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Lavori in corso

14 ottobre 2018

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Video? Non è più stagione

30 settembre 2018

In un commento recente Luigi mi chiede perché non faccio più video delle mostre scambio e ipotizza un paio di spiegazioni: a) non le frequenti più; b) sei invecchiato 😀 Entrambe vere, naturalmente. Ma non la dicono tutta, quindi proverò a spiegarmi meglio. Intanto una schermata del mio canale Youtube.

Qualche cifra. Al momento ci sono 832 iscritti. Dal 2011 ho pubblicato circa 70 video e ci sono state 772.278 visualizzazioni. Il video più “popolare” (e qui la cosa incomincia a stridere) è ‘Aceto e sale contro la ruggine’, con quasi la metà di quelle visualizzazioni, precisamente (ad oggi) 379.405. La durata media dei video è di circa 12 minuti (per un totale di circa 14 ore), ma ci sono alcuni che sfiorano la mezz’ora, come ‘Concorso d’eleganza Villa d’Este 2014‘, video che, devo ammetterlo, mi ha dato non poche soddisfazioni, ma che ha raggiunto (solo) 29.047 visualizzazioni.

Veniamo dunque a un calcolo costi e benefici, non in termini economici s’intende: sono cose che si fanno sulla spinta dell’entusiasmo, per pura passione. Detto questo però fare dei video richiede un sacco di tempo: non è solo ‘girarli’; poi bisogna montarli, inserire l’intro, la musica, i titoli di coda… infine vanno ottimizzati e caricati. Ci avete mai provato? Dopo un po’ diventa quasi un lavoro. E se a fronte di tutto quel lavoro non c’è poi un ritorno, ancora, in termini di pura gratificazione, beh anche l’entusiasmo (beninteso, in fatto di girare video, non quello per le auto classiche, tanto meno per le Alfa) tende ad affievolirsi e incominci a chiederti perché e soprattutto per chi lo fai.

Sta di fatto caro Luigi e cari tutti che i video delle mostre scambio sono i meno cliccati. Non dico le mostre locali ma persino Padova, Milano… mostre grosse insomma: quella di cui sopra, a Modena, in tre anni ha totalizzato la miseria di 933 visualizzazioni, 3 like, 1 non mi piace 🙂 E non si tratta soltanto dei miei. Più in generale possiamo dire, per usare un francesismo, che a quanto pare di vedere videoclips di mostre scambio non frega un cazzo a nessuno. Non va molto diversamente con i video della Mille Miglia.

Ingorgo alla Mille Miglia 2012 ha ormai 6 anni e può ritenersi un Hit se ha raggiunto le 10.000 visualizzazioni. Negli anni successivi, della ‘Corsa più bella del mondo’ ne ho girati altri, che però non arrivano nemmeno alla metà di quella cifra. Certo, c’è da mettere che i mie video non sono ‘professionali’, nemmeno in altissima definizione e spesso un po’ ripetitivi. Da ultimo, rema contro che non sono in inglese. Ma c’è da chiedersi se fare un passo avanti nel senso della qualità e accuratezza possa portare a risultati più allettanti. Francamente faccio fatica a crederci: come accennato prima, la gente tende a buttarsi a capo fitto su stupidaggini come il già citato “Aceto e sale”, mentre non si sofferma nemmeno su cose ben più belle e stimolanti.

In conclusione e per ogni buon conto, non è che ho deciso di NON fare più video, ma quella delle mostre scambio è stata una stagione, ed è passata. Ora punterei su altro. Intanto appena la bella sarà in strada si beccherà un bel po’ di filmati, non più da ferma.

Chiudo con un ringraziamento a te, per l’apprezzamento e per l’imput alla base di questa specie di bilancio. E ringrazio soprattutto Sergio, un altro amico del blog insolitamente generoso, che mi ha regalato una videocamera ad alta definizione, proprio nel momento in cui stavo smettendo di fare sti benedetti video.

Niente paura, tornerò a girare, e sarà una nuova, bellissima stagione.

Giornata del veicolo d’epoca

23 settembre 2018

E sì, come la mamma, il papà, il bimbo, le lingue, la fascia dell’ozono, il rinoceronte, l’orgoglio gay etc. etc., da oggi anche l’auto d’epoca ha una giornata tutta sua: nazionale intanto, ma in futuro chi lo sa. Tutto sta a far ragionare quei tromboni dell’UE, decisi come sono a metterci i bastoni tra le ruote.

