Vai al contenuto

RealAlfa

2 dicembre 2018

Nasce RealAlfa, il concorso di conservazione e restauro promosso dal RIAR e dedicato alla memoria del grande Maurizio Tabucchi. Suddivise in 9 classi, verranno premiati l’auto meglio conservata e il miglior restauro di ogni classe. Il premio Tabucchi andrà all’Alfa Best of Show.

L’annuncio delle classi di vetture ammesse, in agenda per dicembre 2018, è stato pubblicato:

  • a) 6C 1500 – 6C 1750 – 6C 1900
  • b) 6C 2300 – 6C 2500
  • c) 1900 C Sprint – 1900 C Super Sprint
  • d) Giulietta Spider – Giulietta Spider Veloce
  • e) Giulia (tutti i modelli con carrozzeria berlina costruiti entro il 1973)
  • f) 1600 Spider (tipo 105.03) – 1750 Spider Veloce (tipo 105.57) – Spider 1300 Junior (tipo 105.91) –  prodotti entro il 1968
  • g) Alfetta Gt e derivate
  • h) Alfa 75 e 75  (tutta la produzione)
  • i) GTV – Spider (tutta la produzione della serie 916)
  • j) Instant Classic: 8C Competizione – 8C Spider – tutti i modelli costruiti dopo il 2000 in “limited edition”.

Non poteva mancare, ovviamente, una classe dedicata alla Giulietta. E anche se il regolamento non è stato ancora pubblicato, presumo che nella classe (d) siano ricomprese – per quanto non specificato – anche le Giulia Spider. Non solo non poteva mancare lo spiderino del Portello, ma ecco che, almeno sulla carta, la fa da protagonista. Ecco la locandina con il prototipo PF:

Iscrizioni a Marzo, concorso il 2 giugno. Che dite… ci si fa un pensierino?

Annunci

Villa Potenza 2018

25 novembre 2018

Alternativa borgatara alla raffinata Milano Autoclassica che si svolge in contemporanea, la Mostra-Scambio di Villa Potenza, organizzata dal Club CAEM L. Scarfiotti, arriva quest’anno alla sua XXXVI edizione. Nonostante la pioggia ininterrotta, fa il pieno di visitatori!

La tendenza però è quella seguita da quasi tutte le piccole mostre, verso ciò che chiamerei una inarrestabile “imolizzazione”: sempre più stand dedicati alle due ruote e meno alle auto. La ricambistica poi, fatta eccezione per le popolarissime FIAT, è sempre meno rappresentata. In compenso, questa volta si sono viste macchine molto belle, fra cui una superba Lancia Aurelia B 24 fresca di restauro e una Alfa Romeo 2000 Spider Touring, già in vendita presso la Royal Garage di Potenza Picena. Ma non solo, tant’è che una galleria ci sta tutta.

A presto.

Car 2001 a San Severino

18 novembre 2018

Avete presente quello che ogni mattina si fa un chilometro a piedi per trovare il pane buono, e dopo una decina d’anni scopre che il miglior panettiere della città ha bottega proprio sotto casa? Beh è un po’ la storia del mio restauro. D’ora in poi però le baguette le prendo alla Car 2001 di S. Severino Marche.

Decisione presa, ovviamente, dopo aver ficcato il naso per benino nelle loro officine, vista l’ampia gamma di servizi offerti e controllata la qualità dei loro restauri. Se visitate il loro sito, dell’attività di restauro di macchine d’epoca non troverete traccia. La Car 2001 è bella grossa; concessionaria, autocarrozzeria, elettrauto, centro revisioni, gommista etc.: le vecchiette non sono di certo il core bussiness dell’azienda. Entrando nel capannone giusto però, sorpresa…

C’è tutto quel che serve per infilarci un mezzo rottame e sfornare un’auto restaurata di tutto punto: banco raddrizzatura, reparto lattoneria, forno verniciatura, perfino un banco prova motori, congegno di cui mi è capitato di rimpiangere la mancanza durante il restauro della mia Giulietta.

