimetro sottolio.

 

La sera a Tezze sul Brenta abbiamo festeggiato – insieme allo staff della carrozzeria GF – la fine dei lavori sulla Giulietta con una cena memorabile (grazie Annachiara🙂 ). Sabato mattina poi ci siamo ripassati per i saluti, proprio mentre si facevano le pulizie di primavera: guardate cosa è venuto fuori!

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Se non siete nati ieri al mondo del motorismo storico avete riconosciuto immediatamente il primo “reperto”: il muso di una Ferrari 246 Dino! Ma sono  Ferrari anche gli altri due: il pianale in fibra di vetro di una 356 GTB Daytona – di quelle che il Maestro Domenico convertì a Spyder negli anni ’80 – e i cassonetti aspirazione di una 512 BB.

 

E il mio tettuccio rigido? All’asciutto per fortuna. Eccolo, già in fondo epossidico dopo qualche leggero intervento di lattonatura. Per ora riposa sulla scocca di una Fiat 850 spider prima serie. Ve ne parlerò più avanti.

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Così, a Tezze sul Brenta ci tornerò ancora, e la cosa ovviamente non può che farmi piacere🙂

 

Back on her Shoes

12 giugno 2016

Breve video dell’arrivo della mia Giulietta all’Old factory Garage di Perugiaper il rimontaggio; a seguire una piccola galleria fotografica. Eccola: con la ciclistica – cerchi e gomme comprese – e la scatola sterzo già istallate alla Carrozzeria GF di Tezze, la bella è tornata sulle proprie scarpe🙂

Sui cerchi il lavoro di Moreno è ancora una volta inappuntabile: tinta azzeccata (e per l’AR003 argento azzurrato non c’è la ricetta: si va per approssimazione), uniformità e, soprattutto, nessuna traccia di morchia affiorata dal canale. Ci avete mai fatto caso? Eccoli nella prima foto in basso a sinistra:

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Con questa raccomandazione ci eravamo lasciati, dopo le prove colore, che però non ero riuscito a vedere applicato sui cerchi fino all’arrivo della macchina all’OFG. Ebbene sono esattamente come me li aspettavo.

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Nessun problema durante il trasporto, come ci conferma l’esausto guidatore; tutto bene tranne quella manciata di sabbia sbucata da chissà dove. Roba da non credere: macchina sabbiata nel lontano 2010, smontata e praticamente ricostruita, eppure da qualche parte si annida ancora la sabbia.

Giulietta-Spider-veloce-OFG_floors_01Giulietta-Spider-veloce-OFG_sand-on-floors_01Giulietta-Spider-veloce-OFG_sand-on-floorsSe volete un consiglio, NON FATELO: buttatevi sull’acqua a pressione, che magari costa qualcosa in più ma i vantaggi fanno assolutamente la differenza.

Non un graffio sulla vernice, che ovviamente va lucidata. Avevo chiesto a Moreno di lucidare solo porte e cofani e per il resto di lasciarla così com’era uscita dal forno: lo faremo verso la fine del rimontaggio, durante il quale, si sa, per quanto si possa stare attenti qualche segno è da mettere in conto.

Bon, ecco la gallerietta con giusto nove immagini fresche

Tra Villa d’Este e la Mille Miglia alla OFG sono stati parecchio indaffarati, per cui da quando è arrivata la giulietta non è che si sia potuto combinare gran che. Ma l’impianto elettrico è già là e in settimana arrivo io con altri scatoloni etichettati😀

Vi faccio sapere