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Milano AutoClassica 2015

27 marzo 2015

Alla sua IV edizione, Autoclassica si riconferma lo spazio tra passato e presente dedicato alle autovetture di altissimo livello: Ferrari, Maserati e Lamborghini, ma anche Alfa Romeo. E quest’anno le Giuliette erano tante, per cui a guadagnarsi la copertina qui da noi è questa spider bianca del 1955

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Non un gran restauro, anzi datato e piuttosto approssimativo (fughe porte e cofani irregolari, qualche crepa nella vernice) ma un esemplare così anziano merita tutta la nostra attenzione.

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Un restauro eccellente lo si è visto però, in questa II serie grigio antracite: perfetta dentro e fuori, massima cura dei dettagli, con solo un paio di particolari fuori posto: clacson Bosch sì, ma non quelli giusti, e l’emblema in plastica sulla cipolla: sciocchezze… si fa sempre in tempo a rimediare.

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Le altre le vedrete sul filmato, quando e se avrò il tempo di editarlo. A proposito di emblemi, qui vorrei segnalarvi che ho trovato un restauratore che da una patacca scrostata riesce a ridarvi il biscione in smalto come fosse nuovo, anzi meglio con la sua patina antica. Vedere per credere.

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Si tratta di Valter Travaini e questo è il suo sito web. Si occupa prevalentemente di detailing ma come vedete se la cava benissimo anche con questi pezzi difficili se non impossibili da restaurare; e non solo. Mi ha fatto vedere, fra l’altro, il restauro eseguito sul cruscotto di una 1750 GT da rimanere a bocca aperta.

Venendo al mio restauro, ho trovato, nel padiglione ricambi che, va detto, a Milano stenta a decollare, i due ganci capotte da inserire dietro alle cerniere cofano bagagliera. Li cercavo da tempo e li volevo nuovi da fondo magazzino. Ebbene così li ho avuti

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Grazie ad Alvaro, che ha sempre di tutto e di più. Erano almeno tre fiere che puntavo un suo paio di ganci, riprodotti anche bene ma di quelli pieni, e questa volta mi ero rassegnato ad acquistarli. Quando li ho presi in mano e ho visto che erano originali non ci ho pensato un attimo. E indovinate un po’… mi ha fatto anche uno sconto :)

hingehingeshinges_01Ma ho esordito dicendo che Autoclassica è la più importante vetrina italiana per le auto di altissimo livello. Vi posso lasciare senza video e per giunta nemmeno qualche immagine delle regine della mostra? Ecco (esclusa la vincitrice del concorso che non ho fotografato) tre capolavori:

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Ferrari 500 TR, Maserati A6GCS/53 e nascosta là in fondo un’altra Ferrari, la 340MM Scaglietti. E per par condicio ci infilo un’altra Maserati, la A6G 54 scaturita dalla penna di Allemano, uno stilista che non smette di sorprendermi (una bella e ben più completa galleria d’immagini su Classic Virus).

milano-autoclassica-2015milano-autoclassica-2015-01milano-autoclassica-2015-02E da una fiera all’altra, dall’esclusiva Milano alla popolare Reggio Emilia, domani apre la fiera del CAMER. Con chi ci sarà, ci si vede là ;)

Zincatura guide sedili etc.

19 marzo 2015

Le prove le avevamo già fatte grazie a Marco da Cagliari che mi aveva lasciato le sue guide sedili da zincare insieme alle mie. Poi come al solito ci ho messo più del previsto per ripulirle, così le mie sono rimaste indietro, ma le ho zincate poco dopo e lì sono rimaste.  Rieccole, con minuteria al seguito

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La zincatura si fa (fare) in un attimo ed è anche poco costosa; ciò che richiede invece parecchio tempo e quindi pazienza, abilità e qualche attrezzo giusto è la preparazione dei pezzi… e ovviamente sto parlando di ruggine, che nelle mie guide c’era e non poca.

giulietta-spider-plated-tracks_04giulietta-spider-plated-tracks_05giulietta-spider-plated-tracksRisanarle poi, comunque lo si faccia, lascia dei segni, porosità nel migliore dei casi, che lo zinco non coprirà. Comunque ecco, niente di drammatico: le guide sono dritte e i pezzi ci sono tutti

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Anche le rotelline, le molle (e i pomelli, ancora da lucidare), e altra minuteria che è meglio lasciare legata così come è uscita dalle vasche fino al momento del montaggio: te ne perdi solo una e sono dolori!

