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Bastia Umbra 2015

24 maggio 2015

Mille Miglia, Villa d’Este, mostre locali e appena fuori regione, gli appuntamenti motoristici in questo periodo non si contano. E se la MM passa di qua, al Lago di Como tocca arrivarci. Quest’anno resto in zona; peccato, perché il mio video dell’anno scorso ha superato le 10.000 visualizzazioni su youtube!

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Mi sarebbe piaciuto provare a fare meglio. Pazienza, anche perché, quanto a divinità su quattro ruote, ci pensa nel suo piccolo la Mostra Scambio di Bastia Umbra, con questa 1900 Touring prima serie nuda cruda e verace: così com’è, con la sua verniciatura stanca che simula una doppia pelle d’alluminio farebbe impallidire le sorelle “caramellate” in riva al lago. Assolutamente da Best of Show.

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1900-touring-1s_011900-touring-1s_02La prima volta che ho visto questo esemplare l’ammirai a spicchi, un pezzo alla volta, stretta com’era fra altri pezzi da 90 nel garage del felice proprietario. In Fiera, complice l’illuminazione tipica della sede (n’ se vede ‘n cazz… per intenderci) mi ha fatto l’effetto macchina del tempo: bella tenebrosa… inavvicinabile.

E poi, poco distante, un’altra bellezza, piccola e molto più abbordabile, ma altrettanto elusiva: la Abarth Allemano cui diedi la caccia in Argentina (vi aggiorno tra breve), in versione spider e motorizzata con il 785 se ho capito bene, in un blu mai visto, con capottina color crema.

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Proveniente dal Venezuela, lo spiderino è stato restaurato con molta cura ed è completo di tutto, compresa la targhetta che nel vano motore ne attesta l’autenticità. Ed è in vendita.

fiat-800-abarth-allemanofiat-800-abarth-allemano-spider_03fiat-800-abarth-allemano-spider_06Sì d’accordo ma non chiedetemi; non mi son voluto interessare: non la prenderei mai già bella fatta. Ho sentito, però, che il proprietario avrebbe ricevuto un’offerta di 70k. Al massimo ecco qualche altra foto.

fiat-800-abarth-allemano-spider_04fiat-800-abarth-allemano-spiderfiat-800-abarth-allemano-spider_05 Anche perché ho parecchio ‘lavoro’ :D da sbrigare: il video della Mille Miglia, e poi quello dell’ultima mostra scambio di Fermo, dedicata alla Fiat 600, con in prima linea però tre di questi piccoli bolidi firmati dal grande Carlo: vi anticipo una foto del più raro, costruito, mi è stato detto, in soli 2 esemplari

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E chiudiamo con un flash da Villa d’Este, evento cui quest’anno dedicheremo questa finestra soltanto. Vincitrice dell’edizione 2015 è la Ferrari 166MM appartenuta a Giovanni Agnelli, poi passata di mano in mano con effetto yo yo su tale Jacques Swaters, che vendette e riacquistò la vettura svariate volte. Esposta al MoMa di New York, oggi si aggiudica la Coppa d’oro al prestigioso concorso d’eleganza.

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E che volete che sia, per cotanta automobile  :roll:

Su, torniamo a noi…

Mille Miglia 2015: Argentinísima!

17 maggio 2015

Come già nel 2013, l’edizione 2015 della Mille Miglia va all’affiatata coppia di regolaristi argentini Juan Tonconogy e Guillermo Berisso su Bugatti T40 del 1927. Secondo Andrea Vesco e Andrea Guerini su Fiat 514 MM del 1930.

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Come si suol dire, non c’è due senza tre, e infatti delle ultime 4 edizioni 3 sono biancocelesti. Se un paio d’anni fa ci vedevano il miracolo, beh è ora di farsene una ragione: questi argentini non sbagliano un colpo, sono davvero tosti. Gloria a loro, onore alla loro scuola!

