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Finalmente in sartoria

18 febbraio 2018

Son trascorsi quasi due anni da quando ho deciso di affidare ad Antonello della Old Factory Garage la tappezzeria della mia Giulietta. Allora c’era la fila, perché il ‘ragazzo’ è piuttosto bravo, ma intanto l’auto andava rimontata. Oggi la fila c’è ancora ma è tutta dietro a noi: siamo finalmente in sartoria!

Si incomincia con l’isolamento del parafiamma, che in realtà era già stato applicato, prima ovviamente di tutti quei lavoretti da contorsionista richiesti dai servizi di riscaldamento, tergicristalli e compagnia bella. Quindi si prosegue con la vipla, che a scanso di equivoci si intona al colore dei sedili. NERO!

Ecco il sarto alacremente al lavoro. E a proposito di fila, noterete là in fondo la prossima: un’altro spiderino del portello, una giulia, anch’essa rossa.

Parafiamma terminato

Non solo: come vedete la moquette in lana è già stata tagliata, lavorata e sistemata al suo posto. Inutile dire che per quanto ben fatti siano i kit disponibili in giro, meglio fare ogni cosa su misura.

Ecco sopra il pianalino lato guida ancora nudo e sotto la sequenza di lavorazione, con applicazione prima dell’isolante acustico, poi della vipla e infine il tappeto in gomma marchiato Cicognani- Alfa Romeo.

Qualche dettaglio tanto per rendere il livello di accuratezza del lavoro. La doppia traversa forata, e visto che ci siamo prova inserimento della staffa ruota di scorta; la cuffia leva cambio, che si aggiudica a buon diritto la foto a tutto schermo

Infine quattro primissimi piani degli attacchi guide sedili.

E così, quel pianale verniciato a specchio da Moreno è sparito per sempre sotto vipla e moquette. Credo comunque che Antonello ce l’abbia messa tutta per non farci sentire la mancanza.

La settimana prossima altre notizie dal reparto Tappezzeria.

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Vipla Nera o Vipla Rossa?

11 febbraio 2018

In realtà è una domanda retorica: so per certo che sulla mia Giulietta, sia sulla traversa forata dietro ai sedili che sulla parte centrale del pianale sotto le sedute, la vipla era nera. Lo so perché l’ho staccata con le mie mani. Eppure, consultato l’esperto, in faccia all’evidenza ne è nata una controversia.

Ecco perché chiedo, a tutti i giuliettisti in ascolto che possiedono un esemplare rosso con selleria nera, di farsi avanti e dire di quale colore è la vipla incollata in questi punti. Ovviamente, purché abbiano buoni motivi per sostenere che si tratti dell’allestimento di fabbrica: sono escluse le auto che abbiano cambiato colore e le ritappezzate con allestimenti di fantasia. Meglio se avete delle foto.

Che purtroppo scarseggiano. Tutti, io compreso, fotografiamo la Giulietta in tutti i modi possibili, ma raramente si pensa ai dettagli. Eccone una, ma chi ce lo dice che si tratta dell’allestimento originale? Anche la mia (ma personalmente lo escludo) potrebbe essere stata rifatta.

Quindi, per fugare ogni dubbio, prima di scomodare altri “esperti”, commissari e colonnelli, meglio un’inchiesta in casa. Forza – vi ringrazio in anticipo – fatevi sotto!

Beh, la buona notizia è che siamo in tappezzeria.

Macerata ferita e sgomenta

4 febbraio 2018

Lo sanno tutti, fino in Cina, cos’è successo in questa sonnecchiante città di provincia italiana: inutile richiamare ancora una volta le immagini truci o rifare la cronaca di una mattinata di ordinaria follia. Inutile commentare, perché ogni commento rischia di fare ingenuamente l’eco alla disgustosa strumentalizzazioni elettorale in corso, di chi parla da destra o manca e persino di chi tatticamente tace.