Occhio dunque – ironia a parte – a non sottovalutare l’iniziativa ASI, le cui finalità sono dichiaratamente politiche, come si evince dalla Lettera del Presidente Speziali pubblicata su La Manovella di settembre. Si tratta in estrema sintesi di resistere all’imposizione di “regole [sempre più] stringenti, soprattutto sulla scorta di direttive che arrivano dall’Unione europea, che rischiano di penalizzare in maniera​ pesante l’intero settore” (A. Provenzale – RTM).

Il primo scempio in materia lo avevamo già denunciato a Gennaio di quest’anno, nel post Passione Auto da Monti a Renzi dove, tra l’altro, si vaticinava l’imminente, ennesimo schianto del ca(zza)ro estinto, anche lui amante dei rottami promettenti, meglio se volanti, purché pagati coi soldi nostri.

Ora che la scena politica è cambiata si apre una finestra per cercare di incidere concretamente sulle future scelte in materia di motorismo storico. Dopotutto, come ha ricordato l’Alberti Casellati al Convegno di Palazzo Madama, il settore ha un valore economico stimato in circa 2,2 miliardi l’anno: “un fenomeno economico e culturale trainato quasi esclusivamente da privati” […] “È dunque dovere delle istituzioni tutelare e salvaguardare questo patrimonio” (ANSA.it Politica).

Che la Signora conti una mazza lo sappiamo, ma intanto l’ha detto… brava!  Ripetiamolo tutti, finché si sarà capito che siamo noi appassionati a contare veramente. Com’è stato dimostrato oggi 23 settembre, Giornata Nazionale del Veicolo d’Epoca, un po’ nelle piazze di tutta Italia. E non solo…

Beh sì, persino la Giulietta del sottoscritto – vittima di quella burocrazia ottusa da snellire assolutamente e dunque ancora in attesa delle scartoffie per avere una targa – si è fatto un giretto nel cortile condominiale, per la gioia dei vicini 😀

Poco ma sicuro, a breve ci spingeremo ben oltre.

 

Strumentazione: buio pesto!

16 settembre 2018

E’ parte dei lavoretti di Post-production. Di giorno gli strumenti restaurati da Tullio sono bellissimi. Di notte, giri la chiave, partono le spie, ok. Accendi il quadrante… buio pesto. Senza esagerare, diciamo che la strumentazione è appena leggibile. Non va bene: bisogna trovare una soluzione.

Il problema certo non è nuovo, anzi. E non pare sia nemmeno dovuto all’età, vale a dire alla perdita di lucentezza dell’interno degli strumenti, che com’è noto erano verniciati bianchi. Ovviamente, il tempo può dare il colpo di grazia ai piccoli, fiochi bulbi originali, ma pare che questo sia stato da sempre motivo di frustrazione per legioni di alfisti.

Le soluzioni proposte sono diverse, ciascuna con i suoi pro e contro. Ne riassumo alcune rifacendomi a un utilissimo post di jjb (che ringrazio) pubblicato sull’alfaBB nel 2004 e intitolato Brighter Instrument Lights.

  1. Bulbi alogeni da 20 w. Fantastici, entrano nell’alloggio originale e sono luminosissimi. Il problema è che sviluppano una temperatura talmente alta che potrebbero arrostire gli strumenti stessi. Scartati.
  2.  Fibra ottica. La si può usare, a fasci inserendola direttamente negli strumenti attraverso le aperture lasciate dai bulbi, ma a quanto pare non si guadagna gran che in luminosità. Scartata anche questa.
  3. Led. In commercio ne esistono di svariati tipi, colori e misure. il Nostro ne ha testati 6 diversi, optando per il tipo 7443 in vendita presso la SuperBrightLeds.com ma ovviamente prodotti analoghi si trovano anche da noi.

Ecco i Led (a destra) messi a confronto con i bulbi originali (a sinistra). E in mezzo cosa abbiamo? Non ci crederete, ma si tratta sempre degli stessi bulbi originali, con un accorgimento: l’industrioso JJb si è dato da fare a rivestire con carta da forno l’interno degli strumenti. Bastava così poco? E francamente il risultato, che egli trova troppo giallognolo, a me piace più del bianco ghiaccio dei Led.