Del passaggio a Macerata vi dirò prossimamente. C’è il video e una carrellata di foto tra Sferisterio e presostato, di cui vi anticipo qualche scatto, ovviamente tutte quante Alfa Romeo :)

Verona Legend Cars: esordio in grande stile

14 maggio 2015

Una ‘padovetta’ anticipata o replicata in primavera? No, qualcosa di più, una formula innovativa con un occhio all’imminente partenza della Mille Miglia e l’altro alla raffinatezza degli allestimenti, ampiezza di spazi e sobrietà per incorniciare i capolavori del design automobilistico di ieri e di oggi.

Con 20.000 presenze Verona Legend Cars parte alla grande. Tantissime auto in vendita e di altissima qualità: tantissime Ferrari – mai viste così tante Testarrosse insieme (il che non è precisamente un bel segno: governo di mentecatti!) -, tantissime Alfa, molte Giuliette, svariate Montreal, una sola SS, a 130k.

E poco tempo per digerire tanto ben di dio, perché a proposito di Mille Miglia, domani la carovana passa da queste parti riandando il tracciato dell’anno scorso, e io dove volete che sia, se non lì ad aspettarli al varco.

Vi lascio un breve video: 15′ tra macchine e sogni, e arrivederci a dopo la corsa più bella del mondo ;)

Errata Corrige: ne erano 350!

2 maggio 2015

Nel post ‘Come ti scolpisco la Giulietta‘ avevo scritto che per la preparazione alla verniciatura ci erano volute 200 e passa ore di lavoro. Poi, nel post successivo, che per l’intero lavoro, compresa la verniciatura, il totale era di 250 ore. Possibile? Macché… mi sbagliavo, ne erano ben 350 8-O Giulietta-spider-veloce-verniciatura_00

La rettifica è d’obbligo perché a qualcuno potrebbero non tornare i conti. Anzi mi scuso per il disguido se, come temo, la cosa fosse già successa. Infatti come vedete il capannone di Domenico si sta popolando di giuliette: contando anche l’ultima arrivata (fuori campo nella foto), già lattonata e quindi da verniciare soltanto, al momento ce ne sono quattro. domenicos-giuliettas

Come mai la svista? Diciamo subito che è qualcosa in più di una semplice svista, perché l’altro giorno, quando sulla tabella oraria ho visto il numerino, mi ha quasi preso un colpo. Insomma ne ero proprio convinto! O meglio mi ero autoconvinto di cavarmela a buon mercato, secondo quel meccanismo – roba da strizzacervelli – in base al quale tendiamo ad affossare nella mente gli aspetti negativi di un’esperienza per non vederci sciupato il piacere di godere appieno di quelli positivi. E poco ma sicuro, la parte più indigesta in un restauro è il salasso, spalmato come volete ma comunque salasso, che un lavoro ai massimi livelli comporta. Come dire… a volte un’immagine vale più di cento parole :D Domenico-prove-fanaleria-giulietta-spider

E consoliamoci, il salasso è fisiologico. Patologico è invece un altro scenario, quello in cui ti sei comunque svenato e in cambio hai ottenuto un restauro mediocre o addirittura fatto con i piedi. Capita sempre più spesso purtroppo, perché mai come in questo momento – con il Boom dell’auto d’epoca – si è visto un tale proliferare di personaggi passati dalla cazzuola alla torcia e dal rullo d’imbianchino alla pistola… da verniciare s’intende, anche se in entrambi i casi trattasi di ‘pistoleros’ della raffazzonatura [imagine rimossa su richiesta del proprietario].

hanging-giulietta

Domenico incarna la figura agli antipodi da quel mondo di opportunismo e pressappochismo: non è solo un professionista dotato di competenze, abilità ed esperienza di quelli che si contano con le dita di una mano; è anche persona trasparente, onesta e integerrima. Perciò avendo deciso di farmi drenare il conto (l’ho voluta io la bicicletta, toh, rima pure con giulietta) sono felice che a beneficiarne sia chi fin dall’inizio ha dimostrato con i fatti di meritare ogni centesimo e, prima ancora, la mia fiducia.

