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Mulini d’altura

15 Maggio 2022

“Da Mulini a Mulini” è l’intitolazione della scollinata domenicale organizzata dalla Scuderia Marche, con tanto di gara di regolarità, dall’esito per noi disastroso.

Performance davvero sbiadita la nostra, per cui sorvoliamo sulle classifiche e consoliamoci con la bellissima mattinata trascorsa a bordo delle nostre vetture, lungo un percorso di circa 70 km. Con partenza da Muccia, previa visita al mulino dei Da Varano, fino ai mulini di Visso e Fiume in alta montagna.

Bellissime le macchine, tra cui questa Lancia Aurelia B24 Convertibile del 1957, decisamente la regina della manifestazione, ma anche la più anziana e quindi favorita dal coefficiente, come del resto la nostra Giulietta, del 1960, che però hanno dovuto arrendersi entrambe dinanzi alla bravura dei Top Driver.

Tra i quali il mitico Giancarlo Paciaroni, che a 89 anni, con la sua Autobianchi A112 del 1981, tanto per cambiare ci ha stracciati tutti spaccando il centesimo praticamente su ogni presostato.

Vi lascio qualche immagine in galleria fotografica, piccola perché poche sono state le soste e quindi anche le occasioni per fare due scatti.

La prossima ci alleneremo per benino (ma come ci pensi…), oppure ci presenteremo con una De Dion Bouton di fine Ottocento: magari è il coefficiente giusto per noi 😀

Adrenalina Pura

8 Maggio 2022

E’ l’intitolazione del raduno interclub Alfa Romeo dedicato a vetture del biscione ante 1990, in programma questa domenica nelle Marche, tra Fermo e Macerata.

Organizzato da tre club marchigiani – Scuderia Marche di Macerata, La Manovella del fermano di Fermo e Antiche Ruote di Montrereale (Aq) – si tratta in realtà di una due giorni, con raduno il sabato pomeriggio, poi la domenica mattina esposizione delle vetture in Piazza del Popolo a Fermo e partenza verso Visso per un giro panoramico delle provincie di Fermo e Macerata, fino a Grottazzolina.

Si celebrano, in una, l’ormai veneranda età della Giulia, giunta al suo 60esimo compleanno, e quella della “giovanotta” Alfetta, che ne compie ben 50. Ecco un video del Museo Storico Alfa Romeo in occasione della manifestazione del 10 febbraio scorso dedicata ai due modelli.

E’ mancata la mia Giulietta, per un banalissimo disguido: avendo tutt’altro per la testa in questo periodo, mi è sfuggita la scadenza per l’iscrizione… peccato.

Ma ci rifaremo la settimana prossima. Per la mia spider la stagione inizia infatti domenica 15, con tanto di gara di regolarità.

Ve la racconto tra una settimana precisa.

Differenziale Sistemato

1 Maggio 2022

Tra i lavori rimasti indietro c’era una perdita olio al differenziale, diventata preoccupante a fine rodaggio. Finalmente alla Car2001 l’hanno sistemata.

Il problema non poteva essere più banale: un corteco – di concorrenza, peraltro di dimensioni discutibili – era andato schiacciato durante il rimontaggio dell’albero trasmissione. E’ stato sostituito con un pezzo originale da fondo magazzino: perdita olio risolta.

Ma la perdita era così copiosa che la fuoriuscita d’olio, oltre a imbrattare tutta la parte posteriore del sottoscocca – serbatoio benzina compreso – aveva portato a un rigonfiamento dei tubi telati della benzina.

Quindi, oltre a un’accurata pulizia della parte interessata, abbiamo deciso di sostituire quelle tubature con banalissimi tubi per benzina in neoprene, meno “filologici” ma più affidabili.

Come detto problema risolto: ora l’auto non perde olio né dalla coppa, né dal cambio e ora nemmeno dal differenziale. Insomma pavimento garage pulito come non mai.