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Da notare ancora la porosità all’estremità della seconda guida dall’alto. Dove invece il metallo è perfettamente sano la zincatura fa un figurone, come in questa staffa ruota di scorta con bullone di fissaggio praticamente nuovo (fra parentesi, la migliore delle tre che mi sono passate per le mani)

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Non è nemmeno troppo lucida; infatti abbiamo seguito il consiglio di Fausto: una leggera sabbiatura molto fine per attutire la rifrazione della luce e avvicinarci così alla finitura al cadmio dell’originale.

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I gommini sono quelli di fabbrica: i bagni non affettano minimamente la gomma. A proposito, avevo incominciato a lavorare sulle guide subito dopo lo smontaggio; ci avevo fatto anche un video ma non me lo ritrovo più. Mi spiace ma pare che sia stato vittima dell’ultimo formattone (casomai saltasse fuori lo aggiungo qui in coda).

Bon questo è tutto. Domani si parte per Milano Autoclassica. Ci si vede là ;)

 

 

 

 

Veloce in vendita (ma occhio alla truffa)

14 marzo 2015

L’auto c’è, una veloce genuina del 1960, e c’è anche il legittimo proprietario canadese disposto a disfarsene per u$s 32,000. Ma c’è anche il truffatore di turno che ha clonato l’annuncio e l’ha sbattuto qui da noi, su Autobelle, in un bel pacchetto di annunci fasulli. Occhio a non cascarci!

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Certo, a 19.400 Euro, la 1495F10643  – con motore di primo equipaggiamento 106 00842, un po’ strapazzata ma completa – fa gola a chiunque, anche e soprattutto a chi è più esposto, cioè a quei pochi sprovveduti rimasti che non si sono ancora accorti del prezzo di mercato di questi esemplari ormai rari. Suvvia non diciamoci cazzate: oggi, a meno di 30 SCORDATEVELA! Anche in queste condizioni

1495F10643_c1495F10643_a1495F10643_bVi sembro un po’ alterato? Può anche darsi, perché il fatto è di appena qualche giorno fa: mi contatta un follower isolano (rimango sul vago e ci mancherebbe) dicendomi, appunto, di averla presa in quel posto: la veloce, presa più o meno a questa cifra (sotto i 20.000), veloce non era, anzi era un normalissimo colabrodo. Farsi sentire prima no eh?  :roll:

Sì, perché questi teppistelli sono talmente imbranati che sgamarli è un attimo. Certo, si danno da fare per allestire per bene la vetrina, la cosa è quasi verosimile, ma non serve scavare: basta capire che nemmeno il vetro è loro, figurarsi la merce esposta. Ecco il modus operandi del Nostro, e come questo di tanti altri.

veloce-truffa_01Per prima cosa s’inventano o replicano il nome di una “Company” e mettono su un finto sitarello internet, che già a vederlo ti vien da dire ma chi c… sono questi sfigati? Guardate lo Header: tipica immagine ‘suggestiva’ proposta insieme al template gratuito. Guardate il logo, capolavoro di Brand identity :) [a proposito, proprio mentre scrivo, alle 15.38, il sito è stato messo off-line]. Fatto questo non c’è che da infarcire l’inventory, nemmeno a dirlo con foto scopiazzate da annunci veri, di auto in vendita o già vendute. Nel nostro caso la volpe ha pensato bene di andare a pescare niente meno che nell’inventario di siti notissimi, fra cui Hemmings e il Beverly Hills Car Club.

Così guarda caso accanto alla nostra Veloce (non visibile sul finto sito però) abbiamo l’appetitoso rottame di una Porsche 912 Targa al prezzo di un’aspirapolvere, una rara Mercedes 170B Convertibile, questa sì, a Euro 24.600 (ma v. sotto) e un’altra Alfa, 2600 Sprint, anch’essa a un prezzaccio.

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Peccato però che siano solo immagini… e parole. Anche queste (a riprova che trattasi di semideficienti: googlate una frase e salta fuori l’inghippo) copiate e incollate dagli annunci veri :D

Che sono, come detto sopra, nell’ordine quelli della Hemmings per la 912 ($ 17.950), e del Beverly Hills CC sia per la Mercedes (proposta a ben $ 44.500) che per la 2600 (ormai venduta).