I risultati? Ve ne do un assaggio tra un po’. Intanto però, qualche indizio interessante. Qualcosa vorrà dire no? Se a commissionare un lavoro è proprio il Museo Storico Alfa Romeo. Eccola lì in fondo, dietro alla sorella 1300, una delle prime 1600 Zagato in fase di lattonatura.

Oppure se questa carrozzeria piazzata un po’ fuori mano, nella profonda provincia marchigiana, riceve nondimeno commesse anche dall’estero, come il camioncino MV Agusta di un noto musicista americano (purtroppo finito e andato al suo proprietario), o questo raro esemplare di FIAT 600 multipla Savio, proprietà di un collezionista tedesco.


Per come la vedo io significa non una ma tre cose. Anzitutto che i lavori vengono eseguiti a regola d’arte; in secondo luogo che i prezzi sono nel mercato; in terzo luogo – ed è qualcosa che fa la differenza – che non si tirano indietro di fronte all’impossibilità di trovare l’introvabile e, anzi, riproducono qualsiasi pezzo necessario a completare un restauro. Ecco un esempio, anzi due in uno:

Questa FIAT 1200 Trasformabile – di proprietà di un socio del mio club – ha subito, un po’ come la mia Giulietta, un restauro completo. A differenza dello spiderino del portello, però, i cui ricambi si trovano con relativa facilità, per questa c’è da rimboccarsi le maniche e costruire di sana pianta tutto quel che manca. Così hanno fatto alla Car 2001, con risultati impeccabili. Oltre a paraurti e compagnia bella hanno riprodotto anche i gallettoni, lato destro e sinistro:

CAR2001-Cerchio-fiat-1200-TV

Non solo. Mi diceva il titolare che in occasione del restauro di una Sprint Speciale hanno rifatto gli stampi per la riproduzione completa delle portiere del capolavoro di Scaglione. Ma di questo ve ne parlo un’altra volta, tanto ci tornerò spesso.

Oh, beninteso, quanto al mio restauro ‘nomade’ nessun rimpianto, anzi, mi ha portato a conoscere persone e realtà del settore un po’ dappertutto in Italia: un’esperienza bellissima. Ma son cose da fare una volta nella vita. Il prossimo restauro lo affronterò in una prospettiva, diciamo così, più pragmatica. Sono infatti i ragazzi della Car 2001 che si occuperanno – appena finito lo smontaggio – della mia francesina carrozzata Pininfarina.

Prima ancora, della messa a punto finale della mia Giulietta in vista della seduta di omologazione. Dopotutto, se avete memoria, ricorderete che il restauro della signorina partì da San Severino: è giusto che il tocco finale aspetti allo stesso santo.

A presto.

 

Telo copri auto cercasi

11 novembre 2018

La lista della spesa per Autoemotodepoca c’era: solo prodotti per la cura dell’auto. Primo fra tutti, un bel telo copri auto targato Alfa Romeo. In secondo luogo, avevo in mente di prendermi un kit della Swissvax. Sapete com’è andata? Non ho preso niente di niente.

Quanto al belletto possiamo ancora soprassedere, ma la coperta ci vuole eccome. Da quando è in casa la Giulietta soffre di claustrofobia. E come se non bastasse, oltre al danno la beffa: la poveretta giace immobile sotto un telo copri mobili da imbianchino: roba da barboni! In attesa della Car Capsule per l’invernata, merita quanto meno un bel telo copri auto per interni.

In fiera ce n’erano diversi, ma nessuno pronto a saltarle addosso: o erano da fare o mancava lo stemma. C’è poi il discorso qualità / prezzo. Ne ho visto uno su Kijiji a 250 eurini. Francamente mi sembra un po’ eccessivo, anche perché tra quelli che ho visto a Padova nessuno, per quanto felpati e stemmati, si avvicinavano a quella cifra.