E proprio per questo, perché di fronte a tanto orrore non si può tacere, una cosa va detta. Questa non è una faccenda di ordine pubblico: è una faccenda dannatamente politica. Inutile puntare il dito contro chi ha delle responsabilità immediate – e ce ne sono. Inutile chiedersi come mai uno spacciatore nigeriano ben noto, con permesso di soggiorno scaduto, fosse ancora qui tra noi, a piede libero. Inutile chiedersi come mai un tizio definito “border line” dallo psichiatra che lo aveva in cura avesse ancora il porto d’armi.

Le responsabilità sono a monte, in alto, ma nessuno di noi può tirarsi fuori. Sono di chi ha portato allo sfacelo la Legalità e la Giustizia nel Paese. Di chi ha legato le mani ai giudici e lodato a parole le forze dell’ordine affamandole nei fatti. Di chi ha diligentemente ubbidito quando è giunto l’ordine di “fare la nostra parte” per destabilizzare l’Africa e ha poi lucrato sulle deportazioni di massa cinicamente ridefinite ‘migrazioni’. Non possiamo tirarci fuori perché… certo, alcuni di costoro sono stati al potere perché garbatamente golpisti, ma altri ce li siamo scelti. E qualcosa mi dice che stiamo per rifare lo stesso errore.

Abbiamo giusto un mese per pensarci. Non so voi ma io, che davanti alla vetrata di quel bar ci sono passato 10 minuti prima che spuntassero quei due fori, ci penserò ogni mattina, col caffè, amaro.

Documented Matching Numbers

28 gennaio 2018

Com’è noto, accertare se la propria vettura abbia ancora il motore di primo equipaggiamento non è sempre agevole, soprattutto nel caso di esemplari 101, in cui la targhetta identificativa posta sotto il cofano non reca più il numero del monoblocco.

Non aiuta il Centro Documentazione – peraltro sempre puntuale nel rispondere alle richieste degli utenti – il quale come sappiamo fornisce tutta una serie di informazioni utili ma raramente la conferma della corrispondenza tra numeri di telaio e motore (a meno di non sollecitare – presumo ottimisticamente – ricerche d’archivio mirate).

Non aiutano le varie pubblicazioni specializzate; anzi, in alcuni casi – vedi il Fusi per le veloci II serie -, oltre a tacere sulla corrispondenza telaio/motore, potrebbero portarvi addirittura  fuori strada incoraggiando la convinzione che il vostro esemplare sia un’Abnormale anziché una autentica Veloce.

Ecco dunque che spesso l’unico modo di fugare definitivamente i dubbi è il ricorso a documentazione di prima mano, la quale, nel migliore dei casi, dovrà essere fornita insieme all’auto nel momento dell’acquisto. E’ il caso fortunato della mia sfortunata Spider veloce, la cui storia può essere agevolmente ricostruita a partire dai documenti prodotti dal precedente proprietario e consegnati al sottoscritto dal commerciante olandese Joop Stolze.

Come anticipato la settimana scorsa, pubblico qui il documento più importante (foto sopra), nella convinzione che potrà tornare utile ad altri 11 possessori di Veloci. Si tratta della fotocopia del Foglio di immatricolazione, inviato da Arese il 18 settembre 1987. Troverete una copia in alta risoluzione, senza la colonna che evidenzia il mio esemplare, nella solita pagina DOCS (in fondo). Ora veniamo a un rapido riassunto della storia del mio esemplare.

Storia della AR1495F09866. Costruita il 04.06.1960 per il mercato americano, non attraversò mai l’Atlantico. Venne invece venduta il 18.04.1961 direttamente in fabbrica, come testimonia la dicitura ‘SEDE’ nell’ultima colonna a destra del Foglio di cui sopra. Da allora ha avuto 2 proprietari, che con me fanno 3. Il primo, inglese, l’acquistò e la portò con sé in Gran Bretagna. Poco dopo (così sembrano suggerire le ottime condizioni della meccanica) ebbe un incidente che interessò la parte sinistra del frontale; quindi la fece riparare in loco, o diciamo meglio rattoppare alla meno peggio. Sappiamo infatti che l’intervento è stato effettuato oltremanica grazie al rinvenimento – pensate un po’ – di un giornale inglese che era stato accartocciato e infilato tra i lamierati a mo’ di riempitivo di supporto per lo stucco! E’ probabile che le riparazioni non avessero soddisfatto il primo proprietario (e come biasimarlo!), il quale poco dopo potrebbe aver parcheggiato definitivamente la Giulietta in un ricovero piuttosto umido, così che la ruggine portasse a termine il lavoro intrapreso dall’impavido riparatore. Nel 1987 l’esemplare passa di mano.