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E la veloce? Beh quella hanno pensato che magari avrebbe fatto piacere a noi italiani riportarcela a casa, sicché non hanno perso tempo a inventariarla nel sito della blasonata BGS Inculators GmBh e l’hanno inserzionata direttamente su un sito nostrano (a destra) clonando l’annuncio canadese (a sinistra), dove la stessa appare offerta alla cifra indicata sopra, cioè al cambio d’oggi Euro 30k e rotti.

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E poi… beh poi hanno deciso di strafare. Sì perché accanto a lei ce ne sono svariate altre, Porsche soprattutto. La volete una 911 T 2,0 addirittura più economica della 912? (clonato ancora da Hemmings); vi andrebbe una 356 Pre-A bent window da facile restauro a 34.500? :D (era su ebay, riportato da BAT); e se facessimo un cabrio invece, mettiamo un A del ’57? Tanto, come prezzo siamo lì, solo 32.600 (scopiazzato da uded-cars-from-usa: la targa fu galeotta). E chi più ne ha più ne metta.

Beninteso, non sono passato dritto a questa segnalazione. Pur convinto sin dall’inizio che fosse una truffa, ho prima risposto all’annuncio richiedendo più fotografie, che mi sono state fornite; poi ho telefonato allo 0034603358152 indicato in calce. Mi ha risposto tale Filip, che parla inglese e spagnolo… ma che bravo! Nel frattempo ho contattato Christopher Boles del Veloce Register, dove l’auto figura come appartenente a Mr. Rankin. Quindi, la prova del nove: ho proposto al buon Filip un acconto via Paypal. Al che il solerte “responsabile movimentazione”, facendo orecchie da mercante e ribattendo che vorrebbe invece un trasferimento bancario sul suo conto, mi dà conferma che si tratta di una truffa.

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Segue tutta la ricerca di cui avete qui i risultati. E, ovviamente, a questo punto la risposta al temerario Filip (in spagnolo): “mettiti a correre che ti ho sguinzagliato i cani, ti staranno già alle calcagna” :mrgreen:

Infatti ho segnalato l’annuncio ad Autobelle e spero che loro facciano seguire a chi di dovere. Zero tolleranza con questo genere di turlupinatori rott’in c… Vi sembro un po’ alterato? Beh, c’è chi aborre la blasfemia, chi inorridisce  (o sorride beffardo) a sentir parlare di ‘falso in bilancio’… a me dà fastidio questo genere di reato. Tanto.

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Ma no, non sono alterato, anzi. La Veloce c’è ed era da un po’ che non spuntava un esemplare bisognoso e meritevole di un restauro nuts&bolts. E il prezzo, se devo essere sincero al 100%, non mi sembra nemmeno eccessivo. Vi dico di più: ho fatto, tenendomi basso, un calcolo dei componenti pezzo per pezzo e il risultato è stato, tolta la scocca, di circa 26- 27K euro. Ma quella è tutta intera! Peccato che per noi ci sia la trafila nave-dogana-IVA-dazi-movimentazione portuale e compagnia cantante (e sonante), con la quale siamo all’incirca sulle cifre a cui è passata di mano qui in Europa l’ultima Veloce di cui ho saputo, da fonte più che attendibile, il prezzo: EURO 44.500. Venduta dal buon Joop, un passo corto in condizioni migliori, ma pur sempre da restauro.

spiderveloce_buyer_protectionCome mi diceva proprio ora nella sua risposta Christopher: “There are many more yet to be discovered but after 40 years of searching, I am beginning to see the same cars come up for sale, which hints at the number available.”

Verissimo: non è da oggi che stiamo a grattare il fondo del barile. Le veloci sono finite e quelle poche ancora in giro rimbalzano da un sito al’altro. Così, nella misura in cui diventano più ricercate, desiderate e alle aste contese a suon di rilanci, anche gli scammers fanno due conti e traggono beneficio a usarle come esca per drenare il conto a qualche poveraccio.

Mi raccomando, voi che leggete, non fatevi impapocchiare così stupidamente: due righe, un link e sono subito da voi ;)

Ciclistica

3 marzo 2015

Con la scocca verniciata e pronta è giunta l’ora di portare a termine i vari lavori in corso sugli altri reparti, a incominciare dalla ciclistica. E devo dire che qui siamo a buon punto. Infatti ecco Fausto Fiorucci della F.M. Restauro e Assistenza di Matigge (Trevi – PG), alle prese con la lista della spesa

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Non che il compito sia particolarmente impegnativo, anzi si fa presto: facciamo tutto nuovo. Impegnativo è stato invece arrivare fino a questo punto.