Con l’occasione è stata rivista anche la carburazione e sostituito un getto su uno dei due Weber DCOE2. Ma l’auto, con quel suo motorino d’avviamento che ha sempre dato problemi, non si sarebbe mossa.

Se questa settimana sono riuscito a percorrere altri quasi 1000 km lo devo a Paolo, che mi ha prestato il suo Magneti Marelli MT40b. Il mio invece avrà bisogno di un indotto nuovo.

Perciò, se sapete dove posso trovarne uno (l’indotto, quello piccolo) lasciatemi due righe qua sotto.

Grazie e Buon 1° Maggio ai lavoratori e, perché no, pure ai fancazzisti 🙂

Appiedato a Pasqua

17 aprile 2022

I controlli al differenziale, che come detto perdeva un po’ troppo olio, ha preso più del previsto: così, niente scabriolettata pasquale.

Ma è questione di pochi giorni ancora e se non spuntano altre rogne (al motorino d’avviamento p.e., secondo dispositivo da controllare) in settimana la Giulietta potrebbe svegliarsi dal letargo invernale.

Colgo l’occasione per farvi gli auguri di buona Pasqua a tutti 😉

Simca 8 Sport Vendesi

3 aprile 2022

Marcia indietro sulla Simca: purtroppo la vita mi porta altrove e devo rinunciare al progetto: non avrei il tempo e forse nemmeno le sostanze per portarlo a termine.

Ecco com’era arrivata in garage nel febbraio 2016. L’esemplare, del 1951, è dotato del suo motore di primo equipaggiamento (matching numbers); nata di colore verde inglese, è stata riverniciata in verde chiaro. Si tratta di un progetto di restauro nuts & bolts, con qualche pezzo mancante che elenco sotto.

Dalla data dell’acquisto non ho combinato gran che: sono partito con lo smontaggio e ho iniziato a sverniciare le parti della carrozzeria in alluminio (tetto, porte e cofano anteriore, in acciaio, andranno sabbiate).

Nel procedere mi sono preso cura di documentare con fotografie le varie fasi dello smontaggio – che però non è andato molto avanti – in modo da agevolare poi il rimontaggio. Lascio qualche scatto nella galleria sotto: l’acquirente riceverà il dossier completo.

Come detto, c’erano dei pezzi mancanti, tra i quali qualcuno l’ho acquistato nel corso degli anni e sono inclusi nella vendita (come p.e. il portatarga posteriore, levavetri e in parte la luce targa, infine l’orologio):

Rimangono da reperire alcune parti che, a eccezione delle ghiere fari, si trovano abbastanza facilmente. Le elenco qui in seguito e aggiungo i link agli artigiani che producono riproduzioni conformi:

I paraurti. Li produce la Classic Parechocs francese, in acciaio inossidabile e vengono 2000 euro e rotti la coppia.

I Coprimozzi si trovano su ebay. In realtà non li ho mai presi in considerazione perché avevo in mente di montare Borrani a raggi. Ma si trovano.

La Gliglia anteriore. Conosco un artigiano francese che ne produce una replica, ma vi devo il link. In ogni caso, non è un pezzo di difficile fattura.

Rimangono da trovare le ghiere fari, dopo di che potrebbe dirsi un progetto completo. Purtroppo, come detto, non ho il tempo di starci dietro.

Lo stato generale della vettura è buono, anche se, avendo subito un piccolo urto frontale, il muso in alluminio avrà bisogno di qualche intervento di riparazione. Gli interni originali sono ovviamente da rifare, ma ho conservato ogni cosa (rivestimento sportelli, moquete, tappezzeria sedili) in modo da rifarla identica all’originale. I telai sedili sono ottimi.

La meccanica non presenta problemi di sorta, essendo interamente derivata FIAT.

Il risultato ottenibile con un restauro a regola d’arte – almeno a giudicare dalla sua gemella più fortunata qua sotto – mi fa decisamente rimpiangere la decisione presa, ma diciamo che saprò rassegnarmi.

