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Buon Natale 2016

24 dicembre 2016

Cari amici vi auguro buon natale e un felice 2017.  Come vedete stiamo lavorando alacremente al rimontaggio, impiegando tutte le risorse disponibili e anche quelle disponibilissime. E’ l’anno giusto: la “signorina” sarà di nuovo in strada entro questa estate; daremo una festa: siete tutti invitati.

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Ora però scusate se mi sposto per un po’ al calduccio, dove potrò girare a torso nudo, ingozzarmi di Angus alla brace e Malbec e ricaricare le batterie. Statemi bene, ci si rivede a metà Gennaio!

 

 

Mercatino di Natale [2016]

17 dicembre 2016

Nuovi pezzi di ricambio per chi è ancora sul pezzo. Per lo più non miei, ma anche qualche doppione proveniente dal mio garage. C’è un po’ di tutto ma in prevalenza accessori, tipo kit attrezzi e crick, ma anche diversi pezzi difficili per il reparto alimentazione della veloce. Intanto, un bel barilotto filtro aria:

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Originale ovviamente, ottimamente conservato, senza un’ammaccatura e con tanto di morsetto stringitubo (manca la staffa di fissaggio). Mi fanno presente (lo so… lo so) che le repliche si aggirano tra i 5 e i 600 eurini. E son pur sempre riproduzioni, ma tant’è, proverò a farvi risparmiare.

Per le veloci, dicevo, cedo la mia fispa FRB11 di scorta, visto che è già montata; ma c’è anche una pompa olio con pescante originale praticamente nuova e, ciliegina sulla torta, un introvabile tubetto di collegamento per i webers DCO3 (tutta roba costosa… lasciate ogni speranza voi velocisti).

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Un  altro pezzo di scorta che ho deciso di mollare (e faccio male perché metti che mi si stacca – o mi staccano via –  l’emblema…) è uno dei cipolloni serratura cofano che ho restaurato, completo di cilindretto (usato) e, appunto, stemma in smalto, questo sì, assolutamente perfetto.

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Il cipollone vero e proprio invece ha qualche piccola imperfezione, che nemmeno la doppia ramatura e le correzioni a stagno sono riusciti a eliminare del tutto: vi cui segnalo la più evidente, un pelo sopra della linguetta copri cilindretto a destra.

E veniamo agli accessori. Ben due kit attrezzi. Il primo è frutto di uno scambio con un caro amico veronese: quasi tutto originale tranne la borsetta (di Bergia) e le due chiavi zincate (il martello è da 300 gr. ma l’ho già sostituito con uno corretto, bruttarello ma da 200. Il secondo non è mio ed è completamente originale, compresa la borsetta, anche ben conservata, ma si è perso per strada la levetta coprimozzi.

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Ovviamente non potevano mancare i crick, ma non essendo miei li butto lì così come sono, ovvero come sono diventati dopo circa mezzo secolo che vanno in giro tra bagagliere e cantine. Oltre ai due per Alfa (per Giulietta 750 fino al 1957, con pomellino leva in legno e per 2600 Sprint o Spider), ce n’è uno molto più raro: un M. Riganti per lancia B20. Tutti completi e funzionanti.

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Nel reparto elettricità due clacson Bosch con attacco maschio / femmina: da riverniciare ma funzionanti. Provandoli ho anche constatato che le etichette (identiche: 25/9) non la raccontano giusta perché come da manuale uno fa gli alti e l’altro i bassi (se vi serve il tondino giusto so dove chiedere).

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Infine (si fa per dire… ci sarebbe tanta altra roba) doppioni Made in Cicognani: parti in gomma che ho riposto così bene che al momento del bisogno ho dovuto ricomprare e, si sa, ora che non mi servono più vengono fuori beffardamente: Coppia calotte superiori sospensioni e cuffia leva cambio.

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E altro ancora… Lo trovate come al solito nel Mercatino.

IMPORTANTE: se vi serve qualcosa a stretto giro l’ultima data utile per le spedizioni è il 23 dicembre. Dopo di che mi imbarco verso lidi più tiepidi 😀 per cui se ne riparla a metà gennaio 2017.