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La storia parte con lo smontaggio: tutto olio dei miei gomiti. Poi i primi interventi di risanamento con il solito EvapoRust, seguito da qualche prodotto alternativo ma giusto per il gusto di sperimentare. In realtà si può ben dire che sia stato Fausto ad occuparsene fin dall’inizio, da quando cioè mi sono presentato in officina con questa cassetta piena di ferracci, annessi e connessi.

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Mentre l’avantreno era quasi completamente smontato, il ponte posteriore l’ho scaricato così come era venuto giù e sistemato accanto alla trasmissione (ricorderete, già revisionata). Completato lo smontaggio, i pezzi sono stati preparati per la sabbiatura, cioè sigillati per evitare scomode intrusioni:

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I pezzi mancanti nella foto – sorvoliamo su quelli fuori posto (cinghie sostegno serbatoio, anch’esse sabbiate) – erano stati già risanati, con Evaporust per l’appunto (no, sbagliato, lo pago anch’io) :D

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dir_02Infine tutto quanto è stato verniciato a polveri e messo in forno, con l’unica eccezione del triangolo posteriore, il cui silent block, ben conservato, si sarebbe sciolto con il calore. Qualcuno storcerà il naso: la verniciatura a polveri non era prevista. Ebbene ben venga invece, perché là sotto, dove il pietrisco colpisce e l’umidità regna sovrana, ci vuole qualcosa di tenace e resistente, e questa, ve l’assicuro, è talmente tosta che la si potrebbe prendere a martellate.

 

Della meccanica invece se ne è occupato come al solito Marco Mancini, che aveva già rimontato il motore e revisionato il cambio. Beh, diciamo piuttosto ‘visionato’, perché in realtà era stato ‘aperto e richiuso‘, praticamente nuovo, come del resto anche il differenziale, di cui però non ho foto a cuore aperto, i lavori essendo stati fatti mentre ero in Sud America. Comunque eccolo, di nuovo a posto.

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E per il ponte posteriore c’è quasi tutto: i tamburi sono stati rettificati, le ganasce risuolate; le bandelle arresto scuotimento le avevo prese nuove da Ricambienonsolo; i cilindretti freni li ho presi da Bergia al Lingotto. Ah ecco, mi manca la decalcomania che ammonisce: ‘non usare oli EP': provvederò

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Ad essere sguarnito al momento è l’avantreno. Ma sto proprio per girare la lista della spesa a chi di dovere, quindi per Reggio alla fine del mese i pezzi mancanti saranno in casa. Intanto pensiamo la resto: tanto per dirne una, anzi due, zincatura e cromatura. Arrivano anche quelle ;-)

 

 

All Over Red

21 febbraio 2015

Tutta rossa, dentro, fuori e anche sotto; è così che uscivano dalla Pininfarina ed è così che doveva tornare la mia Veloce. Fatte salve le differenze ovviamente… che poche non sono. Anzitutto niente nitro – e ci mancherebbe – bensì il Lucido Diretto UHS Duralit Extra della MaxMeyer.

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Ma per farla breve, la differenza fondamentale – giova ripeterlo – sta nella preparazione. Con le scocche che uscivano dalla linea di montaggio questa non ha praticamente nulla da spartire. A incominciare dal trattamento interno degli scatolati, al tempo simbolicamente imprimati, quindi condannati ad arrugginire presto, che qui abbiamo trattato con il tenace Fondo Epoxy Primer 840 R della Dupont.

Giuletta-spider-veloce-AR501Giuletta-spider-veloce-AR501_SX-sideGiuletta-spider-veloce-AR501_aLo stesso che ricopre interamente la scocca e fornisce il supporto allo stucco liquido poliestere, ricoperto poi con fondo definitivo Dupont 799R prima delle due mani di Rosso alfa 501 (presto nel dettaglio l’intero procedimento: prodotti e sessioni di levigatura con carta vetrata da 80 fino a 500, poi lucidatura).

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Tutto ciò ovviamente senza nulla togliere alla ‘mano’ – che è poi sempre la stessa, quella di Moreno della GF – che ha applicato il Rosso Alfa. Mi è capitato di vedere scocche troppo sovraccaricate, così ‘impastate’ che fai fatica a capire cosa c’è sotto, e su altre anfratti (area prese d’aria, passaruota posteriore etc.) dove il colore era arrivato sì e no. Qui il rosso è ovunque, uniforme ed omogeneo.