L’auto è annunciata su Subito.it, con richiesta di Euro 29.000, molto trattabile. Trattabilità a parte, ho subito capito che è un po’ troppo. Diciamo che intanto posso scontare, calcolatrice alla mano, l’ammonto corrispondente ai pezzi mancanti. Con i soli paraurti, dunque, siamo già a 26.500.

E non basta, per cui direi che 25k possono essere una base più realistica per avviare una trattativa.

Se interessati, lasciatemi due righe qua sotto.

Mendoza 2.0

27 marzo 2022

Bentrovati cari amici. Sono rientrato da pochi giorni da Mendoza, che ritengo una delle più belle città dell’Argentina – e non solo! – dove conto di tornarci presto.

Non è la prima volta che ve ne parlo, perché ci vuole davvero poco a innamorarsene; e così ogni volta che ci capito è per me sempre più difficile girare i tacchi. Figurarsi poi se proprio all’aeroporto ti si presentano in parata le auto del Rally de las Bodegas pronte alla partenza.

Ve ne lascio qualche immagine e un video. Poi vi mostro uno dei luoghi più incantevoli che ho visitato in questo viaggio: Casa Vigil. Se un giorno capitate da quelle parti, non potete non visitarla; se poi siete come me amanti della buona cucina e dei vini di alta gamma, il vostro itinerario dovrebbe partire proprio da lì 🙂

Pochi scatti presi al volo, ma le auto erano circa 80. E che auto! Ecco un bel video:

Veniamo alla pausa pranzo, in casa Vigil, come anticipato. Alejandro Vigil è un personaggio poliedrico: ingegnere agronomo, enologo, imprenditore. Ma è soprattutto persona di grande sensibilità, che si interessa di arte e letteratura; e devo dire che basta un giro nella sua casa-cantina-risto per sentirsi immersi in un ambiente tra il magico e il geniale, dove il vino è una filosofia come forma di vita.

Tra parentesi (ma andrebbe detto anzitutto) è stato il primo in Argentina a ottenere gli ambitissimi 100 pt. Parker con il suo Gran Enemigo Gualtallary Single Vineyard 2013, traguardo poi replicato nel 2016 con il Catena Zapata Adrianna Vineyard River Stones Malbec, essendo anche capo enologo della Catena Zapata appunto – produttore pioniere in quell’area, cui sono particolarmente affezionato perché mio padre – quando veniva a svernare qui in Italia – mi portava ogni anno una bottiglia del loro ottimo Malbec Angelica Zapata.

E anche quest’anno me ne sono concesso una bottiglia, in memoriam. A casa Vigil invece ho avuto modo di assaggiare tres Grandes Enemigos (tutti del 2017) e in particolare con il Gualtallary e con El Cepillo vi assicuro che siamo nell’olimpo dell’enologia, tra sensazioni che solo la Borgogna, con i suoi grand e premier cru, è in grado di regalare. E come sapete, non sono uno che parla per sentito dire 😛

La cosa incredibile è che siamo in Sudamerica, in Argentina: eppure, provare per credere! Ma veniamo al tour per immagini di questo luogo magico ad appena 50 km della Città.

Ebbene anche se da queste parti direi che più che vini da sogno ci tocca mandare giù degli ansiolitici pur di conciliare il sonno, provo comunque ad augurarvelo cari amici: buona vita!

A domenica prossima.

Lavori in corso

28 febbraio 2022

Cari amici mi scuso per la lunga assenza, ma come potete immaginare sono tempi duri e ho avuto un bel po’ di problemi che non vi sto a dire.

E non è finita. Sono in partenza, verso l’Argentina per questioni di famiglia, ma anche per un tour, diciamo così, immobiliarista, in un posto che conoscete già: Mendoza.

Ho deciso che no ho abbastanza di questo paese, della gentaglia che lo governa e di quella massa di pecoroni che segue la carota rinculando a carponi, e poi si lamentano di ritrovarsela conficcata in quel posto.