Perciò chiedo a voi cari alfisti: avete un telo? Se sì come vi trovate? Di che tipo? Quanto avete speso? Grazie in anticipo.

A presto.

Ancora su Autoemotodepoca 2018

4 novembre 2018

Riprendiamo il tour virtuale della mostra patavina. Alle tre gallerie della settimana scorsa ne aggiungiamo altrettante. Prima però un saluto agli amici della Carrozzeria GF di Tezze sul Brenta. La più bella scocca di Giulietta l’ho vista infatti da loro, frutto delle fatiche di Tiziano e Moreno.

Al loro secondo appuntamento in fiera, oltre a questa Giulietta II serie pronta per il rimontaggio, portano una rarissima FIAT 508 Balilla Coppa d’Oro, ormai al capolinea di un percorso di restauro a dir poco maniacale, durato cinque anni circa.

E visto che siamo in tema (ci mancherebbe: è il tema centrale di questo Blog!) riprendiamo con altre foto di Alfa Romeo presenti in fiera, comprese altre giuliette rimaste fuori dalla prima galleria.

 

Le Alfa erano ovviamente molto più numerose; ben rappresentato il duetto in tutte le sue forme e cilindrate, con numerosi ossi di seppia da restauro. Purtroppo però spesso confinati in aree a bassa illuminazione, per cui vi risparmio qualche brutto scatto. Del resto, come sapete, da un po’ il mio cuore alfista si è aperto – temo ormai troppo tardi – alle piccole Abarth. Dedico a loro un posto d’onore nella prossima galleria, in mezzo alle Lancia, alle FIAT e derivate.

 

Non avevo mai visto da vicino un esemplare di Abarth 207A, spiderino da corsa molto bello carrozzato da Boano, in acciaio purtroppo e dunque un po’ in sovrappeso per la sua categoria. Ho avuto invece due incontri ravvicinati – e altrettante occasioni d’acquisto mancate – con la piccola coupé 850 di Allemano, esibita qui con motorizzazione 750, a dire del venditore un ‘concept’ che anticipa la produzione in serie. Ma veniamo all’ultima galleria, dove ci metto tutto il resto, a incominciare da Ferrari e Maserati.

 

E questo è quanto. Le Shelby? Preferisco le Cadillac 😀

Per tutto il resto, gran bella mostra! L’appuntamento è per l’anno prossimo, già in agenda tra il 24 e il 27 ottobre 2019. Ma seguite il trend: i giorni giusti sono il giovedì e il venerdì. Soprattutto se in cerca di ricambi e con voglia di vederla, la mostra. A presto.

 

Auto e Moto d’Epoca 2018

28 ottobre 2018

La 35° edizione di Autoemotodepoca si è appena conclusa e ancora una volta siamo piacevolmente costretti a ripeterci: nuovo record di visitatori, che dai 115.000 dell’anno scorso passano a quasi 120, con incremento nei primi due giorni.  Ennesima conferma dunque, per il salone più importante in Europa.

Anche quest’anno la Bonhams ha messo all’asta decine di pezzi da novanta, fra cui una Ferrari 250 GT seconda serie del 1960, battura a 508k e rotti, seguita da una nemmeno decennale Porsche 911 GT3 RS 4.0, passata di mano a 270K, e dalla Citroën DS 21 Décapotable a 126k. Tra le Alfa Romeo supera i 100k una bellissima 2000 Spider del 1960, mentre la Giulietta Spider del ’57 raggiunge 75k. Invenduta la Sprint Veloce. Ecco la prima galleria, dedicata a loro.

