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Sibillini e dintorni 2015

30 agosto 2015

Come ogni anno a fine agosto, tra il 27 e il 29 si è tenuta la VIII edizione della rievocazione storica del Circuito della Vittoria, promossa dalla Scuderia Marche. Li ho intercettati il 28 sera sulla “griglia” di partenza e il giorno dopo in Piazza Mazzini a Macerata.

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Il tema quest’anno – mai così azzeccato – era ‘Fra Storia e Preistoria’. Del territorio ovviamente, ma tornando all’auto e alla sua storia io ci vedo un bello spunto di riflessione, storiografica diciamo. E in mezzo un concetto teorico chiave per l’occasione, quello di ‘protostoria’.

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Ecco, non è il caso della bellissima Lancia, per quanto bisognosa di una spintarella :) e nemmeno dei vari sfreccianti torpedo, spyder e siluri terrestri presenti, ma una parte dei veicoli semoventi o quasi al via l’altra sera entrano a pieno titolo nel limbo della protostoria dell’automobile. Agli storici l’onere di una periodizzazione fondata su criteri espliciti.

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Nella pratica ci atteniamo a una periodizzazione più lasca, benaccetta se utile a imbucare qualche vetturetta più fresca. Infatti a dispetto della locandina dell’evento, che recita “Per auto costruite entro il 1940”, il comunicato stampa stiracchia fino al 1954. Benone!

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Così, accanto alle venerande nonnine e signore d’altri tempi, abbiamo qualche MG, bellina quanto drammaticamente arretrata per i suoi tempi, sia sul piano tecnico che stilistico, tanto da mimetizzarsi fra le suddette. E, soprattutto, la stella della manifestazione, la Giaur 750 Record del 1954.

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Esemplare unico costruito dal teramano Bernardo Taraschi su commissione del pilota dilettante francese Jean Grousset, nella sua configurazione originaria il piccolo bolide presentava un abitacolo chiuso e carenato da un cupolino in plexiglass ottico, ripreso in coda dalla pinna caudale stabilizzatrice.

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Sotto il cofano montava un Giannini bialbero, il G2 per la precisione, che con l’aggiunta di compressore centrifugo Roots riusciva ad erogare la bellezza di 115 CV, spingendo l’unità, complice il telaio tubolare e la leggera carrozzeria in alluminio, fino ai 225 Km/h!

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Al tempo, più che altro per imperizia nella gestione della meccanica e superficialità dei proprietario francese, l’auto non riuscì a onorare il suo roboante nome e rimase a digiuno degli agognati ‘record’ sulle medie e lunghe distanze. Andò meglio al costruttore e pilota Bernardo che, nel 1953, con un’altra delle sue creazioni, ottenne il gradino più alto del podio precisamente sul Circuito della Vittoria.

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La Giaur 750 Record fu ritrovata nell’attuale configurazione e riacquistata dai Taraschi nel 1966.

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Adattata un po’ alla meno peggio all’uso stradale e priva del compressore, questa ‘barchetta’ conserva tuttavia intero il suo fascino e costituisce un bel pezzo di storia del motorismo sportivo italiano. Grazie a Tazio, figlio di Bernardo, per averla riportata a questa ottava rievocazione.

 

Dolcefarniente

23 agosto 2015
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Per rendere l’idea delle attività in cui mi sono trovato coinvolto durante questa torrida estate basta una foto. Del resto, cos’altro si poteva fare? Mai visto un caldo del genere da queste parti: roba da lessarsi le meningi anche all’ombra!

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Va detto però che non paghi delle tempeste di calore locali, il caldo boia ce lo siamo andati a cercare all’estero. In foto una delle piscine del Resort Playas Macenas, vicino a Mojàcar, base delle nostre esplorazione nella costa sud della Spagna. Programma ridimensionato, appunto, viste le temperature.

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Prima meta Barcellona: ristorante, pernottamento. Levataccia, gitarella su pulman cabrio con soste strategiche: visita Sagrada Familia, Palau Güell, Parc Güell, ancora Gaudì, geniaccio! Cattegrale etc., ristorante. Così per tre giorni, ma sarei rimasto a viverci: meraviglia di città, Barcellona. Invece no.