Sarò fuori tre settimane. Intanto lascio la Giulietta alla Car2001 per far sistemare un paio di cose che hanno smesso di funzionare, tra le quali l’accensione, e non a caso è sul camion. E con l’occasione: tagliandone.

Al mio rientro vi farò un resoconto dei lavori. Ho visto che avete inserito alcuni commenti e vi chiedo scusa fin da ora se non riuscirò a rispondere a tutti.

Vi lascio un caro saluto, con l’augurio di ritrovarvi tutti ancora qui, umani, quadrupedi, uccelli e piante, che da qualche giorno pare non sia cosa scontata :-/

A presto.

Due gocce d’acqua

6 febbraio 2022

Vero: non c’è una Giulietta esattamente uguale all’altra. Eppure, a quanto pare, ci sarà un’altra Spider con il musetto identico a quello della mia: grazie Domenico!

Lo riconoscete? E’ proprio il mascherone costruito nel 2014 dal maestro Domenico Facchinello della Carrozzeria GF di Tezze sul Brenta per sagomare il frontale haute Couture della mia giulietta. Ecco una foto durante la lavorazione.

Come mai torniamo sull’argomento? Lo facciamo – e ben volentieri – perché oltre a essere un’occasione per ricordare la figura di un grande maestro, si dà il caso che quella dima sia di nuovo la base per sagomare un altro frontale, non a Tezze bensì alla Car 2001 di San Severino Marche.

E come ci è arrivato? Per via della Spider che vedete sopra: una Veloce (tenetevi forte) del 1957 da sempre italiana! Bisognosa di un nuovo frontale e in tempi rapidi, i ragazzi della Car 2001 hanno fatto il solito giro di telefonate ma nessun frontale era disponibile: quello di Bergia, sentito non a caso in prima battuta, si sarebbe comunque fatto aspettare. Che fare? Sfogliando questo blog però si sono fatta venire un’idea e mi hanno contattato.

Detto fatto, ho telefonato subito a Annachiara e Luciano, i quali si sono mostrati disponibilissimi a spedire il mascherone nelle Marche per il tempo necessario alla lavorazione del lamierato, che come vedete è già sotto i ferri. A loro un grazie di cuore e la riconferma di tutta la mia stima: sono gesti come questi che ci ricordano che la nostra è, anzitutto, una comunità di appassionati.

Colgo perciò l’occasione per lanciare un appello a loro favore. Alle prese con una Sprint del 1957, Annachiara e Luciano stanno cercando una dima per sagomare il bordo parafango posteriore per quel modello. Oppure una Sprint di quell’anno in zona (veneto e dintorni) su cui copiare curva e labbro.

Se siete in condizioni di dare un contributo in tal senso lasciate un messaggio qua sotto oppure contattate direttamente gli interessati.

Grazie e a presto.

Autovelox all’italiana

30 gennaio 2022

Un affare di 2 miliardi di euro l’anno bello nascosto tra le pieghe della sacrosanta sicurezza stradale. Una truffa a volte nemmeno tanto “legalizzata”, tant’è che negli ultimi anni 146 comuni e 367 funzionari pubblici sono finiti davanti al giudice.

Questa la punta dell’iceberg, la squallida storia di veri e propri delinquenti in divisa, dediti a taroccare gli strumenti di rilevazione, a inventarsi violazioni inesistenti, a vessare i cittadini con verbali illegittimi, da Brescia a Salerno.

Sappiamo tuttavia che a preoccupare le associazioni dei consumatori, a impegnare gli operatori di giustizia alle prese con piogge di ricorsi, e non da ultimo a far incazzare il cittadino automobilista – com’è noto già abbondantemente tartassato – non è tanto l’iniziativa sfacciatamente truffaldina di qualche mela marcia, bensì la malapratica capillarmente diffusa in Italia dell’uso improprio degli strumenti di rilevazione, non ai fini di incrementare la sicurezza stradale, nemmeno come meri strumenti di repressione, ma prosaicamente per fare cassa. In una parola, l’autovelox all’italiana.

