Skip to content

Giulietta sul ponte

30 luglio 2017

Rieccola sul ponte, per gli ultimi collegamenti al sottoscocca e poi giù per ricevere i due Webers DCOE2, il radiatore e i dispositivi elettrici, tutti Magneti Marelli: la dinamo DN44E, il motorino di avviamento MT40B, lo spinterogeno S73A e la bobina B200B.

Tempi supplementari, certo; a fine luglio e con un’altra ondata di caldo africano alle porte, non credo che riusciremo a fare altri progressi prima di settembre, ma tant’è: fa piacere rivederla di nuovo sotto i ferri, tanto più che il 90% è fatto e tra breve i metalli lasceranno spazio alle stoffe.

Oggi però protagonista è ancora il 106 AR 00049 con i suoi due carburatori restaurati dal buon Vincenzo oramai 4 anni fa! Eccoli tornati a posto; leveraggi fatti, manca solo il tubetto di collegamento in attesa della crimpatura. E poi beh… certo, il cassonetto aspirazione, in sospeso fino all’ultimo momento e sempre più rassegnato a far posto – a ultimo momento appunto – a una replica.

Per il resto è tutto collegato, e all’impianto elettrico e a quello di riscaldamento, non ancora a quello di alimentazione.

Ma la pompa elettrica è già sotto, in attesa di essere collegata al filtro regolatore Fispa FRB-11 e poi ovviamente ai due Webers.

Fascette Roma Blok di tutte le misure (finché tengono), compresa quella che regge la rara staffa passacavi in gomma – trovata nuova da M. Rolando -, e cavi candela Cavis. Ed ecco i Magneti Marelli ancora “fotografabili”.

Lo spinte è nuovo di zecca; la bobina è stata testata ed è perfettamente funzionante, quindi una riverniciata e via: niente decalcomanie, grazie. Ho notato che sulla B200B hanno dimenticato di montare i due cappucci isolanti: forza ragazzi!

Il radiatore IPRA è del tipo con l’etichetta in piombo sul retro della vaschetta superiore.

A dare una rifinitura cosmetica alla vaschetta superiore prima della verniciatura è stato Fausto; le prove di montaggio le avevamo fatte a Tezze sul Brenta: Alessando ha pensato a rimetterlo al posto suo usando il kit NOS preso sempre da Ricambienonsolo.

E questo è quanto. Se nelle prossime settimane ce la faccio ad avvicinarmi al PC senza arrostire pubblicherò ancora un post prima di ferragosto. Ho infatti un documento piuttosto raro che vorrei condividere con voi. Altrimenti lasceremo sbollire “lucifero”.

Intanto buone vacanze a tutti.

Joseph’s Giulietta Spider

16 luglio 2017

Dal reparto lattonatura della Carrozzeria GF di Tezze sul Brenta ecco un’altra scocca di Giulietta tornata come nuova. E’ quella dell’amico Joseph di Malta, che ha voluto condividere alcune foto e soprattutto la gioia di vedere finalmente conclusa la fase più importante del suo progetto di restauro.

La sua spider del 1957, telaio 1495*02187, passa ora nelle mani di Moreno Campagnolo. I lavori erano stati avviati dal maestro Domenico in persona e poi, dopo la sua scomparsa in quel funesto dicembre 2015, ripresi dal suo allievo migliore, Tiziano Lago, che come Joseph sorride soddisfatto: ne hanno ben donde. E’ stato lui infatti a compiere il “miracolo” (guardate sotto e ditemi se sto esagerando).

Di fatto, la scocca era arrivata alla GF in condizioni pietose, se possibile peggio della mia; per dirla con una formula che renda immediatamente l’idea: “sotto la cintura… niente”. La ruggine si era divorata non soltanto i pianali; si era anche fatta strada verso le traverse portandosi via queste e ancora su verso i piantoni compromettendo i lamierini portanti al loro interno.

