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All Over Red

21 febbraio 2015

Tutta rossa, dentro, fuori e anche sotto; è così che uscivano dalla Pininfarina ed è così che doveva tornare la mia Veloce. Fatte salve le differenze ovviamente… che poche non sono. Anzitutto niente nitro – e ci mancherebbe – bensì il Lucido Diretto UHS Duralit Extra della MaxMeyer.

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Ma per farla breve, la differenza fondamentale – giova ripeterlo – sta nella preparazione. Con le scocche che uscivano dalla linea di montaggio questa non ha praticamente nulla da spartire. A incominciare dal trattamento interno degli scatolati, al tempo simbolicamente imprimati, quindi condannati ad arrugginire presto, che qui abbiamo trattato con il tenace Fondo Epoxy Primer 840 R della Dupont.

Giuletta-spider-veloce-AR501Giuletta-spider-veloce-AR501_SX-sideGiuletta-spider-veloce-AR501_aLo stesso che ricopre interamente la scocca e fornisce il supporto allo stucco liquido poliestere, ricoperto poi con fondo definitivo Dupont 799R prima delle due mani di Rosso alfa 501 (presto nel dettaglio l’intero procedimento: prodotti e sessioni di levigatura con carta vetrata da 80 fino a 500, poi lucidatura).

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Tutto ciò ovviamente senza nulla togliere alla ‘mano’ – che è poi sempre la stessa, quella di Moreno della GF – che ha applicato il Rosso Alfa. Mi è capitato di vedere scocche troppo sovraccaricate, così ‘impastate’ che fai fatica a capire cosa c’è sotto, e su altre anfratti (area prese d’aria, passaruota posteriore etc.) dove il colore era arrivato sì e no. Qui il rosso è ovunque, uniforme ed omogeneo.

Giuletta-spider-veloce-AR501_nose_03Giuletta-spider-veloce-AR501_nose_02Giuletta-spider-veloce-AR501_nose_04

Rosso che non è il rosso di queste foto: purtroppo qui la luce era incominciata a mancare e il flash mi ha giocato qualche brutto tiro. Pazienza… ci sarà modo di fotografarla con la luce giusta. A proposito, la griglia rinforzata all’imbocco della presa d’aria (foto a dx) è frutto della pignoleria di Domenico: visto mai ci si dovesse infilare qualche volatile… :)

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Se ci fate caso, il riflesso delle luci sul parafango mostra ancora qualche leggerissimo effetto ‘buccia d’arancio’, che verrà spianato con la lucidatura. Come il frontale, anche il sederino della Giulietta soddisfa appieno le mie aspettative, come del resto i parafanghi, sotto e sopra.

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Giuletta-spider-veloce-AR501_rear-fender_01Giuletta-spider-veloce-AR501_rear-fender

Interamente rosso, all over appunto, anche il sottoscocca, che ha avuto la sua applicazione di antirombo e poi via di vernice.

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Giuletta-spider-veloce-AR501-undercoat_01Giuletta-spider-veloce-AR501-undercoat_03Giuletta-spider-veloce-AR501_02Su tutta la parte interna ho preteso (lo so, è pura follia, ma tant’è) la stessa finitura della parte esterna della scocca, cosa che ha richiesto un supplemento di lavoro, portando le 200 ore grasse preventivate (preparazione e verniciatura s’intende) a 250 tonde. Godiamocela adesso: tranne i passaruota, lì fra un po’ sarà tutto coperto :-/

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Giuletta-spider-veloce-AR501-floor_02Lo stesso vale per il vano motore, chiamato a ospitare il 106*00049 di primo equipaggiamento, a quanto mi risulta il seriale più basso della serie che sia sopravvissuto (cf. lo Spider Veloce Register), e qui mi rifaccio.  Sul parafiamma, parte superiore, abbiamo applicato un velo leggero di antirombo.