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Imbarco verso il Desierto de Almería. Affitto vettura – sulla carta una Mini a benza, in realtà una VW UP, bidoncello incapace di fare i 120 ad aria accesa, purtroppo irrinunciabile. Arrivo a Playa Macenas e sistemazione in villetta. Ahh finalmente il “turismo” come lo intendo io: assoluto relax, buona gastronomia, zero sbattimento. Per poco però.

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E’ pronto il programma standard, quindi visita ad Almería, poi il grande passo fino a Granada per vedere, fra l’altro, La Alhambra. Tanto per accendere la nostra curiosità Granada ci riceve in fiamme.

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L’incendio divampa proprio nella parte della città che dovremo attraversare per raggiungere il Palazzo del Sultano. Nel tragitto il termometro del taxi segna 46°,  ma è appunto per via delle fiamme nelle vicinanze, arrivati sul posto sono appena 39°. E il posto è incredibilmente bello, ci ripaga ampiamente della sfacchinata sotto il sole rovente.

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Soprattutto se dai giardini, curatissimi, disseminati di fontane ovunque, si riesce a entrare (prenotandosi on-line) nei sontuosi palazzi, uno per tutti il Generalife.

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Vedere per credere. Ma il giro turistico si ferma qui: le vacanze sono agli sgoccioli e da luglio scorso un bel po’ di cose erano rimaste in sospeso; così, per andare avanti bisognerà pure guardarsi un attimo indietro e riprendere da dove l’estate afosa ci aveva costretti a gettare la spugna.  E non sarà uno scherzo.

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A presto ;)

 

Bentornata Giulietta

26 luglio 2015

Il 19 aprile scorso avevo recensito due veloci sul mercato, di cui una da restauro all’asta in USA, identica alla mia ma ben conservata e completa. Avevo chiuso l’articolo auspicando che il prossimo proprietario fosse italiano, così che l’esemplare potesse tornare a casa. Detto e fatto… bentornata Giulietta!

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Oggi come oggi scene come questa sono diventate una rarità: in primo luogo perché i progetti da restauro, anche in America, sono praticamente finiti; metti poi l’indebolimento dell’Euro, sta di fatto che i pochi esemplari che passano ancora di mano raramente tornano in Italia. Questa invece, grazie ad Andrea, che è riuscito ad avere ragione su una nutrita rosa di pretendenti, è di nuovo fra di noi. E guardate s’è bella!

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E completa, che è la cosa fondamentale in questi casi, a meno di non voler fare la fine del sottoscritto, in fase di rimontaggio e ancora alla ricerca di qualche pezzo mancante. E sana, perché da quel che vedo, tolte le plastiche dei fanali posteriori – che si trovano facilmente – tutto il resto è in gran bella forma.

andreas-giulietta-spider-veloce_03andreas-giulietta-spider-veloce_04andreas-giulietta-spider-veloce_01Il restauro parte fra un paio di anni – ci diceva Andrea in un commento alla mia recensione – perché al momento ha già una III serie sotto i ferri e un passo corto in attesa. Caspita che bel tris! E allora, ai rallegramenti per il rimpatrio, aggiungiamo che questa veloce è caduta nelle mani giuste: un giuliettista con la G maiuscola. Auguroni all’ultima arrivata e anche alle sorelle.

E per tutti auguri di buone ferie. Ci risentiamo dopo Ferragosto ;)

Scatola sterzo andata

19 luglio 2015

Chi l’avrebbe mai detto! Considerato che motore, cambio e le parti meccaniche in generale erano tutte in ottime condizioni, poteva la scatola sterzo farci la sorpresina? Altro che! Tocca proprio sostituirla. Beh ne ho trovata un’altra, già revisionata, ma certo, mica per giocare con le parole, ma girano le scatole.

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Eppure avrei dovuto pensarci: l’incidente che portò il precedente proprietario a decidere il ricovero ad meliora doveva avere avuto altre conseguenze, oltre al parafango anteriore accartocciato. Evidentemente si beccò anche un bel colpo sul mozzo ruote e la scatola sterzo ne risentì pesantemente.

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Dunque proprio un bel bastone fra le ruote. Sì perché la scatola sterzo è precisamente il pezzo da cui si parte con il rimontaggio: non revisionarla accuratamente sarebbe pura follia. Il guaio è che la cosa impone ancora un rallentamento. Insomma avevo sperato di poter avviare il rimontaggio a luglio, invece si va a settembre.