 

C’è da dire, poi, che questo tipo di Led non sta nell’alloggiamento, ma va sistemato in posizioni di fortuna. La cosa non mi soddisfa e mi piace ancor meno che per istallarli si debbano smontare gli strumenti: dopotutto, stavamo cercando una soluzione da post-produzione.

Ebbene qualcuno che interviene più avanti suggerisce un altro tipo di Led che a quanto pare ha questi requisiti: il BF3126-SIW-014B prodotto dalla LEDtronics. Si inserisce a baionetta e sta nel socket originale; è disponibile in colori bianco e giallo ma anche una via di mezzo; sviluppa una temperatura tra i 30° e i 50°. Costa un occhio della faccia 😀 27 dolores cu!

Facendo un passo indietro, mi rimane qualche dubbio sulla prima soluzione, quella alogena, forse troppo frettolosamente scartata.

Che tipo di lampadina alogena ha usato jjb? Di che temperature si parla? Da quando ho visto l’eccellente qualità delle ghiere in plastica della Parts Correct tendo a fidarmi di questa ditta. Possibile che abbiamo messo in commercio un set di bulbi alogeni troppo hot per i nostri venerandi strumenti? Per quanto mi riguarda, questa continua a essere un’opzione appetibile, tanto più stando alla precisazione sull’aspetto cromatico in fondo alla nota. Naturalmente, la cosa va approfondita.

Per ora è tutto. Se avete risolto diversamente, se avete altre idee o consigli… va da sé, siete benvenuti.

 

Mercatino Autunno 2018

9 settembre 2018

Un aggiornamento non precisamente ricco, perché oramai non faccio più acquisti (dunque non li sbaglio). Del resto il mercato è attualmente fermo, sia per le auto che per i ricambi. Eppure qualche pezzo interessante gira ancora in garage ed è ora di fare un po’ di spazio.

Questo volante nudo per Giulia ad esempio (niente centro volante). E’ bello dritto; la plastica sulle razze non si è staccata; aveva qualche piccolo segno dell’uso ma dopo una sessione di levigatura, su corona e razze, è tornato come nuovo. Dev’essere ancora lucidato.

Un altro pezzo interessante (che avevo appeso e addirittura perso di vista) è questo arco d’appoggio per telaio capote. Originariamente era per 2° serie ma è stato leggermente modificato per montare su qualunque spider. So che le riproduzioni ci sono, ma spesso non seguono perfettamente le curvette della Giulietta e tocca lavorarci su. Questo è originale, quindi zero sbattimento.

Altrettanto rare sono le slitte originali per sedili Giulietta. Quelle rimaste sono ben 8, ma mi sa che nessuna è per Spider. Forse per Sprint e Berlina. Se interessati fatemi sapere: le misuriamo e vi invio altre foto. Sempre per Giulietta sono rimasti altri pezzi minori ma in buone condizioni.

La maniglia freno a mano è una di quelle restaurate insieme a quella montata sulla mia: la cromatura è di origine e ben conservata. Le staffe per il filtro aria della Veloce in foto sembrano arrugginite; invece sono sanissime: le ho trattate con EvapoRust, quindi una spazzolata e sono pronte per essere riverniciate. I rostri posteriori per Spider sono ricromato il primo e da ricromare il secondo.

E giù un po’ di minuteria. Il pezzo più interessante è probabilmente il fregio per cofano Giulietta Spider. La barra lunga ha una piccola ammaccatura a metà, ma essendo acciaio inox si aggiusta bene. Poi mi è rimasto qualche pezzo in gomma (tamponi testine, cuffia cambio etc.) e dei cavi candela verdi originali del tempo, presi da Ricambienonsolo e mai utilizzati.

Per Giulietta Ti mi sono rimasti 3 pezzi interni, tutti originali: due pulsanti volante, perfetto il primo, con una crepetta riparabile il secondo (da lucidare). Poi un fregio copri radio in ottime condizioni.

Infine possiamo tranquillamente cannibalizzare la mia scatola sterzo ZF fessa. Oltre alla rondella rotta a Sx, l’unico problema di questa scatola era il pignone che vedete in basso a Destra. La vite senza fine è Ok ed è completa. Se vi serve qualcosa… come sopra.

A presto.