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Giuletta-spider-veloce-AR501-engine-bay_01Giuletta-spider-veloce-AR501-engine-bay_02Giuletta-spider-veloce-AR501-engine-bayL’unico dubbio che mi è rimasto riguarda la verniciatura con raggrinzante nero del ripiano cruscotto. Questa vernice produce il ben noto effetto rilievo con spessore variabile a seconda della quantità di prodotto applicato e la  temperatura cui viene sottoposto.

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Capita che si esageri e l’effetto viene troppo pronunciato e tutto sommato sgradevole, ma capita anche di sbagliare per difetto e allora il raggrinzante non monta. Insomma trovare il punto giusto è una bella rogna e io ho l’impressione che nel mio caso ci è mancato qualche grado per raggiungere la temperatura ottimale. Ecco il confronto con il raggrinzante originale:

Giuletta-spider-veloce-AR501-wrinkle-dash_smallgiulietta-spider-dash-nose-01In ogni caso su questo possiamo tornarci: bisogna ancora verniciare, con la stessa vernice e rigorosamente alla stessa temperatura, il labbro cruscotto (quello in foto ho fatto l’errore di cederlo ad altri!) e il rivestimento colonna sterzo, che però dev’essere meno carico, forse come è il cruscotto adesso.

Finiamo con gli accessori della scocca: cofani e porte (già lucidati a dovere), paracolpi interni, sportellino vano portaoggetti, cerniere e minuteria varia, oltre alle parti in nero.

Giuletta-spider-veloce-AR501_doorsGiuletta-spider-veloce-AR501-doors-bits_01Giuletta-spider-veloce-AR501-black-bits_01E vediamo un po’ chi, fra i più perspicaci, riesce a dirmi cosa sono quelle due mezze lune nella foto in mezzo :D

 

 

Automotoretrò 2015

16 febbraio 2015

Fine settimana movimentato, quasi fotocopia della sfacchinata dell’anno scorso: da Tezze sul Brenta – e finalmente ho visto la Giulietta verniciata! – a Milano per una visita veloce al laboratorio Lopane, dove ho visto auto da cardiopalma, fino a Torino per Automotoretrò: servono ancora ricambi e la cosa è urgente. Ma ecco in anteprima la Giulietta, per ora velata: presto più foto e il filmato.

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Veniamo ad Automotoretrò. Niente video questa volta, ma in compenso foto finalmente decenti – almeno spero – con una nuova reflex digitale acquistata proprio per ritrarre la Giulietta tornata dal mondo dei rottami. Intanto facciamo qualche prova al Lingotto, con qualche scatto a caso delle auto presenti in fiera, incominciando dalle Fiat per passare subito all’angolo delle “eccelse”: tre bellissime ‘scoperte':

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Porsche 356 A Spider, Giulia GTC rossa e Lancia b 24 spider america: l’aggettivo che imbratta i parabrezza non è sprecato: ottimo il restauro in tutti e tre i casi. Fatto abbastanza raro, quest’ultima era in buona compagnia: ne ho contate, a parte l’esemplare “ufficiale” in mezzo, almeno altre tre.

automotoretro2015-eccelse

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lancia-b24 Battuta quanto a rarità dalla Berlinona ‘Florida’ e ovviamente dalla D50 Formula 1 del ’54.

Lancia-D50-Formula-1

lancia

Di Alfa Romeo ce n’erano, di tutte le età, dalle nonnette alle GTV (2000… 1750 non ne ho viste), compresa qualche giulietta nel padiglione auto in vendita, sempre poche per i miei gusti.

old-alfasPer vederle bisogna andare da Paolo Bergia… dopotutto siamo nel suo feudo. Ecco allora una panoramica delle sue giuliette, dal classico ritrovamento nel granaio (americano) alla scocca in primer alla Giulia blue a fine restauro.

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Quest’ultima c’era anche l’anno scorso; la giulietta con cofano giallo invece è una new entry: una normale del 1957!