Giuletta-spider-veloce-AR501_nose_03Giuletta-spider-veloce-AR501_nose_02Giuletta-spider-veloce-AR501_nose_04

Rosso che non è il rosso di queste foto: purtroppo qui la luce era incominciata a mancare e il flash mi ha giocato qualche brutto tiro. Pazienza… ci sarà modo di fotografarla con la luce giusta. A proposito, la griglia rinforzata all’imbocco della presa d’aria (foto a dx) è frutto della pignoleria di Domenico: visto mai ci si dovesse infilare qualche volatile… :)

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Se ci fate caso, il riflesso delle luci sul parafango mostra ancora qualche leggerissimo effetto ‘buccia d’arancio’, che verrà spianato con la lucidatura. Come il frontale, anche il sederino della Giulietta soddisfa appieno le mie aspettative, come del resto i parafanghi, sotto e sopra.

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Interamente rosso, all over appunto, anche il sottoscocca, che ha avuto la sua applicazione di antirombo e poi via di vernice.

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Giuletta-spider-veloce-AR501-undercoat_01Giuletta-spider-veloce-AR501-undercoat_03Giuletta-spider-veloce-AR501_02Su tutta la parte interna ho preteso (lo so, è pura follia, ma tant’è) la stessa finitura della parte esterna della scocca, cosa che ha richiesto un supplemento di lavoro, portando le 200 ore grasse preventivate (preparazione e verniciatura s’intende) a 250 tonde. Godiamocela adesso: tranne i passaruota, lì fra un po’ sarà tutto coperto :-/

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Giuletta-spider-veloce-AR501-floor_02Lo stesso vale per il vano motore, chiamato a ospitare il 106*00049 di primo equipaggiamento, a quanto mi risulta il seriale più basso della serie che sia sopravvissuto (cf. lo Spider Veloce Register), e qui mi rifaccio.  Sul parafiamma, parte superiore, abbiamo applicato un velo leggero di antirombo.

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Giuletta-spider-veloce-AR501-engine-bay_01Giuletta-spider-veloce-AR501-engine-bay_02Giuletta-spider-veloce-AR501-engine-bayL’unico dubbio che mi è rimasto riguarda la verniciatura con raggrinzante nero del ripiano cruscotto. Questa vernice produce il ben noto effetto rilievo con spessore variabile a seconda della quantità di prodotto applicato e la  temperatura cui viene sottoposto.

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Capita che si esageri e l’effetto viene troppo pronunciato e tutto sommato sgradevole, ma capita anche di sbagliare per difetto e allora il raggrinzante non monta. Insomma trovare il punto giusto è una bella rogna e io ho l’impressione che nel mio caso ci è mancato qualche grado per raggiungere la temperatura ottimale. Ecco il confronto con il raggrinzante originale:

Giuletta-spider-veloce-AR501-wrinkle-dash_smallgiulietta-spider-dash-nose-01In ogni caso su questo possiamo tornarci: bisogna ancora verniciare, con la stessa vernice e rigorosamente alla stessa temperatura, il labbro cruscotto (quello in foto ho fatto l’errore di cederlo ad altri!) e il rivestimento colonna sterzo, che però dev’essere meno carico, forse come è il cruscotto adesso.

Finiamo con gli accessori della scocca: cofani e porte (già lucidati a dovere), paracolpi interni, sportellino vano portaoggetti, cerniere e minuteria varia, oltre alle parti in nero.

Giuletta-spider-veloce-AR501_doorsGiuletta-spider-veloce-AR501-doors-bits_01Giuletta-spider-veloce-AR501-black-bits_01E vediamo un po’ chi, fra i più perspicaci, riesce a dirmi cosa sono quelle due mezze lune nella foto in mezzo :D

 

 

Automotoretrò 2015

16 febbraio 2015

Fine settimana movimentato, quasi fotocopia della sfacchinata dell’anno scorso: da Tezze sul Brenta – e finalmente ho visto la Giulietta verniciata! – a Milano per una visita veloce al laboratorio Lopane, dove ho visto auto da cardiopalma, fino a Torino per Automotoretrò: servono ancora ricambi e la cosa è urgente. Ma ecco in anteprima la Giulietta, per ora velata: presto più foto e il filmato.