Comunque, se riesco a mettere un piede fuori casa senza andare in autocombustione, la settimana prossima passo a prendere il ricambio e lo porto dritto da Domenico. Dopo di che si va in ferie ;)

Ramatura: la zama vuole il bis

12 luglio 2015

Dopo la prima nichelatura abbiamo completato il primo ciclo di ramatura. Sui pezzi in ottone e lamiera, purché siano stati lucidati a dovere, una botta basta e avanza. Ecco infatti i cantonali paraurti posteriori, perfettamente lisci, pronti per gli ultimi bagni: (ri)nichelatura e poi finalmente cromatura.

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Mettiamoli pure sotto il raggio di sole: non temono confronti. Flavio & Co. hanno fatto un gran bel lavoro. L’unico problemino riguarda quei bei seriali Pininfarina stampati 55 anni fa: l’accumulo di materiale tende a riempire, quindi ormai si leggono a mala pena. Pazienza… sono sciocchezze.

giulietta-spider-bumpers-coper_03giulietta-spider-bumpers-coper_02giulietta-spider-bumpers-coper_04Con la zama invece è tutto un altro paio di maniche. Come anticipato la volta scorsa, spesso un bagno di rame non basta. Non solo; il punto è che tra un bagno e l’altro ci vuole parecchio olio di gomito, a levigare certo, ma anche a riempire. Tanto per cambiare, rieccoci al cipollotto.

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L’altra volta ne erano quattro. Uno è stato subito scartato, ne rimangono tre. E quello che vi mostro nel dettaglio sarà il prossimo a lasciarci, anche se, visto che ci siamo, lo useremo per qualche esperimento. Come si fa a riempire quella voragine proprio accanto alla serratura?

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Sulla zama non c’è nulla che riesca ad attaccare, ma ora lì sotto c’è il rame, quindi un punto di stagno, poi levigare e il secondo bagno di rame farà il resto. O quasi: ovviamente ci vorrà altro olio di gomito. Un’altra soluzione è possibile: stucco e poi vernice metallica, ma si tratta di un’operazione a mio avviso un po’ azzardata, con risultati tutti da accertare. Io opterò per la stagnatura.

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E visto che ci siamo, giù con le prove di rimontaggio, per controllare un paio di cose almeno. Prima, di non sprecare fatica: inutile riempire sotto il tondo coperto dallo stemma. In secondo luogo per accertarsi che la corona di allori non abbia ondulazioni e combaci perfettamente sul cupolino della cipolla: rimandare significherebbe rischiare rigature sulla cromatura nuova di pacca, sciagura sempre e comunque in agguato al momento di inserire sportellino e molletta.

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Eccovela, a richiesta degli ignari giuliettisti tentati di ripristinare il meccanismo. Fate pure ma sappiate che non è una passeggiata. Già a smontare la cipolla dal cofano si rischia di spezzare la zama nel punto dove si innestano i perni di fissaggio. Poi arrivati allo sportellino c’è il chiodino pronto a farsi in quattro (pezzi) per voi, e a seguire la molletta stessa, come vedete pesantemente arrugginita (in sede) oppure fuori, già spezzata

Si spiega dunque perché una replica del gruppo serratura bagagliera costi così tanto: perché restaurarlo è un lavoraccio, peraltro altrettanto costoso. Lo stesso dicasi di altri pezzi, sempre in zama ovviamente, altrettanto se non ancora più rognosi. Un esempio per tutti l’anello clacson!

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Il guaio qui è il giro interno dell’anello e la parte visibile delle razze. Mentre all’esterno la levigatura risulta abbastanza agevole, internamente l’anello è accessibile solo con piccoli utensili (leggi il Dremel). In prossimità delle razze poi e sui bordini a vista le finiture bisogna farle a mano.

Un altro pezzo in zama su cui, prima ancora della ramatura, ho speso qualche ora e invocato pletore di santi è la leva del freno a mano, per fortuna anch’essa generosamente ridondata

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Qui è la forma tutta curve e anfratti e mettere a dura prova la pazienza di chiunque. Va un po’ meglio con i tiraporta o, per quanto possa sembrare strano, con la fanaleria posteriore Altissimo, ma solo perché in questo caso la parte visibile si riduce al bordino esterno.

giulietta-spider-hand-brake-lever-copergiulietta-spider-tiraporte-ramaturagiulietta-spider-altissimo-tail-lights-coperIn un post di parecchio tempo fa avevo scritto che durante il restauro della Giulietta bisogna imparare a convivere con la zama oppure soccombere alle repliche. Pur di evitarle io ci sto provando, e spero di ottenere buoni risultati.