Per fortuna questa è storia, la storia di un esemplare a suo modo unico: è maltese intanto, e sull’isola altre non ce ne sono. Ma soprattutto è un ’57: ecco perché, valore affettivo a parte, il lungo e faticoso restauro in corso alla GF si giustifica su tutti i fronti, anche sul piano economico, visto che come si diceva qualche settimana fa, queste ‘normali’ vecchiette hanno ormai raggiunto le quotazioni delle Veloci.

Purché, s’intende, il lavoro sia condotto dall’inizio alla fine secondo standard qualitativi al top. E su questo – il Blog ne è la testimonianza – alla GF non scherzano. Date un’occhiata ai pianali nuovi:

Nel periodo in cui andavo spesso a Tezze per seguire il restauro della mia ho avuto modo di fotografare questa spider nelle varie fasi della lavorazione: senza il muso né pianali faceva un po’ specie. Questi bei scatti a lavoro ultimato mi rincuorano. Grazie Joseph: alla fin fine faremo un bel album prima e dopo.

Le prove generali però devo farle sulla mia, subito – questa volta sì – dopo l’estate.

Standby

2 luglio 2017

Bellissima la Osca! Niente male poi quanto si vede – e non si vede – sullo sfondo. Cosa ci sarà mai appunto sotto quel telo giallo, a destra della Montreal, tra l’Innocenti e la 356? C’è proprio lei, chi altri? La protagonista del Blog, l’oggetto di un restauro interminabile eppure, mi si dice, alla volata finale.

Non che all’OFG stiano a pettinare le bambole. Tutt’altro, di lavoro ce n’è tanto: la barchetta con un problemino urgente da risolvere; le Ferrari da tagliandare di un caro vecchio cliente; lo sceicco che si fa consegnare un paio di lambo nel villone preso per le vacanze… e tant’altro:

 

Insomma ci sono delle priorità nel cui merito non voglio entrare. Ma sta di fatto che la mia giulietta è in standby. E paradossalmente, non posso lamentarmi più di tanto. Eh sì, perché ogni delusione nel vedere il rimontaggio procedere a passo di lumaca viene in qualche modo compensata. E’ demenziale, lo so, ma per uno come me, poter seguire passo passo il lavoro di lastratura di un Osso 1750 Veloce o meglio ancora di una rara 2600 Zagato è qualcosa per cui pagherei un abbonamento. Quindi ecco, sono disarmato 😀

Ma, come dicevo in apertura, mi dicono che è questione di giorni e la mia bella sarà di nuovo sotto i ferri e non verrà mollata fino alla messa in strada. Ci aspetta un’estate calda… diamoci dentro.

 

1956 scocca nuda e un po’ ciaccata

18 giugno 2017

Come avevo previsto in tempi non sospetti, trascorso il periodo caldo della corsa al rialzo delle quotazioni della Giulietta, a tenere ancora botta sono gli esemplari più anziani – veloci o normali che siano – e quelle poche mosche bianche dette, una volta su cento a ragion veduta, “conservate”.

In fase calante e dopo circa un decennio di restauri per tutti i gusti, dal filologico al carnevalesco, la febbre d’auto d’epoca riscopre ciò che ai primi sintomi aveva suscitato tutt’al più diffidenza oppure semplicemente uno sguardo sprezzante: le intoccabili! Macchine sopravvissute miracolosamente al passo del tempo, da infilare in una car bubble e ammirare nella loro splendida patina indisturbata.

Nel caso della Giulietta, per motivi che ben sappiamo di queste mosche bianche se ne sentono volare poche poche. E se e quando lo fanno, il ronzio è davvero assordante. Giusto un esempio: per tutto quanto si trova sotto quello strato di polvere ci vogliono la bellezza di EURO 165.000! O almeno questa è la richiesta, non per un passo corto del ’56 o ’57, ma per una III serie del 1961. Scoperto in Toscana, questo spider con appena 22.000 km, vernice e persino decalcomanie originali, è finito in Belgio ed è attualmente in vendita alla Marreyt Classics.