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Veniamo ad Automotoretrò. Niente video questa volta, ma in compenso foto finalmente decenti – almeno spero – con una nuova reflex digitale acquistata proprio per ritrarre la Giulietta tornata dal mondo dei rottami. Intanto facciamo qualche prova al Lingotto, con qualche scatto a caso delle auto presenti in fiera, incominciando dalle Fiat per passare subito all’angolo delle “eccelse”: tre bellissime ‘scoperte':

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Porsche 356 A Spider, Giulia GTC rossa e Lancia b 24 spider america: l’aggettivo che imbratta i parabrezza non è sprecato: ottimo il restauro in tutti e tre i casi. Fatto abbastanza raro, quest’ultima era in buona compagnia: ne ho contate, a parte l’esemplare “ufficiale” in mezzo, almeno altre tre.

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lancia-b24 Battuta quanto a rarità dalla Berlinona ‘Florida’ e ovviamente dalla D50 Formula 1 del ’54.

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Di Alfa Romeo ce n’erano, di tutte le età, dalle nonnette alle GTV (2000… 1750 non ne ho viste), compresa qualche giulietta nel padiglione auto in vendita, sempre poche per i miei gusti.

old-alfasPer vederle bisogna andare da Paolo Bergia… dopotutto siamo nel suo feudo. Ecco allora una panoramica delle sue giuliette, dal classico ritrovamento nel granaio (americano) alla scocca in primer alla Giulia blue a fine restauro.

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Quest’ultima c’era anche l’anno scorso; la giulietta con cofano giallo invece è una new entry: una normale del 1957!

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bergias-stand_02bergias-stand_04Ma di novità ce n’erano anche dall’altra parte, nel padigliore ricambi, prima fra tutte la nuova griglia in ottone per il frontale: dopo tante prove, aggiustamenti e riprove e non da ultimo un cospicuo investimento, eccola: la più bella riproduzione che mi sia mai capitata fra le mani.

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A me interessava altro però, e come dicevo con una certa urgenza, perché a Foligno Fausto e Marco hanno finito di rimontare il ponte e ora stanno lavorando all’avantreno: i cilindretti freni e qualche testina, anzi tutte, dovrei portarglieli subito.

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Le ganasce son servite: ottime riproduzioni dei Girling con tanto di marchio a sbalzo. Fra le testine invece qualcuna mancava all’appello, per cui dovremo rimandare a Reggio.

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Molto prima, la settimana prossima, un folto reportage fotografico del bellissimo lavoro eseguito da Moreno sulla mia Veloce, di cui vi lascio (ho aperto così e così, tolto il velo, è giusto chiudere) un’altra immagine in anteprima.

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A presto ;)

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Non vaccinatevi!

8 febbraio 2015

Non ha bisogno di presentazioni, il sito di Francesco Savoia, oppure sì, visto che gli articoli pubblicati sono in inglese e a qualcuno potrebbe essere sfuggito che a scrivere è un nostro connazionale, non un monomaniaco come me, ma un attento, versatile e competente appassionato di auto d’epoca.

Classic-Virus-home

Seguo da tempo Classic Virus e oggi mi sono deciso a includere un collegamento stabile nel menù di destra. Ne vale la pena, perché con intelligenza e perseveranza l’autore posta un articolo al giorno, spaziando, tra le marche più prestigiose italiane e non, dal rottame all’esemplare da concorso, con netta e gradita prevalenza di autovetture in vendita. No affiliations, ma se siete alla ricerca di ferri d’altri tempi non vaccinatevi: una dose giornaliera di Classic Virus dovrebbe fare proprio al caso vostro.

Ecco l’ultima chicca: la segnalazione di una Giulietta spider III serie (la stessa che vedete in foto sopra) all’asta su ebay. Poco più di un rottame… “eppur si muove”. Guardatela, anzi sentite, nel video incluso nell’annuncio, quel bialbero urlare, a dispetto del colabrodo su cui si trova ancora imbullonato, tutta la sua voglia di strada.

E a proposito di Virus e Giuliette rosse, è stato uno di questi, cattivi ma passeggeri, a tenermi inchiodato in casa, facendo saltare non solo la gita a Parigi (quest’anno avevo organizzato tutto per godermi Rétromobile) ma anche la visita da Domenico, dove da un mese circa la mia veloce verniciata a nuovo mi attende sconsolata. Pazienza… lo sappiamo bene, contro i virus c’è poco da fare :)

Aggiornamento Mercatino (Gennaio 2015)

31 gennaio 2015

Aggiornamento ghiotto, come vedrete. Tra i miei doppioni e i pezzi proposti dagli amici del blog, più qualche conoscenza locale in vena di svuotare il garage, abbiamo messo su un discreto numero di ricambi, tra cui un paio di mosche bianche. Ecco intanto questo bel volante, farina del mio sacco

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L’ho “restaurato” (con l’aiuto decisivo di Moreno) assieme a quello che farà girare le ruote – e gli sguardi :) – alla mia Giulietta. Fra i due l’imbarazzo della scelta c’era, ma anche il bisogno di rientrare… beh sì, perché entrambi montano componenti (anello clacson e pulsante centrale) nuovi da fondo magazzino, e questi come sapete oltre che rarissimi sono dannatamente costosi. Quindi di restaurato – tolgo le virgolette – c’è solo la corona in bachelite, il resto è nuovo. Completo ovviamente, al 100%.