Per gli amanti del ‘ti faccio i conti in tasca’ dirò anche di più: la tariffa oraria di Domenico è sotto a quella dei suoi colleghi più rinomati; probabilmente anche sotto a quella di alcuni dei personaggi di cui sopra, che chiamare colleghi sarebbe da dementi. Ma certo, è chiaro che a determinare l’entità della spesa concorrono anche altri fattori, uno per tutti il potere contrattuale che ognuno di noi ha di fronte ai professionisti del settore; questo è un fatto interno al rapporto che siamo in grado di instaurare con loro, per cui insomma su questo punto c’è poco da dire. In ogni caso, poco ma sicuro, anche riuscendo a spuntare i prezzi migliori su ogni reparto, per una tasca media un restauro è sempre un pugno nello stomaco :-/ Domenico-joseph

Quindi, tornando a noi, siccome che toccasse pedalare era chiaro fin dall’inizio, traveggole a parte, ora più ora meno saranno i risultati a confortarmi. Giù dunque, per finire, una galleria di immagini, questa volta scattate con la luce diurna, quindi più belle di quelle che vi ho proposto a verniciatura appena fatta: cliccate gente, sono tutte da 1600x pixels Giulietta-spider-veloce-verniciatura giulietta-spider-veloce-AR501_01Giulietta-spider-veloce-verniciatura_03Giulietta-spider-veloce-verniciatura_02 giulietta-spider-veloce-AR501jpgGiulietta-spider-veloce-verniciatura_04Giulietta-spider-veloce-verniciatura_05 Giulietta-spider-veloce-verniciatura_07Giulietta-spider-veloce-verniciatura_08giulietta-spider-veloce-AR501_02 Giulietta-spider-veloce-verniciatura_09 giulietta-spider-veloce-AR501_00 Giulietta-spider-veloce-verniciatura_12Giulietta-spider-veloce-verniciatura_15Giulietta-spider-veloce-verniciatura_14Giulietta-spider-veloce-verniciatura_19Giulietta-spider-veloce-verniciatura_16Giulietta-spider-veloce-verniciatura_18 Giulietta-spider-veloce-verniciatura_20 Giulietta-spider-veloce-verniciatura_21Giulietta-spider-veloce-verniciatura_22Giulietta-spider-veloce-verniciatura_23 Giulietta-spider-veloce-verniciatura_10 Giulietta-spider-veloce-verniciatura_25Giulietta-spider-veloce-verniciatura_24 Giulietta-spider-veloce-verniciatura_28Giulietta-spider-veloce-verniciatura_27 Uh, che fatica. Ce ne sarebbero ancora, del sottoscocca e tanti altri dettagli, ma le vedremo in sede di rimontaggio. Noi ci vediamo la settimana prossima a Verona, se ci sarete ;)

Cerchi: trasandati ma nuovi

26 aprile 2015

Scarpe nuove per la signorina, che di certo non ne avrà un paio soltanto. Nonostante il prezzo dei pneumatici Pirelli, qualcosa mi dice che prima o poi ne prenderò un set: tanto vale tenere i cerchi pronti. Questi quattro, stivati male ma mai montati, erano a buon mercato, quindi li ho presi subito.

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Sono perfettamente dritti, ovviamente, senza segni di urti né corrosione, a parte quella ruggine superficiale visibile soprattutto su quello in fondo. Certo, questo non mi esimerà dal farli controllare, sabbiare e riverniciare, ma sarà giusto appunto un controllo e il resto pura cosmetica.

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Ancora Fergat? Potevi prenderti un set di Borrani a foratura ovale! A parte la legenda metropolitana che vorrebbe che le Veloci montassero Borrani (ma quando mai!), a me piace questo tipo di foratura; del resto, la mia spider è uscita dalla fabbrica su quattro cerchi Fergat. Quindi un altro set identico? Sì e no. Il disegno è infatti lo stesso ma questi quattro non sono Fergat bensì CMR!

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La cosa mi lasciò un po’ perplesso. Sapevo, molto grossolanamente, che Borrani e CMR si fusero intorno al 1961, ma anche che entrambi questi cerchi avevano forature ovali.

A quanto pare non è così: anche la CMR costruì cerchi con lo stesso design dei Fergat. Il che non mi dispiace, perché un’altra cosa che ho sentito o letto in giro è che i Borrani/CMR sono qualitativamente superiori ai Fergat, che tendevano a creparsi.