Non voglio commentare l’esemplare, non voglio nemmeno sapere come mai sia stato espatriato: mi farei venire pensieri malsani… questioni di mercato diciamo e chiudiamola lì. Tanto più che non sono il tipo di cliente a caccia di miracolate, anzi. E poi, dicevamo, l’esemplare è quasi al capolinea della produzione, e se come pare a ‘tirare’ altrettanto sono le più anziane, tanto vale puntare a una di queste.

Anche qui, se la volete bella e fatta, cioè già restaurata, i cordoni della borsa vanno allentati per benino: 120k, per quest’anziana signorina in vendita su Autoscout24, da venditore privato di stanza a Milano. “Tra le prime 300 esportate in America” (scommetto che americano è anche lo specchietto) recita l’annuncio; si sofferma poi su alcuni particolare marginali tipici degli esemplari più anziani, ma tace su ciò che conta davvero: numeri telaio e motore, storia dell’esemplare, autore del restauro etc.). Infine, cosa poco rassicurante, non ci sono fotografie né del vano motore né del sottoscocca.

 Mah… sarà pure consuetudine nostrana, la scarsità di informazioni utili a motivare il potenziale acquirente; sarà una tattica per portarti nella tana; sarà pure un esemplare matching restaurato con i fiocchi… sarà. Sta di fatto però che questo modo di presentare un’auto classica mi suona come uno dei tanti campanelli che mi fanno propendere per il fai da te. D’accordo ma dove la trovi una spider del ’56 da restauro? E se la trovi, non è che ti sparano minimo minimo 50 mila euro?

E allora facciamo un’ipotesi estrema, partiamo dalla base: una scocca e un motore, purché corretto, e poi si pedala, pian piano si spalma la spesa e, alla fine, hai la macchina esattamente come la volevi avere. E’ più o meno quanto mi passava per la testa quando, nello stesso giorno, scoprì, da una parte, una scocca nuda e un po’ ciaccata del 1956, di cui avete il numero di telaio nella prima foto in alto e in basso il resto, e dall’altra un motore in vendita, sempre del ’56 appunto: il motore è venduto; la scocca è dal buon Joop e va via per 16k.

Tanto, poco? Voi che frequentate questo blog lo sapete: comunque sia è una strada lunghissima e tutta in salita, diciamo pure una ricetta sul crinale del TSO. Eppure credetemi, ho un paio di amici alfisti che si sono da poco imbarcati in un’avventura del genere, tra il cavalierato e il ricovero coatto, appunto. Auguri a loro e a chiunque sia disposto a sudarsi quelle benedette 7 camice, se bastano, pur di avere la sua bella impossibile.

 

 

Spiderveloce’s Garage

11 giugno 2017

Non ne ho fatto parola fino ad oggi perché sarebbe stato praticamente impossibile aggiungere una sola foto: per via della quantità di ferracci ammassati qua e là e insomma del disordine. Comunque è da un paio di anni che dispongo di questo garage, piuttosto ampio e ben attrezzato.

E’ qui che tra una scorribanda e l’altra la Giulietta riprenderà fiato, ed è appunto arrivato il momento di incominciare a liberare un po’ di spazio per farle posto. La cosa, tanto per cambiare, non è urgentissima e questa volta non dipende da me. Comunque, vista la mia tempistica, è meglio farsi avanti fin da ora.

Novità ci sono. Diciamo che ero in sala d’attesa al reparto tappezzeria, ora ho anche il numero in mano:

Le sedute della mia Giulietta erano disastrate, come del resto anche la coppia che mi era stata regalata. Ci ha pensato Fausto della OFG a ricostruirle interamente, tutte e quattro (ma le altre due sono andate): ecco un telaio sedile bello pronto, già lattonato e verniciato a polveri. Forse non è bello come da nuovo, ma, questo sì, più robusto e resistente alla corrosione, che è poi quel che conta.