Il risultato finale lo si vedrà però solo fra qualche tempo: com’è noto, questa legaccia è una brutta bestia e tutto quel marciume potrebbe riaffiorare. Anzi, prima o poi lo farà, è pacifico: speriamo solo che ciò avvenga il più tardi possibile, di modo che non sia più un mio problema :)

Mercato 2015 #4: Fantastica Veloce

3 luglio 2015

Che le spider veloce ben restaurate abbiano fatto il giro di boa dei 100k è ormai assodato. Da qui a raddoppiare quel cifrone però ce ne passa. Eppure è su per giù questa la richiesta per l’AR1495F04663 con motore di primo equipaggiamento AR1315*31597*. In California, alla Fantasy Junction.

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Per la precisione $198,500! Una richiesta senza precedenti, se non vado errato. Ma si sa, negli USA succedono cose strane, come quella volta in Florida – a maggio del 2013 – che una giulia spider fu battuta a 140k verdoni. Ecco, e allora il precedente c’è: se tanto porta tanto, fatte le dovute proporzioni c’è poco da stupirsi. Certo, possiamo anche vederla diversamente, ma sapere quanto io riesca ad appassionarmi alle discussioni sulle quotazioni della Giulietta…

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Piuttosto, fuori discussione è invece che si tratta di un esemplare eccezionale: una veloce passo corto matching numbers, completa di tutto, ottimamente restaurata. Quante altre ce ne sono attualmente sul… mercato? A ridaje, rieccoci al ‘mercato’. Difficile distogliere lo sguardo da tutti quei numeri, ma proviamoci: occupiamoci di lei e magari, viste le pretese, senza risparmiarci in pignolerie.

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Il compito è arduo. Difficile trovare un difetto negli accuratissimi interni di questo esemplare: la strumentazione è una favola, il volante sembra restaurato da me :D , la tappezzeria è in perfetto ordine. C’è tutto e ogni cosa è al suo posto (tranne un pomellino e la cuffia in similpelle rossa a copertura della base leva cambio). Beh, intanto un paio di cosette le abbiamo trovate subito.

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La cura dei dettagli e della corrispondenza alle specifiche di fabbrica non lascia niente al caso, all’interno come nel vano motore. Presenti ovviamente tutti i particolari specifici della veloce. Di più: anche la minuteria, dal raccordo carburatori alle Roma Block, dai Cavis verdi alle decalcomanie – forse anche un po’ troppe – tutto appare molto curato.

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Mi hanno colpito in particolare un paio di dettagli che la dicono lunga sull’attenzione all’autenticità con cui è stato affrontato il restauro. Anzitutto la decisione di non sostituire con riproduzioni moderne le vecchie targhe (identificativa e lubrificazione), operazione giustificata solo in caso di smarrimento e totale distruzione, scelta tanto più azzeccata su un passo corto, dove la targa è un po’ il documento d’identità della vettura. In secondo luogo il trattamento cosmetico dei Koni, assimilati ai Girling.

Giulietta-spider-veloce-AR1495F04663_jGiulietta-spider-veloce-AR1495F04663_lGiulietta-spider-veloce-AR1495F04663_k Insomma, un restauro di altissimo livello, in cui tutto sembra destinato a soddisfare le aspettative del collezionista più esigente, e per quanto su certe cose sia arrischiato pronunciarsi sulla base di fotografie, anche la verniciatura e le cromature appaiono all’altezza. Tutto insomma, tranne…

Tranne alcune svirgolature che in un restauro di questo livello – e, ancora, tenuto conto del cifrone richiesto – mi lasciano un po’ perplesso.  A incominciare dalla parte più importante della vettura, la “faccia” con cui si presenta, vale a dire il frontale.

