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Poker di Spiaggette nelle Marche

17 febbraio 2019

Vederne una è cosa simpatica quanto rara, trovarsene davanti ben quattro ha dell’eccezionale, tanto più se una di loro smentisce il preteso esemplare unico superstite. Mi è capitato l’altro giorno mentre curiosavo tra i reparti restauro della Car 2001 di San Severino Marche.

No, non è la mitica Eden Roc dell’Avvocato, anche se costruita sullo stesso pianale, quello della 600 Multipla. Questa qui non si richiama di certo agli eleganti particolari della Riva Aquarama ed è chiusa come una serra, con tanto di porte e tetto in plexiglas (o perspex).

E’ forse sorella (se non la stessa) di quella esposta a Padova nel 2017 e con ogni probabilità erano destinate a far fare il giro della fabbrica a clienti di un certo tipo: di inverno s’intende, perché di spiaggetta non ha nulla, anzi. Lo è invece la 750 in livrea Coca cola, con tanto di bottiglione ‘n coppa.

Come lo è del resto, di nome e di fatto, questa Spiaggetta (Shellette per il mercato estero) di Michelotti su telaio Fiat 850, costruita in soli 80 esemplari e che conta, tra i suoi stimatori illustri, il noto designer francese Philippe Starck.

E sempre di Michelotti (questa volta per  Fissore) è il pezzo più ghiotto: un rarissimo esemplare di Multipla Marinella. Quante ne siano state costruite non è dato sapere, ma un blogger inglese, probabilmente meglio informato di me, qualche anno fa si meravigliava di poter fotografare, al Goodwood Festival of Speed in UK, quello che credeva fosse l’unico esemplare rimasto.

Ebbene non è così. Quello sotto gli occhi del nostro blogger (foto sotto a Dx) era l’esemplare chassis n. 027025 del 1958 e fu battuto dalla Bonhams a Montecarlo nel 2003, all’irrisoria (col senno di poi) cifra di € 34,500. Sappiamo però che l’anno precedente al salone di Torino (foto sotto a Sx) era stato presentato un prototipo molto simile, diverso solo nel muso e nelle rifiniture interne ma sempre a tetto aperto (anzi inesistente) anch’esso battuto dalla stessa casa d’aste nel 2005.

Un terzo sopravvissuto, praticamente identico al prototipo del ’57, ma verniciato di un giallo improponibile che però a quanto pare piaceva alla principessa Ira Fürstenberg, che lo volle così e lo adibì a pollaio 🙂 nella sua villa a Porto Rotondo (e infatti conserva le sua targhe originali CA), fu venduto qualche anno fa da Franco Lembo, il quale azzardava. “Only 2 of these incredible cars are believed to remain”.

E invece no: ecco che spunta il quarto!

Molto simile all’esemplare del 1958, persino nella scelta cromatica. Con lievi differenze, va da sé, tanto si sa, erano costruiti su ordinazione. Ma l’unico, forse, con un tetto sulla capoccia. Qualche particolare cromato manca all’appello, ma in compenso spuntano due mezzi paraurti in legno, più funzionali ad attutire l’impatto visivo del “muso lungo”, visto che a differenza del senza tetto di cui sopra qui in basso non c’è rastrematura. Per il resto, sono quasi due gocce d’acqua.

Ma voi direte… cosa ci azzeccano? Presto detto, come già nel caso della Cisitalia Abarth 850 Allemano, mi è andata ancora buca con l’acquisto di un’altra rarità Made in Argentina: il post è dunque un modo di elaborare la delusione. Ancora una Cisitalia, più poveretta dello Scorpione rosso però: una Weekend Bellavista Furgoncino, molto simile alla 600 DM Furgone di Coriasco del 1961, a parte la bombatura del tetto sul vano anteriore e la fanaleria protrusa.

Non precisamente quella in foto ma identica e a un prezzo molto invitante, ma ancora una volta senza i documenti in regola per l’esportazione. Certo, molto ‘marinara’ non è, ma a me che non piace l’acqua, né dolce né salata, avrebbe fatto molto più comodo. Peccato.

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Spider veloce da restauro in Croazia

10 febbraio 2019

Progetto di restauro mai decollato in cerca di una seconda possibilità, ovvero di un appassionato deciso a rimboccarsi le maniche per riportare questa Spider Veloce 101 allo splendore di una volta. Del resto, non dovrebbe trattarsi di un’impresa titanica, anzi: l’auto è completa, i fondi non sono male.