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bergias-stand_02bergias-stand_04Ma di novità ce n’erano anche dall’altra parte, nel padigliore ricambi, prima fra tutte la nuova griglia in ottone per il frontale: dopo tante prove, aggiustamenti e riprove e non da ultimo un cospicuo investimento, eccola: la più bella riproduzione che mi sia mai capitata fra le mani.

Giulietta-spider-bergias-front-grill

A me interessava altro però, e come dicevo con una certa urgenza, perché a Foligno Fausto e Marco hanno finito di rimontare il ponte e ora stanno lavorando all’avantreno: i cilindretti freni e qualche testina, anzi tutte, dovrei portarglieli subito.

cilindretti-girling

Le ganasce son servite: ottime riproduzioni dei Girling con tanto di marchio a sbalzo. Fra le testine invece qualcuna mancava all’appello, per cui dovremo rimandare a Reggio.

cilindretti-girling_01cilindretti-girling_02cilindretti-girling_04
Molto prima, la settimana prossima, un folto reportage fotografico del bellissimo lavoro eseguito da Moreno sulla mia Veloce, di cui vi lascio (ho aperto così e così, tolto il velo, è giusto chiudere) un’altra immagine in anteprima.

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A presto ;)

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Non vaccinatevi!

8 febbraio 2015

Non ha bisogno di presentazioni, il sito di Francesco Savoia, oppure sì, visto che gli articoli pubblicati sono in inglese e a qualcuno potrebbe essere sfuggito che a scrivere è un nostro connazionale, non un monomaniaco come me, ma un attento, versatile e competente appassionato di auto d’epoca.

Classic-Virus-home

Seguo da tempo Classic Virus e oggi mi sono deciso a includere un collegamento stabile nel menù di destra. Ne vale la pena, perché con intelligenza e perseveranza l’autore posta un articolo al giorno, spaziando, tra le marche più prestigiose italiane e non, dal rottame all’esemplare da concorso, con netta e gradita prevalenza di autovetture in vendita. No affiliations, ma se siete alla ricerca di ferri d’altri tempi non vaccinatevi: una dose giornaliera di Classic Virus dovrebbe fare proprio al caso vostro.

Ecco l’ultima chicca: la segnalazione di una Giulietta spider III serie (la stessa che vedete in foto sopra) all’asta su ebay. Poco più di un rottame… “eppur si muove”. Guardatela, anzi sentite, nel video incluso nell’annuncio, quel bialbero urlare, a dispetto del colabrodo su cui si trova ancora imbullonato, tutta la sua voglia di strada.

E a proposito di Virus e Giuliette rosse, è stato uno di questi, cattivi ma passeggeri, a tenermi inchiodato in casa, facendo saltare non solo la gita a Parigi (quest’anno avevo organizzato tutto per godermi Rétromobile) ma anche la visita da Domenico, dove da un mese circa la mia veloce verniciata a nuovo mi attende sconsolata. Pazienza… lo sappiamo bene, contro i virus c’è poco da fare :)

Aggiornamento Mercatino (Gennaio 2015)

31 gennaio 2015

Aggiornamento ghiotto, come vedrete. Tra i miei doppioni e i pezzi proposti dagli amici del blog, più qualche conoscenza locale in vena di svuotare il garage, abbiamo messo su un discreto numero di ricambi, tra cui un paio di mosche bianche. Ecco intanto questo bel volante, farina del mio sacco

volante-guilietta

L’ho “restaurato” (con l’aiuto decisivo di Moreno) assieme a quello che farà girare le ruote – e gli sguardi :) – alla mia Giulietta. Fra i due l’imbarazzo della scelta c’era, ma anche il bisogno di rientrare… beh sì, perché entrambi montano componenti (anello clacson e pulsante centrale) nuovi da fondo magazzino, e questi come sapete oltre che rarissimi sono dannatamente costosi. Quindi di restaurato – tolgo le virgolette – c’è solo la corona in bachelite, il resto è nuovo. Completo ovviamente, al 100%.