Dunque alterneremo Fergat e CMR mantenendo lo stesso disegno. Sì perché i miei Fergat – più malandati, ma restaurabili – sono in trasferta da un vecchio caro amico che andrò a trovare molto presto e, con l’occasione, li riporterò nella scarpiera della signorina.

Intanto procediamo con gli altri reparti. Ecco le ultime riparazioni sull’ultimo pezzo da buttare nel mucchio e portare in cromatura: il cantonale paraurti posteriore destro.

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Una piccola ammaccatura che nelle mani di Domenico è sparita in men che non si dica. Il pezzo è tornato come nuovo, ed è originale numerato ;)

Mercato 2015 #2 e 3: Fatta e da rifare

19 aprile 2015

Due Spider Veloce in vendita, antrambe interim o di transizione: passo corto (sic) del ’59 restaurata a dovere la prima, nel sempre piacevole Celeste Pininfarina AR 301, e un progetto di restauro del 1960 all’asta su ebay America con scadenza fra qualche ora. Ecco la bella:
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L’esemplare è nell’inventario della Rossicorse di Ispra (Varese) e viene offerto a Euro 98.000. La galleria fotografica mostra un restauro molto curato nei dettagli, pienamente corrispondente alle specifiche di fabbrica, con solo (da quel che vedo) un paio di pezzi da sostituire: filtro benzina e, se l’occhio non m’inganna, lo stemma griglia.
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Anche se la scocca ha tutta l’aria di una seconda serie – dunque il dubbio se non sia un passo lungo – il motore, o meglio la testata, è prima serie, come del resto i carburatori, un bel paio di Weber DCO3. Difficile dire se il motore sia il suo: com’è consuetudine qui da noi, il venditore non espone i numeri dell’esemplare.


Con tutti i documenti in regola è invece la 1495F11613 con motore di primo equipaggiamento 0010601024 costruita il 13 Settembre 1960  e venduta a New York nel luglio dell’anno successivo. 1495F11613_00
L’auto necessita dei soliti interventi di lattonatura: ossatura sottoporta – completamente andata – scatolati crick, probabilmente il pianale e forse la traversa anteriore; il piano bagagliaio sembra salvabile. Il bello è che nessuno ci ha mai messo le mani e c’è quasi tutto.
1495F11613_021495F11613_011495F11613_03 Gruppo aspirazione e trasmissione sono a terra insieme ad altri pezzi ghiotti, come lo scarico, il radiatore IPRA corretto e la scatola filtro aria. Il colore, oramai slavato, ricorda il Rosso Alfa, ma l’auto è nata nera con interni rossi, ancora lì sul pianale. Insomma un progetto di restauro promettente, presentato onestamente, senza nascondere nulla e con le sue credenziali bene in vista. 1495F11613_vin
1495F11613_041495F11613
I numeri infatti ci sono, c’è anche la risposta di Fazio che conferma l’autenticità di questa veloce II serie. Come dice giustamente il venditore, “these Giulietta’s are excellent investments”. Prima ancora, aggiungiamo, sono esemplari da salvare assolutamente e, perché no, magari da riportare a casa. Eccovela su ebay per ancora qualche ora, al momento a $24.100 dopo 11 rilanci, in attesa di raggiungere la riserva. Ce la farà? Ci aggiorniamo a dopo cena ;) ps. Ringrazio Francesco di Classic Virus per la segnalazione: probabilmente mi sarebbe sfuggita!

Unmasked Beauty

12 aprile 2015

Ecco le imagini che avrei voluto mostrarvi per prime: la Giulietta nel forno (sotto: fotografie di Moreno, grazie!) e poi nel video appena sfornata, colta nel momento in cui viene tolta via l’accuratissima mascheratura, sotto l’occhio vigile del Sig. Domenico che ci comanda entrambi a bacchetta :)

 

Anche se ci conosciamo ormai da più di tre anni, a volte il Maestro non si accorge quand’è che sto scherzando, come a 6.15, momento in cui sparo una battutaccia e fingo di preoccuparmi mentre lui prova i baffi, peraltro opportunamente ricoperti di nastro. Così poi quando li toglie mi becco la meritata ramanzina :D “Vedi là, abbiamo rovinato qualcosa? Gli scodellini son perfetti”.