Ripreso il Rimontaggio

11 dicembre 2016

Mi hanno svuotato il garage, quelli dell’OFG. E’ arrivato Alberto – che sta curando il rimontaggio – con uno dei loro furgoni e si è preso tutto, motore compreso. Sulla nuova Superstrada in un’oretta e mezza eravamo a Balanzano, dove ci attendeva la signorina messa giù dal ponte.

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Lassù ha ricevuto i suoi 4 amortizzatori (presi alla ORAP, tarati apposta per conferire all’andatura un pelo di rigidità in più ma verniciati dello stesso colore dei Girling originali) e la maggior parte degli accessori del sottoscocca, comprese le tubature dell’impianto frenante e dell’alimentazione.

giulietta-spider-veloce-ponte-montatogiulietta-spider-veloce-ofg-sosp-avantPrima ancora della Pompa benzina Facit, che devo al più presto mascherare da Bendix, sul vano motore è stato montato il filtro regolatore FISPA FRB-11, decapato e tirato a lucido da me e riassemblato da Alberto con tanto di membrana resistente alla benza senza piombo.

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Non è ancora il momento di dare gas, ma intanto la tiranteria dell’acceleratore è a posto.

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E così, ora che all’OFG hanno tutto e non devono sottostare di settimana in settimana al mio stillicidio di pezzi, si spera che il lavoro proceda spedito. Tutto… beh non precisamente. Purtroppo come sapete ho subito qualche furtarello, ma di questo ve ne parlerò diffusamente al momento opportuno.

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Dopo aver denunciato a più riprese su questo Blog i vari pendagli da forca che scorrazzano nel web, credete che a passarla liscia sarà proprio lo sciacallo che ha portato avanti l’opera di spoglio della mia veloce iniziata da cannibali ignoti? Altro che, sto preparando una lettera aperta al personaggio in questione, la leggerete qui. Un resoconto dettagliato della triste vicenda: ve lo presenterò con nome e cognome, così che non possa fare altri danni.

Ma certo non ora; col Natale alle porte siamo tutti più buoni. Del resto, la lettera è solo l’antipasto: il cenone sarà molto più sostanzioso.

 

Autoclassica 2016 – 2000 Ruote

5 dicembre 2016

Con oltre una settimana di ritardo (che sembra un secolo: nel frattempo l’Italia è cambiata 😀 ) vi racconto, più che altro per immagini, l’ultimo salone milanese, che come sapete quest’anno ha ospitato la più grande asta di auto classiche mai avvenuta in Europa.

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Le gallerie sono due, dedicata alla Mostra la prima e all’Asta la seconda. Messe insieme producono un primo dato, decisamente sbalorditivo: 90 Mln di euro il volume delle transazioni! Dove sta andando il mercato delle auto classiche? Quali nuovi operatori vi si sono affacciati? Lasciamo da parte l’inquietante interrogativo e godiamoci questa cascata di pura bellezza.

Milano Autoclassica

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2000 Ruote

Eccoci. Oltre il primo padiglione, ancora qualche passo e siamo all’Asta: un bordello. Auto milionarie date in pasto alla folla; chiunque – me compreso – poteva salirci, aprire e richiudere cofani, imbrattare interni e carrozzerie, peraltro già lerce. Chiunque – me escluso – poteva portarsi via un souvenir! E nel recinto degli eletti a darsele di santa ragione a suon di rilanci l’altra folla. Inutile dilungarsi, tutti i lotti venduti, molti dei quali ben oltre il prezzo di mercato, per un totale di 51.260.000 di euro! L’elenco completo dei risultati su Ruoteclassiche.