Ancora più rari però – le vere mosche – sono la Bobina Magneti Marelli B200B specifica per Veloce e la Pouch, quella busta verdognola dove mettere il Libretto Uso e Manutenzione. Quando oltre un anno fa ne trovai una, lanciai subito la sfida fra gli amici giuliettisti: alzi la mano chi ce l’ha. Rispose solo Pasetti :D

MM-B200Bmanual-pouchemanual-pouche_01

Questa qui è quasi identica, salvo qualche di particolare di poco conto: a) è un pelino più piccola (1/2 cm circa in altezza); b) il materiale è sensibilmente più spesso; c) non ha quella piccola testa raffigurata sotto il risvolto di chiusura. Inoltre come vedete ha qualche segno di uso maldestro, ma direi che anche un calzolaio di borgata una pezza lì è in grado di mettercela e la pouch dovrebbe facilmente tornare a fare la sua figura.

E non è finita qui: della Magneti Marelli c’è anche la Dinamo DN44A, nuova anche se stivata male quindi da revisionare, ma funziona. Abbiamo anche un Crick Battaini a base piatta fissa, restaurato e perfettamente funzionante, con tanto di decalcomania. E poi minuteria varia come questo paio di vetrini arancione Altissimo NOS, rari anche loro rispetto alla versione chiara, specchietti I e III serie, un set di fregi cruscotto quasi completo (cercasi il più piccolo) e altro ancora.

giulietta101-battaini-jack-restoreddinamo-MM-DN44Aaltissimo_orange Insomma di roba ce n’è. Quest’anno il Mercatino parte bello pienotto. Approfittatene. Ok, e fatto questo, possiamo tornare ad occuparci della Giulietta, che sarebbe pure ora. La settimana prossima ;)

Primi 7 capitoli Catalogo Parti

26 gennaio 2015

Finalmente, come anticipato oramai diverso tempo fa, sono disponibili i primi capitoli del Catalogo Parti di Ricambio, compreso il relativo ‘Bollettino di aggiornamento’. Per ora ecco i primi 7 del Vol. 1° Gruppi Meccanici ed Elettrici, pronti per il downlaod.

basamento

I files sono stati digitalizzati fra i 300 e i 240 dpi sulla mia copia personale, praticamente nuova, quindi qualità e risoluzione sono buone, a discapito però della ‘leggerezza': tanto per fare un esempio, il primo capitolo, che contiene anche l’indice, le pagine introduttive e qualche foto, pesa ben 27,1 Mb. Ogni file può (deve) essere scaricato separatamente. Non ci sarà – diciamolo subito a scanso di equivoci – la possibilità di scaricare l’intero volume in un singolo file. Forse, dico forse, prima o pio farò un DVD. Le versioni precedenti di entrambi i volumi rimangono comunque disponibili, almeno finché non avrò completato il lavoro, si spera presto.

Giulietta_manual-1955-coverCon l’occasione ho inserito anche un altro documento, raro e molto interessante, inviatomi da Luca di Fermo (grazie mille!). Si tratta del Manuale Uso e Manutenzione Giulietta del 1955, quando le uniche versioni disponibili erano la Sprint e la Berlina. La scansione è ad alta risoluzione e quindi anche in questo caso il file è piuttosto pesante (36.4 Mb). Il manuale mostra tutti i segni del tempo e dell’uso. Sia il Manuale che i 7 capitoli del Catalogo, come sapete riservati ai sostenitori, sono scaricabili dalla pagina DOCS. - Infine qualche altro nuovo documento, questa volta in vendita, ovviamente originale in supporto cartaceo, lo trovate nel Mercatino, anch’esso ormai bisognoso di un aggiormamento. A presto.

