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Finiture, dettagli e ritocchi

15 aprile 2018

Siamo alle battute finali e la Giulietta è quasi pronta per lasciare la OFG verso la V8 di Matigge, dove Marco Mancini e Fausto Fiorucci si occuperanno della prova su strada e messa a punto generale. Da questi parti dunque è rimasto poco da fare, se non curare gli ultimi dettagli.

Fatta la convergenza, ecco Alberto che applica le coppe ruote. Sono repliche in acciaio inossidabile prodotte da Paolo Bergia, belle ma in fin dei conti pur sempre riproduzioni, quindi un’eccezione tollerata malvolentieri sulla mia Veloce. Poco ma sicuro, appena riuscirò a trovarle originali cromate in buone condizioni queste verranno sostituite.

Si procede in ordine sparso ma secondo una check list ben precisa. Tra i pezzi tralasciati perché troppo gelosamente custoditi c’erano i cappucci isolanti del cavo bobina. Ci tenevo perché sono nuovi di fondo magazzino, fatti con quella vecchia gomma un po’ rinsecchita e verdognola. Li avevo presi da Ricambienonsolo, che ormai li ha esauriti (grazie Mauro della foto).

Certo, ci terrei di più alla bobina, ma purtroppo la Magneti Marelli B200B faceva le bizze (ponte pauroso, quindi rischio fuoco), per cui per l’avviamento del motore l’abbiamo sostituita. Provvederemo in seguito, ma per ora andiamo sul sicuro.

Infatti il 106 tornerà presto a ruggire, questa volta strozzato e quindi senza il contrappunto dei due Webers. Il gruppo aspirazione è al completo e nel vano motore manca soltanto uno dei tubi gommati, quello che collega la presa d’aria sdoppiata lato guida all’abitacolo. Ci ha pensato Alex della Cicognani Guarnizioni, che ringrazio (BTW in arrivo anche la guarnizione cofano motore).

 

Anche il capitolo interni poteva dirsi chiuso, con la sola eccezione della guarnizione dei paracolpi laterali e la maniglia apriporta. La prima è in posa, la seconda dovrebbe esserlo anche se nella foto ancora latita.

Fra parentesi, bisognerà fare un ragionamento sulla questione guarnizione porte: so che non ci sono tutte, e alcune non vengono nemmeno riprodotte, per cui tocca arrangiarsi. C’è un bel post sull’AlfaBB, intitolato Lessons on Originality, che mostra un esemplare del ’59 indisturbato con tutte le sue vecchie gomma ancora incollate (Grazie a JB delle foto).

 

E a proposito di interni, entrambi i sedili sono stati montati e ovviamente ho fatto la mia prova posizione guida, tanto per prendere le misure dello specchietto esterno; sono davvero comodi: né troppo morbidi né troppo rigidi. Ah ecco, scusate il volantaccio da manovre in officina (mi dicono giustamente che  ‘n se po’ vede’  🙂 ). Beh ho appena consegnato il migliore dei miei volanti: bachelite nuda senza graffi, ghiera clacson perfetta con cromatura di fabbrica e pulsante centrale nuovo da fondo magazzino; la prossima volta lo troverò istallato.

Infine, si diceva, ritocchi, di vernice. Tranquilli… limitati esclusivamente alle linguette passacavo, che una volta piegate spesso la vernice se la scrollano di dosso. Sul sottoscocca principalmente, ma qualcuna anche nel vano motore, come quella che vedete sotto.

Ovviamente, la vernice non è un rosso a occhio, bensì la stessa preparata alla Carrozzeria GF di Tezze sul Brenta al momento della verniciatura. Me ne ha allungato un barattolo Moreno a Padova.

La settimana prossima, tempo permettendo, le foto per l’ASI.

 

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Genesi di un’errata convinzione

8 aprile 2018

E ammenda, ovviamente, perché quando ci si mette in testa una cosa e (peggio mi sento) la si diffonde come vera si sbaglia e, sbagliando, si fa del male: si fa cioè cattiva informazione. La cosa riguarda il Centro Documentazione Alfa Romeo, per cui capirete, riveste la massima importanza.