Seconda serie AR 1495 F 11356 nata nel 1960, americana – come l’occhio accorto avrà intuito – vissuta in Colorado e poi scesa a sud, nel Texas. E’ tornata di recente in Europa, più precisamente in Croazia, a Varaždin. Gli oneri doganali sono stati già pagati, per cui si tratta di agganciare il rimorchio, farsi qualche ora di strada, sganciare gli schei e riportarsela a casa.

Certo, 47.500 eurini non sono pochi, ma è su per giù la cifra richiesta per autentici colabrodo. Questo invece è un esemplare mai restaurato e tenuto all’asciutto o giù di lì, per cui il ridotto monte ore di lattonatura richiesto potrebbe fare la differenza. Per non dire poi di certa minuteria che, se assente, voce su voce porta il preventivo alle stelle che nemmeno te ne accorgi. Metti quel volante senza crepe con pulsante intatto e il cipollone con tanto di stemma originale… beh, a casa mia sono già 2k euro!

Sì ok, ma il motore? E la trasmissione? Ci sono entrambi (anche se non è dato sapere se si tratta di pezzi di primo equipaggiamento, ma scommetterei di sì). In pratica, è l’unico intervento effettuato in vista del restauro, cioè lo smontaggio del gruppo propulsore. Per il resto, l’auto risulta unmolested, il che è un altro bel vantaggio: mai comprare auto d’epoca in scatole! Ecco il cuore, completo di gruppo aspirazione.

E con la trasmissione un bel po’ di pezzi originali già smontati, tra cui entrambi i sedili, il cassonetto filtro aria, la staffa trasmissione etc., persino un filtro regolatore Fispa FRB-11. Eccoli in galleria:

Insomma un bel progetto di restauro per chi vuol fare da sé curando ogni particolare per ottenere il massimo. Caso contrario, gioverà sapere che il venditore – persona affidabile e ben nota nella comunità di alfisti senza frontiere – offre anche la possibilità di consegnare l’esemplare restaurato.

Se interessati fatemi sapere e vi metto in contatto.

 

Riesumata SZ coda tonda

3 febbraio 2019

Più che barn find, ritrovamento archeologico! Sepolta dal ’95 in un garage sotterraneo torinese – rimasto inaccessibile, pare, a causa della rottura di un ascensore – questa SZ del 1962, impeccabilmente conservata, rivede la luce lo scorso novembre e va subito all’asta, spuntando la bellezza di 567k Euro.

Se la aggiudica la Silvauto, che la mette subito in inventario e intanto la sfoggia ad Automotoretrò per la gioia dei tanti visitatori col biscione nel sangue: diciamocelo, in quanti hanno mai visto una SZ (auto destinata alla pista, quindi spesso e volentieri quanto meno rimaneggiata) veramente ‘conservata’, con addirittura la tappezzeria in vipla di fabbrica?

 

La fortunata superstite porta incisi 101.26 00101 sul telaio e 00120 01538 sul monoblocco motore. E’ appartenuta a Osvaldo Avalle, appassionato del marchio e titolare di officina, figlio del pilota Mario, vincitore della MM del 1947 nella classe S750. Scomparso di recente senza lasciare disposizioni testamentarie, i suoi beni finisco all’asta, compresa la creatura sepolta, che viene appunto ritrovata durante il censimento del lascito.  

La bella addormentata passa dunque bruscamente da un letargo durato quasi 25 anni al frenetico trambusto imposto dalla corsa contro il tempo per essere presente in fiera: estratta al termine di un’operazione degna di una rapina al caveau (albero abbattuto, montacarichi tagliato, sollevamento con carro gru), riesce a bypassare l’iter burocratico di consegna (che di solito prevede una decina di giorni dall’acquisto in asta) e in men che non si dica riceve il suo primo bagno di folla al Lingotto.

E qualcosa ci dice che non sarà l’ultimo. Con Retromobile alle porte, la prossima vetrina per questo esemplare eccezionale sarà con ogni probabilità parigina.

Inutile aggiungere altre foto: è la ‘notizia del giorno’, per cui le troverete un po’ ovunque. Dal tempestivo articolo di Ruoteclassiche,  a quello di FormulaPassion.it, ricco di immagini, al sempre attento Classic Virus, che data l’eccezionalità dell’evento pubblica un bel post di Domenica, la cui conclusione non possiamo non condividere: “the thruth is that such a car would have deserved to return to his home in Arese”.