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Giusto per la cronaca, la Giulietta Spider 00016 che a dieci passi sembrava una scocca sana bellamente tirata a metallo nudo – per l’occasione adibita a panchina degli esclusi – si è rivelata un crostone rabberciato a furia di piastre tenute insieme da qualche punto di saldatura messo a casaccio. Certo, è pur sempre una delle prime, ma se ci avessi puntato al telefono oggi sarei incazzato come un mulo… con chi? Con i colletti bianchi del martello: i soli ad aver guadagnato in questa vicenda, e tanto.

ps. Montaggio ripreso, la settimana prossima si fa il punto 🙂

Due Sprint da rimpatriare: ’56 e ’59

27 novembre 2016

Lo so, aspettate novità da Milano Autoclassica, ma tocca rimandare: ci sono cose più urgenti. Un amico fidato mi contatta dalla California; ha due Sprint, una del 1956 (!) e l’altra del 1959, entrambe con motore di primo equipaggiamento, complete e già lattonate: suo malgrado deve disfarsene.

1959-sprintimg_5776E deve farlo entro la fine dell’anno, dunque ascolta offerte. La prima e più desiderabile è la AR 1493*02880 con motore AR 1315*02671, nata rossa con interni grigio / rosso (foto a dx). La seconda è la AR 1493*20109 con motore AR 1315*010170, nera con interni anch’essi color grigio.

1959-sprint-vinimg_5776-jp-vinConoscendo l’attuale proprietario, collezionista di Ferrari e Maserati oltre che di Alfa Romeo, ho motivo di credere che la sua rassicurazione quanto alla qualità del lavoro di lattonatura eseguito sia al 100% veritiera. Lo stesso dicasi sul lotto di parti a corredo, in parte già restaurate, di cui allego foto.

1957-sprint_01giulietta-sprint-partsHo  anche fotografie dei numeri telai e motori; al  resto, come è giusto che sia, ci pensa l’Archivio Storico, che ha già certificato l’autenticità degli esemplari, compreso appunto l’abbinamento telaio motore.

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Va da sé, la movimentazione di queste due Sprint non sarà agevole, essendo entrambe completamente smontate. Il lavoro più pesante però rimane traghettarle in Italia, e su questo abbiamo tutta la disponibilità del proprietario a collaborare (fra l’altro, i motori sono stati già sistemati sul vano motore, il resto è in scatole).

Non ho idea di quale sia l’offerta congrua per l’una e per l’altra, ma se siete interessati contattatemi pure qui e vi passo tutte le info necessarie ad avviare le trattative.

33 Alfa e mezzo a 2000 Ruote

20 novembre 2016

Volete mettere su una collezione di auto classiche a 6 zeri? No, rapinare banche non è una buona idea, meglio lavorare con loro: furgone portavalori, sala da conta e conta conta che un po’ alla volta fai un buco da 40 milioni. Ottimamente investiti, per carità; peccato che prima o poi fanno la fine di queste.

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430 vetture (per limitarci alle 4 ruote) nell’asta più importante mai avvenuta in Europa. Accadrà il prossimo fine settimana a 2000 Ruote, organizzata dalla RM Auctions nel contesto di Milano Autoclassica. Tra i pezzi da 90 una Ferrari 275 GTB/6c alloy, 6 esemplari prodotti, con stima d’asta fino a 2,8 milioncini. Ma c’è di tutto e di più, e nessuna riserva!

Rappresentatissime le grandi case italiane, con Ferrari in testa appunto: oltre alla diva in foto ci sono infatti svariate 250, 330, 365, fra cui una Daytona, 550 e 575, una Dino, una F40! e una mezza dozzina di testarossa. Ma anche Maserati non scherza: oltre alla rara e costosa MC12 stradale con stima milionaria, ci sono due 3500GT, marciante e da restauro, tre ghibli 4.9 e una 4.7, un paio di Mistral, una Khamsin e due bellissime Sebring.

maserati-3500gtmaserati-sebringmaserati-ghibli-49 Ben 33 le Alfa Romeo (e mezza se contiamo anche la 6c progetto pickup), fra cui la più blasonata una stupenda GTA telaio AR 613721. Fra le più anziane un’altra 6c, l’austera ma bella 2500 Sport Touring Coupé Aerlux, e una 1900 CS Pininfarina.

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E certamente non potevano mancare le Giuliette: due Sprint, di cui una veloce con passato corsaiolo, una Sprint speciale e quattro spiders.