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Cosa c’è che non va è presto detto. Per prima cosa, in un restauro con queste aspirazioni NON SONO AMMESSE REPLICHE! Se dovessi sganciare 200 testoni pretenderei almeno che la griglia centrale fosse originale e, soprattutto, che il sacro biscione lì in mezzo non parlasse cinese. Idem per gli stemmi PF, che vorrei inoltre a corona staccata. Vorrei poi che non solo i vetri proiettori fossero Carello, ma anche le ghiere fari, con tanto di marchio sulla parte superiore. A questo certamente si può rimediare. C’è di peggio

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L’avrete già notato… cosa è successo al baffo lato guida? Come mai questa asimmetria? Tra la curva esterna e il faretto avanzano circa 3 cm! Abbiamo per caso saltato a piedi pari le prove di rimontaggio? E poi, quei baffi, non sono un po’ troppo su, o sono troppo giù le ghiere proiettori? Beh, qui abbiamo un bel pasticcio.

Se nel punto più visibile abbiamo la smorfia, cosa potremmo mai trovare dove non batte il sole?

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Guardiamola anche in pancia. Apprezzabile intanto il fatto che abbiano rinunciato a imbrattare il sottoscocca con prodotti bituminosi o roba del genere, come si usa fare in America. Ma dico, un pelo di antirrombo ci poteva anche stare. E invece no: o tutto o niente, e qui è un po’ troppo tardi per correre ai ripari. Al di là di questo, quelli lì sono riflessi o, come credo, lamiera malamente ribattuta e/o saldature piuttosto discutibili? Difficile a dirsi, ma quel sottoscocca poteva sicuramente essere un po’ più curato.

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Tutto sommato piccoli difetti per un’auto così bella, ma che assommati fanno pensare sì a un restauro impostato molto bene, ma eseguito forse un po’ di fretta. Impressione che sembra confermata – dettaglio nel dettaglio – da questo crick (peraltro a base piatta, quindi non corretto per una 750) con la decalcomania attaccata alla rovescia.

Ve l’avevo detto che non mi sarei risparmiato in pignolerie. Del resto, 200k dolores non è una cifretta da mollare così a cuor leggero :)

ps. Ringrazio Joseph da Malta per la segnalazione.

La Macchina del Tempo

30 giugno 2015

Dopo 5 anni a luci spente proprio oggi, 30 giugno 2015, il Museo Storico Alfa Romeo di Arese, ridisegnato e ammodernato, riapre finalmente al pubblico. Quanto può aver pesato la nostra petizione on-line? Con appena 5.084 adesioni, praticamente nulla.

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Ma poco importa ormai, perché da oggi 69 dei 257 gioielli (o quel che ne è rimasto) di proprietà del Museo sono di nuovo lì, pronti per essere ammirati dai visitatori: 69 fra le vetture più rappresentative, tra cui la giulietta torna ad occupare il suo posto quale insuperabile icona di stile e punto di svolta nella storia industriale del marchio.

giulietta-prototipo-AreseTre le parole chiavi a guidare altrettanti percorsi: Timeline, Bellezza, Velocità. Le stesse che ordinano le sezioni del nuovo sito web, bello e funzionale, dove alla voce Bellezza è ancora “la fidanzata d’Italia” a farla da padrona, rappresentata in tre immagini diverse accanto alla 6c 2500 Villa d’Este, al duetto e a quella magistrale “bertonata” della 33 Carabo. Tre parole per tre percorsi destinati a intersecarsi.

‘La macchina del tempo’ non cancellerà certo l’ingloriosa fine dell’Alfa Romeo, i dissennati intrallazzi politico-industriali, il frastuono delle ruspe. La speranza è tuttavia che la rinascita di Arese (o di quel che ne è rimasto), serva come faro e punto di riferimento al rilancio, non tanto del marchio, ma delle Alfa Romeo, cioè di una nuova famiglia di vetture con dentro in DNA del biscione, e non – come temiamo – di gasodomestici targati Alfa ma farciti di pezzi prodotti fra Detroit e la Cina.

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La nuova Giulia – presentata proprio ad Arese qualche giorno fa e visibile in anteprima fino al 15 luglio – dal punto di vista del design non sarà un capolavoro di originalità, ma il V6 biturbo di derivazione Ferrari, la nuova sospensione posteriore multilink e il differenziale gestito dal sistema Torque vectoring promettono bene.

Certo questa versione, con i suoi 510 HP, è la quadrifoglio verde, la più cattiva della gamma: bisogna vedere quanto di tutto quel ben di dio rimane nelle versioni addomesticate per noi comuni mortali…

Tornando al museo (Domenica ero a Milano) proprio oggi dovevano aprire! Rimandiamo il video alla prossima visita, se me lo fanno fare. Intanto vi propongo quello della Omniauto.it, che ringrazio.