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Argentinian barn finds

18 gennaio 2015

E’ stata una vacanza tranquilla, trascorsa quasi tutta nella nostra casa immersa nel verde appena fuori città; niente viaggi, zero sbattimento: dalla piscina alla sdraia al barbecue la triangolazione è perfetta. Per gli spostamenti in città mi ero accordato per un Alfa Romeo 156 a noleggio, ma mi è toccata una Toyota di fabbricazione nazionale… sapeste che bidone! Roba da fare arrossire la mia piccola IQ.

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Meglio così: tentazione di uscire ridotta al minimo; sempre ammesso che uscire fosse possibile, perché da quelle parti hanno un curioso concetto del ‘passo carrabile': i più l’interpretano come un invito a parcheggiare proprio lì, per cui come si fa a protestare quando qualcuno lo prende proprio alla lettera e te lo ritrovi letteralmente ‘carrato’ da veicoli, appunto, a propulsione equina? :) E certo prima o poi bisogna mettere il naso fuori, perché come sapete nel mio caso non c’è vacanza senza almeno una battuta di caccia al rottame promettente.

home-sweet-home_15home-sweet-home_11home-sweet-home_12Questa volta poi devo dire che avevo anche le idee chiare, come anticipato fin dall’arrivo: quella Cisitalia Abarth 850 Allemano con trent’anni di polvere addosso era già argomento di conversazione via mail fra me e il suo proprietario, il sig. Eduardo, quando nel primo pomeriggio del 6 gennaio egli ci aprì un enorme capannone svelandoci molto altro.

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Il sig. Eduardo colleziona micro e ninicars, perciò di queste ce n’erano un po’ dappertutto: svariate Isetta, Messerschmitt, Gogomobil, De Carlo (BMW 700), una Vespa 400, che là chiamano Mitzi B40, con tanto di roulottina al traino.

de-carlo-microcarvespa-400heinkelC’era anche una simpaticissima microcoupé progettata e prodota interamente in Argentina a metà degli anni ’60 in meno di 200 esemplari.

Si tratta della Dinarg (Dinàmica Industrial dinarg-d200Argentina): carrozzeria in resina poliester, peso circa 300 kg, purtroppo equipaggiata con un motore oggi improponibile: un monocilindrico 2 tempi Sachs da 200 cc. Ma guardate che bella macchinina. Nel capannone ce n’erano anzi due: una rossa egregiamente restaurata e una bianca da restaurare (non quella in foto). Mia moglie se ne innamorò appena la vide sicché dovetti strattonarla verso l’angolo dove stazionava la cisi.

 

Eccola. L’auto a dire il vero si presenta un po’ peggio di quanto mi aspettavo, con la parte bassa della scocca e tutta la fiancata sinistra pesantemente arrugginite. Come fosse stata ricoverata sotto una tettoia: facile indovinare da quale parte batteva la pioggia… Nondimeno è completa. Meglio ancora, si tratta di un esemplare su cui, a quanto pare, salvo la sostituzione del volante e una becera spruzzata di qualcosa di simile a vernice (era nata rossa), nessuno ci ha mai messo le mani.

Cisitalia_Allemano_Abarth_850_Coupe

Aperti i cofani: dietro il motore, con tutti i suoi componenti originali, davanti il serbatoio, idem, c’è tutto, persino la targhetta identificativa: è l’esemplare n° 18. Anche gli interni, sia pure ovviamente rovinati, sono presenti: la strumentazione invece – i tre pezzi da 90 sul cruscotto – è completa e in buone condizioni, a eccezione di un vetrino persosi per strada. Fanaleria, a eccezione del priettore anteriore sx, e delle plastiche – si rimediano – ci sono pure. Mancano solo i paraurti.