Tra le Abarth invenduta la Bialbero, mentre la piccola Allemano Spider del ’59 è stata battuta a EURO 57.500. Ferme anche la Jaguar XK140 appartenuta ad Anita Ekberg, la bellissima Maserati Sebring del ’65, la Triumph Tr3 e svariati altri lotti. Tutto sommato i prezzi raggiunti all’incanto sembrano contenuti, soprattutto se confrontati alle richieste dei vari commercianti, in particolare per i progetti di restauro. Incominciamo il Tour virtuale dai piazzali outdoor (Catalogo e Risultati qui).

 

Oltre all’Ape, rimangono fuori dalla galleria, ovunque le abbiano sistemate, in qualunque condizione si trovino, le nostre amate giuliette, che ovviamente le troverete in una vetrina tutta loro proprio qui sotto. C’è da dire fra l’altro che diversamente dall’edizione precedente, dominate dalle Giulie spider, quest’anno si sono viste svariate giuliette spider, comprese alcune veloci, fra cui la più bella un passo corto nero restaurato benissimo. A lei l’onore di aprire la galleria.

 

Tornando al discorso quotazioni Giulietta, se per la Spider del ’57 (ben restaurata) messa all’asta il felice nuovo proprietario sborsa 75k, chi volesse la veloce passo corto nera (altrettanto bella) dovrà partire il tira e molla da una richiesta di ben 138k. Ma il paradosso è che i progetti di veloce che vedete sopra partivano da 60 e qualcuno si è spinto a chiedere addirittura a 70 e oltre. Insomma se per questa fascia il mercato, e non da mo’, ristagna, sembra che siano ancora in molti a non essersene accorti. Per l’ultima, colabrodo ‘normale’ ma con motore di primo equipaggiamento, non bastano 25k. Vediamo le altre Alfa Romeo.

[SEGUE >>>]

Veloce sotto torchio

21 ottobre 2018

Risolti i problemi con la mia ADSL torniamo a bomba su un caso difficile. L’esemplare è all’asta su BaT, presentato come Spider Veloce del 1958, ma completamente spogliato della componentistica specifica e dotato di un Title che non ci azzecca nemmeno il numero telaio. Insomma un osso duro.

Che diavolo di intruglio è questa AR1495 F 09918? La documentazione fotografica è copiosa, come numerosi sono i commentatori che si profondono in interventi diagnostici, chi sull’enigma burocratico relativo al Title, chi sugli indizi “ferrosi” che depongono o meno a favore dell’autenticità della poveretta (o quanto meno del parafiamma). Dei primi non mi può fregare di meno (ma certo, chi ci ha fatto un pensierino – e uno dei bidders lo conosco 🙂 –  farà bene a districare la matassa); i secondi mi intrigano, per cui ho già contribuito alla discussione su BaT con i mie 2 cent. Mi traduco qui.

Secondo me si tratta della scocca di una veloce cannibalizzata e successivamente “riempita” con quel che si trovava in giro: motore 1315 43818 e relativa congerie di pezzi non corretti, strumentazione ‘normalissima’ etc… infine ridipinta rossa (era bianca). Le tre foto sopra anticipano su quali indizi (sia pur deboli e non dirimenti) poggiano le mie argomentazioni. Vi aggiungo la presa d’aria sdoppiata.

Conosco questa parte per averla studiata e poi costruita di sana pianta per la mia e, con tutte le riserve del caso (è pur sempre una foto), a me sembra che quella presa sdoppiata l’ha fatta mamma Alfa. Lo stesso dicasi per la punzonatura sul parafiamma: di tarocchi ormai ne ho visti e quel 09918 sormontato da una (mezza) ‘F’ in quella posizione mi racconta precisamente del modo di lavorare al Portello. Sulla targhetta poi non ci sono dubbi: appartiene alla Spider Veloce di cui al parafiamma, costruita per il mercato americano (10125), non di certo nel ’58 ma con ogni probabilità nel 1960. I quattro fori sul parafiamma ci dicono poi che un tempo, lì, erano attaccate le staffe del barilotto filtro aria.