 

 

 

Post-production

2 settembre 2018

Quando è che possiamo decretare completato un restauro? Semplice: quando ogni cosa è al suo posto ed è esattamente come volevamo che fosse. Quindi tutto dipende da due fattori: a) il risultato che ci si aspettava di ottenere; b) la conformità dei lavori eseguiti rispetto a tale aspettativa.

Semplice un corno, allora, perché tra (a) e (b) ci passa una serie infinita di negoziazioni, compromessi, piccole rinunce pur di andare avanti con i lavori. Insomma, per quanto siate stati presenti e pressanti, sempre col fiato sul collo ai vari operatori, ci sarà sempre una serie di cosucce su cui converrà sorvolare, o per esigenze materiali (quel bulloncino non si trova, è ancora in zincatura, l’ho appena inghiottito per dispetto), o semplicemente perché capire quando la pazienza di chi sta cercando di accontentarvi in tutto sta per esaurirsi è anche parte del gioco.

Esempio banale. Quella impiegata sui meccanismi serratura cofano motore della mia veloce è bulloneria di fortuna. Non perché i pezzi originali non ci fossero ma perché erano rimasti indietro: messi da parte, etichettati e ben riposti; così ben riposti che non riuscivo a ricordare dove c… li avessi messo. Mea culpa: potevo fermare tutto?

A parte negligenze e dimenticanze – che però capitano – ci sono poi una serie di interventi dell’ultimo momento per cui sarebbe folle impegnare ore-lavoro di un operatore specializzato. Una per tutte, la sistemazione delle fascette in ottone. Mai viste? Eppure, anche se non ci sono (più), beh… c’erano.

Ecco, si tratta nell’uno come nell’altro caso di piccoli lavoretti che ho chiamato di post-produzione. Va da sé che se avete tempo da dedicarci e siete abbastanza bravi da cavarvela da soli, potete occuparvi personalmente dell’intero rimontaggio della vostra Giulietta. Beati voi: è la cosa più bella. In ogni caso, questi lavoretti dell’ultima ora non ve li toglie nessuno.

Nel mio caso non si fermano qui. Oltre ai bulloni e alle fascette (devo capire dove vanno sistemate) ci sono diverse altre cose da raddrizzare. Me ne occuperò nelle prossime settimane, intanto che le pratiche burocratiche per l’immatricolazione fanno il loro corso.

 

 

Sibillini e Dintorni 2018

26 agosto 2018

Riprendiamo dall’undicesima edizione della Sibillini e dintorni, manifestazione organizzata ogni anno a fine agosto dal mio club, la Scuderia Marche: 300 Km di percorso per una tre giorni tra motori, siti di interesse storico e paesaggistico e prelibatezze gastronomiche del nostro territorio.

Al centro della Sibillini v’è la rievocazione del Circuito della Vittoria, gara locale dei primi anni ’50 che vide la partecipazione di piloti di indiscussa levatura quali Taraschi e Leonardi. Quest’anno il raduno è stato caratterizzato dalla numerosa presenza di equipaggi provenienti dalla Francia e da un mini raduno di bellissime Lancia Gamma, che erano ben 4! Tra le auto degne di nota la più anziana, una Gladiator del 1909, un’Aston Martin Le Mans del 1939 e la superba Jaguar SS 100 del 1936 su cui si è presentato primo al traguardo il Presidente ASI Maurizio Speziali

Vi lascio una galleria di immagini dell’evento, scattate tra Piazza Mazzini e piazza della Libertà a Macerata.

A domenica prossima.

Buone vacanze

22 luglio 2018

Cari amici si chiude per ferie: da domani a dopo ferragosto, indicativamente: con ogni probabilità fino a domenica 19 agosto. Ne approfitto per un tagliando, non alla Giulietta ma al sottoscritto, che ne ha più bisogno :-/ Auguro a tutti ottime vacanze alfiste. Arrivederci a  presto.

Grazie a Nicola123 del Duetto Club Italia Forum per la bella foto 🙂

Home sweet home

15 luglio 2018

Siori e siore è arrivata la Giulietta. Eccola prendere posto sotto l’insegna (mendace) Alfa Romeo Punto Vendita. Decisamente no! Nemmeno il cappellino appeso al chiodo mi vendo, figurarsi l’esemplare cui ho dedicato parsimoniosi risparmi, amorevoli cure e anni di duro lavoro. Mai!

Imbarcatasi a Balanzano il 9 luglio alle ore 10 su uno dei furgoni super tecnologici della Old Factory Garage, con Alessandro alla guida era già a casa prima di mezzogiorno.