Entra allora in gioco il secondo proprietario, di nazionalità olandese, al quale dobbiamo l’indagine sulla storia dell’esemplare. Mosso dalla necessità di appurare se l’esemplare (appena) acquistato fosse effettivamente una Spider Veloce genuina, egli sollecita in almeno tre occasioni il Centro Documentazione di Arese, ottenendo, come vedremo – ma certo non subito – più di quanto avesse osato chiedere. In prima battuta invia un telex (data imprecisata), cui segue la risposta del Dr. F. Massari, datata al 1° settembre 1987, di cui si ha testimonianza nella lettera riportata qui a fianco.

Si tratta della stessa lettera che annuncia l’invio in allegato del foglio d’immatricolazione proposto sopra, in cui constano, scritti di pugno, i dati di ben 12 esemplari, tutti Veloci, ivi compreso l’abbinamento telaio / motore di primo equipaggiamento: esemplari ricompresi nell’intervallo AR1495F 09858 – 09870.

Troppa manna, diremmo oggi; tuttavia l’interessato, ignaro del fatto che quella ‘F’, posta sotto gli ultimi tre decimali del seriale di ognuno degli esemplari in lista, stava a significare che trattavasi appunto di Veloci (si noti che nella lettera Massari scrive “Giulietta Spider” e basta), ritiene non conclusive le informazioni fornite dall’archivista e dunque lo incalza con un’altra missiva, datata  al 06.10.1987. La risposta di Massari, del 14 ottobre, questa volta fuga ogni dubbio: spiega il significato della ‘F’, mette nero su bianco “your car is a Giulietta Spider Veloce 1960 model year” e aggiunge, infine, che la dicitura “Sede” è riferita al luogo in cui l’auto è stata acquistata, vale a dire “directly in Alfa Romeo factory”.  Riporto, per completezza, entrambi i documenti.

Il resto è storia piuttosto recente; se non la conoscete navigate questo Blog: c’è tutto, dalla vacanza-classic hunting da Joop in Olanda fino all’accensione di quel 106 00049 che, se non vado errato, è il più anziano o giù di lì tra i monoblocchi ancora in circolazione.

In ogni caso, questo è abbinato alla scocca giusta 🙂

 

 

Avviamento dell’AR 106*00049

21 gennaio 2018

A grande richiesta di pubblico – eccoti servito Enrico 🙂 – carico un video che mi era rimasto un po’ indietro: l’avviamento, a occhio e croce dopo una quarantina d’anni di silenzio, del motore di primo equipaggiamento della mia Spider veloce. Sentite come romba!!!

Il lavoro è stato eseguito da Marco Mancini e Fausto Fiorucci nella ‘V8′, nuova officina di Marco a Matigge (Foligno), e tutto è andato liscio. Suono davvero spettacolare: risentire il proverbiale rombo rauco e cavernoso del bialbero con lo scoppiettio dei webers a contrappunto è stata un’emozione indescrivibile. Certo, una volta montato, il gruppo aspirazione metterà la sordina ai carburatori, ma poco ma sicuro ci penserò io a far cantare il 106.

E’ stata una trasferta veloce, dettata più che altro da mia impazienza, sicché la Giulietta è di nuovo alla Old Factory Garage, in zona tappezzeria: appena quella fulvietta sarà fatta… sotto a chi tocca

A proposito, vi chiederete come faccia io ad essere sicuro che si tratta del motore di primo equipaggiamento. Semplice, perché ho documentazione di prima mano, scritta di pugno in fabbrica. Pubblicherò fra poco il foglio, anche perché nell’elenco dei numeri di telaio abbinati ai motori, oltre al mio ce ne sono tanti altri, quindi la cosa potrebbe tonare utile a più di un velocista.