Il tempo di spostare la Simca, lavare i pavimenti, parcheggiare la Giulietta e vi mostro il garage più nel dettaglio. A presto.

 

Scusa Joop, lo Spinte era un S73A!

28 maggio 2017

Chiedetemi come me ne sono accorto… Purtroppo non me ne sono accorto io, ma la persona cui l’ho ceduto per una cifra assolutamente irrisoria, convinto che si trattasse di un pezzo per FIAT 1100. Persona molto corretta che mi ha richiamato per avvertirmi del qui pro quo. Magra consolazione direte…

Sì, ditelo, e poi accanitevi pure: ben ti sta, c0gli0ne che non sei altro! Tanto me lo dico da solo. Ma come è potuto succedere? Ricorderete (ma chi, quando?!) che nel ormai lontano gennaio 2013 gongolavo dopo il ritrovamento di una Bobina MM B200B e contestualmente lamentavo di aver scoperto che lo spinte fornito con la macchina, benché molto simile all’introvabile S73A, tale non era.

E invece pare proprio di sì, messo male, con la targhetta completamente cancellata, ma era un S73A. Non esperto di questi congegni, riferivo quanto allora mi disse, “ad un’attenta ispezione”, non ricordo più nemmeno quale peracottaro improvvisatosi elettrauto. Meglio così, perché non essendo più lo spinte nella mia disponibilità non potrei tornare da lui per farglielo inghiottire.

Tocca a me invece mandare giù il boccone. Tanto più amaro perché, avendo trovato uno spinte NOS, avrei potuto confrontarli e fugare ogni dubbio. E invece no, presi per oro colato le parole dell’esperto di turno, lo buttai in garage insieme ad altro sudiciume e non ci pensai più, fino all’altro giorno in cui facendo pulizie, non è venuto fuori e decisi di ‘regalarlo’ su Subito.

Ebbene non è detta l’ultima parola. Il miracolato, che come detto è persona onesta e corretta, consegnerà lo spinte al noto elettrauto Franco di Schio (ecco a chi, nel dubbio, dovevo rivolgermi!) per conferma e revisione. E mi assicura che nel caso ricevesse conferma definitiva di aver acquistato un componente ad una frazione ridicola del suo effettivo prezzo di mercato, mi riconoscerà qualcosa.

Non male, questi sono i gentiluomini. E senno beh… pazienza: non sarà la prima volta, e nemmeno l’ultima, che regalo (senza virgolette) qualcosa ad un amico alfista solo per il piacere di contribuire disinteressatamente al suo progetto di restauro. Oh, non prendeteci gusto, che qui siamo alla fine di un oneroso restauro, quindi simpaticamente al verde 😛

Per il resto, caro Joop, le scuse sono dovute; per farmi perdonare, appena finita la Simca ti prenderò qualche altro rottame promettente. Parola di Alejandro.

 

 

 

Mille Miglia: 90 anni e non sentirli

21 maggio 2017

La Corsa più bella del mondo compie 90’anni ma a noi, popoli rivieraschi, nemmeno una fetta di torta. No no, e chi si lamenta, anzi. Quest’anno, incasinato di lavoro, quasi non ci pensavo. Anzi, ci pensavo eccome, e rosicavo. Ma il destino è destino: pensate un po’… me la trovo per caso sotto il naso.

Venerdì pomeriggio sono a Perugia, per lavoro appunto. Le frecce rosse le vedo (e rosico); sento la città incasinata a dovere nell’attesa – meglio non pensarci: le possibilità di finire in tempo per vedermi almeno la coda del corteo sono scarse. Lavoro a testa bassa, non guardo l’orologio. Beh giusto una sbirciatina, quando ormai dovremmo esserci e toh… chissà che non si faccia ancora in tempo.