Nel post ‘Documented Matching Numbers‘ (che trovate ora editato e dunque corretto) ho scritto qualcosa che non corrisponde a verità.  Me lo fa notare niente meno che Marco Fazio, che ringrazio per la precisazione e al quale rinnovo le mie scuse, estese ai suoi collaboratori e a tutti voi che mi leggete.

Ho scritto cioè, in sintesi, che per la serie 101 il Centro Documentazione (CD) raramente è in grado di fornire corrispondenze tra numeri di telaio e motore. Niente di più sbagliato; in parole povere, una cazzata. Altro ché se è in grado! Ma lo fa purché il richiedente comunichi a sua volta e per primo entrambi i numerini, e allora sì, ne dà ufficiale conferma. Altrimenti capite: punzone alla mano tutte le Alfa potrebbero diventare magicamente Matching Numbers.

Ora, la domanda è: come mai poté prendere piede nella mia testa questa bagianata? Quando io stesso, in un post del 10 gennaio 2010, scritto pochi giorni dopo l’arrivo della risposta di Marco Fazio al mio quesito, affermavo pressoché il contrario:

In certi casi l’unico modo di sapere se una Veloce è autentica o meno è rivolgersi all’Archivio Storico Alfa Romeo. Lo ammetto: ore di ricerca tra libri e internet non sono valse a fugare ogni dubbio su quella che ho appena acquistato. L’ha fatto invece Marco Fazio, del Centro Documentazione, con tempestiva risposta alla mia richiesta. A lui va la mia riconoscenza.

La risposta, o meglio la spiegazione, la devo innanzitutto a me stesso; e a meno di non voler concludere a favore di quell’inesorabile processo di naturale rincoglionimento che interessa un po’ tutti a una certa età, dovrà essere una spiegazione plausibile (non in senso etimologico, ci mancherebbe, diciamo meglio), chiarificatrice, esplicativa. Dovrà spiegare, insomma, la genesi di questa mia errata convinzione e, in subordine – per l’appunto -, provare che rincoglionito non sono, o quanto meno non ancora 🙂

Ebbene un’idea me la sono fatta. Ecco. Al momento di scrivere la mia mail di richiesta, inviata (pensate un po’) il 31 dicembre 2009, ero preoccupato, per non dire in paranoia, di fronte alla prospettiva di avere incautamente comprato un’Abnormale; ero interessato cioè quasi esclusivamente ad avere conferma sull’autenticità del telaio, tant’è che o sbadatamente omisi il numero di motore, oppure lì per lì non l’avevo con me, fatto sta che non diedi molto peso alla cosa, perché al tempo ero ignaro dell’accorgimento anti-contraffazione accennato sopra e quindi convinto che comunque mi sarebbe stato fornito. Perciò, ricordo che, arrivata la risposta (prima della befana!!!) rimasi colpito dall’assenza di questo dato, e la cosa mi ronzò in testa per qualche giorno.

Finché di lì a poco arrivò l’auto con al seguito le varie scartoffie, compresi i documenti che ho pubblicato nel post testé emendato, fra cui il foglio scritto a penna che certificava l’abbinamento telaio-motore. Tombola: da Fazio avevo avuto conferma dell’autenticità della mia veloce; da Massari (via Stolze) del motore di primo equipaggiamento. Cos’altro potevo chiedere? Non ci pensai più.

Non ci pensai più, appunto, per anni. Ma quel ronzio dovette rimanermi in testa fino all’altro ieri, istillandomi sin da allora il seme del dubbio – me ne accorgo ora, del tutto infondato – sulla effettiva disponibilità di dati sulla serie 101. Dubbi poi nel corso del tempo infelicemente confortati da una serie di indizi – interpretati evidentemente con leggerezza – che sembravano deporre a favore di una lacuna nella documentazione o, quanto meno, in quella parte informatizzata e quindi immediatamente accessibile.

Primo fra tutti le incertezze che nel libro del Fusi riguardano proprio la serie cui appartiene il mio esemplare; poi il fatto che nella corrispondenza tra il CD e il primo proprietario, del 1987, nonostante le pressanti richieste, il n. di motore fosse assente finché non spunta il foglio scritto di pugno; infine l’aver visionato numerosissimi responsi del CD ad altrettanti alfisti in cui il numero di motore non compariva mai (beh, certo: come già nel mio caso, anche loro dovettero fornire dati incompleti).