Ok. Ma come mai una 101 passo corto con sportellino vano portaoggetti? Come ricorderete, durante la transizione era stata prodotta una piccola serie mista, quella con due ‘F’ sul parafiamma. Ma questo esemplare sembra successivo, e la doppia ‘F’ non c’è, per cui torniamo all’ipotesi di prima. La scocca di veloce c’è (il parafiamma quanto meno, molto più probabilmente tutta la parte anteriore). Ma nel corso del tempo potrebbe aver subito un incidente, quindi cannibalizzata, e in un secondo momento rifornita, oltre che della meccanica non corretta, di un bel sederino trapiantato e due porte corte: quella capottina infatti, che sia originale o meno, anche se sganciata dietro sembra un pelo troppo lunga per una SWB.

E qui potremmo anche invecchiare a rimpallarci congetture, cosa che nel mio commento su BaT ho prudentemente sconsigliato. Io farei due cose: mail urgente al Centro Documentazione e, nel frattempo, ripulitura a metallo nudo di punzonatura e dintorni: se quella non è una toppa saldata al posto giusto (e come detto, potrei sbagliare ma a me non sembra), abbiamo il parafiamma e la targhetta di una Spider veloce: a casa mia fanno quasi quasi una scocca giusta…

Al momento le offerte sono 6: il più temerario punta $13,678. L’asta chiude fra tre giorni… non guardate me: io ci sono già passato.

 

 

Lavori in corso

14 ottobre 2018

Video? Non è più stagione

30 settembre 2018

In un commento recente Luigi mi chiede perché non faccio più video delle mostre scambio e ipotizza un paio di spiegazioni: a) non le frequenti più; b) sei invecchiato 😀 Entrambe vere, naturalmente. Ma non la dicono tutta, quindi proverò a spiegarmi meglio. Intanto una schermata del mio canale Youtube.

Qualche cifra. Al momento ci sono 832 iscritti. Dal 2011 ho pubblicato circa 70 video e ci sono state 772.278 visualizzazioni. Il video più “popolare” (e qui la cosa incomincia a stridere) è ‘Aceto e sale contro la ruggine’, con quasi la metà di quelle visualizzazioni, precisamente (ad oggi) 379.405. La durata media dei video è di circa 12 minuti (per un totale di circa 14 ore), ma ci sono alcuni che sfiorano la mezz’ora, come ‘Concorso d’eleganza Villa d’Este 2014‘, video che, devo ammetterlo, mi ha dato non poche soddisfazioni, ma che ha raggiunto (solo) 29.047 visualizzazioni.

Veniamo dunque a un calcolo costi e benefici, non in termini economici s’intende: sono cose che si fanno sulla spinta dell’entusiasmo, per pura passione. Detto questo però fare dei video richiede un sacco di tempo: non è solo ‘girarli’; poi bisogna montarli, inserire l’intro, la musica, i titoli di coda… infine vanno ottimizzati e caricati. Ci avete mai provato? Dopo un po’ diventa quasi un lavoro. E se a fronte di tutto quel lavoro non c’è poi un ritorno, ancora, in termini di pura gratificazione, beh anche l’entusiasmo (beninteso, in fatto di girare video, non quello per le auto classiche, tanto meno per le Alfa) tende ad affievolirsi e incominci a chiederti perché e soprattutto per chi lo fai.

Sta di fatto caro Luigi e cari tutti che i video delle mostre scambio sono i meno cliccati. Non dico le mostre locali ma persino Padova, Milano… mostre grosse insomma: quella di cui sopra, a Modena, in tre anni ha totalizzato la miseria di 933 visualizzazioni, 3 like, 1 non mi piace 🙂 E non si tratta soltanto dei miei. Più in generale possiamo dire, per usare un francesismo, che a quanto pare di vedere videoclips di mostre scambio non frega un cazzo a nessuno. Non va molto diversamente con i video della Mille Miglia.