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Fra le quali la diva dell’asta – in questo modesto comparto s’intende, dedicato allo spiderino del portello – l’esemplare n° 00016!

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Eccola, in ottima forma, tirata a metallo nudo ed incelofanata per l’occasione, con il caratteristico parafiamma dei modelli pre-’57 e il cruscotto delle primissime della serie. Presentata come un esemplare del “1955”, se non vado errato dovrebbe essere stata costruita l’anno successivo.

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La stima d’asta è tra i 35 e i 40k euro, ma persino il sottoscritto, spolpato com’è da un oneroso restauro, potendo offrirebbe qualcosa in più… staremo a vedere.

Si diceva appunto ‘senza riserva’, ma non facciamoci illusioni. La politica della casa d’aste per questa particolarissima occasione è chiara: inondare il web – e per tempo – di pubblicità sul grande evento, e sparare stime d’asta quanto mai lontane dal mercato reale, pur di attirare la maggior quantità di collezionisti possibile: saranno lì (o al telefono da chissà dove) a darsi battaglia a suon di rilanci. Sarà uno spettacolo, e io sarò lì. Arrivederci a Milano.

 

Tris di crostoni in apnea

13 novembre 2016

Tutte e tre veloci, americane, cannibalizzate, disastrate. Se stavamo raschiando il fondo del barile, beh è il caso di dire che ormai anche quello è sfondato e ci siamo ridotti a raccogliere i pezzi da terra. Eppure, non mi sorprenderebbe se ce le ritrovassimo di nuovo da queste parti.

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La prima è la AR1495F11641 con motore AR 00106 01028, nata bianca nel 1960 e attualmente offerta su ebay con scadenza tra un paio di giorni: 26 offerte ma si arriva a mala pena a superare i $7,5k. Il venditore la presenta come “Fresh Out Of The Barn”, ma com’è evidente di fresco ce n’è ben poco. Afferma inoltre che viene fornita col suo motore 106 completo, salvo poi essere smentito dalle fotografie.

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A meno che con “motore” non si intenda monoblocco nudo e crudo, magari con la sua testata, e si sorvoli su coppa dell’olio, coperchio punterie e gruppo aspirazione con tanto di carburatori, tutti articoletti specifici della veloce, costosi e rari, tanto che mancano anche qui. Per il resto… tutto da rifare, ma proprio tutto: fondi, sottoporta, traverse, bagagliaio, telaio sedili, strumenti, volante, forse anche il telaio capote.

 

Accanto a questa la seconda sembra una diva da copertina Ruoteclassiche… sembra. E’ la AR1495F11643 (ci avete fatto caso? fra le due c’è solo la -42!), bianca anche lei, ma equipaggiata con un motore tipo 111 e, come la prima, spogliata del suo gruppo aspirazione completo.

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Infatti la bella è già stata oggetto di qualche attenzione, sicché al netto dello stucco che potrebbe celarsi sotto a quella vernice improponibile la scocca dovrebbe essere piuttosto sana e i fondi stessi salvabili. Certo, i lamierini un po’ maciullati della doppia presa d’aria Sx e lo scodellino saldato alla rovescia non promettono niente di buono,  ma se non altro è l’unica che potrebbe sottrarsi all’impietoso titolo di questo post, il che si tradurrebbe in migliaia di euro risparmiati in lattoneria.

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ar1495f11643_01ar1495f11643_02Trovate anche questa su ebay, com’è giusto che sia a un prezzo sensibilmente più alto: 33K. Il venditore, il noto cacciatori di tesori Mr. Rapley, accetta offerte e mancano 14 gg alla chiusura, per cui abbiamo tutto il tempo per riflettere 🙂

 

Infine una veloce di cui sappiano poco o nulla. Perché nulla ci dicono dal Beverly Hills Car Club, se non quel poco – o tanto a seconda dei punti di vista – che si vede nel solito girotondo di fotografie.