Ecco dunque il rewind di un film visto con gli occhiali sbagliati, il risveglio dopo una sbronza di congetture a vuoto; ecco spiegata insomma la genesi della mia errata convinzione e la restituzione della verità, che è una sola: l’unica istituzione in grado di fornire informazioni certe sui modelli Alfa Romeo è il Centro Documentazione, situato all’interno del comprensorio di Arese che include anche il Museo Storico Alfa Romeo. Lo fa dal 1984, prima con la gestione della signora Elvira Ruocco, poi fino al 2015 con quella di Marco Fazio, da allora e sempre con la stessa passione e dedizione.

A queste persone va tutta la nostra gratitudine.

 

 

 

 

 

 

Selleria pronta

1 aprile 2018

Come detto la volta scorsa i sedili sono pronti, montati sulle guide, ma siamo ancora col c… a terra. Anzi no: mi dicono dall’OFG che le mie foto invecchiano presto ultimamente, perché gli interni sono stati licenziati prima della pausa pasquale. Bene! A proposito, auguroni!

Quindi cogliamo l’occasione per dare un’ultima occhiata al lavoro di Antonello prima di rivedere sedute e guide stabilmente imbullonate al pianale.

Da precisare, a scanso di equivoci, che nella foto sopra i sedili sono invertiti: la leva infatti va sempre dalla parte interna, a ridosso del tunnel trasmissione.

Anche la capote, che qualche settimana fa vi ho mostrato in fase di lavorazione, è stata istallata in via definitiva.

Nel frattempo sono partiti quei lavoretti di fine tuning in vista della messa su strada. Sarebbe troppo lungo enumerarli tutti, ma intanto vedete che è stato montato il gruppo aspirazione al completo: ecco Alberto con le mani in pasta. E visto che (incrociando le dita) lì dentro nessuno dovrà più infilarci la testa, è stato montato il cofano motore, imbottito e targato.

Entrambe le targhe sottocofano, che per fortuna hanno resistito agli assalti di cannibali e sciacalli, sono state lasciate esattamente com’erano state ritrovate, salvo s’intende una mano di spugna per rimuovere la sporcizia accumulata nel tempo, con molta attenzione a non intaccare la vernice nera.

Si fa fatica a crederci ma c’è chi le sostituisce con patacche nuove di zecca, senza rendersi conto dell’assurdità dell’operazione, tanto più grave se si tratta della targhetta identificativa

In mancanza di viti a taglio come in origine, le abbiamo fissate con phillips a testa tonta, ma andranno tutte quante sostituite al più presto con quelle corrette.

Dunque siamo davvero agli sgoccioli. La settimana prossima un resoconto degli ultimissimi interventi prima della prova su strada (con targa PROVA, intanto, perché come detto l’immatricolazione è un altro paio di maniche).

 

 

Maniglia Tiraporta NOS

25 marzo 2018

Tutto un post per una singola maniglia tiraporta? Beh non è solo quello ma sì, direi che lo merita, perché intanto questo non è il solito pezzo ricromato, ma una vera e propria reliquia, un particolare che da circa sessant’anni se ne sta lì nella sua bustina arancione targata Alfa Romeo. Peccato: tocca tirarla fuori!

Non solo una maniglia, appunto, ma anche un simbolo dello spirito di collaborazione che è alla base di questo piccolo raduno virtuale di alfisti. Sì, perché l’altra volta, quando avevo scoperto di avere bisogno del tiraporta e dunque temuto di dovermi (ri)mettere alla ricerca, ero un pelino preoccupato. E invece non ce n’è stato proprio bisogno, anzi: sono stato contattato da chi, leggendomi, ha ricordato di averne una in cantina, mi ha contattato ed ecco… niente meno che un pezzo nuovo da fondo magazzino.

Per questo voglio ringraziare Luigi di Civitanova Marche: non è la prima vota che tira fuori dal cilindro pezzi rari o mi dà qualche dritta al momento giusto. E questa volta la tempistica è stata davvero decisiva. Con la Giulietta in tappezzeria a la giulia rossa in coda c’era poco da scherzare: mancava giusto quella.