 

 

 

 

 

Interludio francese

20 gennaio 2019

Ogni tanto qualcuno mi chiede: “…e la Simca”? L’ho detto, che qui non ne avrei parlato. E così ho fatto: da quando confessai il peccato, ormai quasi tre anni fa, l’ho lasciata in un angolo a prendere ancora polvere, senza mai fiatare. Perché la francesina non è né spider né veloce. Soprattutto, non è un’Alfa.

Ma è pur sempre una creatura dell’immenso Giovan Battista aka Pinin Farina e a me piace non vi dico quanto. Per cui ecco – in attesa delle targhe per la Giulietta -, una spolverata glie l’ho data (anzi, l’ho sverniciata o giù di lì) e mi sono anche imbarcato nell’impresa disperata di trovare qualche ricambio, intanto arrivato. E allora ci sta: molto di tanto in tanto, un’occhiata gliela possiamo dare, per soddisfare i curiosi e far contenta la moglie, che mi accusa di discriminare questa bella coupé 🙂

Eccola, spelacchiata quanto basta: tetto e porte sono in acciaio e andranno sabbiate insieme al telaio. Non vi dico che fatica! Perché sopra la vernice originale, verde inglese, ci avevano applicato uno strato di verde chiaro dannatamente tenace. Eppure la Simca sa ripagarti, perché per smontarla, certo, ne sudi altre sette di camice, ma ne vale la pena: è un vero piacere.

E’ la cosa che più mi piace: smontare, toccare con mano e vedere come sono state fatte le cose. E in questo caso non puoi che rimanere affascinato. Perché la cura dei dettagli è assolutamente spasmodica. Salvo qualche particolare (v. sotto) non ci sono cromature: è tutto alluminio e acciaio inox, e ogni cosa, anche la più piccola, è punzonata col numero della vettura. Il che spiega perché ne hanno fatte così poche: se il prezzo al tempo superava quello di una Jaguar XK120, i costi di produzione probabilmente sforavano qualsiasi previsione. Di fatto, tra il ’49 e il ’53 ne furono prodotte solo 173, di cui 108 cabrio e 65 coupé. E di queste, quante ne saranno rimaste?

Poche, pochissime. Ecco, un’altra cosa che ho fatto è iscrivermi al forum Simcaworld, dove ho aperto un thread: ci posto di tanto in tanto qualche foto e cerco delle dritte dagli appassionati del marchio. Così sono stato subito contattato da uno degli amministratori, Philippe Chabassière, il quale mi ha gentilmente inviato le tabelle con i dati di produzione. Non solo: con la prima (sopra) mi è arrivata una cartina, datata al 2018, con tanto di localizzazione geografica di tutte le Simca 8 suprestiti, circa 325.

Di queste, le coupé arrivate intere fino ai nostri giorni si aggirano, ottimisticamente, intorno alla quarantina. In Italia ne sono sbarcate tre, solo una sul “continente”, anzi due: la prima la conosco: si tratta di una cabrio blue restaurata, molto bella e completa. La seconda è la mia, brutta e incompleta.

Ma un po’ alla volta tornerà tutta insieme. Intanto ho trovato, oltre alla scritta che sormonta la luce targa (ancora mancante), le maniglie interne per la porta destra e il maniglione bagagliera.

Ancora più difficile da reperire, ma soprattutto da riprodurre con il materiale suo proprio – l’acciaio inox appunto – la cornice della luce targa che vedete qui sotto fare le prime prove, ampiamente superate.

Infine un ritrovamento che ha del miracoloso: l’orologio da cruscotto, originale il va sans dire, anche se fermo anche lui da un bel pezzo, scovato sul sito Leboncoin a una cifra irrisoria e subito preso.

Impossibile non cogliere l’aspetto simbolico del ritrovamento! A quanto pare, per questo vecchio rottame il tempo riprende a scorrere: è il momento si metterci le mani seriamente. E per quanto questa primavera sarò più impegnato a guidare che a lavorare, non appena in garage si scioglieranno i ghiacci laverò il mio set di chiavi e finirò di smontarla. Dopo di che sabbiatura (già prepagata, anzi, barattata), banco di controllo e tutto il resto, finché non sarà degna di mostrarsi accanto alla Giulietta.

Per i curiosi di Simca 8 Sport, appuntamento fra circa tre anni 🙂

GTs Parts. Vol. II: Coachworks

13 gennaio 2019

Come anticipato la settimana scorsa, ecco il secondo volume del Catalogo Parti di Ricambio in inglese (Coachworks = Carrozzerie) per i vari modelli GT, tra cui il più ghiotto è senza dubbio quel mostro che va sotto la sigla GTA.