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Come ogni altra cosa Sior Domenico, ci mancherebbe! Le mie più sincere congratulazioni, meritatissime. Che lavoro ragazzi! Pensate che all’inizio il programma era di far fare da lui la lattonatura soltanto. Poi quando ho visto i loro lavori di verniciatura (e soprattutto le auto verniciate una quindicina di anni fa tornare in carrozzeria per qualche graffietto con la pelle ancora perfetta) non ho avuto più dubbi: andiamo avanti con la preparazione della scocca e poi giù di Rosso Alfa!

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E ora sapete che vi dico… ci piazzo le tende: via al rimontaggio, sì proprio lì, in quella specie di clinica di lusso per signorine d’altri tempi, dove tutto è sempre a posto, lindo e ordinato e dalla lastratura all’ultima mano di vernice l’attenzione certosina per il dettaglio non viene meno neppure per un secondo.

giulietta-spider-paint-shop_02giulietta-spider-paint-shop_03Ecco le varie fasi del lavoro (esclusa la lattonatura vera e propria) eseguito da Domenico e Moreno sulla scocca, con il dettaglio dei prodotti impiegati nella preparazione e poi verniciatura.

1) Lamiera nuda. A lattonatura terminata si riparte da un’accurata ispezione delle superfici: ogni imperfezione viene ribattuta finché non si sia persuasi di aver messo lo stucco fuori dalla scena.

2) Sgrassatura. Sulla scocca viene applicato un prodotto sgrassante per ottimizzare l’adesione del fondo.

3) Carteggiatura 1. La prima carteggiata integrale a lamiera nuda viene data con carta a grana 80.

4) Fondo Epoxi. Il fondo utilizzato è il Dupont Cromax Epoxy Primer 840R, con diluente XB383 e catalizzatore 848, sempre Dupont.

5) Carteggiatura 2. Il fondo viene carteggiato con carta a grana 320, poi rifinito con paglietta.

6) Stucco liquido. Sulla superficie ottenuta viene applicato lo stucco liquido polyester, diluito e catalizzato.

7) Nero Spia. A questo punto viene dato il nero spia così che l’occhio possa aiutare il tatto nella levigatura.

8) Carteggiatura 3. La scocca viene ricarteggiata a secco con carta a tre granature diverse: 180, 220, infine di nuovo 320.

9) Fondo definitivo e carteggiatura fine. Infine viene applicato il fondo definitivo e ancora una volta la scocca viene carteggiata, questa volta a grana 400 e poi 500.

10) Vernciciatura. Già in forno, la scocca riceve due mani di lucido diretto MaxMeyer (dettaglio dei prodotti nel video a 10′.30”).

Il lavoro ha richiesto due mesi, comprese le more fra un’applicazione e l’altra, e oltre 200 ore di lavoro. Ho sorvolato sul lavoro di mascheratura, che come avete visto si smonta in un attimo: metterlo su con quell’accuratezza è un’altro paio di maniche e, come dice il maestro, anche questo richiede tempo.

Quanto al ‘fondo definitivo’, si tratta di un passaggio in più che di solito, mi accennava Moreno, non viene eseguito dalla maggior parte dei carrozziere, ma che in base alla loro esperienza garantisce massima resistenza e durabilità alla vernice. Chi vivrà vedrà: il risultato intanto lo si vede subito:

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Insomma, per citare ancora Domenico… “una così non la trovi in giro”. Se avete guardato da vicino le tante giuliette presenti a Milano Autoclassica lo scorso mese ne avete già la conferma.