Che per l’appunto è arrivata in men che non si dica e senza nemmeno dover fare una telefonata. Ecco Antonello che rimuove gli attacchi sbagliati e istalla il nuovo tiraporta.

Solo quella? Insomma, manca sempre qualcos’altro. In questo caso mancava anche il profilo in PVC dei sedili che, ricorderete, era per telai terza serie. Alex della Cicognani Guarnizioni li ha inviati con corriere espresso direttamente all’Old Factory Garage e quindi anche questi sono già al proprio posto.

Le sedute sono dunque pronte a montare sulle slitte.

La prossima settimana spero di potermi sedere al posto di guida della mia Giulietta 😀

 

Mercatino di Primavera 2018

18 marzo 2018

Dovrebbe entrare il 21, e invece avremo la sciabolata 2. Pazienza: il mercatino però lo aggiorniamo comunque, se non altro perché abbiamo parecchia roba che andrebbe montata in macchina prima della bella stagione, a incominciare da questo bel volate per Giulietta, completo e 100% originale.

Corona in bachelite non verniciata, senza crepe né danni degni di nota: giusto qualche segno dell’uso. Anello clacson con cromatura originale un po’ fiorita ma ancora lucido; coprirazze in ottime condizioni; pulsante centrale per Sprint in condizioni eccellenti. C’è tutto: piastra di contatto, molle e le tre viti in alluminio (e se me lo ritrovo anche il funghetto in gomma).

Se poi non vi serve tutto intero e siete in vena di lavoretti sulla bachelite, c’è una corona proposta da un amico del Blog, con qualche crepa ma dritta, corredata di anello clacson nudo e crudo, da ricromare e completare [SOLD]. Nella stessa foto sotto fanno capolino due cerniere cofano motore per Spider.

Lo stesso propone inoltre ben due radiatori per Sprint in attesa di una nuova massa radiante, un cambio a 5 rapporti (ovviamente da revisionare) e dei fanali posteriori Lucas con plastiche sia rosse che arancione. Infine un set di molle sospensioni nuovo, fatte secondo specifiche di fabbrica.

 

Per tornare ai miei avanzi di restauro, eccovi una padellata di pezzi minori, ma in qualche caso rari, adagiati sulla mia bandiera Alfa Romeo a biscione sbiadito. Nel reparto impianto elettrico e dintorni una scatola fusibili originale a 8 contatti per modelli 101 (frammento di bachelite saltata via), e un’introvabile luce targa Carello per Spider con capoccetta ricromata

Un paio di profili frontali sottobaffo in acciaio inossidabile, con qualche piccolo segno d’uso ma nulla che un bravo lucidatore non possa togliere via dal nobile materiale. E l’altro paio, sempre inox, è per il cruscotto della 101: estremità lato guida e mediano:

Poi c’è il doppione della mia Giuda astina olio, pezzo raro, che avevo restaurato a dovere: la guida è stata verniciata e l’astina zincata (completa di gommini e pronta all’uso). Per conferme sulle dimensioni consiglio di consultare l’utilissimo Documento di Carl Davies (PDF)

Per finire un paio di pezzi da restaurare. Merita di essere rettificata questa pompa freni. Certo, ho sempre consigliato di istallarne una nuova, ma se volete una Giulietta assolutamente originale può fare al caso vostro. Ci sarebbe da lavorare anche sul cassonetto aspirazione per GT: ci vuole una saldatura sull’attacco del prigioniero (oppure no, se vi accontentate della riparazione casereccia) [SOLD].

Dimenticavo: a qualcuno potrebbero servire questi distanziali, di cui uno in alluminio per  modelli 101 e la coppia in ferro per le 750, tutti quanti belli dritti ovvero piatti.

Come al solito, troverete tutto (o quel che vi rimane: alcuni pezzi andranno anche su ebay) nel Mercatino a partire dalla prossima settimana. Intanto potete contattarmi usando il Form che si trova in fondo alla stessa pagina.

A presto.