Si tratta del Catalogo contrassegnato come Pubblicazione n° 1313, stampato a dicembre 1967 in 2700 Copie. Le pagine sono in totale 511 e contiene 186 tavole, con esplosi di tutti i particolari di Meccanica, impiantistica e carrozzerie. Il presente volume in PDF copre da pp. 320 a 511 ed è suddiviso in 6 files.

L’opera è dunque completa e disponibile alla solita pagina DOCS.

Approfittatene!

 

GT GTV GTC GTA Spare Parts Catalog

6 gennaio 2019

Incoraggiati dal dato statistico (gli alfisti amano documentarsi) incominciamo il 2019 col rimpolpare il nostro database di manualistica Alfa Romeo. Ho appena passato allo scanner la versione in inglese del Catalogo delle parti di ricambio dei modelli che vedete bellamente sbandierati nel titolo.

La fonte non poteva essere più adatta allo scopo: il catalogo infatti non ha mai visto un’officina, quindi niente impronte bisunte, pagine spiegazzate o strappate; anzi è completo al 100% e in condizioni pari al nuovo. L’ho digitalizzato a 240 dpi e intanto caricato la prima parte, Mechanical and Electrical units. Ben 319 pp. suddivise in 9 files.

Lo trovate pronto per il download alla solita pagina DOCS.

Il resto domenica prossima.

Il 2018 in cifre

31 dicembre 2018

C’era una volta il rapporto annuale di WP: ora tocca farselo da soli. Ebbene ecco in estrema sintesi il 2018 in cifre. Ci hanno visitati in tanti, circa 83.000, prevalentemente dall’Italia, USA, Germania e Francia. Ma ci seguono anche da posti inimmaginabili come l’Alaska, la Tanzania o la Siberia!

I fedelissimi sono sulla carta 247, ma in realtà quel contatore ogni tanto si ferma e finché non svuoto la cache non riparte, per cui a conti fatti, anzi a occhio e croce, siamo mooooolti di più 🙂

Quest’anno ho pubblicato 42 post, che hanno ricevuto 123 commenti e 23 likes.

Le pagine più visitate – oltre alla Home – sono, nell’ordine: DOCS, Cars & Parts (segno che l’alfista va sul concreto), ma anche i post relativi a tappezzeria e interni e – chi l’avrebbe mai detto – quel tutorial sul restauro del Crick Battaini dell’ormai lontano 2013.

A mandarci la stragrande maggioranza dei visitatori è ovviamente Google, ma funzionano bene anche i miei video su Youtube.

Le parole più cliccate sono: Giulietta spider pianale, Spider veloce, Giulietta spider vano motore, Spidervelocesedili giulietta spider 1956 (beato lui), scatola sterzo zf alfa spider etc. etc.

 

Insomma, senza stare a farla tanto lunga, il Blog si conferma anche quest’anno una piazza virtuale che attira numerosi appassionati della nostra beneamata Giulietta un po’ da tutto il mondo. E il 2019? Sarà pieno di materiale nuovo: non più la casa di cura per questo esemplare redivivo, ma una vetrina per le sue scorribande con a bordo il sottoscritto 🙂

Quindi stay tuned. Auguri di un felice anno nuovo a tutti!

 

Buon Natale 2018

23 dicembre 2018

Cari amici auguroni di buone feste! Come da copione, a Natale siamo tutti più buoni, ma tutta sta bontà potrebbe durare giusto il tempo di mandare giù il cenone, perché il 2019, che doveva portare importanti novità per il mondo delle auto d’epoca, pare entrerà all’insegna di un desolante Nihil sub sole novi.

Oppure peggio, con delle sorpresine targate gialloverde, di segno opposto alle mostre ottimistiche previsioni. Ma per ora stiamo senza pensiero, godiamoci il clima natalizio e le meritate vacanze. Ci sarà modo di tornare sul punto.

Di nuovo, auguri di buon Natale a tutti gli alfisti.

Mercatino di Natale 2018

16 dicembre 2018

Mercatino di Natale piuttosto modesto quest’anno. I pezzi da novanta (volante, cipollone etc.) sono rimasti da mesi – se non anni – presso i vari restauratori e solo ora li sto chiamando a raccolta. Intanto ve ne anticipo qualcosa e metto giù i pezzi immediatamente disponibili, come questa scatola fusibili.