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Imbiancata fuori e imbrattata di verde all’interno, è persino difficile stabilire quale sia stato il colore originale. Poco ma sicuro, come la prima, anche su questa i fondi sono da rifare integralmente e non solo: il muso è anch’esso sfarinato come tutto il resto. Il motore, simpaticamente appoggiato sulla culla, non è certamente il suo e, ancora una volta, i cannibali si sono portati via il gruppo aspirazione.

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bhcc-veloce_03Di  buono c’è la strumentazione e lo scheletro di un bel volante Nardi che meriterebbe di essere restaurato. Infine svariate scatole piene di minuteria, ma nemmeno l’ombra di un carburatore. Proposta a $ 27,5k, ma su ebay si ascoltano offerte.

Domandona a 1 milione… delle tre, quale scegliereste? Nessuna ovviamente, ma volendo la prima, a patto che spunti fuori il monoblocco 106. Dopotutto è solo per questa ragione che acquistai la mia, che tutto sommato non era messa molto meglio: perché c’era il motore (e quasi nuovo) con cui è uscita dalla fabbrica. A tutto il resto – certo son sempre dolori ma… – si rimedia.

veloce-baresiE infatti, se quel crostone non dovesse superare i 12 – 15 k (sono ottimista) sarebbe da farci un pensiero. Non a caso è proprio questo tipo di “progetti” che stanno arrivando oggigiorno dall’America. Un altro esemplare del ’60, parimenti disastrato, è attualmente in vendita da Luigino Baresi. Ma questo, colabrodo quanto si vuole, nel vano motore ha conservato il suo 106 che, con il gruppo aspirazione al completo, scusate s’è poco, respira!

 

 

 

 

Progetto Serbatoio Inox

30 ottobre 2016

Anche se al momento da queste parti abbiamo tutt’altro per la testa e sotto i piedi la terra che trema praticamente in continuazione, noi teniamo duro e andiamo avanti a testa bassa. Vi presento il nostro progetto di serbatoio benzina in acciaio inox. La butto lì: si fa un gruppo d’acquisto?

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Perché non limitarsi a risanare il buon vecchio serbatoio originale? Si può fare, certo. Infatti, quello che vedete a sinistra proviene dalla mia Veloce, è stato ripulito e sottoposto a trattamento anticorrosivo “permanente” con Tankerite. Il problema è lì, nell’aggettivo virgolettato. Con buona pace delle assicurazioni del produttore ci chiediamio: quanto può durare, realisticamente, il rivestimento interno?

giulietta-spider-stailess-steel-fuel-tank_02giulietta-spider-stailess-steel-fuel-tank_01giulietta-spider-stailess-steel-fuel-tank_03Diciamo anzitutto che il serbatoio della giulietta non è quello di una moto: è molto più grande, dalle forme interne non precisamente complesse ma con paratie antisciabordio e piccoli anfratti difficilmente raggiungibili sia dai prodotti per il decapaggio sia dalla tankerite stessa. Perciò, per quanto il trattamento sia applicato a regola d’arte, in 2 o 3 anni circa si potrebbero avere le prime avvisaglie di un distacco, sia pure parziale, e quindi l’intero sistema di alimentazione, a partire dai filtri, seriamente incasinato.

La soluzione è un bel serbatoio in acciaio inossidabile, verniciato in nero se volete: l’importante è tenera la benzina al riparo da contaminazioni e impurità

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Certo, sono già in commercio: si va da 1.070 euro (OKP) fino a circa 1.400 (Mr. Fiat). Qualcosa però mi dice che a farcelo fare si riuscirebbe a risparmiare qualcosa, tanto più se si riesce a mettere in piedi piccolo gruppo d’acquisto. Per le prove generali ci siamo quindi rivolti al sig. Arrigo Pasini di Erbusco (Brescia).

Non fate caso al prototipo che vi presento in questo post: è stato finito in fretta e furia pur di averlo pronto per Padova, ed è venuta fuori qualche ondulazione. In futuro verranno utilizzate saldature argentate per evitare l’inconveniente. Per tutto il resto infatti si tratta di un pezzo di pregevole fattura.