Passione auto da Monti a Renzi

14 gennaio 2018

Ho salutato il 2017 con un post pieno d’ottimismo alfista. Purtroppo mi tocca accogliere il 2018 con una riflessione di segno opposto, fra l’atrabiliare e l’incazzato nero (del resto lo sapete… ogni tanto sbrocco e credo, a ragion veduta, che anche questo sia da condividere). Ecco le mie ragioni, condivisibili o meno.

Il picco di pressione l’ho sentito forte e chiaro appena aperto l’ultimo numero (gennaio 2018) di Ruoteclassiche: nell’editoriale firmato da David Giudici leggo che nei programmi dell’amministrazione milanese ci sarebbe una “stretta” alla circolazione delle Euro 0 praticamente su tutta la città, 365 giorni all’anno, H24 e, udite udite, esteso alle auto d’epoca! Pura demenza: tanto varrebbe schierare un plotone di magut pronti a murare l’uscita dei garage di chiunque ci tenga dentro una vettura degli anni ’80.

Ma non è di questo che voglio parlarvi oggi. Assodato che il traffico veicolare è solo causa secondaria dell’inquinamento atmosferico e che il ‘fattore storiche’ appare del tutto irrilevante, il via a una tale dissennata caccia alle streghe deve far riflettere su un processo in atto di cui ben conosciamo i precedenti: il Superbollo di Monti (atto primo), poi Renzi e il bollo alle ventenni (atto secondo). L’atto terzo potrebbe lasciare letteralmente a piedi gli appassionati milanesi e, se “l’esempio” trovasse imitatori… beh provate a immaginare le conseguenze.

Bisogna prendere atto che è in corso un vero e proprio attacco al mondo dell’auto d’epoca, laddove la parola chiave è appunto ‘mondo‘. Nel mirino non è l’auto d’epoca in sé; non di certo l’alto collezionismo per intenderci. L’obiettivo da colpire è la parte più cospicua e meno visibile di quel mondo, composta da uno specifico segmento di utenti, vale a dire gli appassionati non necessariamente ricchi; coloro per il quali possedere una storica, o anche una sportiva – in ogni caso frutto di anni di risparmi, rinunce e sacrifici – è molto più di un mero vanto o una delle tante voci in collezione. Sono loro e non “il lusso”, siamo noi, al netto delle supercazzole, quel mondo da avviare disinvoltamente alla ‘rottamazione’.

Si tratta ovviamente di uno degli aspetti meno vistosi di un sistema di vessazioni operato a 360° gradi, in cui il depauperamento della popolazione è soltanto una delle voci in capitolo, e non la più preoccupante. C’è di peggio. Perché alla violenza economica si accompagna sempre una violenza simbolica, che da una parte serve a mascherare quella demagogia spiccia con cui si fanno passare misure tese alla sottrazione di diritti in nome dell’interesse generale (si finge di colpire “il lusso” in nome della equità sociale; si impongono restrizioni inutili in nome di un “ambiente” peraltro programmaticamente sfruttato fino alla devastazione), e dall’altra serve a creare contrapposizioni dal basso, polarizzazioni in orizzontale, divisioni e tensioni nel tessuto sociale fino a incentivare vere e proprie guerre tra poveri, di modo che una élite parassitaria, asservita a interessi che nulla hanno a che fare con l’interesse degli italiani, possa andare avanti indisturbata nell’opera di devastazione di questo nostro sventurato paese.

L’auto d’epoca è appunto un simbolo, e in quanto tale facilmente manipolabile. Cancellate il suo status storico, svuotare quel simbolo dei valori che rinviano al passato glorioso di una Italia che non c’è più, recidete ogni legame identitario, scollegate la componente affettiva ed esperienziale che lega ogni esemplare al suo proprietario e avrete appunto lo stereotipo di qualcosa di velleitario, inutile e superfluo: un capriccio insomma, per soli ricchi. In altre parole, ciò che, stando al disegno nascosto sotto questa offensiva demagogica e cinicamente eco-responsabile, l’auto d’epoca deve tornare ad essere: un privilegio per pochi. Tutto il resto, le auto e chi le guida, sono da rottamare.  Ecco le ragioni profonde dell’accanimento degli ultimi governicchi anche nei confronti del mondo delle auto classiche.