Giù il telo a fisarmonica, pollicione sul pulsante del verricello elettrico ed ecco che la Giulietta rimette di nuovo piede su suolo marchigiano, dopo oltre 6 anni in giro per l’Italia. Tanto e forse più – se ci mettiamo anche il mio olio di gomito – è durato il restauro.

E cosa abbiamo fatto, appena messa a terra? Accendere il motore ovviamente, che canta tutta la sua voglia di strada. Ma ecco, per ora solo un giretto nel cortile, perché le targhe sono ancora di là da venire.

Nel frattempo partono i lavoretti di post produzione. Ho già sostituito quella brutta patacca di cui vi dicevo un paio di settimane fa, con la targhetta approvazione originale. La prossima cosa da fare è rimettere al posto giusto quei due tergicristalli e dunque risettare il motorino.

Tanto per dirne una, ma come immaginate le cose da fare sono tante e le vedremo nelle prossime settimane.

A presto.

 

Serratura cassonetto portaoggetti

8 luglio 2018

Qualche settimana fa mi contatta un utente in cerca della serratura del cassonetto portaoggetti con chiave. Purtroppo non ne ho più nemmeno una. Parlandone viene fuori che si era visto chiedere oltre €200 perché, a detta del venditore, per fare la chiave ci vuole non so quale attrezzatura computerizzata.

Parafrasando Crozza mi vien da dire… INC. COOL 8 in piena regola. Certo, sono rari e chi ne ha uno può chiedere quel che vuole: se il cliente c’è, avrà quanto richiesto, anche 200 e passa eurini. Ma per piacere, proprio per questo motivo non c’è bisogno di sparare cazzate, dire che il “dispositivo” non è smontabile e che per fare la chiave ci vuole il team del CERN. Scemenze! Si smonta eccome:

E poi si porta in ferramenta a fare la chiave; il costo? Tra 15 e 20 auro. A voi l’esploso: sono nove pezzi (più quelli all’interno del blocchetto, che non ci interessano). Vi do qualche dritta per smontarlo in sicurezza e rimontarlo agevolmente. Per prima cosa occorre rimuovere il perno passante (in basso). Resiste? Scaldate leggermente (occhio alla plastica!) e giù di svitol. Con un punteruolo sottile martellate piano finché non molla. Piano: quella è una lega piuttosto friabile. Tolto il perno viene via tutto. Prendete nota della posizione di ogni pezzo, in particolare della levetta, o rimontarlo sarà una rogna.

Fuori il blocchetto. La vedete la chiavetta in ottone (foto a dx)? E’ agendo su di essa che in ferramenta smonteranno il blocchetto per copiare la serratura e fare la chiave. Lasciate fare a loro, a meno, va da sé, non vi raccontino altre favole: nel caso cercate un professionista, oltre che capace, anche onesto. Voi rientrerete in azione nella fase di rimontaggio.

Ecco come funziona il meccanismo: azionando la chiave, il pistoncino (1) esce dal suo alloggio e preme sulla levetta trilobata (2): più precisamente, sul lobo più corto (in basso); siccome il lobo forato è fissato al perno passante, ricevuta la spinta la levetta compierà un 1/4 di giro, di modo che il lobo più lungo [che è incastrato nel supporto del dente (3)] spinga nella direzione indicata dalla freccia, facendo sì che il dente stesso rientri e dunque lo sportello si possa aprire.

Nelle foto sopra ho lasciato la levetta fuori per indicare la corretta posizione: chiuso a Sx e aperto a Dx. La parte più rognosa del rimontaggio è infatti il posizionamento della levetta nel punto di esercizio, di modo che una volta fissata dal perno, il lobo più lungo si trovi effettivamente a fare pressione sul supporto del dente. Vista così è facile:

Ma diventa un po’ più complicato non appena i vari pezzi vengono infilati nell’apposito cilindretto. Comunque insomma, si è visto, lo scienziato non ci vuole.

Del tipo di chiave ne parliamo un’altra volta. Comunque anche se la vostra ferramenta non ha la chiavetta originale (ne dubito proprio) non fa niente: una volta rifatta la chiave, fosse anche una patacca, poi una volta trovata quella giusta basterà riprodurla senza più bisogno di toccare la serratura.

Buon lavoro.