Salto in macchina, mi allento la cravatta e parto dritto verso S. Giovanni via Balanzano, perché comunque più di tanto non ci spero: niente MM? Pazienza, semmai  mi rifaccio gli occhi sulla mia. Passata Porta S. Girolamo svolto e imbocco la discesa; incrocio una 458! E’ rimasta indietro o siamo ancora al passaggio del Ferrari Tribute? Un altro po’ e avvisto un gruppetto di ragazzi sul ciglio della strada: mi fermo a chiedere se stanno lì per la MM e solo lì realizzo che sono i ragazzi dell’OFG 😀

Chevvepijesse… Ma non dovevate stare a lavorare sulla mia Giulietta, tutti e due col grugno infilato sotto il cofano? E invece guardali: un pic nic hanno organizzato, con tanto di sedie, patatine e birra e giù a indovinarle dal musetto appena svoltano per fare la salita, a commentare cubature e messa a punto, così a orecchio, a gasare i corridori che sgasano e salutano. C’è poco da fare è così che doveva andare. E allora me la guardo anch’io, come si faceva una volta, seduti a vederle passare in compagnia di chi davvero se ne intende: niente sbattimenti, zero attrezzature, che per una volta mi bastano due occhi.

Oh ragazzi ma quella non è una Simca 8 Sport come la mia? Eh no, mi rintuzzano implacabili: quella è una delle rarissime Fiat 1100 Farina del 1949, la tua è la brutta copia. Touché: a casa faccio i compiti. promesso; ma bella o brutta fra un po’ ve la ritrovate tra capo e collo e lì sì che ci sarà da sgobbare! Va là godiamoci lo spettacolo e facciamo qualche foto, a braccio, col telefonino.

Il resto lo sapete già: Primo e secondo posto fotocopia della precedente edizione, primi Vesco e Guerini su Alfa Romeo 6C 1750 Gran Sport del 1931, secondo Patron – Casale su O.M. 665 Sport Superba 2000 del 1925, terza un’altra Alfa, la 6C 1500 GS Zagato portata al traguardo da Mozzi e Biacca.

Nota a margine: si è verificato qualche incidente, per fortuna senza gravi conseguenze. Ecco perché c’è chi continua a preferire la bicicletta.

Ricominciamo dal sottoscocca

7 maggio 2017

Dovrei essere di ritorno da dove mi trovavo un anno fa, cioè a Verona Legend Cars, disertata questa volta per motivi di famiglia. Torno infatti da un pranzone di quelli che ti stendono, tant’è che l’unica prospettiva al momento praticabile è questa, distesi appunto sotto la pancia della Giulietta 🙂

Ricominciamo dal sottoscocca, che è ormai un pezzo avanti. Dopo il “matrimonio” sono stati collegati tutti gli accessori, sempre con bulloneria originale brunita con cura dal sottoscritto. E’ poi stato istallato il sistema di scarico Imasaf nuovo, collegato al collettore originale numerato da mamma Alfa.

L’impianto frenante è a posto e ci ritorneremo solo per la riempitura, controllo perdite ed espurgo. Ah ecco, se vedete ancora la pompa è perché c’è ancora da fissare lo scudo paracalore.

Sto andando troppo di fretta (esatto: Verdicchio e Rosso Piceno 😀 ). Ci sono ancora diverse immagini di dettaglio, dello scarico e in particolare della staffa specifica della veloce 101.

La differenza cromatica tra scarico nuovo e collettore originale non mi preoccupa: prima o poi si uniformerà da solo. Quella staffa zincata invece (prima foto a sx) non mi torna: e pensare che ho il pezzo nuovo da fondo magazzino… da sostituire appena possibile.

Staffa con silent block nuovi; traversa con distanziali in alluminio NOS. Il tirante mancante è stato collegato alla forcella e… beh a lavoro finito non posso non notare i piccoli danni accidentali o meglio fisiologici, per esempio le linguette passacavo, che hanno perso la vernice: bisognerà tornarci col pennarello. Insomma i lavori non finiscono più, ma questi sono lavoretti.