Il problema è complesso. Basti dire che la distinzione appena tracciata – complice una legislazione frammentaria – è tutt’altro che chiara ed ha anzi svariati gradienti, che vanno dal penalmente rilevante, come sopra, all’eticamente discutibile, passando, come vedremo, per il politicamente idiota. E’ di quest’ultimo aspetto che ci occuperemo in questo post, e lo faremo esaminando un caso recente quanto emblematico, quello della Strada Statale 77 Val di Chienti in provincia di Macerata, Marche.

Lasciamo dunque ai nostri legali il compito di valutare di volta in volta se fare o meno ricorso (Ma mi raccomando: facciamolo!). Affidiamo agli esperti in materia le discussioni sulle condizioni di utilizzo e delle apparecchiature e delle risorse umane, sulla destinazione dei ricavi e quant’altro; sorvoliamo sulle diatribe lessicali su “approvazione” e “omologazione”; ignoriamo tranquillamente i cavilli e controcavilli legali su cui si discute e ci si scorna da anni senza cavare un ragno dal buco.

Veniamo al punto invece, perché al di là degli aspetti giuridici della questione, ci vuole davvero una miopia politica senza precedenti per non capire come quell’uso irresponsabile e spregiudicato dell’autovelox – a dispetto dei lauti eppure mai sufficienti introiti che procura alle casse comunali – possa rivelarsi invece, alla lunga, un vero e proprio boomerang per l’economia di un intero territorio.

Miopia? Cecità, nel caso specifico. Perché si sa, ci ostiniamo a non voler imparare nulla dalla storia, ma un occhio a quanto è capitato al vicino l’altro ieri, ce lo vogliamo buttare? Di fatto il precedente c’è: è già successo insomma, nemmeno tanto tempo addietro, nella Riviera di Ulisse: in 4 anni, tra il 2015 e il 2019, da quelle parti l’autovelox all’italiana è riuscito a mettere in fuga quasi il 60% dei turisti.

RIVIERA DI ULISSE ADDIO, TURISTI IN FUGA PER RAFFICHE DI MULTE DA MONDRAGONE, CELLOLE E MINTURNO

Sono centinaia di migliaia i turisti e villeggianti che negli ultimi anni hanno dato l’addio a rinomate perle della Costa di Ulisse come Formia, Gaeta, Sperlonga.
Il Rapporto Eures mette nero su bianco i numeri della debacle nel comparto turistico, settore un tempo trainante per l’intera economia pontina. Da 2013 al 2018 si registra infatti un netto tracollo nelle presenze, pari al 26,7%, ed una brusca flessione negli arrivi (-7,7%). Il calo riguarda anche i turisti stranieri nell’ultimo anno (-8,1%) come pure le loro presenze (-4,6%). Un dato ancor più più marcato in rapporto a 4 anni prima (-58,8% nelle presenze e -20,9% negli arrivi di turisti dall’estero). E tutto questo, a danno degli imprenditori turistici locali, che vedono vanificati i loro sforzi, pur avendo investito per creare nuovi posti letto nelle strutture alberghiere (+ 0,6%) e in quelle complementari (+ 3,3).

Bene, anzi male, malissimo. Dal 2019 veniamo all’oggi; dalla costa dove Ulisse si lasciò irretire dalla maga Circe spostiamoci in montagna, nelle Marche, sui Monti azzurri cantati da Leopardi, dove la Sibilla vaticinava futuro e destino.

Ebbene, diradate le suggestive nebbie del mito, cosa ci troviamo? Troviamo un territorio devastato da due calamità naturali: il terremoto del 2016 e la pandemia ancora in corso; una ricostruzione sbandierata e mai partita, quindi una crisi del sistema produttivo senza precedenti; un tessuto sociale in piena disgregazione.