Altrimenti come spiegare il perdurare di misure a proposito delle quali non si può che parlare in termini di risultati fallimentari, tassazioni boomerang, flop, autogol, ottusità al governo etc. Ricordiamolo ancora una volta: dal superbollo infilato da Monti tra le cosiddette “Disposizioni urgenti [programmate dai lobbisti suoi amici] per la crescita [impoverimento], l’equità [l’iniquità] e il consolidamento [dissesto] dei conti pubblici”, tristemente note come decreto “Salva [Affossa] Italia” (che come noto, fra l’altro, ha “ucciso le auto potenti e massacrato l’indotto e l’artigianato che ci gravitava attorno”, sottraendo anziché portare più soldi all’erario), alla renzata sulle ultra ventenni, che applica lo stesso principio non già sul lusso ma alle cosiddette youngtimer, la logica è la medesima: fare gli interessi non degli italiani, ma di chi ci vuole ebeti privi di coscienza critica, identità, radici e dignità, pronti a berci le cazzate che spacciano i media di regime e a consumare qualunque schifezza producano – non importa dove né a chi vanno i dividendi – i loro padroni dentro e soprattutto fuori dall’Italia.

Non siamo ciechi, anzi: abbiamo visto quanto basta. Il conto alla rovescia è partito e ormai sappiamo benissimo chi sarà il prossimo ad essere rottamato e appeso al muro. E quello non sarà il mio cinquino.

Buon Natale e Felice 2018

24 dicembre 2017

Cari amici alfisti vi auguro un natale sereno e un ottimo anno nuovo. Il 2018 sarà infatti un anno alfissimo, non solo perché, come da poco annunciato, il marchio tornerà a gareggiare in Formula 1, ma anche perché le esperienze maturate in pista potrebbero essere riversate nella produzione di serie.

In altre parole pare lecito attendersi, insieme all’aggiornamento della gamma di autovetture attualmente offerte dalla Casa (FCA), e dopo il lancio della Giulia Coupé, una vera e propria supercar targata Alfa Romeo. I desiderata di fine anno incontrano infatti i rumors a proposito di una futura 6c e i più ottimisti si cimentano già in qualche rendering della futura ammiraglia.

 

Il 2018 sarà poi, nel nostro piccolo, l’anno in cui, dopo lunghi anni di lavoro, il progetto di restauro al centro di questo Blog giungerà a termine, devolvendo alle strade un magnifico esemplare di Giulietta Spider veloce che, partito da questo rottame,

è giunto oggi fin qui:

Chi vi scrive parte per una breve vacanza e, nel congedarsi, vi lascia i suoi migliori auguri di un ottimo 2018.

 

Giulietta e Duetto a vendere

17 dicembre 2017

New entry per la pagina Cars & Parts. Anzi le novità sono due, sempre Alfa Romeo s’intende: una Giulietta e un Duetto pronti a passare di mano. Entrambi bianchi, entrambi restaurati o addirittura a fine restauro, come nel caso della scocca fresca di vernice che vedete in foto.

Si tratta di una Giulietta Spider III serie del 1963, nata bianca e riportata al suo colore originale. L’auto è in fase di rimontaggio dopo un restauro completo e accurato. La condizione ideale, dunque, per chi vuol vederci chiaro, controllare nei dettagli e insomma toccare con mano prima di staccare l’assegno. In più, il potenziale acquirente potrà scegliere se attendere il completamento dei lavori oppure prenderla nello stato in cui si trova. Mi dicono appunto che siamo al matrimonio.

Il Motore, rettificato, è stato abbinato a un cambio a 5 marce e l’alimentazione portata agli standard delle veloci con la sostituzione del Solex con 2 Webers DCOE2 e relativo gruppo di aspirazione. Sono disponibili, in ogni caso, tutti i pezzi per riportarla in condizioni di assoluta originalità.