Nichelatura / Ramatura in corso

28 giugno 2015

Nel post precedente avevo accennato alla varie fasi del lavoro di cromatura. Ma ne avevo dimenticata una, forse la più laboriosa e delicata, cioè la lucidatura dei pezzi. Ecco Flavio, pienamente ristabilito, al lavoro con sullo sfondo una di quelle icone della ‘salute’ che allietano tante officine italiane :)

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Ma la lucidatura è ormai cosa fatta, tant’è che siamo già in fase di nichelatura dei particolari più delicati (paraurti in particolare, ma non solo) e di ramatura dei pezzi in zama, eseguita in un altro laboratorio.

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Sono comunque riuscito a intercettare alcuni ferracci prima che finissero nelle vasche.

giulietta-spider-cantonale-paraurti-antgiulietta-spider-rostro-paraurtigiulietta-spider-ghiere-fari-carello_01Riecco paraurti e rostri; sembrano finiti, invece quella è lamiera nuda, sabbiata e lucidata a dovere: sono pronti per la nichelatura. Ed ecco le ghiere proiettori, originali Carello. Poi gli ottoni, infine minuteria

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giulietta-spider-windshield-post_01giulietta-spider-gear-shift-leverI montanti parabrezza sono venuti perfetti, per cui andranno dritti in cromatura. Anzi, mentre scrivo mi chiama Flavio: sono già pronti! Corro a vedere il risultato. Eccoli :D

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Per la prossima settimana dovrei avere i paraurti e la zama già ramata e dunque il tutto pronto per la seconda nichelatura, in più altri pezzi già cromati.

Dunque tanto per completare la sequenza di cui si diceva l’ultima volta, il restauro della parti cromate comprende le seguenti fasi:

1) Scromatura > 2) Aggiustamenti > 3) Sabbiatura > 4) Lucidatura > 5) Nichelatura (prima) > 6) Ramatura > 7) Nichelatura (seconda) > 8) CROMATURA

Non vale per tutti i pezzi ovviamente, ma per quei particolari che saltano all’occhio come i paraurti e le ghiere fari o la cipolla in zama, se si vuole un risultato all’altezza del mezzo – e la Giulietta merita – questa è la via ;)

Aggiornamento mercatino. Estate 2015

21 giugno 2015
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Non credo che ci saranno mai aggiornamenti stagionali: il titolo è solo per tenere traccia degli aggiornamenti. Il mercatino lo aggiorno quando c’è qualcosa di nuovo, e questa volta ci sono un paio di cose interessanti e svariata minuteria. Si parte con questo bel volante per 2000 / 2600 Touring Spider

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Completo e come vedete perfetto, in condizioni da concorso. Il diametro della corona è di cm 41, quindi potrebbe essere montato anche su Sprint Speciale (da cm 40), dal quale differisce anche per la forma interna del mozzo, invisibile una volta montato: l’attacco è compatibile.

2000-2600-Touring-spider_volante_022000-2600-Touring-spider_volante_012000-2600-Touring-spider_volante_03A proposito, il tappeto in gomma che fa da sfondo (per il piano bagagliera) è anch’esso disponibile, insieme all’altro che va sistemato nel vano ruota di scorta. Sono riproduzioni di Cicognani, nuove, con appena qualche segno di usura rimediato a forza di girare per casa. Li scambio volentieri.

giulietta-spider-tappeto-baggiulietta-spider-tappeto-rear-bal E a proposito di interni ho anche un paio di pannelli porta passo lungo, neri con bordino rosso. Il bello è che sono fatti con vipla originale da fondo magazzino e sono pronti da montare. E voilà, montano alla perfezione.

giulietta-spider-porta-pannello-dxpannello-porta-dxpannello-porta-sx Il brutto è che il pannello di medium Density applicato dietro è troppo sottile e tende a imbarcarsi, ma sono sicuro che con un po’ di ingegno si trova il modo di rinforzarlo. Scambio volentieri anche questi.

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Compresa la porta lato passeggero, se vi serve. E’ bella dritta, completa di cerniere, ma come di norma va rifatto il fondo e la fascia bassa della pelle. Non la spedisco, ma siccome sono sempre in giro possiamo eventualmente combinare per la consegna (su ebay ce n’è una, messa peggio, a EURO 200!) la scambio o mi accontento anche della metà ;) Dimenticavo: è disponibile anche quella lato guida, un po’ accartocciata ma ancora utile.