“Le difficoltà del sistema produttivo del cratere” afferma il segretario Cna Marche Otello Gregorini pregiudicano la tenuta del tessuto sociale, con un lento spopolamento di aree che rischiano di non riprendersi più. Particolarmente inquietante la chiusura di tante imprese dei servizi di prossimità, piccoli negozi, edicole, bar che non erano solo attività economiche, ma anche centri di aggregazione e di socialità“.

Se poi finalmente da quelle vette scendiamo a valle, troviamo la Strada Statale 77 Val di Chienti, scenario del nostro caso studio. Beninteso non è da ieri che lungo quella strada avvengono regolarmente “agguati” pianificati in nome della sacrosanta lotta per la sicurezza stradale.

Senza arretrate più di tanto – ché torneremmo tra le nebbie, del tempo stavolta – diciamo che da quelle parti, già nel 2015, dall’indignazione popolare si era passati a forme di denuncia e a iniziative di resistenza – certo, a quanto pare poco efficaci, tant’è che i segni di quel che allora poté apparire un accanimento non più tollerabile si sarebbero poi palesati, con tempistica non certo felice, l’indomani del terremoto.

Possibile?! Mah, sarà stata una svista: sono cose che, in un periodo di riorganizzazione, possono capitare. Proprio nel 2015 infatti, alcuni dei comuni del cratere sismico (15 all’inizio) si riunivano nella Unione Montana dei Monti Azzurri [UMMA]. L’Unione, che come da Statuto “ispira la propria azione ai principi di sussidiarietà, adeguatezza e solidarietà, si sarebbe impegnata nella “tutela e valorizzazione dei territori montani e [nel]la programmazione dello sviluppo sociale ed economico della comunità locali”. Non solo. di lì a poco, nel 2018, si sarebbe dotata di un proprio corpo di Polizia locale, ponendo fine alla diffusa malapratica dell’autovelox all’italiana nell’area.

Ed è così che è andata: l’autovelox è finalmente sparito: al suo posto è comparso il Telelaser. Per il resto, tutto come prima. Tanto per cambiare, si cambia per non cambiare nulla o per fare, se possibile, ancora peggio. A cancellare con la mano sinistra quel che fa con la destra ci riesce benissimo, l’Unione, affidando alla propria polizia locale il compito di raggiungere vette mai attinte – se non altro in termini qualitativi – da nessun’altra amministrazione comunale italiana, per quanto ottusamente vorace se ne possa immaginare la gestione.

Siamo alla fine del 2020, in mezzo alla seconda calamità: la sindemia globale da covid-19. Le misure di contrasto (si fa per dire) del governo dei peggiori su succedono a raffica ad avvelenare l’atmosfera natalizia, strozzando ulteriormente le attività commerciali nell’area, come detto già in grave difficoltà; a completare il quadro si annuncia la stangata di gennaio sull’energia. Potrebbe bastare, ma volete che non ci sia la ciliegina sulla torta?

(Photo credit should read JOSEPH EID/AFP/Getty Images)

Ci pensano i nostri montanari in divisa, stemma e gonfalone, che in tempi di magra s’inventano una strategia infallibile, tra l’orso furbo (che il salmone preferisce pescarlo nelle secche, mica nelle rapide) e lo sciacallo famelico (che per diventare invisibile all’olfatto della preda è pure capace di sguazzare tra carcasse ed escrementi di foca).

Eccoli, i nostri si appostano – sempre sulla SS77, all’altezza di Belforte del Chienti e armati dei nuovissimi bancomat d’assalto – non nei tratti dove gli automobilisti sfrecciano ad alta velocità e il pericolo c’è ed è concreto, ma nei restringimenti di carreggiata causa cantiere, piazzando il limite di 40 all’ora – e giù tutto un fioccare di contravvenzioni, a centinaia, comminate agli spericolati conducenti colpevoli di essersi spinti addirittura i 46, 48 e oltre K/h!