 

Il Duetto è un 2000 Veloce ed è stato costruito 10 anni più tardi, nel 1973. E’ stato anch’esso restaurato e, come già per la giulietta, è disponibile estensiva documentazione dei lavori eseguiti.

Se interessati contattatemi pure e vi passo i dati per un contatto diretto col proprietario di entrambe le vetture.

E visto che ci siamo, forza, se avete un Alfa da vendere questo è il posto giusto: è aggratis e tutto rimane in famiglia.

A presto.

 

Prova impianto elettrico

10 dicembre 2017

L’impianto elettrico è la prima cosa da montare dopo che la scocca è tornata sulle quattro ruote. Per testarlo però bisogna aspettare ancora un bel po’, almeno finché tutti i servizi che ne dipendono siano su, dai dispositivi elettrici del motore fino alla strumentazione e, ovviamente, la fanaleria.

Fiat lux! E la luce fu. Ecco i proiettori Carello nuovi da fondo magazzino con vetri parimenti nuovi: presto per dire se “fanno giorno”, cosa su cui è lecito dubitare, abituati come siamo ai proiettori moderni, ma intanto sappiamo che funzionano a dovere, sia gli anabbaglianti che gli abbaglianti.

Passano il test anche i fanali di coda Altissimo: tutto ok, sia per le luci di posizione che per gli stop (ecco Alberto col piede sul pedale), come del resto anche le cosiddette ‘frecce’ arancioni, di destra e sinistra.

Imperdonabile: non ho fotografato i ripetitori laterali, le gocce Carello per intenderci, ma anche loro si sono accesi regolarmente. Un’altra omissione riguarda la strumentazione, la cui luce è troppo tenue per spuntarla sui tubi fluorescenti, ma sono riuscito a controllare tutte le spie, che come vedete fanno egregiamente il loro lavoro.

E la batteria? Dovrà essere sostituita con un’altra più piccola, in grado di stare dentro alla finta custodia in bachelite. Ve ne parlerò presto.

Telaio capote e particolari vari

3 dicembre 2017

Manco fosse il suo! Dopo le prove, sul telaio capote non dovevano esserci sorprese e non ci sono state. L’istallazione certo non è mai cosa facile, specie a vettura verniciata, ma una volta andato dentro non c’è stato bisogno di nessun aggiustamento. Richiuso incontra il parabrezza con precisione millimetrica.

Così il lavoro di regolazione dei deflettori non ha richiesto ulteriori accorgimenti. Se il telaio capotte non fosse stato così preciso, ci saremmo trovati di fronte a due opzioni: lavorare sulle tolleranze del telaio stesso (preferibile, ma il lavoro è rognoso), oppure sull’inclinazione del parabrezza, cosa che avrebbe comportato una diversa regolazione dei deflettori e/o delle guarnizioni. Beato il possessore di un passo corto senza deflettori. Ma questa volta bisogna dirlo: ci è andata di lusso.

Così, incoraggiati dai risultati, siamo andati avanti con il montaggio di altri particolari che per varie ragioni erano rimasti indietro, come per esempio l’imbottitura interna del cofano motore, ordinata da Bergia e arrivata direttamente all’Old Factory Garage.

Quindi le targhette originali, che per fortuna si sono conservate bene e che mi sono limitato a ripulire, i vari componenti della serratura e infine, all’esterno, i fregi, corto e lungo, del cofano.

Ma anche all’interno – o meglio sulla soglia – la Giulietta ha una sua targhetta, di cui fino ad oggi non ho visto una sola riproduzione fatta con i caratteri giusti. Questa, viti comprese, è originale ovviamente e direi che si è conservata in ottima forma.

Vi lascio con uno scatto del vano portaoggetti, completo di fregio e serratura con chiave. L’interno è stato rivestito in velluto nero. Ignoro attraverso quale procedimento all’Alfa ottenessero questo tipo di finitura, ma l’effetto era quello, con funzione anti scivolo.

Vi devo la foto dell’interno, come del resto quelle della prova impianto elettrico. A presto.