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E non poteva essere diversamente. Il sig. Pasini costruisce accessori nautici in acciaio inox e ha, in particolare, una lunga esperienza nella realizzazione di serbatoi carburante per imbarcazioni, che realizza in acciaio inox Aisi 304 oppure 316. Ogni serbatoio rispetta le normative CE per regioni europee, in particolare le norme ISO 21487, e le normative NMMA per gli Stati Uniti, in particolare la ABYC-H33. Ogni serbatoio viene certificato e testato alla tenuta di 0,5 bar.

Chi collabora con lui da vent’anni mi assicura che mai si è verificato un problema di tenuta, e stiamo parlando di bestioni da 2000 litri. Non sono ancora in grado di quantificare la spesa, ma siamo già in due a portare avanti il discorso: se siete interessati a unirvi al gruppo lasciate pure un commento.

Auto e Moto d’Epoca 2016

23 ottobre 2016

L’edizione 2016 di Auto e Moto d’Epoca si è appena chiusa e, tanto per cambiare, rimbalzano i comunicati stampa con cifre da capogiro: abbiamo girato la boa dei 100.000 visitatori! La notizia più importante però riguarda il futuro della Mostra, che lascerà il quartiere fieristico per riversarsi in città.

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I rumors su uno spostamento della mostra patavina non sono in verità freschissimi e anzi la voce gira da un bel pezzo: fra le varie ipotesi ho sentito anche dire di una fusione con Verona. Ma sradicarla da Padova sarebbe per molti cosa dura da digerire. Fuga ogni dubbio l’ultimissimo comunicato stampa: “Dal 2017 sarà l’intera città a divenire ‘Auto e Moto d’Epoca’. Il salone è pronto: lavoriamo per portare le grandi Case nelle piazze, la fiera nelle strade e decine di migliaia di appassionati a scoprire il territorio”. Se ci riuscissero, con o senza street food, sarebbe davvero un gran bel colpo.

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Che dire di questa edizione… E’ stata bella, come al solito, anzi di più, entusiasmante. Nonostante il giovedì grigio e freddo si respirava un’aria frizzante piena di grandi aspettative. Poi venerdì, spuntato il sole, dalle 10 circa ci fu la calca: si respirava ancora ma non si camminava più. E a toglierci definitivamente il fiato ci hanno pensato i ricambisti. C’era di tutto e di più, ma a quali prezzi! Possibile che il mercato delle storiche si sia, diciamo così, stabilizzato, mentre i ricambi invece continuano a crescere a ritmo sostenuto? 300 Euro per una fispetta (filtro regolatore FRB-11)? Altrettanti per una Bobina. Vi serve un libretto per la vostra Giulietta? Sono 250! E chi più ne ha… anzi chi ancora non li ha, si sveni pure.

Meglio non pensarci, noi almeno, che siamo quasi al capolinea. Ma chi si sta rimboccando le manica per restaurare la sua bella? Appunto, meglio non pensarci. Buttiamoci sulle macchine piuttosto. Ecco una galleria, un po’ alla rinfusa ma tant’è:

Visto? C’erano anche diversi progetti di restauro, tra cui due veloci, una Sprint e una Spider passo corto. Prima o poi si affaccerà qualcuno a chiedermi se ho qualche idea a proposito delle richieste. Questa volta io lo so. Siete sicuri di volerlo sapere anche voi? 😎

Pronti per Padova?

16 ottobre 2016

Ma certo! Siamo alla 33° edizione e da quel che promettono i comunicati stampa la manifestazione è in crescita anche quest’anno. Si allarga, intanto, per accogliere sempre più – e siamo a 16 – marchi internazionali, fra cui Pagani. Ma crescono anche i contenuti, sempre più diversificati.

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Arredi, abbigliamento vintage e accessori ispirati al mondo dell’auto, street food, che non guasta, e soprattutto ricambi, il meglio, ciò per intenderci che non troverete in altre fiere, perché a Padova ci sono tutti, i nostri e anche gli stranieri.

Mi fermo giovedì e venerdì: il resto lo lascio ai turisti.

Se siete in zona fatemi uno squillo che ci si piglia un caffè 🙂