Cisitalia_Allemano_Abarth_850_Coupe_03Cisitalia_Allemano_Abarth_850_Coupe_02Cisitalia_Allemano_Abarth_850_Coupe_01 Insomma molto più di un rottame promettente, un bel progetto di restauro, forse anche un pelo impegnativo ma potrebbe valerne la pena. Ci sono però due ordini di problemi, legati, da una parte, alle condizioni di vendita (come accennato, in lotto con altre vetture), e dall’altra alle beghe burocratiche imposte dalla regolamentazione argentina.

Ma ci sto lavorando, su entrambi i fronti. Intanto, se qualcuno volesse aggiungersi alla cordata (purché ovviamente non miri a soffiarmi la Cisi :D ) è benvenuto. Il sig. Eduardo, ve lo presento, ha anche altri pezzi, davvero rari, come questo De Dion Bouton del 1903

1903-de-dion-bouton

A proposito, le signorine non erano presenti, ma l’Argentina è rinomata anche per questo :)

 

 

 

A. R. 501 Rosso Alfa

11 gennaio 2015

Tante sfumature per un colore, a seconda dei modelli, delle annate, dei produttori che oggi cercano di avvicinarsi per quanto possibile a quel punto di rosso ottenuto allora su base nitrocellulosica. E’ il Rosso Alfa, il ‘colore della gloria’, che in realtà poi non è mai stato sempre uguale a se stesso.

AR-501

Per via delle variabili richiamate sopra, appunto, ma anche perché gli standard qualitativi del tempo, ovvero le procedure piuttosto approssimative impiegate in sede di verniciatura, non potevano garantire assoluta uniformità. La denominazione A.R. 501 rimanda infatti a diverse tonalità del Rosso Alfa anche quando ci si riferisce allo stesso modello: per limitarci alla Giulietta, catalogo alla mano si vede a occhio nudo che quello impiegato per le 750 è un pelo più scuro del rosso usato tra il 1960 e il 1962, che dal ’63 in poi torna a oscurirsi.

Come detto la volta scorsa, per scegliere il colore ci siamo messi in tre: il fornitore Nicola, Enrico ed io; abbiamo confrontato i cataloghi della Lechler e della MaxMayer e optato per il 21/B della MaxMeyer.

AR-501-01AR-501-04AR-501-02Dovrebbe essere, in teoria, il rosso più vicino a quello impegato nel 1960. Teoricamente, appunto, perché mentre noi ci arrovelliamo alla ricerca del punto di colore preciso, Nicola, da esperto, ci riporta con i piedi per terra. Stando a quanto ci ha riferito, ecco come stavano le cose in fabbrica una sessantina di anni fa.

58-Spruzzatura-di-antiromboPresto detto, la difformità cromatica – impercettibile o quasi a occhio nudo, s’intende – del Rosso Alfa (come di ogni altro colore) dipendeva più che altro dalla presenza di residui di altre colorazioni nella vernice impiegata. Detto in soldoni, poiché alla Pininfarina non si prendevano la briga di ripulire accuratamente le cisterne tra la verniciatura di un lotto vetture e l’altro, la tonalità di colore ottenuta su ogni lotto vetture virava di qualche grado verso il colore del lotto verniciato in precedenza :D

Come dire… occhio non vede, cuore non duole: non potevano mica immaginare che un giorno qualcuno in grembiule bianco e armato cromatografo si sarebbe messo a fare le pulci alle verniciature.  Insomma una bella lezione, che dovrebbe servirci a meglio indirizzare certo zelo filologico laddove esso ha un qualche senso.