Quelli veri in agenda sono pochi: fissaggio trombe e istallazione radiatore e tubature varie, poi il gruppo alimentazione. E la macchina è già in sala d’attesa per la tappezzeria. Ne parliamo la settimana prossima.

Mercatino di primavera

23 aprile 2017

Anche se è innegabile che il mercato dei ricambi per Giulietta si è notevolmente contratto negli ultimi due anni, il nostro piccolo mercatino tiene ancora duro e continua a proporre soluzioni per chiunque sia alla ricerca del pezzo giusto per completare il puzzle, riparare o semplicemente abbellire la propria vetturetta

Incominciamo con un volante VG per Giulietta 100% originale, perfettamente dritto, completo e sanissimo: nessuna crepa, non in graffio. Con centro volante per Spider o Sprint, entrambi originali e perfetti. Da scegliere anche l’anello clacson: conservato e un po’ fiorito oppure ricromato e verniciato.

Ancora per il reparto interni altri due accessori attaccati al cruscotto: l’introvabile serratura sportello vano portaoggetti per spider 101; ne abbiamo due e se vi manca anche lo sportellino c’è pure quello. Nessuna chiave ma niente paura: la serratura si può adattare facilmente alla vostra chiave.

Passando ai lamierati c’è un pezzo da novanta: un cofano motore per Giulia Spider mai incidentato e molto ben conservato, completo anche del profilo per la finta presa d’aria, compreso il lamierino posteriore. E’ saltato un prigioniero ma si ripara (nel caso non lo sapeste, è in zama!).

 Manca la serratura? Nessun problema, la si preleva da qualche altra donatrice. Ecco infatti il kit completo dei 5 pezzi che lo compongono, ripuliti e pronti da portare in zincatura.

E siamo alla fanaleria. Ve la ricordate la batteria di fanali posteriori Altissimo schierata al momento di scegliere quali montare sulla mia veloce? Beh dire che questi siano la seconda scelta non rende l’idea: sono altrettanto belli, completi (niente lampadine però), pronti da montare.

Frizione: un’altra vecchia conoscenza! Il kit NOS preso per tempo da Ricambienonsolo non è arrivato in tempo in officina: i meccanici hanno la loro tempistica e io mi adeguo :-/ Ho dato un’occhiata in rete e all’AFRA il kit completo, compreso il cuscinetto spingidisco, viene la bellezza di EURO 460,96! Beh, complice la fretta, qualcuno risparmierà un bel po’. Vi manca anche la titanterìa? Ci sono i  miei doppioni.

Alimentazione. Il progetto serbatoio inox… ahimè naufragato causa celere marcia indietro della pur folta pattuglia di interessati non appena si seppe l’entità della spesa 😀 Sono rimasti i due prototipi, come sapete un po’ ondulati, ma testati a funzionanti, per cui se l’estetica non vi toglie il sonno potreste prenderveli per pochi eurini.

Che altro? Ce ne sarebbe, ce n’è e ce ne sarà.  Il resto lo vedrete direttamente sul Mercatino, che aggiorno domani. Buona domenica.

Buona Pasqua 2017

16 aprile 2017

Auguri di buona Pasqua a tutti gli amici del Blog. Vi vanno con questa bella ‘cartolina’ inviatami questa mattina da Marco di Cagliari, che ringrazio. A corredo tre immagini molto più recenti, della mia Spider, là dove l’avevamo lasciata la settimana scorsa.

Sul ponte appunto, da dove scenderà solo quando tutti gli accessori del sottoscocca saranno al loro posto, e a quanto pare manca pochissimo.

A proposito di immagini datate delle nostre belle, ultimamente me ne sono arrivate diverse: il tempo di metterle in ordine e ci facciamo una bella galleria.

Prima però, compitino per la settimana prossima: aggiornare il mercatino, perché davvero ci è rimasto poco o nulla.

A presto.