Ancora più rari però – le vere mosche – sono la Bobina Magneti Marelli B200B specifica per Veloce e la Pouch, quella busta verdognola dove mettere il Libretto Uso e Manutenzione. Quando oltre un anno fa ne trovai una, lanciai subito la sfida fra gli amici giuliettisti: alzi la mano chi ce l’ha. Rispose solo Pasetti :D

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Questa qui è quasi identica, salvo qualche di particolare di poco conto: a) è un pelino più piccola (1/2 cm circa in altezza); b) il materiale è sensibilmente più spesso; c) non ha quella piccola testa raffigurata sotto il risvolto di chiusura. Inoltre come vedete ha qualche segno di uso maldestro, ma direi che anche un calzolaio di borgata una pezza lì è in grado di mettercela e la pouch dovrebbe facilmente tornare a fare la sua figura.

E non è finita qui: della Magneti Marelli c’è anche la Dinamo DN44A, nuova anche se stivata male quindi da revisionare, ma funziona. Abbiamo anche un Crick Battaini a base piatta fissa, restaurato e perfettamente funzionante, con tanto di decalcomania. E poi minuteria varia come questo paio di vetrini arancione Altissimo NOS, rari anche loro rispetto alla versione chiara, specchietti I e III serie, un set di fregi cruscotto quasi completo (cercasi il più piccolo) e altro ancora.

giulietta101-battaini-jack-restoreddinamo-MM-DN44Aaltissimo_orange Insomma di roba ce n’è. Quest’anno il Mercatino parte bello pienotto. Approfittatene. Ok, e fatto questo, possiamo tornare ad occuparci della Giulietta, che sarebbe pure ora. La settimana prossima ;)

Primi 7 capitoli Catalogo Parti

26 gennaio 2015

Finalmente, come anticipato oramai diverso tempo fa, sono disponibili i primi capitoli del Catalogo Parti di Ricambio, compreso il relativo ‘Bollettino di aggiornamento’. Per ora ecco i primi 7 del Vol. 1° Gruppi Meccanici ed Elettrici, pronti per il downlaod.

basamento

I files sono stati digitalizzati fra i 300 e i 240 dpi sulla mia copia personale, praticamente nuova, quindi qualità e risoluzione sono buone, a discapito però della ‘leggerezza': tanto per fare un esempio, il primo capitolo, che contiene anche l’indice, le pagine introduttive e qualche foto, pesa ben 27,1 Mb. Ogni file può (deve) essere scaricato separatamente. Non ci sarà – diciamolo subito a scanso di equivoci – la possibilità di scaricare l’intero volume in un singolo file. Forse, dico forse, prima o pio farò un DVD. Le versioni precedenti di entrambi i volumi rimangono comunque disponibili, almeno finché non avrò completato il lavoro, si spera presto.

Giulietta_manual-1955-coverCon l’occasione ho inserito anche un altro documento, raro e molto interessante, inviatomi da Luca di Fermo (grazie mille!). Si tratta del Manuale Uso e Manutenzione Giulietta del 1955, quando le uniche versioni disponibili erano la Sprint e la Berlina. La scansione è ad alta risoluzione e quindi anche in questo caso il file è piuttosto pesante (36.4 Mb). Il manuale mostra tutti i segni del tempo e dell’uso. Sia il Manuale che i 7 capitoli del Catalogo, come sapete riservati ai sostenitori, sono scaricabili dalla pagina DOCS. - Infine qualche altro nuovo documento, questa volta in vendita, ovviamente originale in supporto cartaceo, lo trovate nel Mercatino, anch’esso ormai bisognoso di un aggiormamento. A presto.