Rigore, prevenzione, senso del dovere? Macché, semplicemente, roba “da banditi“, tuona ancora l’ex assessore Torresi, fondatore di un gruppo facebuk e figura in prima linea conto questo genere di abusi (Cronache Maceratesi):

E siccome lì, a 40, il pericolo non c’è affatto, per non farci mancare nulla le occasioni di pericolo le creano loro stessi, i controllori:

Si potrebbe andare avanti, ma direi che ormai ci siamo. La Polizia locale dell’Unione Montana dei Monti Azzurri si candida dunque all’infelice primato nazionale nell’esercizio della truffa legalizzata a mezzo autovelox (o telelaser). E ciò non tanto per il “coraggio” in materia di innovazione:

Nemmeno per le modalità sciagurate di messa in opera dei controlli (secondo una forzarura delle norme che scivola facilmente nell’ambito della “ineffettività antinomica” [ottiene esattamente il contrario di ciò che, almeno in teoria, ci si poteva attendere come risultato]), ma per le ragioni di contesto cui si accennava sopra, che sono ragioni non di ordine pubblico o di sicurezza, ma socio-politiche.

Mettere in atto – spacciandolo per un “servizio” – un programma di vessazione sistematica del cittadino-automobilista; infierire contro una popolazione allo stremo, senza peraltro uno straccio di valutazione sull’impatto a medio e lungo termine di tale prassi sulla comunità tutta e sull’economia, è qualcosa che ci auguravamo di trovare in qualche scenario distopico da commedia trash americana, dove l’ottusità e la sciatteria vengono elevati a paradigmi dell’azione politica. E invece no: la realtà supera ancora una volta la fantasia.

Inutile prendersela con gli agenti, semplici esecutori materiali: dietro ci sono decisioni politiche quanto meno malaccorte, che hanno finito col delegare a un carrozzone guidato da funzionari e burocrati ciò che dovrebbe essere compito precipuo di ciascun amministratore: la cura del bene pubblico. E qualcuno, tutt’a un tratto, se n’è accorto.

Eccolo. No, non è un testimonial della Proraso, simpaticissimo in ogni caso 🙂 è il primo cittadino di Belforte del Chienti, Alessio Vita, e anche il primo sindaco a staccarsi dal “servizio convenzionato di Polizia Locale dell’Unione Montana dei Monti Azzurri”. A stretto giro, il comune di Caldarola ha seguito l’esempio. La goccia che ha fatto traboccare il vaso? Fra le tante differenze bla bla bla la raffica di multe consegnate tra Natale e capodanno, a oscurare il danno con la beffa. La misura è colma.

Meno due. E speriamo che nei tempi a venire i rimanenti comuni aderenti valutino attentamente se sia o meno il caso di porre un freno oppure scendere anche loro dal carrozzone. Se ciò non avverrà, la prossima mossa dovremo farla noi, comuni cittadini vessati, ognuno per conto proprio al tempo di rieleggere i nostri amministratori.

Un’idea di qualcosa da fare nel frattempo però io ce l’ho: ve ne parlo appena arriva l’esito del ricorso 🙂

Presto di nuovo on-line

16 gennaio 2022

Cari amici, rientro proprio oggi dalle mie vacanze – sacrosante nonostante tutto e tutti – e accendo il PC giusto per dirvi che dalla settimana prossima sarò di nuovo sul pezzo.

Tutto bene, anzi benissimo. Panorami mozzafiato, ottima enogastronomia, quindi tante foto scattate sia al paesaggio che al piatto. Con l’aggiunta di un paio di scatti non voluti, eseguiti da fotografi in divisa mentre transitavo in superstrada a 48 km/h.

E’ proprio di questo che parleremo domenica prossima: dell’autovelox all’italiana. Quindi a presto e mi raccomando, guidate con prudenza: siamo gentleman driver, mica caporali 🙂