Infine come dicevo un po’ di minuteria, ma nemmeno tanto minuta: un paio di Clacson Bosch funzionanti ma senza staffe né etichette; specchietti sia per modelli 750 (con vetro sostituito, ma ne ho uno anche con il vetro originale azzurrato intatto) sia per 101, in questo caso restaurato di tutto punto.

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E poi giù altra minuteria. fatevi un giro e se dovete chiedere qualcosa ricordatevi di menzionare l’oggetto: il sistema non me lo dice :-/

Cromature a pezzi e bocconi

14 giugno 2015

Con le cromature ero partito in dispari. Ma una volta recuperati i pezzi mancanti (non tutti in foto ovviamente) e avviato il processo sembrava dovesse andare tutto liscio. Salvo imprevisti, s’intende. Purtroppo un brutto incidente al professionista cui ho affidato il lavoro e siamo bloccati.

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Niente di grave, ma ci è mancato davvero poco. Mentre lavorava alla molatrice sul parafango di una moto Flavio si è preso una doppia trambata, in testa e in pieno petto, rimediando una costola incrinata e diversi punti di sutura sopra l’occhio sinistro, esso stesso graziato. Mai successo il oltre 30’anni di attività! Ma l’ho sempre detto: le moto sono pericolose :)

Battutacce a parte, il Nostro ha la pelle dura e proprio in questi giorni si stava già rimettendo al lavoro. E’ stata insomma una disgrazia con un pelo di fortuna: non mi risulta che ci sia un santo protettore dei cromatori, ma se c’è, caro Flavio, dovresti accendergli un cero.

Certo l’incidente non ci voleva, ma qualche battuta d’arresto è sempre da mettere in conto se si sceglie la via difficile, quella cioè di restaurare anziché montare repliche bell’e fatte… Che poi non è detto, perché anche queste possono richiedere aggiustamenti, come del resto li richiedono i paraurti originali se provengono da un altro esemplare.

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Il cantonale in foto ne è appunto un esempio. Per ottenere il raggio di curvatura giusto, aderente al millimetro in ogni suo punto alla sagoma del frontale, Domenico ha dovuto aggiungere del materiale, saldato a torcia ossiacetilenica e poi levigato. E il cordone? Invisibile, ci mancherebbe: è così che lavora il Maestro (e dovreste vedere come salda l’alluminio!).

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Gli aggiustamenti interessano poi, nella la parte interna, le staffe di fissaggio, e qui bisogna fare ancora più attenzione perché con il calore si fa in un attimo a marcare la lamiera proprio in quel punto, dove poi ribattere è durissima. I pezzo più delicato fra quelli in lamiera rimane comunque la lama del paraurti posteriore… troppo lunga: se non ci trovate qualche simpatica ondulazione consideratevi dei miracolati.

Giulietta-spider-bumpers-rechrome_01Giulietta-spider-bumpers-rechrome_07Giulietta-spider-bumpers-rechrome_08Aggiungete poi le parti in zama e avrete il vostro biglietto di sola andata per l’inferno :evil:

Il “cipollone” in particolare, è tre volte rognoso. Prima per il materiale, di solito fiorito; poi per il chiodino su cui si impernia il copri serratura – che o si spezza o viene fuori trascinandosi del tritume di zama -, infine per la molletta: non so se sia meglio perderla subito e non pensarci più oppure armeggiare poi per ore a farcela rientrare in sede in modo che faccia il suo lavoro.

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Io però non ho scampo: tanto per andare sul sicuro, ne faccio ricromare quattro: il più bello sale a bordo, con tanto di molletta.

Riassumendo, far ricromare i vostri vecchi pezzi originali è una corsa a staffetta piena di ostacoli. E siamo solo al secondo stadio, nemmeno a dirlo, della preparazione! Il primo è la scromatura (fatta), poi i vari aggiustamenti (fatti anche questi). Ora tocca al sabbiatore; poi giù con la ramatura a spessore (e capita che un solo passaggio non basti), infine la cromatura. Anzi, per fare un lavoro fatto davvero bene, aggiungete qualche passaggio in nichelatura.

E’ così che faremo. Ve la racconto strada facendo.

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