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Argentinian barn finds

18 gennaio 2015

E’ stata una vacanza tranquilla, trascorsa quasi tutta nella nostra casa immersa nel verde appena fuori città; niente viaggi, zero sbattimento: dalla piscina alla sdraia al barbecue la triangolazione è perfetta. Per gli spostamenti in città mi ero accordato per un Alfa Romeo 156 a noleggio, ma mi è toccata una Toyota di fabbricazione nazionale… sapeste che bidone! Roba da fare arrossire la mia piccola IQ.

home-sweet-home

Meglio così: tentazione di uscire ridotta al minimo; sempre ammesso che uscire fosse possibile, perché da quelle parti hanno un curioso concetto del ‘passo carrabile': i più l’interpretano come un invito a parcheggiare proprio lì, per cui come si fa a protestare quando qualcuno lo prende proprio alla lettera e te lo ritrovi letteralmente ‘carrato’ da veicoli, appunto, a propulsione equina? :) E certo prima o poi bisogna mettere il naso fuori, perché come sapete nel mio caso non c’è vacanza senza almeno una battuta di caccia al rottame promettente.

home-sweet-home_15home-sweet-home_11home-sweet-home_12Questa volta poi devo dire che avevo anche le idee chiare, come anticipato fin dall’arrivo: quella Cisitalia Abarth 850 Allemano con trent’anni di polvere addosso era già argomento di conversazione via mail fra me e il suo proprietario, il sig. Eduardo, quando nel primo pomeriggio del 6 gennaio egli ci aprì un enorme capannone svelandoci molto altro.

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Il sig. Eduardo colleziona micro e ninicars, perciò di queste ce n’erano un po’ dappertutto: svariate Isetta, Messerschmitt, Gogomobil, De Carlo (BMW 700), una Vespa 400, che là chiamano Mitzi B40, con tanto di roulottina al traino.

de-carlo-microcarvespa-400heinkelC’era anche una simpaticissima microcoupé progettata e prodota interamente in Argentina a metà degli anni ’60 in meno di 200 esemplari.

Si tratta della Dinarg (Dinàmica Industrial dinarg-d200Argentina): carrozzeria in resina poliester, peso circa 300 kg, purtroppo equipaggiata con un motore oggi improponibile: un monocilindrico 2 tempi Sachs da 200 cc. Ma guardate che bella macchinina. Nel capannone ce n’erano anzi due: una rossa egregiamente restaurata e una bianca da restaurare (non quella in foto). Mia moglie se ne innamorò appena la vide sicché dovetti strattonarla verso l’angolo dove stazionava la cisi.

 

Eccola. L’auto a dire il vero si presenta un po’ peggio di quanto mi aspettavo, con la parte bassa della scocca e tutta la fiancata sinistra pesantemente arrugginite. Come fosse stata ricoverata sotto una tettoia: facile indovinare da quale parte batteva la pioggia… Nondimeno è completa. Meglio ancora, si tratta di un esemplare su cui, a quanto pare, salvo la sostituzione del volante e una becera spruzzata di qualcosa di simile a vernice (era nata rossa), nessuno ci ha mai messo le mani.

Cisitalia_Allemano_Abarth_850_Coupe

Aperti i cofani: dietro il motore, con tutti i suoi componenti originali, davanti il serbatoio, idem, c’è tutto, persino la targhetta identificativa: è l’esemplare n° 18. Anche gli interni, sia pure ovviamente rovinati, sono presenti: la strumentazione invece – i tre pezzi da 90 sul cruscotto – è completa e in buone condizioni, a eccezione di un vetrino persosi per strada. Fanaleria, a eccezione del priettore anteriore sx, e delle plastiche – si rimediano – ci sono pure. Mancano solo i paraurti.

Cisitalia_Allemano_Abarth_850_Coupe_03Cisitalia_Allemano_Abarth_850_Coupe_02Cisitalia_Allemano_Abarth_850_Coupe_01 Insomma molto più di un rottame promettente, un bel progetto di restauro, forse anche un pelo impegnativo ma potrebbe valerne la pena. Ci sono però due ordini di problemi, legati, da una parte, alle condizioni di vendita (come accennato, in lotto con altre vetture), e dall’altra alle beghe burocratiche imposte dalla regolamentazione argentina.

Ma ci sto lavorando, su entrambi i fronti. Intanto, se qualcuno volesse aggiungersi alla cordata (purché ovviamente non miri a soffiarmi la Cisi :D ) è benvenuto. Il sig. Eduardo, ve lo presento, ha anche altri pezzi, davvero rari, come questo De Dion Bouton del 1903

1903-de-dion-bouton

A proposito, le signorine non erano presenti, ma l’Argentina è rinomata anche per questo :)

 

 

 

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