Con qualche segno d’uso sulla targhetta, bachelite perfetta, staffa con verniciatura originale. La tavoletta ha qualche difettuccio, così ne fornisco una nuova, da forare e verniciare. I fusibili ci sono tutti e buoni.

E passiamo alla maniglieria o giù di lì, che ne abbiamo due: il maniglione freno a mano (SOLD) che vedete smontato è già in casa, bello ripulito e verniciato. Poi la leva cambio per modelli 101 (SOLD), cromatura originale, pomello perfetto: stesso discorso, rimontata e pronta all’uso.

Da ricromare ben 4 aragoste, ovvero cerniere cofano bagagliera, sia per Giulietta III serie e Giulia Spider, sia per modelli 750 e transizione. Le prime hanno tutti i prigionieri, sulle altre ne mancano 2 ma la cromatura e ben conservata e potrebbe bastare una lucidatura  fatta bene.

Oggetti smarriti e poi ritrovati! Il paio di paracolpi abitacolo che qualcuno mi chiedeva tempo fa è riemerso (SOLD). Trovato anche un sottobaffo originale lato passeggero già ramato e pronto per la vasta cromo. Infine un kit serratura cofano motore da zincare (SOLD).

Ultimi due pezzi pronti all’uso: Sportello vano porta oggetti spider 101 con fregio (disponibili separatamente gli altri – a eccezione di quello piccolo), e per veloci l’introvabile condotto acqua che dalla pompa porta all’abitacolo (un po’ corroso ma al limite utile come campione per farlo riprodurre in ottone e scordarsi della ruggine).

 

E passiamo ai pezzi in arrivo. Oltre al volante (tutto originale, con pulsante per sprint, corona restaurata da Moreno della Carrozzeria GF), a gennaio mi arriva un altro cipollone con tanto di stemma.

La zama non ha quasi fioritura, per cui basterà una leggera ramatura e verrà perfetto. Lo stemma ha un piccolo difetto ma verrà anch’esso riparato.

Arriva anche uno specchietto cruscotto per Spider terza serie e giulia spider. Con vernice conservata e tanto di decalcomania: tutto il resto va restaurato (specchio e vetro nuovi, cornice ricromata (già fatto): un pezzo decisamente ghiotto se avete una spider ben conservata. Infine un filtro regolatore FISPA FRB-11 che sarà disponibile sia con attacchi per Giulietta Veloce, sia per Maserati (SOLD).

Per ora tutto qui. Come al solito, ciò che non va venduto in settimana lo ritrovate poi nel Mercatino.

 

 

 

 

 

 

RealAlfa

2 dicembre 2018

Nasce RealAlfa, il concorso di conservazione e restauro promosso dal RIAR e dedicato alla memoria del grande Maurizio Tabucchi. Suddivise in 9 classi, verranno premiati l’auto meglio conservata e il miglior restauro di ogni classe. Il premio Tabucchi andrà all’Alfa Best of Show.

L’annuncio delle classi di vetture ammesse, in agenda per dicembre 2018, è stato pubblicato:

  • a) 6C 1500 – 6C 1750 – 6C 1900
  • b) 6C 2300 – 6C 2500
  • c) 1900 C Sprint – 1900 C Super Sprint
  • d) Giulietta Spider – Giulietta Spider Veloce
  • e) Giulia (tutti i modelli con carrozzeria berlina costruiti entro il 1973)
  • f) 1600 Spider (tipo 105.03) – 1750 Spider Veloce (tipo 105.57) – Spider 1300 Junior (tipo 105.91) –  prodotti entro il 1968
  • g) Alfetta Gt e derivate
  • h) Alfa 75 e 75  (tutta la produzione)
  • i) GTV – Spider (tutta la produzione della serie 916)
  • j) Instant Classic: 8C Competizione – 8C Spider – tutti i modelli costruiti dopo il 2000 in “limited edition”.

Non poteva mancare, ovviamente, una classe dedicata alla Giulietta. E anche se il regolamento non è stato ancora pubblicato, presumo che nella classe (d) siano ricomprese – per quanto non specificato – anche le Giulia Spider. Non solo non poteva mancare lo spiderino del Portello, ma ecco che, almeno sulla carta, la fa da protagonista. Ecco la locandina con il prototipo PF:

Iscrizioni a Marzo, concorso il 2 giugno. Che dite… ci si fa un pensierino?