Ingorgo alla Mille Miglia 2012 ha ormai 6 anni e può ritenersi un Hit se ha raggiunto le 10.000 visualizzazioni. Negli anni successivi, della ‘Corsa più bella del mondo’ ne ho girati altri, che però non arrivano nemmeno alla metà di quella cifra. Certo, c’è da mettere che i mie video non sono ‘professionali’, nemmeno in altissima definizione e spesso un po’ ripetitivi. Da ultimo, rema contro che non sono in inglese. Ma c’è da chiedersi se fare un passo avanti nel senso della qualità e accuratezza possa portare a risultati più allettanti. Francamente faccio fatica a crederci: come accennato prima, la gente tende a buttarsi a capo fitto su stupidaggini come il già citato “Aceto e sale”, mentre non si sofferma nemmeno su cose ben più belle e stimolanti.

In conclusione e per ogni buon conto, non è che ho deciso di NON fare più video, ma quella delle mostre scambio è stata una stagione, ed è passata. Ora punterei su altro. Intanto appena la bella sarà in strada si beccherà un bel po’ di filmati, non più da ferma.

Chiudo con un ringraziamento a te, per l’apprezzamento e per l’imput alla base di questa specie di bilancio. E ringrazio soprattutto Sergio, un altro amico del blog insolitamente generoso, che mi ha regalato una videocamera ad alta definizione, proprio nel momento in cui stavo smettendo di fare sti benedetti video.

Niente paura, tornerò a girare, e sarà una nuova, bellissima stagione.

Giornata del veicolo d’epoca

23 settembre 2018

E sì, come la mamma, il papà, il bimbo, le lingue, la fascia dell’ozono, il rinoceronte, l’orgoglio gay etc. etc., da oggi anche l’auto d’epoca ha una giornata tutta sua: nazionale intanto, ma in futuro chi lo sa. Tutto sta a far ragionare quei tromboni dell’UE, decisi come sono a metterci i bastoni tra le ruote.

Occhio dunque – ironia a parte – a non sottovalutare l’iniziativa ASI, le cui finalità sono dichiaratamente politiche, come si evince dalla Lettera del Presidente Speziali pubblicata su La Manovella di settembre. Si tratta in estrema sintesi di resistere all’imposizione di “regole [sempre più] stringenti, soprattutto sulla scorta di direttive che arrivano dall’Unione europea, che rischiano di penalizzare in maniera​ pesante l’intero settore” (A. Provenzale – RTM).

Il primo scempio in materia lo avevamo già denunciato a Gennaio di quest’anno, nel post Passione Auto da Monti a Renzi dove, tra l’altro, si vaticinava l’imminente, ennesimo schianto del ca(zza)ro estinto, anche lui amante dei rottami promettenti, meglio se volanti, purché pagati coi soldi nostri.

Ora che la scena politica è cambiata si apre una finestra per cercare di incidere concretamente sulle future scelte in materia di motorismo storico. Dopotutto, come ha ricordato l’Alberti Casellati al Convegno di Palazzo Madama, il settore ha un valore economico stimato in circa 2,2 miliardi l’anno: “un fenomeno economico e culturale trainato quasi esclusivamente da privati” […] “È dunque dovere delle istituzioni tutelare e salvaguardare questo patrimonio” (ANSA.it Politica).

Che la Signora conti una mazza lo sappiamo, ma intanto l’ha detto… brava!  Ripetiamolo tutti, finché si sarà capito che siamo noi appassionati a contare veramente. Com’è stato dimostrato oggi 23 settembre, Giornata Nazionale del Veicolo d’Epoca, un po’ nelle piazze di tutta Italia. E non solo…

Beh sì, persino la Giulietta del sottoscritto – vittima di quella burocrazia ottusa da snellire assolutamente e dunque ancora in attesa delle scartoffie per avere una targa – si è fatto un giretto nel cortile condominiale, per la gioia dei vicini 😀

Poco ma sicuro, a breve ci spingeremo ben oltre.