Reggio Emilia 2015

3 aprile 2015

La prima mostra scambio a videocamera spenta, chiusa nello zainetto: niente video, nemmeno una foto. Ho incontrato come al solito un sacco di gente, ma la fiera l’ho girata molto velocemente. Il chiodo fisso era ritirare – il tutto già prenotato da Bergia – l’occorrente per montare l’avantreno. testine Testine, cuscinetti, scodelline, cortechi, paragrassi e compagnia bella. In realtà le due testone qui sopra le avevo prese al Lingotto: in quell’occasione però mancavano quelle per gli snodi superiori, che per fortuna sono arrivate in tempo. Ottime, com qualonque arlev di monsù Paolo.

giulietta-testine-trapeziogiulietta-testine-trapezio_01giulietta-testine-trapezio_02

Che oltre ai pezzi per le sospensioni mi fornisce anche i cuscinetti per i semiassi  posteriori, anteriori esterni ed interni. cuscinetti-giulietta Certo, di cuscinetti proprio non me ne intendo. Vi posso al massimo dire che sono di marche e provenienza diverse: i posteriori – che fra parentesi non dovevo prendere perché il ponte è già bello montato – sono Koyo, giapponesi; all’anteriore invece SKF entrambi, indiani e tedeschi mescolati… sì insomma la classica barzelletta: manca l’italiano :D

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Dunque nel mucchio anche i cosiddetti cortechi, ovvero anelli di tenuta, e i paragrasso, la cui mancanza stava bloccando i meccanici da oltre due settimane.

giulietta-cortechi&paragrassigiulietta-cortechi&paragrassi_01

giulietta-cortechi_01Infine i due tiranti arresto scuotimento. C’è tutto? No invece… e ti pareva. Ho dimenticato la relativa minuteria, i tamponi in particolare. giulietta-cavi-arresto In ogni caso un ottimo set di pezzi nuovi a prezzi, devo ammetterlo, concorrenziali. Fra cui i più ‘in vista’ sono appunto questi due cavi, ragion per cui li stavo cercando nuovi da fondo magazzino. Li ho trovati usati invece, li ho confrontati con questi e concluso che sono fatti così bene che non mi faranno sentire la mancanza degli originali.

giulietta-cavi-arresto_03giulietta-cavi-arresto_02

giulietta-cavi-arresto_01 Dunque anche se, come detto, manca ancora qualche minuzia, ora Fausto e Marco possono incominciare a ricomporre il puzzle. In settimana metto tutto nelle loro mani e ci rivediamo a cose fatte. Intanto ho scattato un’altra carrellata di foto della scocca, questa volta con luce diurna. Poi c’è il video. Appena trovo un po’ di tempo posto tutto. E la mostra? Bella. Reggio è una fiera da girare piano e ad occhi bene aperti, soprattutto fuori, dove magari salta fuori proprio il pezzo che cercavi, a una frazione del prezzo che avresti pagato dentro. E io anche questo giro qualcosa ho trovato, grazie ad una segnalazione di Andrea, che ringrazio  ;) A proposito… buona Pasqua!

Milano AutoClassica 2015

27 marzo 2015

Alla sua IV edizione, Autoclassica si riconferma lo spazio tra passato e presente dedicato alle autovetture di altissimo livello: Ferrari, Maserati e Lamborghini, ma anche Alfa Romeo. E quest’anno le Giuliette erano tante, per cui a guadagnarsi la copertina qui da noi è questa spider bianca del 1955

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Non un gran restauro, anzi datato e piuttosto approssimativo (fughe porte e cofani irregolari, qualche crepa nella vernice) ma un esemplare così anziano merita tutta la nostra attenzione. [Edit. Svista mia: è un esemplare del 1958. Vedi i commenti sotto].

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Un restauro eccellente lo si è visto però, in questa II serie grigio antracite: perfetta dentro e fuori, massima cura dei dettagli, con solo un paio di particolari fuori posto: clacson Bosch sì, ma non quelli giusti, e l’emblema in plastica sulla cipolla: sciocchezze… si fa sempre in tempo a rimediare.

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Le altre le vedrete sul filmato, quando e se avrò il tempo di editarlo. A proposito di emblemi, qui vorrei segnalarvi che ho trovato un restauratore che da una patacca scrostata riesce a ridarvi il biscione in smalto come fosse nuovo, anzi meglio con la sua patina antica. Vedere per credere.

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Si tratta di Valter Travaini e questo è il suo sito web. Si occupa prevalentemente di detailing ma come vedete se la cava benissimo anche con questi pezzi difficili se non impossibili da restaurare; e non solo. Mi ha fatto vedere, fra l’altro, il restauro eseguito sul cruscotto di una 1750 GT da rimanere a bocca aperta.