Quel che conta è il risultato, e se la finitura è all’altezza della preparazione, non ho dubbi che sarà un capolavoro: lo vedremo fra un paio di settimane ;)

 

Spiderveloce’s Blog 2014

3 gennaio 2015

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

Il Museo del Louvre riceve 8,5 milioni di visitatori ogni anno. Questo blog è stato visto circa 76.000 volte nel 2014. Se fosse un’esposizione al Louvre, ci vorrebbero circa 3 anni perché lo vedessero altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Feliz año nuevo

28 dicembre 2014

Oltre due settimane senza un post: giusto il tempo per sbrigare le ultime faccende di famiglia e lavoro e di fare le valigie. E rieccomi all’aeroporto di Buenos Aires, a pezzi dopo un volo da incubo a bordo di un catorcio sempre in avaria :-/

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A proposito di catorci, domani vado a vederne uno… No, non un’Alfa, nemmeno BMW (il cappellino è un ricordino di Villa Erba) ma una Cisitalia “povera”, di quelle che Dusio portava qui negli anni ’60, la piccola ma bellissima coupé Allemano motorizzata Abarth. Eccola – non è questa ovviamente: l’esemplare in questione dorme da 30’anni in un garage.

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Ma sarà dura… Il tipo si è messo in testa di venderla in lotto con 4 bidoni americani… Della serie un purosangue e 4 porci ammucchiati insieme. Provare non guasta: le figurine con la scritta ‘Euro’ qui sono molto apprezzate :)

Incrociamo le dita.

Buon anno a tutti e ci vediamo a gennaio.

Sigillatura e Antirombo

7 dicembre 2014

Terminata la levigatura della scocca, rieccola sdraiata sul fianco e coperta di giornali come una barbona :) per le ultime operazioni prima della verniciatura: come da titolo, sigillatura dei cordoni di accoppiamento tra lamierati e applicazione antirombo.

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Per quest’ultima oparazione ho chiesto consiglio a Paolo Bergia, che ringrazio. Quanto ci va? Dove? L’antirombo va applicato, diciamo così, alla Zagato, cioè con molta parsimonia: una spruzzata leggera, senza mai sovraccaricare. Così leggera che nelle foto si vede a mala pena (ma guardatevi la serie di scatti ravvicinati del terzo tipo più in basso).

Giulietta-spider-antiromboGiulietta-spider-antirombo_01Dove? Dove serve. Cioè, intanto, nel sottoscocca, e solo all’esterno. In pratica va applicato su tutta la parte posteriore, dagli scatolati crick in giù. Davanti invece, oltre che nei passaruota, nella ‘pancia’ del parafiamma, parte esterna, dove batte tutto ciò che le ruote vi scagliano contro, fino all’ossatura tromba.

Giulietta-spider-antirombo_02Giulietta-spider-antirombo_06Giulietta-spider-antirombo_03Per l’applicazione invece mi sono affidato, come al solito, ancora a Moreno della Carrozzeria GF di Tezze sul Brenta (e a chiamarla ‘carrozzeria’ mi sento di fare un torto al Maestro Domenico. Oggi diremmo: ‘Atelier di restauro e trasformazioni’). La loro esperienza mi garantisce, oltre che la corretta applicazione, anche una scelta di prodotti di alta qualità e affidabilità collaudati negli anni.

giulietta-spider-paint-prep_productsgiulietta-spider-paint-prep_3M_antirombogiulietta-spider-paint-prep_3M_antirombo_01Il sigillante poliuretanico 3M 08826, applicato sul doppio strato di Fondo epossidico Lechler, poi a spessore Dupont, dovrebbe tenere lontana la ruggine dal sottoscocca per un’altra sessantina d’anni: i nipoti ringraziano :) Al resto ci pensa la sigillatura.

giulietta-spider-sigillantegiulietta-spider-sigillante_02giulietta-spider-sigillante_03In quest’ultima visita, oltre a registrare lo stato di avanzamento degli ultimi lavori, abbiamo scelto il colore, vale a dire il punto di Rosso 501. E dico ‘abbiamo’ perché infatti, per tirare fuori il coraggio di prendere una decisione irreversibile, mi sono avvalso della consulenza sia di Nicola, il fornitore, che dell’amico Enrico di Padova: grazie anche a loro ho messo il dito sul campionario e ho detto “questo qui”. Ve la racconto la prossima volta.

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