 

 

Capote Rubberfil

11 marzo 2018

La capote Rubbberfil l’avevo scelta anni fa dopo averla vista in Fiera a Padova, per il rapporto qualità prezzo, certo, ma soprattutto per il primo fattore in gioco: la qualità. Ebbene non c’è stato bisogno di convincere Antonello a istallare proprio quella, perché è la capote che usano abitualmente all’OFG.

Per avere sulla propria spider una bella capottina che monti come un guanto non basta ovviamente un prodotto confezionato a regola d’arte: ci vuole anche la mano esperta del tappezziere.

In realtà, a confronto con altre scabriolettate, la capote della Giulietta è talmente semplice che il buon Antonello la farebbe anche a occhi chiusi. Avete presente invece il lavoro richiesto da una capote di Mercedes 230, oppure quella dello scarafaggio che sto per tamponare? Triplo sbattimento, ma l’ho visto farle senza battere ciglio. Con la Giulietta è un gioco da ragazzi.

Eppure, anche alle prese col nostro spiderino c’è chi ne combina di tutti i colori. Posto due foto inviatemi da un utente giustamente insoddisfatto.

Tanto per avere un termine di paragone e senza entrare nel merito di chi abbia sbagliato (a me sembra il tentativo di far stare una capote passo lungo su una 750). Ecco invece tre immagini della mia capote appena istallata.

E’ proprio il caso di dirlo: non fa una piega. Oppure sì, appena appena, ma va detto che l’istallazione non è ancora completata: prima di tenderla definitivamente, mancano i feltrini a copertura dei rivetti che tengono i listoncini di ottone sui punti di fissaggio delle bande longitudinali.

A voler essere pignoli insomma; francamente me la terrei anche così e ne sarei più che soddisfatto, almeno quanto sono felice di aver deciso di montare questo telaio capote, che più che una gobba descrive un bel cuneo in armonia con la rastrematura del frontale.

Ancora qualche foto del Nostro con le mani in pasta e a seguire altri dettagli

Infine un’occhiata da vicino ai materiali. La Rubberfil offre tre tipi di stoffa. Ovviamente ho scelto quella più vicina all’originale, cioè in tessuto Pininfarina.

E anche questa è fatta: piovesse pure 🙂

E’ la stagione, appunto. E proprio per questo la settimana prossima ci sarà il mercatino di primavera. Dopodiché torneremo ancora sui sedili e… beh prima o poi vi racconterò dello sbattimento per l’immatricolazione di questo piccolo pezzo di storia italiana pronto a tornare sulle strade, burocrazia permettendo.

 

 

Ciaone

5 marzo 2018

Selleria Giulietta Spider

4 marzo 2018

I telai riparati fa Fausto erano in lavorazione già prima di Burian, che questa settimana mi ha tagliato la strada verso l’OFG. Ora sono quasi finiti. Ci pensa Antonello a mandarmi qualche scatto. Certo, fosse bravo a inquadrare quanto lo è nel suo mestiere avrebbe fatto carriera non all’OFG ma con Robert Capa.

Qui contano i fatti però, mica le immagini! Di castronerie in questo reparto ne ho viste eccome: 5 o 7 coste anziché 6; rigonfiamenti a pallone o viceversa sedute e spalliere troppo lasche; fianchi irregolari, pieghe maldestre e via di seguito. Quel sedile invece mi sembra davvero ben fatto.

A occhio, certo… perché devo ancora andarci a toccare con mano, a collaudare, diciamo, sia pure da fermo. Comunque, viste le premesse non credo proprio ci sia da preoccuparsi. I grattacapi invece mi arrivano con l’ennesimo acquisto sbagliato: il cadenino dietro alla spalliera!

Presi in fiera da Cicognani. Vedete cosa c’è scritto? Beh, andrebbe bene se si trattasse di un esemplare di transizione con telai a sedile regolabile, ma il mio è nato con quelli di prima serie, quindi nisba. Ci vuole il tipo a ‘U’, più sottile.