Venendo al mio restauro, ho trovato, nel padiglione ricambi che, va detto, a Milano stenta a decollare, i due ganci capotte da inserire dietro alle cerniere cofano bagagliera. Li cercavo da tempo e li volevo nuovi da fondo magazzino. Ebbene così li ho avuti

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Grazie ad Alvaro, che ha sempre di tutto e di più. Erano almeno tre fiere che puntavo un suo paio di ganci, riprodotti anche bene ma di quelli pieni, e questa volta mi ero rassegnato ad acquistarli. Quando li ho presi in mano e ho visto che erano originali non ci ho pensato un attimo. E indovinate un po’… mi ha fatto anche uno sconto :)

hingehingeshinges_01Ma ho esordito dicendo che Autoclassica è la più importante vetrina italiana per le auto di altissimo livello. Vi posso lasciare senza video e per giunta nemmeno qualche immagine delle regine della mostra? Ecco (esclusa la vincitrice del concorso che non ho fotografato) tre capolavori:

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Ferrari 500 TR, Maserati A6GCS/53 e nascosta là in fondo un’altra Ferrari, la 340MM Scaglietti. E per par condicio ci infilo un’altra Maserati, la A6G 54 scaturita dalla penna di Allemano, uno stilista che non smette di sorprendermi (una bella e ben più completa galleria d’immagini su Classic Virus).

milano-autoclassica-2015milano-autoclassica-2015-01milano-autoclassica-2015-02E da una fiera all’altra, dall’esclusiva Milano alla popolare Reggio Emilia, domani apre la fiera del CAMER. Con chi ci sarà, ci si vede là ;)

Zincatura guide sedili etc.

19 marzo 2015

Le prove le avevamo già fatte grazie a Marco da Cagliari che mi aveva lasciato le sue guide sedili da zincare insieme alle mie. Poi come al solito ci ho messo più del previsto per ripulirle, così le mie sono rimaste indietro, ma le ho zincate poco dopo e lì sono rimaste.  Rieccole, con minuteria al seguito

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La zincatura si fa (fare) in un attimo ed è anche poco costosa; ciò che richiede invece parecchio tempo e quindi pazienza, abilità e qualche attrezzo giusto è la preparazione dei pezzi… e ovviamente sto parlando di ruggine, che nelle mie guide c’era e non poca.

giulietta-spider-plated-tracks_04giulietta-spider-plated-tracks_05giulietta-spider-plated-tracksRisanarle poi, comunque lo si faccia, lascia dei segni, porosità nel migliore dei casi, che lo zinco non coprirà. Comunque ecco, niente di drammatico: le guide sono dritte e i pezzi ci sono tutti

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Anche le rotelline, le molle (e i pomelli, ancora da lucidare), e altra minuteria che è meglio lasciare legata così come è uscita dalle vasche fino al momento del montaggio: te ne perdi solo una e sono dolori!

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Da notare ancora la porosità all’estremità della seconda guida dall’alto. Dove invece il metallo è perfettamente sano la zincatura fa un figurone, come in questa staffa ruota di scorta con bullone di fissaggio praticamente nuovo (fra parentesi, la migliore delle tre che mi sono passate per le mani)

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Non è nemmeno troppo lucida; infatti abbiamo seguito il consiglio di Fausto: una leggera sabbiatura molto fine per attutire la rifrazione della luce e avvicinarci così alla finitura al cadmio dell’originale.

giulietta-spider-plated-spare-tire-holder_01giulietta-spider-plated-spare-tire-holder_02giulietta-spider-plated-spare-tire-holder-bolt

I gommini sono quelli di fabbrica: i bagni non affettano minimamente la gomma. A proposito, avevo incominciato a lavorare sulle guide subito dopo lo smontaggio; ci avevo fatto anche un video ma non me lo ritrovo più. Mi spiace ma pare che sia stato vittima dell’ultimo formattone (casomai saltasse fuori lo aggiungo qui in coda).

Bon questo è tutto. Domani si parte per Milano Autoclassica. Ci si vede là ;)

 

 

 

 

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