Niente panico (ci mancherebbe: ci ho fatto il callo), li faremo arrivare in men che non si dica. A presto.

ps. Foto tappezzeria originale montata sul mio esemplare 101 costruito a luglio 1960. 

giulietta-spider-1960-tappezzeria-originale

 

 

Interni Giulietta Spider

25 febbraio 2018

I lavori sugli interni della mia veloce procedono come previsto. Dopo il rivestimento del parafiamma e dei pianali è la volta dei pannelli porta e non porta e del vano copriruota. Intanto nell’altro reparto si lavora a quattro mani per allestire i telai dei sedili.

L’isolante di Bergia calza come un guanto sulla paratia bagagliera e sul pianalino rialzato dietro ai sedili, già coperto dall’apposito tappeto in gomma.

Il tutto a sua volta chiuso dal drappo appena cucito da Antonello. L’alloggio di quella ruota che, incrociando le dita, si spera di non dover usare mai, è finito.

Sui fianchetti sono stati applicati i supporti cromati per l’aggancio dello hard top, originali da fondo magazzino, come prescritto dal dottore e con l’assenso del nostro farmacista di fiducia (grazie Alvaro).

Da notare la lucentezza dei profili a sciabola in acciaio inox, levigati dal sottoscritto. Lo stesso che, andando in cromatura, ha steccato la scelta di 1 dei 4 supporti maniglia tiraporta (vedi sotto).  Come se le porte non fossero problematiche di suo…

Infatti mentre sulla porta lato guida è andato tutto liscio, su quell’altra abbiamo due seccature; l’attacco dell’apriporta, che è quadro, richiede un paziente lavoretto col Dremel per poterci stare; poi c’è la suddetta mia cazzata

Ecco, bisogna tornare in cromatura; ma prima ancora… dove sarà andato a finire quello giusto? Mah probabilmente finirò per prendere un altro tiraporta completo, che, comunque, non arriverà prima dei sedili.

Giusto, perché è cosa quasi fatta. Da una parte c’è Michele alla saldatrice, intento ad attaccare sui telai tutti quei ganci e gancetti utili a tendere sulle sedute delle molle resistenti e magari anche più confortevoli degli elastici originali.

Dall’altra sempre Antonello che sconfina in falegnameria. Eh sì, ricorderete, sulla Giulietta, almeno sulle prime due serie, c’è anche il legno.

Dopo tanta strada, la settimana prossima speriamo di riuscire a metterci seduti.

Finalmente in sartoria

18 febbraio 2018

Son trascorsi quasi due anni da quando ho deciso di affidare ad Antonello della Old Factory Garage la tappezzeria della mia Giulietta. Allora c’era la fila, perché il ‘ragazzo’ è piuttosto bravo, ma intanto l’auto andava rimontata. Oggi la fila c’è ancora ma è tutta dietro a noi: siamo finalmente in sartoria!

Si incomincia con l’isolamento del parafiamma, che in realtà era già stato applicato, prima ovviamente di tutti quei lavoretti da contorsionista richiesti dai servizi di riscaldamento, tergicristalli e compagnia bella. Quindi si prosegue con la vipla, che a scanso di equivoci si intona al colore dei sedili. NERO!

Ecco il sarto alacremente al lavoro. E a proposito di fila, noterete là in fondo la prossima: un’altro spiderino del portello, una giulia, anch’essa rossa.

Parafiamma terminato

Non solo: come vedete la moquette in lana è già stata tagliata, lavorata e sistemata al suo posto. Inutile dire che per quanto ben fatti siano i kit disponibili in giro, meglio fare ogni cosa su misura.

Ecco sopra il pianalino lato guida ancora nudo e sotto la sequenza di lavorazione, con applicazione prima dell’isolante acustico, poi della vipla e infine il tappeto in gomma marchiato Cicognani- Alfa Romeo.

Qualche dettaglio tanto per rendere il livello di accuratezza del lavoro. La doppia traversa forata, e visto che ci siamo prova inserimento della staffa ruota di scorta; la cuffia leva cambio, che si aggiudica a buon diritto la foto a tutto schermo

Infine quattro primissimi piani degli attacchi guide sedili.

E così, quel pianale verniciato a specchio da Moreno è sparito per sempre sotto vipla e moquette. Credo comunque che Antonello ce l’abbia messa tutta per non farci sentire la mancanza.

La settimana prossima altre notizie dal reparto Tappezzeria.